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	<title>mexico @ nomads network &#187; guerrero</title>
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		<title>L&#8217;arresto della comandante Nestora Salgado mostra l&#8217;attacco alle polizie comunitarie di Guerrero</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 12:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista Traduzione di un articolo de SubVersiones Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà ovviamente il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/larresto-della-comandante-nestora-salgado-mostra-lattacco-alle-polizie-comunitarie-di-guerrero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AZhRiyFa9XE&amp;feature=youtu.be" target="_blank">Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista</a></p>
<p>Traduzione di <a href="http://subversiones.org/archivos/11910?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+SubVersionesAAC+%28SubVersiones+AAC%29" target="_blank">un articolo de SubVersiones</a></p>
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<p align="RIGHT"><em><img class="alignleft" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTrY5EwfxDjk4oDalW1qE6hFlKgliBMujA-qsb2NN1M_9Kn6n0PyA" width="274" height="183" />Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà </em><em>ovviamente</em><em> il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci stanno attaccando</em><em>… </em><em>le autorità, l&#8217;esercito, la marina.</em></p>
<p align="RIGHT"><em>Mi sento perseguitata da parte loro e anche la nostra polizia</em><em>.</em></p>
<p align="RIGHT">Nestora Salgado</p>
<p align="JUSTIFY">26 agosto. Recentemente, in una intervista video realizzata con<a href="http://www.youtube.com/watch?v=j5HSP6ILglY&amp;feature=player_embedded#t=1" target="_blank"> Caminante TV</a>, Nestora Salgado García, coordinatrice regionale delle autorità comunitarie e comandante regionale della polizia comunitaria di Olinalá, denunciò la pressione, la persecuzione costante e le minacce di morte che hanno subito da parte delle autorità.</p>
<p align="JUSTIFY">La polizia comunitaria di Olinalá si formò all&#8217;inizio di quest&#8217;anno con l&#8217;intenzione di difendere la gente dal crimine organizzato, vista la inefficacia e disinteresse delle autorità governative ufficiali. Di seguito le parole di Nestora:<span id="more-19392"></span></p>
<blockquote><p>“Loro non avevano occhi né orecchie perché per loro non stava succedendo nulla. In quanto stanche che le autorità non intervenissero, abbiamo dovuto farlo per bisogno, paura, per la necessità di difendere la nostra gente e noi stessi. Altrimenti chi altro l&#8217;avrebbe fatto al nostro posto? Che dovevamo aspettare? Che ci uccidessero? Certo che no. Fu così che il popolo si sollevò in armi, come fu diffuso in quel momento”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Ogni quartiere propose i suoi poliziotti, non abbiamo imposto nessuno, tutti sono di Olinalá, […] abbiamo un gruppo operativo, uno investigativo e la gente che sta dalla nostra parte: così si è formata la Polizia Comunitaria”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Conformammo la Polizia Comunitaria per paura e per necessità di proteggerci”.</p></blockquote>
<p align="JUSTIFY">Olinalá si sollevò in armi il 27 ottobre 2012 per difendere la sua popolazione dai gruppi del crimine organizzato e fu solo più avanti che cominciarono ad avere la consulta e si integrarono alla <i>Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias</i> (CRAC): “Senza sapere che esistesse una polizia comunitaria, noi ci organizzammo come compagni e come amici”</p>
<p align="JUSTIFY">Però il lavoro della polizia comunitaria ha dato fastidio alle autorità, per il fatto di denunciare costantemente le distinte maniere con cui si favoriscono i grandi commercianti, affinché possano controllare la vendita di determinati prodotti, allo stesso modo delle alte tariffe elettriche della CFE (Commisione Federale Elettricità). Inoltre prima della nascita della polizia comunitaria, la popolazione stava denunciando inutilmente: l&#8217;impunità, la mancanza di indagini delle polizie municipali e del personale del comune, prove di estorsioni&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Appena qualche giorno prima dell&#8217;arresto di Nestora Salgado da parte di elementi della marina, il 21 agosto lei denunciò che un gruppo di militari era salito sul tetto di casa sua, mirando alla gente, a modo di intimidazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante il governatore Ángel Aguirre ha dichiarato in diversi spazi il rispetto al ruolo delle polizie comunitarie e soprattutto della validità della legge 701 che legittima il loro lavoro da mercoledì sono state arrestate 29 persone fra: coordinatori, autorità comunitarie e poliziotti comunitari di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo stesso Aguirre, lo scorso 14 novembre, nella città di Olinalá, assicurò che avrebbe appoggiato la formazione della Polizia Comunitaria, consegnando dopo qualche mese un mezzo, anche se dopo dimenticò gli altri appoggi che aveva promesso.</p>
<p align="JUSTIFY">Il governatore aveva insistito in diverse occasioni a riguardo: “quelli che escono dalla giurisdizione e quelli che portano armi che non possono essere utilizzate dai gruppi di polizia comunitaria, dovranno essere sanzionati”.</p>
<p align="JUSTIFY">Sta di fatto che gli arresti sono avvenuti nel territorio comunitario da parte dell&#8217;esercito e della marina, come una minaccia alla libera determinazione dei popoli della Montaña di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo giorni senza aver ricevuto notizie, si è saputo che Nestora Salgado era detenuta nel carcere di massima sicurezza el Rincón, di Tepic, nello stato di Nayarit; questo solo perché suo marito, che vive a Seattle, si è meso in contatto con l&#8217;ambasciata nordamericana in Messico, per informare che Nestora ha la cittadinanza statunitense.</p>
<p align="JUSTIFY">In questo modo si è saputo dove si trovava e il motivo della detenzione: l&#8217;accusa è di aver sequestrato e torturato il <i>síndico </i>Armando Patrón. La polizia comunitaria di Olinalá lo aveva arrestato un paio di settimane prima, avendolo sorpreso a portarsi via una vacca che non gli apparteneva, con il lasciapassare del ministero pubblico di Huamuxtitlán.</p>
<p align="JUSTIFY">La gente di Olinalá lo ha segnalato in più di un&#8217;occasione come la persona che copre i criminali che lavorano per il priísta Eusebio González Rodríguez, presentando varie prove al Comune senza che fossero prese in considerazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ieri c&#8217;è stata una marcia a Olinalá, dove in centinaia reclamarono la libertà di Nestora Salgado, come anche dei poliziotti comunitari detenuti ad Ayutla e Tlatlauquitepec.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel comunicato della Polizia Comunitaria si enfatizza:</p>
<p align="JUSTIFY">“Sr. Governatore le ricordiamo che non siamo delinquenti, siamo cittadini comuni, persone che solo stanno cercando la tranquillità per la propria gente. La invitiamo ad investigare sulla modalità del corrotto e insaziabile Presidente Municipale Eusebio González Rodríguez e della sua famiglia, lì incontrerà i delinquenti e ben organizzati”.</p>
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		<title>(Español) [Audio] Entrevista Abel Barrera, Tlachinollan</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2013 22:43:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Escucha, Descarga, Difunde este AUDIO Entrevista a Abel Barrera, director del Centro de Derechos Humanos Tlachinollan, de la región Montaña del estado de Guerrero. Nos platica sobre el trabajo de estos 19 años en una de las zonas mas pobres, abandonadas y violentadas del país, por parte del estado. Los movimientos sociales siguen siendo criminalizados &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/01/espanol-audio-entrevista-abel-barrera-tlachinollan/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby9FbnRyZXZpc3Rhcy9BYmVsIEJhcnJlcmEsIFRsYWNoaW5vbGxhbi5vZ2c/html" target="_blank">Escucha, Descarga, Difunde este AUDIO</a></p>
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<p align="JUSTIFY">Entrevista a Abel Barrera, director del Centro de Derechos Humanos Tlachinollan, de la región Montaña del estado de Guerrero. Nos platica sobre el trabajo de estos 19 años en una de las zonas mas pobres, abandonadas y violentadas del país, por parte del estado.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><img class="alignnone" alt="" src="http://oxfammexico.org/crece/wp-content/uploads/2013/03/Tlachinollan.jpg" width="658" height="100" /><span id="more-18942"></span>Los movimientos sociales siguen siendo criminalizados y hostigados con la misma dinámica contra-insurgente que caracterizo la guerra sucia de los &#8217;70. Tortura, militarización, detenciones ilegales, desapariciones forzadas, violaciones, impunidad, injusticia, amenazas al territorio, criminalización de los movimientos sociales y de los sistemas de justicia comunitaria son algunos de los aspectos que perduran hasta hoy.</p>
<p align="JUSTIFY">De otro lado las luchas han tomado fuerza desde abajo, donde los pueblos desarrollan nuevas experiencias de organización reivindicando justicia, paz y autodefensa para sus comunidades y respecto de su territorio contra la deforestación, el despojo del agua y las minerías.</p>
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		<title>10° ANNIVERSARIO DEL CECOP</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 11:10:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[10° ANNIVERSARIO DEL CECOP (Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la Presa La Parota) Aguacalientes, Beni Comunali di Cacahuatepec, Municio di Acapulco, Guerrero, 28 Luglio Sono trascorsi 10 ardui anni di lotta per la nostra terra, l&#8217;acqua, il territorio e il nostro diritto come campesinos e indigeni, difendendo per i nostri figli quello che &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/28/18712/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>10° ANNIVERSARIO DEL CECOP </b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>(Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la Presa La Parota)</b></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">Aguacalientes, Beni Comunali di Cacahuatepec, Municio di Acapulco, Guerrero, 28 Luglio</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft" alt="" src="http://photo.contaminati.net/var/resizes/xm24/Nomads/Mexico/Guerrero/10-Anni-del-CECOP-contro-La-Parota/Marcha2.JPG?m=1375231678" width="320" height="240" />Sono trascorsi 10 ardui anni di lotta per la nostra terra, l&#8217;acqua, il territorio e il nostro diritto come <i>campesinos</i> e indigeni, difendendo per i nostri figli quello che ci lasciarono i nostri nonni: un popolo in armonia e la ricchezza del medio ambiente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">A 10 anni di resistenza contro il Progetto Idroelettrico Presa La Parota celebriamo quello che abbiamo ottenuto sin dal primo giorno di lotta, il 28 luglio 2003: il ritiro della Commissione Federale dell&#8217;Elettricità dalle nostre terre e la sospensione del progetto.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Nel nostro territorio le decisioni le prendiamo in assemblee comunitarie. Questo ci ha permesso di preservare quello che produce la nostra terra ed il nostro lavoro. Non permetteremo lo sfruttamento. Continueremo a difendere il carattere comunitario dei Beni Comunali Indigeni di Cacahuatepec e degli ejidos Los Huajes, Dos Arroyos, La Palma e di tutti i villaggi che fanno parte della Conca del Rio Papagayo.<span id="more-18712"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Le vittorie del CECOP sono le vittorie di tutta quella gente che non ha permesso a chi detiene potere, soldi e corpi repressivi di schiacciarli. La nostra resistenza ci riempie di dignità e forza per continuare a lottare al fianco di altri movimenti minacciati dal governo e dalle imprese depredatrici che pretendono impossessarsi di ciò che è nostro: la terra, l&#8217;acqua e i beni comunali. La nostra è una lotta per la democrazia e la giustizia per fare del Messico un grande paese, un paese di tutti i messicani e messicane e non un paese che i ricchi vogliono spartire con i loro padroni: il capitale finanziario e le imprese multinazionali.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Affrontiamo i problemi dalla radice del sistema che li genera. Allo sfruttamento, la spoliazione, la privatizzazione opponiamo la difese dei beni comunitari, l&#8217;autorganizzazione, il carattere collettivo dei nostri territori e la difesa dei diritti di chi possiede meno.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">A tutti quelli e quelle che hanno appoggiato la nostra lotta diciamo: </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">LA NOSTRA VITTORIA È LA VOSTRA</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">GRAZIE PER LA SOLIDARIETÀ</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>ESIGIAMO LA CANCELLAZIONE DEFINITIVA DEL PROGETTO IDROELETTRICO PRESA LA PAROTA</b></span></p>
<p align="CENTER"> <span style="font-size: small;"><b>LA TERRA NON SI VENDE!</b></span></p>
<p align="CENTER"> <span style="font-size: small;"><b>(Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la Presa La Parota) </b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>CECOP </b></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>CECOP: 10 ANNI DI RESISTENZA ESEMPLARE CONTRO LA PAROTA</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 00:41:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A dieci anni dall&#8217;avere iniziato il movimento di resistenza contro il Progetto Idroelettrico Presa La Parota che il governo messicano ha cercato di imporre con metodi coercitivi e con la violenza di stato, il Consejo de Ejidos y Comunidades Opositoras a la Presa La Parota (CECOP) riafferma la sua volontà di difendere la terra, il &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/28/10-anniversario-del-cecop/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><img class="alignright" alt="" src="http://photo.contaminati.net/var/thumbs/xm24/Nomads/Mexico/Guerrero/10-Anni-del-CECOP-contro-La-Parota/murales.JPG?m=1375231455" width="248" height="186" />A dieci anni dall&#8217;avere iniziato il movimento di resistenza contro il Progetto Idroelettrico Presa La Parota che il governo messicano ha cercato di imporre con metodi coercitivi e con la violenza di stato, il <b>Consejo de Ejidos y Comunidades Opositoras a la Presa La Parota </b><b>(CECOP)</b> riafferma la sua volontà di difendere la terra, il territorio, l&#8217;acqua,la biodiversità e soprattutto la possessione comunitaria delle terre, la autonomia e la libera autodeterminazione dei popoli.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il loro motto è “La terra non si vende!” ed hanno ottenuto grandi risultati infatti in questi 10 anni sono riusciti ad impedire la costruzione della presa che distruggerebbe la natura e il tessuto sociale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 28 luglio 2003 scacciarono dalle loro terre la CFE, impresa parastatale che promuove la costruzione della presa; nonostante ciò il governo continua ad insistere sulla realizzazione del progetto, il che si traduce in una violazione permanente dei diritti di questa gente. Gli integranti del <i>Consejo</i> continuano a denunciare la violenza dello stato e la repressione che hanno subito in questi anni di resistenza.<span id="more-18672"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>ORIGINI DEL CONFLITTO</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">La CFE (Commissione Federale dell&#8217;Elettricità) fece il suo ingresso illegale nelle terre del municipio di Cacahuatepec, Guerrero, nel gennaio 2003 cominciando ad eseguire opere senza che previamente avesse consultato né informato le comunità della zona sui rischi e problemi che tali opere avrebbero provocato a villaggi interi. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 28 giugno dello stesso anno cominciò ad organizzarsi il movimento di resistenza e si rispose alle aggressioni dapprima in maniera spontanea difendendo la proprietà della terra e cercando ampia solidarietà. Si apprese poco a poco come affrontare il conflitto e le aggressioni delle istituzioni governative. Il 15 agosto 2004 il movimento prende il nome di Consejo de Ejidos y Comunidades Opositoras a la Presa La Parota (CECOP). </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">La lotta intraprese la traiettoria dei diritti umani e della protezione dell&#8217;ambiente: da un lato interi villaggi sarebbero allontanati dai loro luoghi d&#8217;origine, dalle loro terre, costumi, strutture sociali, luoghi sacri e metodi di sussistenza; dall&#8217;altra parte l&#8217;impatto ambientale coinvolgerebbe 5 municipi: Acapulco, Chilpancingo, Juan R. Escudero, San Marcos e Tecoanapa, inonderebbe 17.300 ettari di foresta, terre coltivate, strade e ponti sotto una cortina di 192 metri d&#8217;altezza. Significherebbe l&#8217;allontanamento forzato di 25.000 persone e del danneggiamento diretto di altre 75.000 che vivono e seminano ai margini del fiume; inoltre la chiusura dell&#8217;alveo del fiume lascerebbe per vari anni il porto di Acapulco senza acqua. Si distruggerebbe la vita dii nuclei che sono insidiati sul fiume Papagayo sin dai tempi per-ispanici, per non parlare della flora e la fauna. Inoltre la CFE danneggiò rovine per-ispaniche ed estrasse illegalmente pezzi archeologici. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Si violarono il diritto all&#8217;informazione e la consulta infatti la CFE cominciò le opere senza informare <i>comuneros e ejidatarios</i> e senza aver ottenuto il permesso delle rispettive assemblee, infrangendo così la Legge Agraria. Inoltre non hanno mai avuto in mano la autorizzazione del Ministero del Medio Ambiente e Risorse Naturali (Semarnat), rispetto il cambio di uso del suolo. Il 9 giugno 2005 i <i>comuneros</i> presentarono alla Procura Generale della Repubblica (PGR) una denuncia per delitti ambientali contro la CFE. Quest&#8217;ultima utilizzò forme illegali come la compra di voti e coscienze, cominciando a provocare la frammentazione del tessuto sociale. Tre furono i villaggi che cominciarono la resistenza. Oggi stanno partecipando 36 comunità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>UN BUSINESS CHIAMATO PRESA LA PAROTA</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il progetto Idroelettrico Presa La Parota, risponde a uno schema di sviluppo che non tiene in conto la popolazione più marginata: contadini e indigeni. La CFE entrò in questa zona con modalità illegali, comprando commissariati ed autorità locali, minacciando la popolazione e generando un clima di violenza per ottenere l&#8217;appropriazione delle terre <i>ejidali </i>e comunali (le due forme di proprietà sociale e collettiva della terra in Messico). In risposta è nato un movimento di resistenza che, con un programma chiaro di lotta e accompagnando le azioni e mobilitazioni con un adeguato uso dell&#8217;ambito legale, sta riuscendo ad impedire l&#8217;espropriazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il progetto Idroelettrico Presa La Parota fa parte del più ampio Progetto Mesoamerica, prima chiamato Progetto Puebla-Panamà, firmato il 15 giugno 2001. Si inscrive nel <b>P</b><b>rogramma di Interconnessione Energetico Mesoamericano</b>, ratificato dai presidenti delle varie nazioni, Messico incluso, l&#8217;11 luglio 2006 a Panama; successivamente si aggiungerà la Colombia. L&#8217;obbiettivo è generare un gigantesco mercato dell&#8217;energia elettrica per la sua esportazione negli Stati Uniti e per le fabbriche mesoamericane attraverso il Sistema di Interconnessione Energetica dell&#8217;America Centrale (SIEPAC). L&#8217;industria delle prese è un business a livello mondiale, la strategia attuale è spostarle nei paesi periferici e al contrario disabilitare il maggior numero di quelle che si trovano nei paesi industrializzati. Allo stesso tempo trasferiscono conflitti sociali e disastri ambientali verso i paesi poveri e dipendenti economicamente. “I paesi poderosi commerciano l&#8217;energia mentre i disastri restano al Sud”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Questo progetto non considera i danni a livello idrologico, non tiene conto della erosione e sedimentazione e non possiede alle spalle uno studio sismico serio, considerando che questa è una zona ad alto rischio, chiamata la Fossa del Mesoamerica, tra la Placca di Coco e Continental Norteamericana. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Inoltre non prevede nessun beneficio effettivo per le comunità che verrebbero danneggiate.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LA VIOLENZA DELLO STATO E LA ROTTURA DEL TESSUTO SOCIALE</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">L&#8217;anno 2005 fu quello dove si concentrò la maggiore violenza del conflitto. Le repressione sistematica della CFE e del Governo dello Stato di Guerrero, creparono il tessuto sociale delle comunità per mezzo di azioni e metodi illegali, corruzione, spartizione di soldi ai vecchi leader agrari, protetti dalle forze poliziesche e soprattutto dall&#8217;impunità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 18 settembre 2005 fu assassinato il compagno Tomas Cruz Zamora. Al termine dell&#8217;assemblea del COCEP nella quale si era chiamato a dialogare il governatore statale Zeferino Torreblanca- che non si presentò- i <i>comuneros</i> di Huamuchitos, di ritorno verso la loro comunità con 4 autovetture, furono imboscati e Tomas fu freddato con un colpo alla testa mentre guidava.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 29 gennaio 2006, nell&#8217;<i>Ejido</i> di Dos Arroyos è assassinato a pietrate e randellate l&#8217;<i>ejidatario</i> Eduardo Maya Manrique da parte di vicini affini alla costruzione della Presa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 6 gennaio 2007, nella comunità di Huamuchitos è assassinato il <i>comunero</i> Benito Cruz Jacinto, che nei giorni precedenti si era trovato ad affrontare contadini armati promotori del progetto che avevano minacciato i compagni del CECOP. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LA REPRESSIONE GIUDIZIARIA</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 16 luglio 2004 le autorità giudiziarie, sulla base di delitti prefabbricati, emette sei ordini di cattura contro dirigenti del CECOP. Il giorno 27 luglio la polizia giudiziaria detiene violentemente Marco Antonio Suastegui Muñoz ed il giorno dopo tocca a Francisco Hernandez Valeriano; restarono in stato d&#8217;arresto 9 giorni. Con la forza del movimento si ottenne la loro liberazione però restarono soggetti a giudizio e costretti a firmare ogni otto giorni nel carcere per ben 4 anni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 21 aprile 2007, per la stessa causa penale del 2004 fu illegalmente detenuto Rodolfo Chavez Galindo e recluso per tre ore nel carcere di Acapulco.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Nel maggio 2007 fu violentemente arrestato ed incarcerato per 4 giorni il compagno Jacinto Solis Vazquez. Ancora una volta l&#8217;arresto fu illegale perché aveva a che fare con il caso del 2004.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LE ASSEMBLEE FRAUDOLENTE</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 25 aprile 2004 a Cacahuatepec, capoluogo dei Beni Comunali Indigeni si realizzò una prima assemblea con cui pretendevano ottenere il permesso dai Beni Comunali per continuare la opera di ampliazione dei sentieri, perforazione ed esplosione delle montagne che avevano iniziato illegalmente nel gennaio 2003 – disinteressandosi della Legge Agraria e delle legge ambientali messicane. Volevano appropriarsi della assemblea falsificando 600 firme ed in questa occasione fecero votare persino i morti. Centinaia di poliziotti impedirono il passaggio agli oppositori del progetto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 14 agosto 2005, i leader statali corrotti della Confederazione Nazionale Campesina (CNC) del partito PRI, con il finanziamento illegale della CFE e con la protezione di 1300 poliziotti, realizzarono con incredibile ostentazione una assemblea nel Campanario, la comunità più lontana tra quelle dei Beni Comunali Indigeni di Cacahuatepec, con lo stesso obbiettivo: ottenere il permesso del nucleo agrario ed iniziare il processo espropriatorio e il cambio di utilizzo del suolo. La repressione della polizia provocò scontri con i circa 5000 <i>campesinos</i> oppositori e la assemblea non si fece.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 23 dello stesso agosto 2005, realizzarono una seconda assemblea in maniera illegale che successivamente sarà annullata da una sentenza. In questa occasione spostarono la assemblea dai Beni Comunali di Acapulco e la realizzarono nel municipio di San Marcos. Ai <i>comuneros</i> fu impedito entrare nella assemblea a pietrate e fermati con gas lacrimogeni da parte di più di mille poliziotti. La assemblea simulata si conclude in 20 minuti, con la partecipazione di persone di altri municipi e di Acapulco, pagati e fatti passare per <i>campesinos</i>. Per questa ed altre irregolarità questa e le altre assemblee furono presentate di fronte il Tribunale Agrario.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 27 novembre 2005, nell&#8217;Ejido Dos Arroyos, il commissario <i>ejidale</i> promosse un&#8217;assemblea fra <i>ejidatarios </i>con lo scopo di fermare la realizzazione del progetto. Intervennero oltre 800 poliziotti che repressero gli <i>ejidatario</i><i>s</i> con manganelli, pietre e gas lacrimogeni all&#8217;interno del villaggio, delle loro case, coinvolgendo anche bambini, anziani e donne. A causa di tale repressione l&#8217;assemblea fu sospesa.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 4 dicembre 2005, si ripete lo stesso scenario: operativo della polizia e confronto con 700 poliziotti, questa volta nell&#8217;Ejido Los Huajes. Non si permise realizzare la assemblea truccata.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 14 dicembre si ripete l&#8217;operazione nell&#8217;Ejido Dos Arroyos. Con la protezione della polizia la assemblea è trasferita a Tierra Colorada, municipio di Juan R.Escudero. Simulano un assemblea ma senza la maggior parte degli <i>ejidatarios</i>.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Ed ancora il 27 dicembre a Los Huajes e nell&#8217;Ejido La Palma.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Le autorità agrarie, con l&#8217;appoggio del Governo Federale e statale ritengono valide le assemblee fraudolente, le stesse che saranno annullate successivamente in quanto illegali.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Infatti tra la fine del 2006 e l&#8217;inizio del 2007 il Tribunale Unitario Agrario n°41 con sede ad Acapulco dichiara nulle le 5 assemblee e con questa sentenza si chiariscono i trucchi usati dal governo federale e statale per ottenere i permessi dei nuclei agrari per procedere alla costruzione de La Parota. Questi meccanismi fraudolenti accompagnati dall&#8217;uso della forza poliziesca mettono a nudo il modo di procedere illegale del governo messicano e la simulazione giuridica come mezzo utilizzato sistematicamente per aggredire la gente.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Nell&#8217;aprile 2010, la sceneggiata si ripete ancora una volta nella comunità La Conception, nei Beni Comunali Indigeni di Cacahuatepec: si realizza una assemblea con la protezione di 800 poliziotti, questa volta doppiamente equipaggiati, incappucciati e con armi di alto potere che impedirono l&#8217;accesso ai <i>campesinos</i>, che in questa occasione furono sostituiti da tassisti di Acapulco. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 19 aprile 2011 il Tribunale Unitario n°41 dichiara nulla anche questa assemblea.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>Solidarizziamo con i e le compagne del CECOP e con loro ESIGIAMO la cancellazione definitiva del Progetto Presa La Parota.</b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LA TERRA NON SI VENDE SI AMA E SI DIFENDE!!!</b></span></p>
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		<title>La morte, quello che ricevono i dissidenti di Guerrero</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 16:21:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Traduzione dell&#8217;articolo di Desinformemonos In memoria di Arturo Hernandez Cardona, instancabile lottatore sociale del popolo guerrerense. Guerrero, Messico. Nel mezzo di un clima di impunità strutturale che regna nello stato di Guerrero, le sparizioni e le successive esecuzioni degli attivisti sociali: Arturo Hernandez Cardona, Felix Rafael Bandera Román e Ángel Román Ramírez, sono un altro &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/10/la-morte-quello-che-ricevono-i-dissidenti-di-guerrero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p>Traduzione dell&#8217;articolo di <a href="http://desinformemonos.org/2013/06/muerte-lo-que-reciben-los-disidentes-en-guerrero/" target="_blank">Desinformemonos</a></p>
<p>In memoria di Arturo Hernandez Cardona, instancabile lottatore sociale del popolo guerrerense.</p>
<p><b><img class="alignleft" alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTz0ArjbNuG-5qkAQ2EMfCux7M4Mo2MBIWMxj-4dMfl_4PAu16oFw" width="252" height="200" />Guerrero, Messico.</b> Nel mezzo di un clima di impunità strutturale che regna nello stato di Guerrero, le sparizioni e le successive esecuzioni degli attivisti sociali: Arturo Hernandez Cardona, Felix Rafael Bandera Román e Ángel Román Ramírez, sono un altro triste segnale di quello che devono affrontare coloro che osano alzare la voce e ammonire le autorità per aver ignorato la popolazione e il loro diritto di protestare. I corpi degli attivisti sono stati ritrovati il 3 giugno, dopo cinque giorni dalla loro scomparsa insieme ad altri cinque compagni. Quattro di questi ultimi sono riusciti a scappare e uno è ancora <i>desaparecido</i>.</p>
<p>A Guerrero non passa settimana in cui non si registrino gravissimi fatti che minacciano la vita, la sicurezza e la libertà dei e delle guerrerensi. Questo costituisce un precedente negativo per le autorità statali, perché troviamo che essi non assolvono alle loro competenze costituzionali; in diverse regioni, non si nota la loro presenza e vi è un vuoto di potere, che viene occupato dai gruppi della criminalità organizzata. Ogni giorno si osserva la vicinanza o collusione delle varie autorità municipali con gli interessi criminali. Non hanno altra scelta che scendere a patti per poter governare, lasciando alla deriva la popolazione. Ciò significa che, a livello regionale o municipale, vi è una potere più forte dietro il potere formale, che esistono altri attori extralegali che muovono i fili del potere politico ed economico.<span id="more-18102"></span></p>
<p>L&#8217;economia criminale è ciò che dinamizza e ossigena la debole economia locale. La prosperità degli affari non si coglie se non all&#8217;ombra degli affari illeciti. Tutto converge nel traffico di persone, armi e droga.</p>
<p>Guerrero, nel racket internazionale è un centro strategico e un corridoio internazionale che facilita la circolazione di beni illeciti verso il Nord, Centro e Sud America. La sua posizione sull&#8217;Oceano Pacifico e la sua intricata geografia gli consente di giocare più ruoli all&#8217;interno di tutta la catena di produzione, trasferimento, distribuzione e consumo di droghe. Le sue sette regioni hanno amalgamato e fatte proprie queste imprese illegali, il che comporta una lotta spietata per il controllo del mercato, il territorio, le istituzioni, le imprese e della gente in generale. Hanno i loro codici di guerra, le proprie modalità di presentazione, la loro strategia mediatica e di auto-governo. Si tratta di uno stato nello stato, e quel che è peggio, è che disputano allo stato stesso la integrità del suo territorio, imponendo un rigoroso controllo in varie regioni.</p>
<p>La cosa più tragica che è successa ai ed alle guerrerensi è che si è eroso il potere di coloro che hanno l&#8217;obbligo di proteggere i diritti umani e di garantire la giustizia per le vittime di violenza. Non esiste rifugio che ci permetta di curare le ferite sociali causate da pratiche sistematiche radicate nella nostra zona, come le esecuzioni extragiudiziali e le sparizioni forzate. Ora siamo vittime di una violenza inarrestabile che ci impedisce di combattere e di organizzarci per raggiungere la giustizia, la sicurezza e la pace.</p>
<p>Più che uno stato di diritto prevale in diverse regioni di Guerrero uno stato di eccezione imposto dai poteri del crimine, che dispongono della vita, la libertà e il patrimonio di qualsiasi persona o famiglia.</p>
<p>Dal momento delle sparizioni forzate di Raúl Lucas Lucía e Manuel Ponce Rosas e le loro successive esecuzioni, nel febbraio 2009, nel nostro stato si è impiantato un modello di persecuzioni, sparizioni e persino esecuzioni contro i difensori dei diritti umani. Raul e Manuel erano difensori del popolo Na Savi di Ayutla de los Libres e il loro lavoro ha causato malcontento tra le élite locali. Nulla ha impedito la loro scomparsa ed esecuzione. Ad oggi non esiste nessun risultato delle ricerche e le loro famiglie continuano a subire le devastanti conseguenze della loro assenza e della mancanza di giustizia.</p>
<p>Proprio come è successo con la scomparsa di Eva Alarcón e Marcial Bautista, due difensori ecologisti della sierra di Petatlán, che per difendere i boschi e denunciare la collusione delle forze di polizia e l&#8217;esercito con i gruppi della criminalità organizzata, sono stati fatti sparire il 7 dicembre 2011, dopo aver superato un posto di blocco dei militari, mentre viaggiavano su un autobus verso Città del Messico. Nonostante le denunce e l&#8217;arresto di un capo della polizia ministeriale di Tecpan de Galeana, i parenti di Eva e di Marcial non sanno nulla circa lo sviluppo delle indagini o la sorte dei loro parenti.</p>
<p>La prassi consolidata di tortura, sparizioni forzate ed esecuzioni extragiudiziali di coloro che esigono i loro diritti, sono abominevoli delitti che rimangono impuniti. Per questo evochiamo la memoria di Gabriel Echeverria de Jesus e Jorge Alexis Herrera Pino, gli studenti della Scuola Normale Rurale &#8220;Raúl Isidro Burgos&#8221; di Ayotzinapa, assassinati dalla polizia federale e ministeriale dello stato, mentre manifestavano sulla Autostrada del Sole il 12 dicembre 2011.</p>
<p>L&#8217;immobilismo delle autorità di fronte questi crimini contro l&#8217;umanità, e la loro collusione con organizzazioni criminali lascia totalmente indifese le organizzazioni sociali che mettono in discussione il modo di esercitare il potere, ed è un messaggio ai responsabili che possono continuare ad attentare la vita di coloro che si stanno organizzando per difendere i diritti della popolazione.</p>
<p>Oggi, in un clima di impunità strutturale che regna nello stato di Guerrero, le sparizioni e le successive esecuzioni degli attivisti sociali Arturo Hernandez Cardona, Félix Rafael Bandera Román e Ángel Román Ramírez sono un altro segnale triste di quello che devono affrontare coloro che hanno il coraggio di alzare la voce, di rimproverare alle autorità di trascurare e ignorare le persone e per esercitare il loro diritto di protestare.</p>
<p>Arturo Hernandez da decenni si impegnava a difendere i diritti della popolazione emarginata della Valle di Iguala. La sua scomparsa e la sua successiva esecuzione sono un ulteriore affronto per la società in generale e per gli attivisti sociali di Guerrero, in particolare, perché hanno dato la loro vita per costruire una società giusta ed egualitaria.</p>
<p>La leadership di Arturo Hernández Cardona è stato forgiata dall&#8217;impegno e il sostegno permanente ai contadini e ai coloni. La sua vita è stata sempre all&#8217;interno dalle organizzazioni di base. Ha fatto parte del Fronte di Organizzazioni Democratiche dello Stato di Guerrero (FODEG) e sostenuto la lotta della Organizzazione Contadina della Sierra del Sud (OCSS). Ha fatto causa comune con varie organizzazioni sociali per esigere giustizia per il massacro di Aguas Blancas e di El Charco. Nonostante le minacce e persecuzioni, mai si è tirato indietro davanti il potere. Aldilà della sua appartenenza a un partito, la sua identità si è formata al fianco dei movimenti sociali, con le lotte dei contadini, insegnanti, maestre e coloni.</p>
<p>La morte di Arturo ci fa male. Si tratta di un pugnale nel cuore per tutt@ i e le guerrerensi che cerchiamo un mondo dove non ci sia differenza tra chi sta in alto o in basso. Un mondo senza disprezzo, senza saccheggio, senza sfruttamento, senza repressione: un mondo migliore. Saremo sempre grati per la solidarietà di Arturo con il Tlachinollan nei momenti più difficili che abbiamo dovuto affrontare per le minacce subite nel maggio 2012.</p>
<p>Per questo, noi di Guerrero non sopportiamo più tanta violenza verso coloro che chiedono il rispetto, la difesa e di esercitare i nostri diritti. Ecco perché diciamo che un grido attraversa le gole, le montagne, le valli e le coste di Guerrero, è il grido di dignità, forza, coraggio; il grido che dice a chi comanda che non consentiremo più che ci calpestino.</p>
<p><b>Centro de Derechos Humanos de La Montaña Tlachinollan</b></p>
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		<title>Il Comitè di Radio Ñomndaa denuncia lo sfruttamento del Río Suljaa’ da parte del governo statale di Guerrero</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 16:49:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal sito Enlace Zapatista Stimati Compagni e Compagne: il Nostro fiume Suljaa’, che si trova nei territori dei popoli Nu Savi (Mixteco) e Nancue Ñomndaa (Amuzgo), nella Costa Chica di Guerrero, si trova in pericolo per la minaccia di sfruttamento avanzata dal governo dello stato di Guerrero. Con un opera pubblica che pretende intubare il &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/03/27/il-comite-di-radio-nomndaa-la-palabra-del-agua-denuncia-lo-sfruttamento-del-rio-suljaa-da-parte-del-governo-statale-di-guerrero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://archive.org/embed/Rio_Suljaa_Gro" width="640" height="480" frameborder="0" webkitallowfullscreen="true" mozallowfullscreen="true" allowfullscreen></iframe><br />
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<p>Dal sito <a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2013/03/26/el-comite-de-radio-nomndaa-la-palabra-del-agua-denunica-por-medio-de-un-video-el-despojo-del-rio-suljaa-por-parte-del-gobierno-del-estado-de-guerrero/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+EnlaceZapatista+%28Enlace+Zapatista%29" target="_blank">Enlace Zapatista</a></p>
<p><em>Stimati Compagni</em> e Compagne: il Nostro fiume Suljaa’, che si trova nei territori dei popoli Nu Savi (Mixteco) e Nancue Ñomndaa (Amuzgo), nella Costa Chica di Guerrero, si trova in pericolo per la minaccia di sfruttamento avanzata dal governo dello stato di Guerrero. Con un opera pubblica che pretende intubare il Río di Suljaa’, vogliono privarci di questo insostituibile bene naturale e portare l&#8217;acqua del fiume nella cittadina di Ometepec, senza tenere in conto le comunità che vivono alle sponde di questo fiume.</p>
<p>In questo modo, il governo dello Stato di Guerrero, cui attuale presidente è Ángel Heladio Aguirre Rivero, viola i diritti dei popoli originari riconosciuti nel <i><a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Convenci%C3%B3n_169_de_la_OIT_sobre_pueblos_ind%C3%ADgenas_y_tribales" target="_blank">Convenio 169 de la Organización Internacional del Trabajo</a>, la Ley 701 de Reconocimiento, Derechos y Cultura de los Pueblos Indígenas del estado de Guerrero e </i>la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni che dica nell&#8217;articolo 26: I popoli indigeni hanno diritto alle terre, territori e risrse che hanno tradizionalmente posseduto, occupato o utilizzato o acquisito.</p>
<p align="CENTER">Appoggia la lotta del popolo amuzgo contro lo sfruttamento del suo territorio</p>
<p>Diffondi questa ingiustizia, appogia la nostra lotta in difesa del fiume e diffondi questo video: <a href="http://archive.org/details/Rio_Suljaa_Gro" target="_blank">http://archive.org/details/Rio_Suljaa_Gro</a></p>
<p>¡Mai più un Messico senza di noi!</p>
<p>Attentamente</p>
<p>Comitè di Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua<br />
La Palabra del Pueblo es Libre, Rebelde y Verdadera!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Miniere nella Montaña e Costa Chica di Guerrero: Simbolo di schiavitù</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 15:02:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FONTE: Centro diritti umani Tlachinollan. Nella storia del mondo, nella storia del Messico, ed in quella della Montaña di Guerrero la miniera ha sempre significato schiavitù e morte per i popoli indigeni; dall&#8217;inizio dell&#8217;umanità le miniere sono associate alla schiavitù, lo sfruttamento, e la morte dei popoli nativi. La miniera in Messico sta mettendo in &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/02/26/miniere-nella-montana-e-costa-chica-di-guerrero-simbolo-di-schiavitu/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-7gtBz8GUmI4/UI3CcxLYouI/AAAAAAAACJM/VT4O6APuWOE/s1600/06688MINA+ILIATENCO.jpg" width="614" height="461" /></p>
<p>FONTE: <a href="http://www.tlachinollan.org/Casos/mineria-en-la-montana-y-costa-chica-de-guerrero-simbolo-de-esclavitud.html" target="_blank">Centro diritti umani Tlachinollan</a><span><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;">Nella storia del mondo, nella storia del Messico, ed in quella della Montaña di Guerrero la miniera ha sempre significato schiavitù e morte per i popoli indigeni; dall&#8217;inizio dell&#8217;umanità le miniere sono associate alla schiavitù, lo sfruttamento, e la morte dei popoli nativi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;">La miniera in Messico sta mettendo in rischio l&#8217;equilibrio ambientale, la salute delle persone e lo stesso territorio dei popoli nativi; questa pratica implica un&#8217;attività economica imposta dal governo e dalle grandi imprese, sia nazionali che straniere, con l&#8217;obbiettivo di fare guadagni con la sua commercializzazione. Le miniere significano per il medio ambiente: distruzione di boschi e corsi d&#8217;acqua, la contaminazione del suolo e l&#8217;aria, la distruzione dell&#8217;economia contadina. La miniera è una delle attività che più disprezza il mondo e che lascia alle spalle un ambiente distrutto e una società in ginocchio, essendo la maggiore industria della contaminazione tossica e anche una delle più grandi minacce per l&#8217;ecosistema del pianeta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;">Nello stato di Guerrero esiste attualmente uno sfruttamento senza limiti dei minerali che si trovano nel cosiddetto<i> </i><i><b>Cinturón de Plata</b></i> della Sierra Madre del Sur. Dal 2005 al 2010 circa 200,000 ettari del territorio indigeno della regione Costa-Montaña sono state consegnate dal Governo Federale a imprese straniere, attraverso concessioni che durano 50 anni, per realizzare attività di esplorazione e sfruttamento senza far caso ai diritti sul territorio, né all&#8217;opinione dei popoli indigeni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;">Tra le concessioni di miniere in questa regione spiccano: <b>“La Diana”</b> con una superficie di 15,000 ettari data all&#8217;impresa canadese CAMSIM, la quale danneggerà i nuclei agrari di Zitlaltepec, Iliatenco, Paraje Montero e Malinaltepec; <b>“Corazón de Tinieblas”</b> con una superficie di 50,000 ettari concessa all&#8217;impresa inglese HOCHSCHILD, che invece danneggerà i nuclei agrari di Totomixtlahuaca, Acatepec, Tenamazapa, Pascala del Oro, Colombia Guadalupe, Iliatenco, Tierra Colorada, Tilapa e San Miguel del Progreso. </span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;">I meccanismi attraverso cui si danno tali concessioni per l&#8217;estrazione mineraria nei territori indigeni violano in modo flagrante i diritti di tali popoli, riconosciuti dalla Costituzione Politica degli Stati Uniti Messicani ed il Convegno 169 della Organizzazione Internazionale del Lavoro sui Popoli Indigeni e Tribali nel Paesi Indipendenti; questi sono nello specifico: il diritto alla consulta previa, il diritto a preservare territori e risorse naturali, il diritto a conservare e migliorare l&#8217;habitat e la preservazione delle proprie terre, senza dimenticare il diritto alla pianificazione, utilizzo, amministrazione e conservazione collettiva delle ricchezze naturali presenti sui loro territori.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La istituzionalizzazione della Polizia Comunitaria segnerebbe la sua morte</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 18:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da un articolo di Desinformemonos San Luis Acatlán, Guerrero. Nel territorio della Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias (CRAC-Polizia Comunitaria) non c&#8217;è spazio per dubbi: “Rifiutiamo in maniera assoluta il decreto del governatore che pretende regolamentare la Polizia Comunitaria”, ha dichiarato a nome del sistema autonomo di giustizia Eliseo, comandante della zona Costa Chica, durante un &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/02/22/la-istituzionalizzazione-della-polizia-comunitaria-segnerebbe-la-sua-morte/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="JUSTIFY">Da un articolo di <a href="http://desinformemonos.org/2013/02/encuentro-estatal-de-auto-defensas-en-guerrero/" target="_blank">Desinformemonos</a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img class="alignleft" alt="" src="http://photo.contaminati.net/var/resizes/xm24/Nomads/Mexico/Guerrero/Radio-Voz-de-la-Costa-Chica/CASAdeJusticia.JPG?m=1344624526" width="307" height="230" />San Luis Acatlán, Guerrero</strong>. Nel territorio della Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias (CRAC-Polizia Comunitaria) non c&#8217;è spazio per dubbi: “Rifiutiamo in maniera assoluta il decreto del governatore che pretende regolamentare la Polizia Comunitaria”, ha dichiarato a nome del sistema autonomo di giustizia Eliseo, comandante della zona Costa Chica, durante un incontro per la difesa della giustizia autonoma. Il governatore dello stato di Guerrero, Ángel Aguirre Rivero, ha presentato all&#8217;inizio di febbraio un decreto che vorrebbe regolamentare i diversi gruppi di auto-difesa popolare nati negli ultimi mesi.</p>
<p align="JUSTIFY">Integranti della CRAC fanno presente che i funzionari statali hanno argomentato che tale legge non danneggerebbe la Polizia Comunitaria, ma è rivolta agli altri gruppi, “ma non esistono leggi per alcuni e per altri no”, sottolinea Gelasio, coordinatore regionale e consigliere della CRAC di 70 anni.</p>
<p align="JUSTIFY">Se questa legge passasse un sistema che esiste da 17 anni [NB. 1995], comprende più di cento comunità e che si occupa non solo della detenzione dei presunti delinquenti ma anche di impartire la giustizia, della ri-educazione in accordo agli <i>usos y costumbres</i> delle stesse comunità, diventerebbe ausiliario dallo stato e la propria funzione sarebbe limitata a consegnare le persone catturate al Ministero Pubblico.<span id="more-16452"></span></p>
<p align="JUSTIFY">I Comunitari segnalano che uno dei problemi che aveva dato origine a questo corpo di sicurezza era stata proprio l&#8217;inefficienza e la corruzione dell&#8217;apparato di governo responsabile della sicurezza e della giustizia. Visto il rischio che questo decreto passi, hanno organizzato un incontro in difesa del proprio sistema di giustizia tenutosi il 17 febbraio.</p>
<p align="JUSTIFY">Per Gelasio, che fu tra i fondatori della Polizia Comunitaria in seguito allo shock per lo stupro subita da una vicina nel suo villaggio, convertirsi in ausiliari dello stato demolirebbe l&#8217;essenza stessa della Comunitaria, vale a dire: la polizia obbedisce al popolo e non al governo. Inoltre l&#8217;introduzione dei soldi in questo sistema romperebbe il suo carattere di servizio dato alla comunità sia da parte dei poliziotti che della autorità autonome.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>La crescita della CRAC </b></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignright" alt="" src="http://www.anarkismo.net/attachments/feb2013/policiacomunitaria.jpg" width="374" height="210" />La Polizia Comunitaria, nata nel 1995 e chiamata tre anni dopo Coordinadora Regional de Autoridades Indígenas, nacque per risolvere i delitti impuni di furti di bestiame (spesso per mano di grandi allevatori), assalto e stupri; fu proprio questo ultimo punto che fece accendere la miccia che portò alla CRAC</p>
<p align="JUSTIFY">La Polizia Comunitaria vide la luce dopo due anni di lavoro previo in tutta la zona per discutere su come si sarebbe organizzata. “Ci è costato molto costruire quello che abbiamo oggi”, ricorda Gelasio. La efficienza delle indagini, la rettitudine delle autorità, il fatto che “non si guadagna un solo <i>peso</i> per ottenere giustizia”, segnale il consigliere Armando, ha fatto si che rapidamente crescesse la fiducia in questo sistema di giustizia e che sempre più comunità chiedessero di entrare a farne parte.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 2008 si crearono quattro Case di Giustizia perché quella di San Luis Acatlán non bastava per rispondere alla domanda. “E&#8217; faticoso, c&#8217;è gente tutto il giorno che non si rivolge più al Ministero Pubblico per fare le sue denunce”, dice Gelasio sorridendo.</p>
<p align="JUSTIFY">Più di 100 comunità formano questo sistema di giustizia e le richieste di incorporazione non si fermano. Il consigliere della zona di Ayutla, Rufino, informa che in solo quattro mesi le assemblee passarono da 23 a 40 “e ce ne sono altre che stanno richiedendo la partecipazione”, sottolinea il giovane mixteco. Proprio per il suo 17° anniversario (lo scorso novembre 2012), il territorio di influenza della Comunitaria è cresciuto del 70%.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 2012, nonostante non fossero incorporate nella CRAC, in altre regioni si sono create le proprie polizie, fraternizzando con questo sistema di giustizia: Huamuxtitlán, Temazcaltzingo e Olinalá sono alcune di queste.</p>
<p align="JUSTIFY">Riguardo il conflitto con la <i>Unión de Pueblos y Organizaciones de Guerrero</i> (Upoeg), segnalano che se vogliono formare la propria polizia non c&#8217;è nulla di male, “però senza parlare a nome della Comunitaria; se vogliono farne parte devono sottostare al regolamento e agli <i>usos y costumbres</i>”, indica un poliziotto della Costa Chica.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Il cuore della giustizia</b></p>
<p align="JUSTIFY">Poliziotti, comandanti, coordinatori, consiglieri sono d&#8217;accordo sul fatto che l&#8217;essenza di questo movimento sia quella di emanare giustizia rispettando gli <i>usos y costumbres</i> “e le necessità della gente”, segnala un poliziotto della Costa Chica. “Questo nacque proprio perchè non c&#8217;era speranza di ottenere giustizia”, continua il consigliere.</p>
<p align="JUSTIFY">Gelasio mette in risalto che nel sistema di giustizia autonomo non si guadagna nulla per impartire giustizia, “ne si fanno multe, perché dall&#8217;altro lato (l&#8217;istituzionale) la giustizia è solo per chi ha i soldi”. Nei casi di debiti si fa in modo di trovare la maniera di recuperare il credito, però è proibito porre interessi “affinché non ci siano abusi”, chiarisce.</p>
<p align="JUSTIFY">Il fondatore della <i>Coordinadora</i> fa presente che i poliziotti e le autorità sono proposti e appoggiati dalle assemblee, fondamentalmente “perché si fanno onore e non mancano mai alle assemblee”. Armando segnala che tutti gli incarichi fanno parte del servizio che devono dare agli abitanti del territorio della comunità di cui fanno parte. Si può essere <i>topil</i> (una sorta di tuttofare al servizio della comunità), poliziotto semplice, comandante, commissario o coordinatore; una volta assunto quest&#8217;ultimo incarico la persona diventa consigliere “per il fatto di aver già esperienza che dovrà condividere; il servizio non finisce mai”, chiarisce Armando.</p>
<p align="JUSTIFY">Gli abitanti delle varie zone apprezzano il lavoro di questi poliziotti e gli portano acqua e alimenti “capita che ci ritroviamo a lavorare senza acqua né cibo”, indica il poliziotto. “La gente riconosce che si tratta di qualcosa di differente e per questo si muove per difenderlo”, appunta Gelasio.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Un attacco che ritorna</b></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignright" alt="" src="http://kaosenlared.net/media/k2/items/cache/e02c4ac083c67902b6ad9bc34e2d63e1_XL.jpg" width="360" height="275" />I Comunitari non dimenticano i precedenti tentativi di disarticolare la loro organizzazione. “Ricordiamo soprattutto l&#8217;ultimatum di René Juárez”, quando furono emessi degli ordini di cattura contro le autorità comunitarie. E non dimenticano le volte in cui le autorità poliziesche dello stato li hanno disarmati “però sempre ricompriamo le armi”, sorride un altro poliziotto comunitario.</p>
<p align="JUSTIFY">Pareva che la escalation di aggressioni si fermasse nel 2011, quando la legge 701 -fatta senza un accordo con le comunità- riconobbe il sistema di giustizia. Ma il nuovo decreto segna un ritorno al passato, dice un comandante.</p>
<p align="JUSTIFY">La posizione dei Comunitari si riassume in uno striscione portato dalle autorità nella manifestazione: “Non vogliamo un decreto, già abbiamo il nostro regolamento interno!”.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo decreto governativo proibisce espressamente l&#8217;applicazione dei processi di ri-educazione o le sanzioni, il processo ai detenuti, la detenzione al di fuori della flagranza del delitto, fra le varie mansioni della CRAC. Inoltre, minaccia con sanzioni l&#8217;applicazione di tali azioni.</p>
<p align="JUSTIFY">Se il decreto fosse applicato, le conseguenze sarebbero funeste, assicurano le autorità. “Sarebbe peggio di prima” dice Gelasio. “Ognuno si difenderebbe come può e per proprio conto e questo sarebbe un massacro”, aggiunge.</p>
<p align="JUSTIFY">Eliseo, comandante, fa presente che il governo sta commettendo un grave errore proponendo questo decreto senza aver consultato le necessità della gente. “Vogliono integrarci in un sistema che già ha dimostrato il suo fallimento; inoltre loro stessi sono collusi con la delinquenza organizzata”, dice.</p>
<p align="JUSTIFY">I poliziotti ricordano che nel 2005 si rispose alle aggressioni statali con una grande marcia. E adesso, dice Gelasio, “la politica del governo cerca in qualche modo di mettere fine alla Comunitaria”. Ma la gente sa che ci sono degli interessi in gioco, infatti il territorio della Comunitaria si è dichiarato libero dalle miniere nel 2012; ma da queste parti le persone sono ben organizzate e informate e difficilmente andranno in porto i progetti di tre miniere che andrebbero a danneggiare praticamente tutta la regione della zona della Montaña. La manifestazione del passato 17 febbraio a San Luis Acatlán, con centinaia di autorità e poliziotti è solo un passo della resistenza contro questo decreto e le miniere.</p>
<p align="JUSTIFY">“Non lo permetteremo e resisteremo fino alla fine” conferma Eliseo e continua: “Preferiamo morire che vivere schiacciati dal crimine organizzato e il governo”.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Il conflitto</b></p>
<p align="JUSTIFY">Durante l&#8217;incontro ci si appella affinché la UPOEG, organizzazione che ha fatto testa agli ultimi sollevamenti contro la delinquenza nel municipio di Ayutla de los Libres,  “non produca ulteriori divisioni” tra i villaggi. Diversi abitanti e autorità hanno avanzato sospetti sui motivi che sarebbero dietro questo conflitto, da ambizioni elettorali ed economiche fino “alla necessità di cautelarsi dal narcotraffico”, senza che però ci fosse una apertura pubblica.</p>
<p align="JUSTIFY">Ai poliziotti ed alle autorità ha indignato che la UPOEG, “una organizzazione nata per gestire finanziamenti” sviluppasse azioni a nome della CRAC senza avere commissioni o rappresentatività rispetto ad essa. Sono d&#8217;accordo sulla legittimità di non sopportare più la violenza e il crimine, però “perché si fanno passare con un nome che non è il loro?” si chiede un poliziotto della comunità di Capulín Chocolate. “Questo non è né sano né corretto e poi loro non hanno le stesse abitudini, leggi e caratteristiche” della Comunitaria e del suo regolamento, aggiunge.</p>
<p align="JUSTIFY">Nella plenaria della riunione si è segnalato che sebbene due dirigenti della UPOEG  funzionano come consiglieri della CRAC (incarico a cui arrivano tutti i coordinatori del sistema di giustizia) “non avevano nessun mandato per organizzare sollevamenti” segnala il poliziotto di Capulín. “Speriamo che questa storia si risolva e che possano aderire, però non con i loro requisiti attuali” aggiunge. Inoltre il consigliere di Ayutla, denunciò alle autorità della CRAC, che la Unión aveva emesso mandati di cattura contro di loro.</p>
<p align="JUSTIFY">E sulle voci che dicono che la CRAC sia manipolata da gente esterna, un comandante afferma che “sono solo chiacchiere; noi lavoriamo secondo le regole e le decisioni della nostra gente e non siamo <i>pistoleros</i> al servizio di nessuno”, esclama indignato.</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" alt="" src="http://ciudadaniavigia.files.wordpress.com/2011/10/img_2100.jpg" width="325" height="216" />Nella plenaria della riunione emerge che il timore delle autorità è che se i diversi corpi di autodifesa non sono formati da poliziotti nominati dalle assemblee e che se non funzionano sotto un regolamento comunitario, possano diventare <i>pistoleros</i> al servizio di <i>caciques</i> (capoccia mafiosi) o di interessi privati.</p>
<p align="JUSTIFY">Al microfono intervengono una decina di organizzazioni (di maestri, indigene e popolari) che si trovavano all&#8217;incontro per manifestare il loro appoggio al sistema di giustizia, oltre ad alcuni rappresentanti di comunità che erano lì per chiedere informazioni sulla maniera di aderire al sistema di giustizia. “Non vogliamo più stare come stiamo, vediamo come funziona la CRAC ed è quello che vogliamo”, segnala un abitante di Juchitán.</p>
<p align="JUSTIFY">Per il 23 febbraio è programmato il cambio delle autorità (tutti gli incarichi sono a tempo determinato e rotatori). Abitanti e autorità sperano che la unità della loro organizzazione si rinforzi. Pare che alcune comunità non ancora integrate nella <i>Coordinadora</i> proveranno ad entrare a far parte dell&#8217;assemblea.</p>
<p align="JUSTIFY">“Non avevo mai pensato a fare il poliziotto” dice un uomo della Costa Chica. “Però ti fa sentire bene contribuire col tuo granello di arena a far funzionare la sicurezza; il patrimonio del sistema di giustizia comunitario va difeso per questo”, conclude.</p>
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		<title>Guerrero. In Difesa del Rio San Pedro.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 12:20:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua. Comunicato in Difesa del Rio San Pedro. Al Popolo messicano Al Congresso Nazionale Indigeno Alle organizzazione sociali dal Basso e a Sinistra Alla Otra Campaña Alle persone oneste che lottano per una vita giusta Ai mezzi di comunicazione comunitari, liberi, alternativi e popolari Ai mezzi di informazione di massa &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/01/07/guerrero-comunicato-in-difesa-del-rio-san-pedro/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<h2>Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua. Comunicato in Difesa del Rio San Pedro.</h2>
<p>Al Popolo messicano<img class="alignright" alt="" src="http://www.cgtchiapas.org/sites/default/files/images/nodice.jpeg" width="208" height="242" /></p>
<p>Al Congresso Nazionale Indigeno</p>
<p>Alle organizzazione sociali dal Basso e a Sinistra</p>
<p>Alla Otra Campaña</p>
<p>Alle persone oneste che lottano per una vita giusta</p>
<p>Ai mezzi di comunicazione comunitari, liberi, alternativi e popolari</p>
<p>Ai mezzi di informazione di massa onesti</p>
<p>Al malgoverno nei suoi tre livelli</p>
<p>Riuniti sulla sponda di <i>Jndando’ts’om</i> meglio conosciuto come la <i>Poza del Mango</i> del fiume San Pedro, durante l&#8217; VIII anniversario di Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua, abbiamo ascoltato un&#8217;altra storia di privazione subita dalle comunità Na Savi (Mixteche) y Nancue Ñomndaa (Amuzghe) che vivono nei municipi di Tlacoachistlahuaca e Xochistlahuaca, Guerrero, le quali hanno convissuto ancestralmente, rispettando la natura.</p>
<p>Gli abitanti di queste terre ci raccontano che: “tanti anni fa le colline coperte di alberi ci davano animali e piante da mangiare, legna per fare le nostre case, grandi fiumi e ruscelli scorrevano dovunque, c&#8217;era acqua da bere e animali per alimentare le nostre famiglie, nulla aveva un prezzo, ma con lo sviluppo capitalista e la ambizione dei potenti la situazione è cambiata, convertendo tutto ciò che è fonte di vita in mercanzia; così per esempio si è dato un costo elevato alla terra affinché un indigeno bisognoso la venda senza poterla più recuperare; si è dato un prezzo alla legna e all&#8217;acqua affinché si possano vendere e solo chi possiede il potere e i soldi possano comprarle.</p>
<p><span id="more-16162"></span>Negli anni &#8217;70, la forestale Vicente Guerrero, estrasse milioni di metri cubi di legna deforestando in questo modo tutta la regione della Montaña dei municipi di Xochistlahuaca e Tlacoachistlahuaca, negoziando la vendita della legna con i rappresentanti agrari e il commissario di una solo comunità: San Pedro Cuitlapa, e senza mai consultare gli altri popoli che vivevano in queste terre.</p>
<p>Attualmente il governatore dello Stato di Guerrero, Ángel Heladio Aguirre Rivero, come 40 anni fa, ha negoziato l&#8217;acqua del fiume San Pedro per portarla al municipio di Ometepec, senza il consenso delle altre comunità a cui appartengono i beni comunali, né dei differenti <i>ejidos</i> [ND proprietà comunali di uso collettivo, eredità della Rivoluzione Messicana] e comunità agrarie dei municipi di Tlacoachistlahuaca e Xochistlahuaca (dove passa il fiume), che sono comunità che si sono sempre sostentate con le risorse del fiume. Pretendono portarsi via gran quantità di acqua, introducendo tubi di più di 40 cm di diametro. Il tutto negoziato con il precedente Presidente di Tlacoachistlahuaca e con i rappresentanti della comunità San Pedro Cuitlapa in cambio di due furgoni, un ospedale e la promessa di creare un nuovo municipio tenendo San Pedro Cuitlapa come come capoluogo municipale.</p>
<p>Il governatore ha necessità di compiere le sue promesse elettorali ai <a title="cacique" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Cacique" target="_blank"><i><b>caciques</b></i></a> di Ometepec che lo hanno appoggiato e questi, a loro volta, necessitano dell&#8217;acqua per continuare a far affari; gli stessi che stanno vendendo le terre a lotti a Ometepec vogliono aumentare i loro guadagni, hanno reso l&#8217;acqua una mercanzia per accrescere le loro ricchezze, mentre a noi, i popoli originari che abitiamo sulle rive del fiume, pretendono cambiare la nostra forma di vivere.</p>
<p>Ascoltando le parole di denuncia degli abitanti, analizziamo che il sistema capitalista vive e si fortifica a costo di distruggere il territorio, la cultura e la dignità della gente che lavora; per facilitare la privatizzazione hanno inventato “la guerra contro il crimine organizzato”, che in fondo altro non è che un&#8217;altra guerra di sterminio sviluppata dallo stato contro la gente , soprattutto quella gente che si organizza per lottare e difendere i propri diritti, e che sta facendo migliaia di morti, sparizioni e prigionieri politici.</p>
<p>Abbiamo la riprova, una e un&#8217;altra volta, che i cambi di partiti e personaggi al potere non si sono tradotti in nessun miglioramento per il popolo lavoratore, ma sono state strategie per fortificarsi, infatti i governanti di turno (non importa di quale partito) sono solo dei funzionari del potere economico e non rappresentanti del popolo.</p>
<p>Detto questo esigiamo dal malgoverno federale che rispetti il territorio dei popoli originari, contadini e della gente povera che vive dei raccolti.</p>
<p>Dal governo di Ángel Heladio Aguirre Rivero dello stato di Guerrero, esigiamo la cancellazione immediata dei lavori che si stanno facendo per portare il fiume San Pedro a Ometepec, per il fatto di star violando i nostri diritti collettivi stabiliti in differenti convegni internazionali vigenti nel paese, come il <i>Convenio 169 de la Organización Internacional del Trabajo </i>(Convegno 169 dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro), <i>La Declaración de las Naciones Unidas Sobre los Derechos de los Pueblos Indígenas</i> (la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni) e nello specifico per la flagrante violazione degli articoli 68 e 69 della Legge Numero 701 sul Riconoscimento, i Diritti e la Cultura dei Popoli e Comunità Indigene dello Stato di Guerrero.</p>
<p>Alle comunità, organizzazioni, collettivi e persone che lottano per una vita degna per tutti, chiediamo che siano attenti alla nostra lotta in difesa della Terra, dell&#8217;Acqua, dell&#8217;Aria, vale a dire del Territorio, e della vita stessa dei nostri popoli.</p>
<p>Suljaa’, Guerrero, México, Dicembre 2012.</p>
<p align="CENTER"><strong>Attentamente</strong></p>
<p align="CENTER"><strong>Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AudioSaluto per Radio Nomndaa</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2012/12/24/audiosaluto-per-radio-nomndaa/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2012 15:17:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Capsula audio che inviamo come Piattaforma PIRATA ai compagni e compagne della Radio comunitaria Nomndaa, la Palabra del Agua. Questa radio compie il 20 dicembre otto anni di resistenza, organizzazione, difesa del territorio e della propria cultura e lingua ancentrale: l&#8217;amuzgo. Situati nella zona Costa-Montagna di Guerrero sono stati la prima radio comunitaria e in &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/12/24/audiosaluto-per-radio-nomndaa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" alt="" src="http://www.autistici.org/nodosolidale/uploads/materiali/logo_pirata_black.jpg" width="157" height="155" />Capsula audio che inviamo come Piattaforma PIRATA ai compagni e compagne della Radio comunitaria Nomndaa, la Palabra del Agua. Questa radio compie il 20 dicembre otto anni di resistenza, organizzazione, difesa del territorio e della propria cultura e lingua ancentrale: l&#8217;amuzgo. Situati nella zona Costa-Montagna di Guerrero sono stati la prima radio comunitaria e in resistenza a nascere nello stato ed hanno impulsato, tra gli altri, la creazione della Red de Radios y Medios Libres de Guerrero.</p>
<p><a title="audio nomndaa" href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL3NhdWRvUmFkaW9Ob21uZGFhLm9nZw/screen" target="_blank">ASCOLTA L&#8217;AUDIO</p>
<p></a></p>
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