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	<title>mexico @ nomads network &#187; articolo</title>
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		<title>L’ignobile situazione dei prigionieri di coscienza come Alberto Patishtan.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 10:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; FONTE: La Jornada Domenica 7 ottobre 2012-10-09 &#160; Domani sarà operato alla testa per un turmore. Nell’attesa della sua operazione, Alberto Patishtàn rimane ammanettato ad un letto dell’Istituto Nazionale di Neurologia, nella città del Messico. San Cristóbal de las Casas, Chiapas, 6 Ottobre. I prigionieri dell’Altra Campagna nel penale n.5 di questo municipio, denunciarono &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/10/11/lignobile-situazione-dei-prigionieri-di-coscienza-come-alberto-patishtan/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<header>FONTE: La Jornada Domenica 7 ottobre 2012-10-09</header>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><strong><a href="http://nomads.indivia.net/blog/2012/10/09/lignobile-situazione-dei-prigionieri-di-coscienza-come-alberto-patishtan/patishtanamm/" rel="attachment wp-att-13742"><img title="patishtanamm" src="http://nomads.indivia.net/wp-content/uploads/patishtanamm-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><em></em></p>
<p><em>Domani sarà operato alla testa per un turmore.</em> Nell’attesa della sua operazione, Alberto Patishtàn rimane ammanettato ad un letto dell’Istituto Nazionale di Neurologia, nella città del Messico.</p>
<p><strong>San Cristóbal de las Casas, Chiapas, 6 Ottobre.</strong></p>
<p>I prigionieri dell’Altra Campagna nel penale n.5 di questo municipio, denunciarono telefonicamente  che il loro compagno Alberto Patishtán Gómez si trova ammanettato ad un letto dell’Istituto di Neurologia Manuel Velasco Suárez, a Città del Messico.</p>
<p>“Ha bisogno di riposo, subirà un’operazione alla testa  il lunedì, non possono tenerlo legato di giorno e di notte”, spiegò Pedro López Jiménez, portavoce dei prigionieri <em>Solidarios de la voz del amate</em>. “Ciò che stanno facendo è una tortura psicologica, violando così i suoi diritti”. I reclusi fanno responsabile di ciò il comandante Nefer del Gruppo Lobo (specializzato nel trasferimento dei detenuti), che fu confermata anche dai familiari del professore.<span id="more-14862"></span></p>
<p>Dal Distretto Federale, sua figlia Gabriela Patishtán affermò che il summenzionato Nefer “ ci ha proibito le visite che abbiamo per diritto, in quanto familiari ed amici, e adesso si trova ammanettato per 24 ore al giorno, ciò ci sembra ignobile, in quanto dovrebbe stare in buone condizioni per prepararsi all’operazione di lunedì, però purtroppo con questa mancanza di rispetto fa in modo che non possa godere del riposo che anche i medici gli hanno consigliato.”</p>
<p>Questo lunedì sarà operato chirurgicamente per un tumore ipofisario  che gli ha danneggiato seriamente la vista e si calcola che abbia una lunghezza di 4 cm di diametro. Per molto tempo, includendo un ricovero di sei mesi nell’ ospedale Vida Mejor di Tuxtla Gutiérrez, la sofferenza di questo riconosciuto prigioniero di origine tzotil, è stata malintesa o inascoltata dalle autorità carcerarie e dal personale medico.</p>
<p>La richiesta della sua liberazione si è estesa, e adesso la corte suprema di giustizia della nazione si accinge a rivedere la sentenza che condanna il professore a 60 anni per crimini che non ha commesso.</p>
<p>Dal penale di San Cristóbal, López Jiménez sostiene che “la negligenza dei medici è abituale, ritardano tutti le analisi, ma sappiamo che hanno la responsabilità di darci un’attenzione adeguata” (le autorità penitenziarie). Egli stesso soffre di fortissimi dolori alla testa da più di un anno, gli somministrano solo analgesici senza nessun procedimento diagnostico. “ Sto sollecitando una visita adeguata”, afferma.</p>
<p>I detenuti dell’ Altra Campagna si proclamano incarcerati ingiustamente, ugualmente  Patishtán, e sono in presidio permanente all’interno del carcere.</p>
<p>Tra di loro c’è Francisco Santiz López, base d’appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Rimane in carcere a San Cristóbal per motivi politici, in quanto tutti i capi di accusa per cui è stato condannato si sono rivelati falsi. Tzeltal de Tenejapa, Santiz López insieme a Patishtán, è il prigioniero politico più emblematico dello stato del Chiapas. La richiesta della sua liberazione a livello internazionale dura da mesi e va crescendo.</p>
</div>
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		<title>Nonostante le recenti aggressioni, sette nuove comunità si integrano alla Polizia Comunitaria</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 19:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://desinformemonos.org/2012/09/a-pesar-de-las-recientes-agresiones-siete-nuevas-comunidades-se-integran-a-la-policia-comunitaria/print/ Santa Cruz del Rincón, Guerrero. Nonostante la tensione provocata dall&#8217;arresto di uno dei rappresentanti della Polizia Comunitaria di Guerrero, sette nuove comunità hanno sollecitato la loro entrata nella CRAC (Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias). Rappresentanti della comunità di Huamuxtitlán, si sono presentati nella Assemblea Regionale – organo decisionale massimo della Polizia Comunitaria (PC) &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/09/03/nonostante-le-recenti-aggressioni-sette-nuove-comunita-si-integrano-alla-polizia-comunitaria/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: http://desinformemonos.org/2012/09/a-pesar-de-las-recientes-agresiones-siete-nuevas-comunidades-se-integran-a-la-policia-comunitaria/print/</p>
<p align="JUSTIFY"><strong><img class="alignleft" title="poli comunitaria" src="http://www.proyectoambulante.org/wp-content/uploads/2012/04/policia-comunitaria-fr.jpg" alt="" width="269" height="202" />Santa Cruz del Rincón, Guerrero. </strong>Nonostante la tensione provocata dall&#8217;arresto di uno dei rappresentanti della Polizia Comunitaria di Guerrero, sette nuove comunità hanno sollecitato la loro entrata nella CRAC<strong> (</strong>Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias). Rappresentanti della comunità di Huamuxtitlán, si sono presentati nella Assemblea Regionale – organo decisionale massimo della Polizia Comunitaria (PC) – per incorporarsi formalmente all&#8217;organizzazione della giustizia autonoma.</p>
<p align="JUSTIFY">Diverse ragioni di sicurezza hanno spinto sette nuove comunità, appartenenti al municipio di Huamuxitlán della Montagna Alta, a stipulare vincoli con la CRAC, durante l&#8217;Assemblea tenuta nella comunità di Santa Cruz del Rincón.<span id="more-14582"></span></p>
<p align="JUSTIFY">Nei giorni scorsi, autorità del municipio di San Luis Acatlán arrestarono Máximo Tranquilino, uno dei coordinatori regionali della CRAC e, in risposta, la assemblea decise di arrestare cinque funzionari del Comune; i territori in cui ha presenza la CRAC si dichiararono in allerta e si mobilizzarono più di 800 poliziotti comunitari.</p>
<p align="JUSTIFY">Durante la riunione tenuta a Chilpancingo con rappresentanti del governo, non si è arrivati a nessun accordo e “si teme la esecuzione di nuovi ordini d&#8217;apprensione contro gli integranti della CRAC”, mette in allerta Valentín Hernández, consigliere giuridico dell&#8217;organizzazione comunitaria.</p>
<p align="JUSTIFY">Nella Assemblea Regionale, dello scorso 2 settembre, alla quale parteciparono rappresentanti di più di 30 comunità e 23 gruppi di poliziotti comunitari delle tre Case di Giustizia, contadini e fondatori della PC informarono degli arresti e spiegarono che nel 2001, il parroco di Santa Cruz del Rincón fu arrestato per dare appoggio ai “comunitari”. Lo stesso anno, la polizia giudiziaria, arrestò cinque commissari della Casa de Giustizia di San Luis Acatlán, e Constantino Teodoro fu arrestato ed accusato di privazione della libertà. Inoltre ci sono altri ordini di apprensione che sono ancora in sospeso.</p>
<p align="JUSTIFY">Claudio Carrasco, coordinatore della Casa di Giustizia della regione me’phaa (tlapaneca) di Espino Blanco, dice che “stiamo vigilando sulla sicurezza dei nostri villaggi. Questo sarebbe compito del governo statale e federale, però visto che loro non rispettano gli accordi, abbiamo preso una decisione forte, per la difesa dei nostri diritti”.</p>
<p align="JUSTIFY">Alla Assemblea parteciparono integranti di 17 organizzazioni contadine, magisteriali, studentesche e popolari dello stato di Guerrero, così come rappresentanti della Scuola Normale Rurale di Ayotzinapa, il Tribunale Permanente dei Popoli, integranti di YoSoy132, la Universidad Intercultural de los Pueblos del Sur e la Coordinadora Estatal dei lavoratori dello stato di Guerrero, che invitarono ad un appoggio popolare alla polizia comunitaria.</p>
<p align="JUSTIFY">Valentín Hernández, consigliere dell&#8217;organizzazione, spiega che “sono la autorità ministeriali quelle che sono marce. Non hanno l&#8217;umiltà di riconoscere gli errori del Ministero Pubblico e questo è molto grave, perché dimostra la decomposizione del sistema giuridico della stato”.</p>
<p align="JUSTIFY">“L&#8217;unica cosa che ci fa forti è l&#8217;organizzazione e le alleanza con altre organizzazioni di Guerrero. Abbiamo necessità di ridiscutere le leggi affinché servano ai nostri popoli” spiegò Hernández durante l&#8217;Assemblea Regionale.</p>
<p align="JUSTIFY">Felicitas Martínez, consigliera dell&#8217;organizzazione, avverte che “dobbiamo dimostrare al governo la nostra forza, discutere e risolvere i problemi che sono di tutti, non possiamo aspettare altri 300 anni, il governo ci cancellerebbe”.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;Assemblea Regionale decise anche di discutere i problemi in assemblee comunitarie e invitò le organizzazioni sociali solidali ad una mobilitazione per il 15 Ottobre, nell&#8217;ambito del 17° anniversario della Polizia Comunitaria.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>“Io non sono stato arrestato, sono stato a fare una ricerca”</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Dopo essere liberato, Máximo Tranquilino Santiago, coordinatore della CRAC-PC di Guerrero, narra in una intervista a <em>Desinformémonos </em><em>quello che ha visto durante la detenzione</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">“Quando mi hanno arrestato io non mi rifiutai di dire il mio nome. Sono Máximo Tranquilino Santiago”, gli dissi, “avanti non ho paura, l&#8217;unica cosa che voglio è che mi dicano perché mi arrestano. Dentro la prigione mi sono dedicato ad investigare sulla giustizia nel carcere”.</p>
<p align="JUSTIFY">Di origine contadina, uomo semplice, originario della comunità di Yoloxóchitl, Máximo fu arrestato mentre usciva da casa sua e si dirigeva alla Casa di Giustizia della CRAC-PC, e lo trasferirono al Centro di Riadattamento Sociale di San Luis Acatlán.</p>
<p align="JUSTIFY">“Quando mi arrestarono e mi portarono al CERESO, parlai con i reclusi. Vari mi raccontarono che non avevano commesso delitti e stavano da tre o quattro anni nel carcere. Molti erano arrestati per calunnia ed erano castigati dai ministeri pubblici. Quello che ho scoperto è che il ministero pubblico li castiga e gli chiede soldi: 200 o 100 mila pesos, altrimenti non escono. Loro sono gente povera che non ha soldi, che si vede costretta a vendere il proprio bestiame per potere essere liberi”, spiega Máximo Tranquilino.</p>
<p align="JUSTIFY">“Lo stesso giorno che mi liberarono fui ad informare la Assemblea che mi aspettava nella Casa di Giustizia della CRAC, e lì si trovava il ministero pubblico ed il giudice del carcere. Io arrivai arrabbiato, presi il microfono e dissi al ministero pubblico: “Guardate noi lavoriamo per il popolo e non chiediamo soldi agli arrestati per la loro libertà. Quelli che commettono delitti li mandiamo alla rieducazione, e quelli che non hanno colpa li rimandiamo alle loro comunità”.</p>
<p align="JUSTIFY">“Voi che lavorate per il governo guadagnate molti soldi. Io ho fatto ricerche al CERESO ed ho visto quello che fate: guadagnare soldi e nonostante ciò chiedere altri soldi ai contadini”.</p>
<p align="JUSTIFY">“Noi non siamo della presidenza municipale, non cerchiamo il voto, non lavoriamo per altre persone. Noi lavoriamo per il popolo, ci nominano le assemblee, non stanno accusando me, ma al mio stesso popolo, noi lavoriamo per il popolo”, conclude Máximo Tranquilino.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY">Traduzione: La PIRATA</p>
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		<title>Sangue, impunità e un paese degradato, l&#8217;eredità di Felipe Calderón</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 16:58:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte:http://desinformemonos.org/2012/09/sangre-impunidad-y-un-pais-arrasado-la-herencia-de-felipe-calderon/print/ 2 settembre 2012. Messico DF. Morti, sparizioni, impunità, ingiustizia, povertà, insicurezza, disoccupazione e mancanza di opportunità sono ciò che hanno lasciato al paese, i sei anni del mandato di Felipe Calderón, tutt@ daccordo nelle interviste con Desinformémonos Trinidad Ramírez, del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra, di Atenco; Salvador Campanur, della comunità &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/09/03/sangue-impunita-e-un-paese-degradato-leredita-di-felipe-calderon/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong>Fonte:<a href="http://desinformemonos.org/2012/09/sangre-impunidad-y-un-pais-arrasado-la-herencia-de-felipe-calderon/print/">http://desinformemonos.org/2012/09/sangre-impunidad-y-un-pais-arrasado-la-herencia-de-felipe-calderon/print/</a></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>2 settembre 2012.<img class="alignright" title="calderon" src="http://4.bp.blogspot.com/-mjCO9WEHQQ4/Tp5YbFjhn1I/AAAAAAAAIYg/J8-ZuAnhkMg/s640/calderon-narcos-comic-dibujo.jpg" alt="" width="181" height="274" /></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Messico DF.</strong> <em>Morti, sparizioni, impunità, ingiustizia, povertà, insicurezza, disoccupazione e mancanza di opportunità sono ciò che hanno lasciato al paese, i sei anni del mandato di Felipe Calderón, tutt@ daccordo nelle interviste con </em><em><em>Desinformémonos</em></em><em> Trinidad Ramírez, del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra, di Atenco; Salvador Campanur, della comunità di Cheran; Abel Barrera, antropologo e direttore del Centro di Diritti Umani Tlachinollan, della Montagna di Guerrero; e Michel Salas, avvocata e difensora dei diritti umani, del collettivo Nuestras Hijas de Regreso a Casa, di Ciudad Juárez.</em></p>
<p align="JUSTIFY">Appena salito al potere, il dicembre 2006, Felipe Calderón, la cui amministrazione si concluderà fra 90 giorni, cominciò una “guerra contro il narcotraffico” come parte di una strategia per legittimare la sua presa del potere, che era stata fortemente messa in dubbio. Un sessennio dopo, le gravi conseguenze della sua strategia fallita, ha lasciato un paese inondato di sangue, con più di 70.000 morti sulle spalle.<span id="more-14522"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" title="fpdt" src="http://4.bp.blogspot.com/_UdfGc0HCb5Q/S0ZLgfImKII/AAAAAAAAAZA/hMhtcMXeZME/s320/FPDT+y+Atenco.jpg" alt="" width="205" height="205" />“Il bilancio che come popolo messicano ci rimane di questo governo che sta finendo, è che stiamo sempre peggio. Felipe Calderón cominciò una guerra chiamata “contro il narco”, però la verità è che questa guerra è contro di noi, vale a dire che si è attuata una terribile violenza contro il popolo”, sostiene Trinidad Ramírez, figura emblematica della difesa che dall&#8217;anno 2000 gli abitanti di Atenco, nello Stato del Messico, hanno messo in atto contro i tentativi di privazione del loro territorio per la costruzione di un aeroporto.</p>
<p align="JUSTIFY">“Messico sta venendo saccheggiato e aggredito. Il saldo che questo governo lascia è di moltissime sparizioni, assassinii, insicurezza, disoccupazione, privatizzazione dell&#8217;educazione e della salute e sempre più povertà. Invece di migliorare o superare tutto quello che abbiamo già vissuto, tutto ciò che andava male si è intensificato, dopo l&#8217;imposizione di Felipe Calderón”, aggiunge Ramírez del Valle.</p>
<p align="JUSTIFY">Anche per i popoli indigeni del Messico, il panorama è negativo: “Il sessennio di Calderon non è stato altro che l&#8217;applicazione della legge foxista, che è una legge di morte per noi. Durante questo mandato si è concretizzata la pratica dell&#8217;oblio, le sparizioni, gli assassinii e le incarcerazioni per la gente comune, umile, gli indigeni. Vediamo che l&#8217;insicurezza continua. Non ha portato nulla di buono questo sessennio ai popoli nativi”, assicura Salvador Campanur.</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignright" title="cheran" src="http://www.cgtchiapas.org/sites/default/files/images/niunpasocheran.grande.jpg" alt="" width="315" height="202" />Nella comunità purhépecha di Cherán, nello stato di Michoacán, da un anno e cinque mesi i suoi abitanti -stanchi dei taglia-monti che distruggevano i loro boschi e delle autorità che appoggiavano e coprivano i gruppi criminali- i <em>comuneros</em>, con in testa le donne, hanno ripreso le loro forma tradizionali di governo, per darsi da soli la protezione e la giustizia che lo Stato gli aveva negato.</p>
<p align="JUSTIFY">“Noi continuiamo ad esigere che si castighino i responsabili di tutto ciò che si è distrutto nelle comunità come la nostra, perché è in ballo la vita o la morte dei nostri compagni. La nostra lotta è per la vita, però il governo invece di offrire protezione ed aprire le porte della giustizia, solo ci da sangue”, sottolinea Campanur.</p>
<p align="JUSTIFY">Il <em>comunero</em> ricorda anche, che da quando entrò in vigore il Trattato di Libero Commercio, nel 1994, i governi hanno modificato la Costituzione &#8211; soprattutto l&#8217;art.27 che tratta della proprietà della terra- per facilitare l&#8217;applicazione della privatizzazione, del furto, e dello sfruttamento del nostro territorio”.</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" title="tlacinollan" src="http://www.mujermigrante.gob.mx/admin/recursos/_logos/Tlachinollan.jpg" alt="" width="348" height="70" />In materia di diritti umani, la cifra dei morti e <em>desaparecidos</em> e, soprattutto, la maniera in cui la popolazione è stata sottomessa dal crimine organizzato, da un bilancio terribile per il paese, spiega Abel Barrera, antropologo e direttore del Centro di Diritti Umani Tlachinollan, a Guerrero. “Dal punto di vista dalla Montagna –una regione dove povertà e violenza continuano a peggiorare- la situazione è molto grave, in quanto si è rotto il tessuto comunitario dei villaggi e si è generata una mancanza di fiducia verso gli organi investigativi, gli incaricati della sicurezza pubblica e verso chi ha l&#8217;obbligo di impartire la giustizia. Come dire, che non c&#8217;è stata giustizia per il cittadino, non gli si è dato caso. C&#8217;è un debito enorme di questo governo verso le vittime e, la cosa più crudele è che si è lasciata alle spalle una legge per accudire i reclami delle vittime”.</p>
<p align="JUSTIFY">Nell&#8217;ambito di una politica belligerante, l&#8217;aumento della militarizzazione nel paese è indicativo del fatto che solo aumentarono i morti e gli scontri e che questa strategia non ha lasciato saldi positivi, affinché le vittime abbiano accesso alla giustizia. Sono aumentati le violazioni dei diritti umani da parte dell&#8217;esercito e non c&#8217;è stato modo di garantire che i crimini dei militari arrivassero di fronte la giustizia civile. Nonostante le sentenze della Corte Interamericana, continua a regnare la protezione verso l&#8217;esercito.</p>
<p align="JUSTIFY">Barrera avverte che per quanto riguarda le <em>desapariciones</em> adesso non si investiga, ma si tende a criminalizzare o screditare le persone che sono sequestrate. “E&#8217; un saldo grave quello che lascia Calderón, in tutti i sensi, ma soprattutto sul tema della giustizia e della mancanza di rispetto ai diritti umani. Oggi la gente non crede negli organi di giustizia, ha paura delle operazioni poliziesche e sanno che l&#8217;esercito non è stato di aiuto per proteggere la gente ma ha innescato un circolo di violazioni dei diritti sulla sicurezza e l&#8217;integrità fisica”.</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignright" title="niUnaMas" src="https://lh3.googleusercontent.com/-O1wviHZVXlY/TW1R5UVw8xI/AAAAAAAAJWI/V0t9jVL6H6Y/niunamas2.jpg" alt="" width="385" height="260" />Sul tema dei femminicidi la amministrazione che sta arrivando al termine, lascia un altro sessennio senza che i colpevoli siano stati processati, posti a giudizio o arrestati. In un&#8217;intervista a <em>Desinformémonos</em>, l&#8217;avvocata e difensora dei diritti umani Micheel Salas, spiega che le famiglie delle vittime che sono state assassinate continuano ad aspettare giustizia e le famiglie delle giovani <em>desaparecidas</em> –che sappiamo sono vittime delle reti della tratta- continuano ad aspettare che le loro figlie siano ritrovate.</p>
<p align="JUSTIFY">Nei giorni scorsi si è inaugurata a Ciudad Juárez una scultura in ricordo delle vittime della violenza di genere. La inaugurazione del monumento forma parte delle risoluzioni prese dalla Corte Interamericana –il massimo tribunale dei diritti umani a livello interamericano- nel 2009, riguardo il caso emblematico di Campo Algodonero. In quella occasione, un gruppo di familiari delle vittime di femminicidio e di sparizioni di donne, irromperono nell&#8217;atto, manifestando ed esigendo che si cercassero le loro figlie e che i colpevoli fossero sanzionati; però alla fine dell&#8217;atto il Segretario di Governo,- rappresentante del governo messicano- si limitò a dire: Sappiamo che c&#8217;è molto da fare” però “sappiamo che in 90 giorni difficilmente riusciremo a risolvere tutto”, segnala Micheel Salas. Inoltre assicura che nel caso di Ciudad Juárez, “la strategia di Calderón di mettere i militari nelle strade ha provocato un aumento delle donne assassinate” dal 1993 ad oggi, sono state assassinate più di 1300 donne nell&#8217;entità. Dal 2007, anno in cui cominciò l&#8217; Operativo Conjunto Chihuahua Seguro, aumentò la presenza di militari e federali nello stato e sono morte più di 700 donne. A questo va aggiunto il fenomeno allarmante delle <em>desapariciones</em> di donne e bambini.</p>
<p align="JUSTIFY">La consegna del Sesto Informe del Governo di Felipe Calderón, coincide con la designazione ufficiale di Enrique Peña Nieto come presidente del Messico, da parte del Tribunale Elettorale, un fatto che ha provocato proteste nella camera dei deputati e diverse mobilitazioni, tanto a Città del Messico, come nel resto del paese.</p>
<p align="JUSTIFY">Abel Barrera avverte che con l&#8217;arrivo di Enrique Peña Nieto alla presidenza “si va ad accentuare la situazione che viviamo nel paese, cioè maggiore polarizzazione, tensione, soprattutto per quanto riguarda il tema della giustizia, un rafforzamento delle politiche securitarie e una maggiore presenza dell&#8217;esercito. Vale a dire, si sviluppa uno scenario poco positivo per le vittime. Non è stata formata un&#8217;agenda e né si sta lavorando con impegno per far fronte alla situazione in cui si trovano migliaia di vittime”.</p>
<p align="JUSTIFY">Con tutto il sistema di sicurezza ormai collassato e senza che esista la minima intenzione di ripulire a breve le corporazioni poliziesche da parte dello Stato, “ si avrà maggiore protezione per chi viola i diritti umani e continuerà la tendenza di criminalizzazione dei difensori dei diritti umani ed i movimenti sociali, e questi dovranno continuare a lavorare controcorrente”, spiega l&#8217;antropologo.</p>
<p align="JUSTIFY">Il direttore del Centro di diritti umani avverte che a causa dello “scontento sociale generato per la mancanza di accesso alla giustizia, durante il governo di Peña Nieto potrebbe esserci un incremento dell&#8217;uso della forza per mettere fine alle organizzazioni e cercare di soffocare qualsiasi inconformità sociale. Questo è lamentabile per chi fa un lavoro di accompagnamento alle vittime in termini di giustizia, insomma non c&#8217;è nessuno spiraglio di opportunità affinché abbiano fiducia sul fatto che vengano ascoltate le loro richieste”.</p>
<p align="JUSTIFY">Salvador Campanur coincide con il pronostico negativo di Abel Barrera. “Pensiamo che il governo che ci attende, con Peña Nieto, non sia altra cosa che il continuamento delle politiche di sfruttamento, appropriazione indebita e privatizzazione nel paese di tutte le risorse naturali, umane ed economiche. Non ci aspetta nulla di buono, se non la continuazione delle politiche saliniste: privatizzazione, globalizzazione e vendita del territorio”.</p>
<p align="JUSTIFY">Intanto, da Atenco, Trinidad Ramírez del Valle ricorda che Enrique Peña Nieto “è il responsabile delle violenze sessuali alle nostre compagne e degli assassinii di Alexis Benhumea e Javier Cortés”, ed assicura che “se non restiamo uniti e organizzati, succederà ad altri movimenti quello che ci è successo ad Atenco”.</p>
<p align="JUSTIFY">“Sappiamo che restiamo sotto attacco, perchè Peña Nieto cercherà di riprendere il progetto dell&#8217;aeroporto, cercherà in tutti i modi di appropriarsi della nostra terra, della nostra storia e della nostra vita, però noi continueremo a lottare con valore e coraggio e soprattutto, dobbiamo convincere altri compagni del fatto che bisogna lottare da questo lato, non dalla parte di chi regala una maglietta, un cappello o una penna. La lotta è dei popoli”.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY">Traduzione: La PIRATA</p>
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		<title>Guerrero: Si mobilitano 800 poliziotti comunitari</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Aug 2012 21:17:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://desinformemonos.org/2012/08/policia-comunitaria-2/ Messico. Il territorio in cui è presente la Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias -Policía Comunitaria (CRAC–PC) di Guerrero, si è dichiarato in allerta massima ed ha mobilizzato più di 800 poliziotti comunitari “per qualunque cosa possa succedere”, ha segnalato Valentín Hernández, consigliere e avvocato della CRAC, in un&#8217;intervista con Desinformémonos, dopo che le &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/08/29/guerrero-si-mobilitano-800-poliziotti-comunitari/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong>Fonte: http://desinformemonos.org/2012/08/policia-comunitaria-2/</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Messico.</strong> Il territorio in cui è presente la Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias -Policía Comunitaria (CRAC–PC) di Guerrero, si è dichiarato in allerta massima ed ha mobilizzato più di 800 poliziotti comunitari “per qualunque cosa possa succedere”, ha segnalato Valentín Hernández, consigliere e avvocato della CRAC, in un&#8217;intervista con Desinformémonos, dopo che le autorità ufficiali del municipio di San Luis Acatlán hanno arrestato uno dei suoi rappresentanti regionali e, di conseguenza, la assemblea ha deciso la detenzione di cinque funzionari del Comune.</em></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><img class="alignright" title="POLI" src="http://desinformemonos.org/wp-content/uploads/2010/11/Poli-portada-390x261.jpg" alt="" width="390" height="261" />La polizia ministeriale di San Luis Acatlán arrestò il 28 agosto Máximo Tranquilino Santiago, membro e coordinatore della Casa de Justicia della CRAC, accusato di aver privato illegalmente della libertà, mentre usciva da casa sua, nella comunità di Yoloxóchitl e si dirigeva a lavoro a San Luis Acatlán. Poco dopo la assemblea regionale, autorità massima dei villaggi, ordinò ai suoi poliziotti comunitari di arrestare il giudice del carcere, il Ministero Pubblico di San Luis Acatlán ed altri tre funzionari.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span id="more-14412"></span>Una delle esperienze autonome più notabili in Messico, in quanto a sistema di amministrazione della giustizia comunitaria, la formano più di 80 comunità della Costa Chica e Montaña di Guerrero, che, da quasi 17 anni, si sono fatti carico della propria sicurezza, riuscendo a diminuire la delinquenza fino al 90%.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">In questo contesto, Abel Barreda, direttore del Centro di Diritti Umani della Montaña “Tlachinollan”, avverte in un&#8217;intervista telefonica che “esiste una volontà chiara di mettere fine al lavoro realizzato dai villaggi della Montaña e tacciare gli integranti della  CRAC come persone che infrangono i diritti umani”.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">In un comunicato diffuso dalla CRAC si spiega che “l&#8217;agenzia del Ministero Pubblico ed il Giudice di Prima Istanza con sede in questa città, misero in atto un indagine ed una causa penale, contro i compagni coordinatori regionali: Máximo Tranquilino, Pablo Guzmán, Asunción Ponce Ramos, Claudio Carrasco, ed i comandanti regionali Melquiades Simón Santiago, Aureliano Martínez Tomas, Andrés Panuceno Germán e Felicito Clemente Quintero, accusati di aver privato della libertà Silvino Encarnación Gabino, abitante della comunità di Yoloxóchitl, che si trova detenuto ed in processo di rieducazione del sistema comunitario, accusato di aver assassinato un vicino della comunità di Yoloxochitl. Partendo da questa denuncia, il giudice firmò degli ordini di apprensione contro i nostri compagni ed oggi la polizia ministeriale ha arrestato il nostro compagno Máximo Tranquilino Santiago”.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">In risposta, la organizzazione della Montaña e Costa Chica ordinò l&#8217;arresto di Filomeno Vázquez Espinoza, José Luis Bernabé Fernández, Omar Sandoval León e Napoleón Hernández Garibo, rispettivamente: giudice misto della Prima Istanza, segretario di accordi penali del Juzgado Mixto de Primera Instancia, agente titolare del Ministero Púbblico e l&#8217;agente ausiliare del Ministero Púbblico, “per non aver rispettato gli accordi di non aggressione al nostro sistema comunitario, violando il diritto e la cultura dei villaggi e le comunità originarie dello stato di Guerrero”.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">“Non esiste l&#8217;intenzione di riconoscere l&#8217;apporto profondo dei villaggi nel tema della ricerca della giustizia e dei loro sistemi normativi. Ci son sempre dietro l&#8217;angolo poliziotti ministeriali o l&#8217;esercito per disarticolare quest&#8217;esperienza”, spiega Abel Barrara, difensore dei diritti umani della Montaña.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Negli ultimi mesi si sono incentivate le aggressioni ai villaggi della CRAC, e come esempi ci sono l&#8217;arresto di Agustín Barrera Cosme, le minacce di morte contro Cirino Plácido Valerio, il non risconoscimento come assessore di Valentín Hernández Chapa; la crescita del conflitto agrario tra Tilapa e Tierra Colorada, che provocò la morte del commisario municipale di Tilapa, Crisóstomo Bruno Peñaloza; la presenza crescente di gruppi della delinquenza organizzata che seminano terrore e insicurezza in tutta la popolazione. “Tutto questo lo leggiamo come parte di una strategia del governo e le imprese minerarie di debilitare i nostri villaggi e così riuscire a consolidare il loro stanziamento nei territori comunitari ed il saccheggio e sfruttamento delle nostre risorse naturali”, si avverte nel comunicato.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Barrera racconta: “si stanno aggiungendo altri attori, come la violenza organizzata, per generare conflitti nelle comunità con il fine che la Policía Comunitaria debba affrontare tali attori armati, spalleggiati dalle autorità statali. La Comunitaria si è dovuta schierare contro il crimine organizzato, quando hanno arrestato delle persone con droga e l&#8217;hanno bruciata, negando di consegnarla all&#8217;esercito”.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Il recente arresto dell&#8217;integrante della CRAC avviene nel momento della prossima integrazione di altre sette comunità della Montaña Alta al sistema de giustizia autonomo, il 2 di settembre, e di altre trenta comunità che sollecitano il loro ingresso. In un recente comunicato la Coordinadora Regional rese pubblico che circa altre 60 comunità stanno sollecitando la entrata nell&#8217;organizzazione per quest&#8217;anno.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Per Abel Barrera, gli arresti non sono atti isolati, ma “parte di una logica del governo di Ángel Aguirre, di una strategia per cancellare le organizzazioni critiche e indipendenti che difendono i loro diritti con la protesta”.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">“E&#8217; la stessa politica del governo del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) e del Partito dela Revoluzione Democratica (PRD), vale a dire, offrono una mano tesa da un lato e un pugno con l&#8217;altra, con una salutano e con l&#8217;altra colpiscono, stabiliscono accordi che poi tradiscono. È un gioco macchiavellico di uno stile di governo” denuncia Barrera.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">“Noi sappiamo che con la mobilitazione e l&#8217;appoggio solidario delle organizzazioni sociali sorelle possiamo contenere l&#8217;offensiva”, segnale da parte sua Valentín Hernández Chapa, assessore della CRAC.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
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		<title>Denuncia della JBG di Morelia</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Aug 2012 17:18:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[09-08-2012] La GBG zapatista di Morelia denuncia un&#8217;aggressione armata della ORCAO La JBG di Morelia denuncia un&#8217;aggressione armata della ORCAO contro basi di appoggio zapatiste GIUNTA DI BUON GOVERNO CORAZÓN DEL ARCO IRIS DE LA ESPERANZA, CARACOL IV. TOVELLINO DE NUESTRAS PALABRAS ZONA ZOTS CHOJ, MORELIA, CHIAPAS. giovedì 9 agosto 2012  Alla società civile nazionale &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/08/29/denuncia-della-jbg-di-morelia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>[09-08-2012] La GBG zapatista di Morelia denuncia un&#8217;aggressione armata della ORCAO</strong></p>
<h2 align="CENTER"><img class="alignright" title="Morelia" src="http://komanilel.org/wp-content/uploads/2012/08/Copia-de-normal_caracol_morelia.jpg" alt="" width="240" height="230" />La JBG di Morelia denuncia un&#8217;aggressione armata della ORCAO contro basi di appoggio zapatiste</h2>
<p align="CENTER"><strong>GIUNTA DI BUON GOVERNO </strong><em>CORAZÓN DEL ARCO IRIS DE LA<br />
</em><strong>ESPERANZA, CARACOL IV. </strong><em>TOVELLINO DE NUESTRAS PALABRAS</em><strong><br />
ZONA ZOTS CHOJ, MORELIA, CHIAPAS.<br />
giovedì 9 agosto 2012</strong></p>
<p><strong> Alla società civile nazionale e internazionale</strong></p>
<p><strong>Alle compagne e compagni dell’Altra Campagna nazionale</strong></p>
<p><strong>Alle compagne e compagni della Zezta Internacional</strong></p>
<p><strong>Ai difensori dei diritti umani</strong></p>
<p><strong>Sorelle e Fratelli:</strong></p>
<p><strong>Compagne e compagni:</strong></p>
<p>Il 2 agosto 2012 nell’ejido di Moisés y Gandi regione Che Guevara municipio autonomo  ribelle Lucio Cabañas, zona zots choj, Chiapas, Messico, alle 11:00 del mattino,  20 elementi della ORCAO, tra i quali 4 erano armati, e precisamente Sebastián López Gomez con un fucile calibro 410 e Adolfo López Jimenez, Antonio Gomes López e Nicolás con armi calibro 22 sono entrati nell’ejido.</p>
<p>Uno della ‘ORCAO ha cominciato a spararci addosso ad una distanza di 60 metri, gridando e minacciando che la terra è loro e non vogliono allevatori, perchè i nostri compagni hanno del bestiame che a noi serve per la nostra resistenza.<span id="more-14382"></span></p>
<p>Mentre i nostri compagni che stavano lavorando venivano aggrediti a colpi d’arma da fuoco, gli altri 16 della ORCAO hanno estratto le armi bianche minacciando tutti di morte.</p>
<p>I 59 compagni presenti all’aggressione hanno allora iniziato a ritirarsi per gli spari e vedendo che i nostri compagni si ritiravano, anche quelli della gli ORCAO a poco a poco se ne sono andati.</p>
<p>I giorni seguenti 3, 4 e 5 agosto 2012, i compagni basi di appoggio hanno ripreso a lavorare nel podere del Carmen non è successo nulla.</p>
<p>Lunedì 6 agosto 2012, alle 7 del mattino, i 59 compagni erano al lavoro per pulire il pascolo nel podere quando, alle ore 9, sono arrivati 3 gruppi di uomini della ORCAO guidati da Tomas López Santiz, capo diacono, e Pedro Velásquez Hernández ex capo della zona della chiesa di Abasolo, Manuel Santiz Hernández ministro della chiesa di Abasolo, Antonio Gómez López base della ORCAO di Abasolo, Adolfo López Jimenez, Cesar López Jimenez, Alonso López Gómez ex capo della zona della iglesia di Abasolo membro della proprietà Los Limares, Sebastián López Gómez del coro della chiesa di Abasolo e Pedro López Gómez, tutti e 9 armati.</p>
<p>Altri 7 uomini della ORCAO erano armati di calibro 22, e precisamente: Nicolás Hernández Velásquez, Diego López Santiz, Pedro Hernández Velásquez, Domingo Hernández santiz, Benito Jimenes Santiz, Juan Hernández Santiz, Nicolás Gómez Santiz,ed altri 4 di cui non si conoscono i nomi. In totale le persone armate erano 20.</p>
<p>Altre 80 persone armate di machete e coltelli hanno circondato su tre lati i nostri compagni che stavano lavorando.</p>
<p>Quelli della ORCAO hanno iniziato a sparare ad una distanza di 100 metri ed i compagni sono corsi ai ripari, mentre altri spargevano erbicidi sul pascolo.</p>
<p>Alle ore 13:00, dopo aver terminato con la fumigazione, sono tornati nel loro villaggio di San Diego che si trova su terre recuperate.</p>
<p>Il 7 e 8 agosto i compagni hanno ripreso il loro lavoro, nonostante la molesta e minacciosa presenza di 4 elementi della ORCAO, di cui 2, perché non hanno paura di queste minacce perché queste terre sono state recuperate nel 1994 con il sangue dei nostri compagni.</p>
<p>I tre livelli del malgoverno organizza gente ignorante contro di noi perché non vogliono che si sappia dei loro inganni e introdurre i loro progetti di morte nei nostri territori autonomi dove ci governiamo alla nostra maniera, come vuole il popolo.</p>
<p>Noi continueremo a lottare e resistere di fronte alle minacce contro le nostre terre; benché sappiamo che dietro queste intimidazioni ci sono i 3 livelli del malgoverno. Noi non lottiamo per obbligo né siamo manipolati da alcuni personaggi, come questi rappresentanti locali, regionali, consulenti della ORCAO e dei presunti governanti federali, statali e municipali che tengono sotto pressione e minaccia la povera gente ignorante, obbligandoli ad accettare miserabili progetti ed obbligandoli a fare provocazioni.</p>
<p>Noi lottiamo in autonomia per difendere i nostri diritti e non siamo come quelli della ORCAO che sono organizzati e manipolati dai malgoverni.</p>
<p>La nostra madre terra è sacra e ci nutre, per questo la preserviamo e la difenderemo come basi di appoggio dell’ EZLN. La nostra terra è maltrattata da quelli della ORCAO che la inquinano con erbicidi prodotti da industrie che uccidono la natura e protette dai cosiddetti governi…</p>
<p>Quelli della ORCAO sono solo gi esecutori ma i veri attori intellettuali si chiamano Felipe Calderó e Juan Sabines Guerrero, perché sono loro ad introdurre nei nostri territori i progetti di morte di guerra che costano milioni di pesos.</p>
<p>Questa situazione non è l’unica, lo scorso 26 luglio 2012, 60 elementi della ORCAO di Abasolo, che abitano nel villaggio di San Diego, nella regione Che Guevara,  alle 8 del mattino sono entrati nel villaggio del Camen a spargere erbicidi su 2 ettari di pascolo con l’intenzione di affamare i nostri compagni e farli così desistere dalla lotta iniziata il 1° gennaio del 1994.</p>
<p>Riteniamo i tre livelli di governo direttamente responsabili delle provocazioni; perchè ora non usano i soldati, né i poliziotti, usano indigeni di piccole organizzazioni affinché ci scontriamo tra indigeni.</p>
<p>Per anni hanno speso milioni di pesos per distruggere e regalare la nostra terra, distruggere i nostri usi e costumi, la nostra lingua, ma che tutti sappiano che noi zapatisti continueremo a lottare e resistere ad ogni costo.</p>
<p>Il loro obiettivo è demoralizzare gli zapatisti ma si sbagliano, e forse si burlano di noi quando non rispondiamo alle loro provocazioni; noi sappiamo che stiamo costruendo la vita e non la morte, come fanno i malgoverni.</p>
<p>Noi non siamo mendicanti come loro, e non c’è d’aver paura di nessun governo che non è riuscito ad eliminarci nemmeno con tutti i suoi milioni di pesosi, figuriamoci una piccola organizzazione come la ORCAO.</p>
<p>Noi zapatisti lottiamo con cuore umile e semplice, siamo costruttori della pace giusta, costruiamo il miglior modo di vivere nelle nostre terre messicane e non cerchiamo il benessere personale.</p>
<p>Noi non siamo provocatori né aggressori né bande paramilitari, né bande criminali; noi siamo gente di lavoro e di pace.</p>
<p>Per noi basi di appoggio zapatiste la terra recuperata nel 1994 è parte dell’organizzazione, non vogliamo che qualcuno fermi la nostra lotta perché siamo organizzati come popoli, secondo i nostri costumi ed in accordo alle decisioni dei nostri popoli.</p>
<p>Sappiamo governarci in autonomia senza dipendere da nessuno, per questo siamo pronti a difendere ad ogni costo quello che è nostro di diritto.</p>
<p align="CENTER">DISTINTAMENTE</p>
<p align="CENTER"><strong>LA GIUNTA DI BUON GOVERNO IN CARICA</strong></p>
<p align="CENTER">LA DENUNCIA E’ TIMBRATA DALLA GIUNTA DI BUON GOVERNO <em>CORAZON DEL ARCOIRIRS DE LA ESPERANZA</em> E FIRMATA DA</p>
<p align="CENTER">MARCOS VÁZQUEZ GÓMEZ</p>
<p align="CENTER">FRANCISCA PÉREZ PECH</p>
<p><em>(Traduzione “Maribel” – Bergamo)</em></p>
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		<title>Denuncia de la JGB de la Realidad</title>
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		<description><![CDATA[[15-08-2012] GBG zapatista di La Realidad denuncia provocazioni dei partiti Verde e PRD JUNTA DE BUEN GOBIERNO HACIA LA ESPERANZA CARACOL 1 MADRE DE LOS CARACOLES MAR DE NUESTROS SUEÑOS La Realidad Chiapas México, miércoles 15 de agosto del 2012 DENUNCIA PUBBLICA. Alla società civile e internazionale Alle compagne e compagni dell&#8217;Atra Campagna nazionale e &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/08/29/14332/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>[15-08-2012] GBG zapatista di La Realidad denuncia provocazioni dei partiti Verde e PRD</strong></p>
<p align="CENTER"><strong><img class="alignright" title="realidad" src="http://komanilel.org/wp-content/uploads/2012/08/Copia-de-normal_caracol_realidad.jpg" alt="" width="252" height="241" />JUNTA DE BUEN GOBIERNO HACIA LA ESPERANZA<br />
CARACOL 1 MADRE DE LOS CARACOLES MAR DE NUESTROS SUEÑOS</strong></p>
<p align="CENTER"><strong>La Realidad Chiapas México, miércoles 15 de agosto del 2012</strong></p>
<p align="CENTER"><strong>DENUNCIA PUBBLICA.</strong></p>
<p><strong>Alla società civile e internazionale<br />
Alle compagne e compagni dell&#8217;Atra Campagna nazionale e internazionale<br />
Alle compagne e compagni della Sesta Internazionale<br />
Agli organismi indipendenti dei diritti umani<br />
Ai mezzi di comunicazione alternativi<br />
Alla stampa nazionale e internazionale<br />
Alle sorelle e fratelli del Messico e del mondo</strong></p>
<p align="JUSTIFY">La Junta de Buen Gobierno Hacia la Esperanza della zona Selva Fronteriza, situata a La Realidad Trinidad municipio autónomo San Pedro de Michoacán <strong>DENUNCIAMO PUBBLICAMENTE</strong> le provocazioni che stiamo subendo dalle autorità e da un gruppo di persone di Veracruz, frazione del ejido San Carlos, municipio de Las Margaritas, Chiapas, México.<span id="more-14332"></span></p>
<p align="JUSTIFY">In questa località fu costruita, prima della rivolta armata del 1994, una casa di 30×14 metri come bottega di acquisto e immagazzinamento del caffè, parte della Unione di Ejidos della zona Selva; a partire dal 1° di gennaio del 1994, questa attività finisce in mano ai municipi autonomi ribelli zapatisti.</p>
<p align="JUSTIFY">Posteriormente i quattro municipi autonomi che sono: San Pedro de Michoacán, Tierra y Libertad, Libertad de los Pueblos Mayas y General Emiliano Zapata, si organizzarono per dare vita a un progetto autonomo in queste istallazioni, dove vendevamo merce all&#8217;ingrosso e al dettaglio.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma un gruppo di persone che vive nelle vicinanze, spinti dalle loro autorità istituzionali, si sono organizzati per togliercela e questo gruppo non ha nessun diritto su questa costruzione: quello che stanno facendo è provocarci senza alcuna ragione, visto che noi non stiamo togliendo niente a nessuno, tanto meno a loro.</p>
<p align="JUSTIFY">Il 3 luglio 2012, si sono presentati all&#8217;officina della Junta de Buen Gobierno i signori Rafael Méndez López, agente municipale, e Iván Méndez Domínguez suo vice, dicendoci che il loro gruppo voleva occupare la bottega, perché così saranno finanziati con due progetti dal mal governo e che per questo hanno bisogno dell&#8217;immobile; come autorità della Junta de Buen Gobierno si è detto loro che non si sarebbe permessa tale occupazione impropria e che si sbrigassero questa faccenda con chi gli darebbe i finanziamenti ma che non venissero a provocare noi zapatisti per colpa di qualche briciola che gli regala il governo.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>I FATTI:</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Il giorno 6 agosto, a partire dalle 7.00 del mattino, un gruppo di 45 persone, militanti del Partito Verde e del Partito della Rivoluzione Democratica, capeggiato da Rafael Méndez López, agente municipale, si è diretto alla bottega circondandola con filo spinato e impedendo così l&#8217;ingresso.</p>
<p align="JUSTIFY">Dopodiché sono andati dai compagni base d&#8217;appoggio che lavoravano nel negozio, chiedendo loro la chiave e intimandoli di abbandonare lo stabile, con un linguaggio aggressivo; ma i nostri compagni si sono rifiutati. Visti i fatti siamo dovuti andari lì il giorno stesso ad aprire un varco affinchè la gente potesse passare senza problemi.</p>
<p align="JUSTIFY">Come se non bastasse il giorno 11 agosto, attorno alle 15.00, un gruppo di 45 persone ha tagliato l&#8217;energia elettrica della bottega ed inoltre s&#8217;è messo senza permesso nella proprietà del nostro compagno base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN Mario Santis Méndez per tagliare anche a lui l&#8217;energia elettrica.</p>
<p align="JUSTIFY">Di fronte un agire tanto ingiusto verso noi zapatisti, il 14 agosto abbiamo rinstallato nuovamente l&#8217;energia del nostro compagno e della bottega, visto che questo compagno non ha nessun problema con queste persone, che lo stanno provocando per il semplice fatto di essere base d&#8217;appoggio zapatista, motivo per cui ci stanno provocando tutti; sappiamo perfettamente che questi fratelli non sono nostri nemici ma, disgraziatamente, per il fatto di non capire, non pensare, si mettono a provocare senza analizzare se gli può andare bene o male e le conseguenze che potrebbero esserci.</p>
<p align="JUSTIFY">Fa male il fatto che questi fratelli si lascino ingannare e manipolare da alcune persone, a loro volta manipolate e appoggiate per i mal governi e risulta ingiusto che questi provocatori, sottomettano per mezzo di sanzioni o minacce altre persone che si rifiutano; perché sappiamo che ci sono fratelli e sorelle che sanno pensare e analizzare le cose ma che per paura si fanno sottomettere, convertendosi in complici di chi sta a capo di queste azioni.</p>
<p align="JUSTIFY">Quello che sta succedendo è principalmente colpa dei mal governi per le briciole che dispensano, è una strategia dei governi corrotti, che sono gli autori intellettuali e la causa di questi problemi, e che finanziano progetti che hanno lo scopo di dividere la gente e creare problemi tra contadini e indigeni e intimidire i nostri compagni col fine di fermare la loro lotta. Quello che diciamo a queste autorità corrotte e a questo gruppo di provocatori, così come alle autorità dei tre livelli di governo: a Felipe de Jesús Ruiz Moreno, presidente municipale de Las Margaritas, a Juan Sabines Guerrero e a Felipe Calderón Hinojosa, che noi non permetteremo queste provocazioni e che ci difenderemo da tutti i progetti come questi che colpiscono i nostri compagni e compagne zapatiste.</p>
<p align="JUSTIFY">Sorelle e fratelli, questi fatti li rendiamo pubblici per farvi sapere quello che stanno facendo i mal governi corrotti tanto quello municipale, quanto statale e federale, che apparentemente sono buoni ma che realmente sono i peggiori che potremmo avere. Ci hanno aggredito senza motivo alcuno, pensando che con questo ci arrenderemo o ci venderemo a queste massa di ladroni, criminali e traditori della patria; se pensano questo si stanno sbagliando, perché queste ingiustizie che subiamo, invece di intimorirci ci danno più coraggio, rabbia e indignazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Così che facciamo responsabili il sig. Iván Méndez Domínguez, il sig.Rafael Méndez López e tutto il gruppo che menzionammo per tutto quello che potrà succedere da qui in avanti; ed inoltre denunciamo Felipe Ruiz Moreno, Juan Sabines Guerrero e Felipe Calderón Hinojosa, che se non faranno nulla al rispetto saranno i responsabili immediati e complici di questi aggressori e di tutto quello che potrà succedere.</p>
<p align="LEFT">Ya basta di tante provocazioni ed ingiustizie contro di noi.</p>
<p align="LEFT">Vi facciamo sapere che noi non ci fermeremo e che se non smettono le provocazioni prenderemo misure più serie.</p>
<p align="JUSTIFY">Saremo vigili su ogni cosa che potrebbe succedere.</p>
<p><strong><br />
ATENTAMENTE<br />
JUNTA DE BUEN GOBIERNO<br />
HACIA LA ESPERANZA<br />
ZONA SELVA FRONTERIZA<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Vaza Radio</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Aug 2012 17:34:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[VAZA RADIO I primi di Giugno 2012 abbiamo visitato Vaza Radio, radio comunitaria indipendente che trasmette sulla frequenza 93.1 FM da Tlapa de Comonfort, città situata nel cuore della Montagna di Guerrero. A Tlapa, centro vitale della regione, convivono quattro differenti &#8220;gruppi etnici&#8221;: Mixteco, Tlapaneco, Nahua e Mestizos (Meticci). Vaza è una termine mixteco che &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/08/27/intervista-a-vaza-radio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>VAZA RADIO</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I primi di Giugno 2012 abbiamo visitato Vaza Radio, radio comunitaria indipendente che trasmette sulla frequenza 93.1 FM da Tlapa de Comonfort, città situata nel cuore della Montagna di Guerrero. A Tlapa, centro vitale della regione, convivono quattro differenti &#8220;gruppi etnici&#8221;: Mixteco, Tlapaneco, Nahua e Mestizos (Meticci).</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/img014.jpg"><img class="alignleft  wp-image-14222" title="logo Vaza Radio" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/img014-250x300.jpg" alt="" width="150" height="180" /></a>Vaza è una termine mixteco che significa NO, quindi Vaza Radio significa NO RADIO, cioè la negazione della radio commerciale, in favore delle radio comunitarie indipendenti.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vaza Radio trasmette tutti i giorni dalle 7.00 alle 22.00 e le trasmissioni son in lingua spagnola e tlapaneca. Nasce il 9 Dicembre 2010 per iniziativa di una famiglia di Tlapa, ed è gestita da due fratelli e dal figlio di nove anni (in gambissima) di uno dei due.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;origine di questa radio comunitaria è alquanto particolare e originale: durante le interviste i tre membri fondatori sottolineano più&#8217; volte che il principale motivo per cui questa radio è nata è diffondere e far conoscere il genere musicale Rock in tutte le sue sfaccettature (Rock Urbano, Punk, Hardcore, Metal, Trash&#8230;) e in secondo luogo rivendicano la funzione sociale della radio.<span id="more-14212"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>NASCITA DI RADIO VAZA</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ci raccontano che da quasi 25 anni un gruppo di giovani della regione, appassionati di musica Rock, si coordina per diffondere e far conoscere questo genere e col tempo un vasto pubblico si è radunato attorno al gruppo. Il gruppo ha organizzato periodicamente eventi musicali e ha partecipato al palinsesto di La Voz de la Montaña, una delle radio ufficiali di Tlapa, con un programma che si chiama Las Otras Bandas, trasmesso ogni settimana il sabato. La creazione di una radio indipendente si è resa una necessità per il gruppo di adepti del Rock quando all&#8217;interno della radio La Voz de la Montaña hanno cominciato a trovare ostacoli alla propria libertà d&#8217;espressione quali censure, e critiche ai contenuti (musicali e non)da parte della redazione della radio. In seguito a discussioni col direttore della radio causate da divergenze</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">di vedute, una parte del gruppo decise di abbandonare la trasmissione. Alcuni lasciarono perdere la questione della radio, mentre altri ne aprono una, Vaza Radio per l&#8217;appunto, “uno spazio non commerciale, indipendente e libertario, dove ci si può esprimere senza peli sulla lingua”.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Attualmente sono solamente tre le persone si occupano della Radio, e che gestiscono tre differenti emissioni: Montaña Rebelde, Pequeños Rockeros, La Voz de los Pueblos. Questi programmi che vanno in onda dalle 18:00 alle 22:00 girano attorno alla musica Rock, ma danno spazio e risonanza a notizie e analisi della politica locale e nazionale. Dalle 7.00 alle 18.00 dalla radio sono trasmessi spot informativi e tanta musica di vario genere (Ranchera, Tropicale, Romantica&#8230;), “quella che piace alla popolazione”.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per un breve periodo radio Vaza ha lasciato spazio sulle sue frequenze alla Croce Rossa per promuovere una campagna sulla salute, ma finita la campagna non ci sono stati ulteriori collaborazioni. Le delegazioni delle colonie (quartieri) hanno spazio gratuito nella radio per diffondere e far conoscere le loro attività, iniziative e feste popolari. Allo stesso modo ci sono spazi per la promozione di gruppi musicali locali. “Gli unici a cui non si apre la porta sono le grandi imprese e a chi ne vuole trarre un beneficio personale&#8230;”</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>IMPORTANZA DELLA RADIO</strong></span></span></p>
<p><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/LomaBonita3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14232" title="LomaBonita3" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/LomaBonita3-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>“<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La radio comunitaria serve per informare e per dare appoggio alla comunità&#8230;senza fini di lucro&#8230;è fondamentale per richiamare l&#8217;attenzione su temi importanti, quali l&#8217;identità culturale delle popolazioni originarie, la difesa del territorio contro le imprese minerarie straniere, la questione dei diritti della donna, i diritti indigeni ed umani in generale, la Polizia Comunitaria, la violenza di genere&#8230;”</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il segnale radiofonico non arriva molto lontano, a causa di un trasmissore troppo piccolo (potenza di 40Watts) e della geografia della zona, che è incastrata in una valle, il che rende difficile la propagazione delle onde radio.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ascoltatori e ascoltatrici di Radio Vaza sono principalmente gli abitanti della città di Tlapa, in particolare le persone che vivono nelle colonie periferiche che si trovano sulle colline circostanti e nella parte alta della città. Purtroppo la copertura non molto ampia non permette a Radio Vaza di raggiungere le comunità rurali nella zona circostante la città, e questo è un vero peccato, considerando che nelle comunità le sole informazioni che giungono sono quelle dei mezzi di comunicazione di massa: la televisione, sette radio commerciali, giornali della capitale</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Chilpancingo e da qualche anno alcuni periodici locali.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Non è possibile fare una stima di quanti siano gli ascoltatori e le ascoltatrici ma il pubblico è vario e ascoltatori sono presenti in tutte le colonie; ascoltando le trasmissioni e gli spots informativi autoprodotti, “la gente comincia a cogliere la realtà delle cose, a capire che quello che propinano i mezzi d&#8217;informazione ufficiali sono menzogne e che bisogna organizzarsi autonomamente”.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La nascita di Radio Vaza è stata una boccata d&#8217;ossigeno per gli ambienti rockers, che vi hanno trovato un punto di riferimento piu&#8217; solido che il programma Las Otras Bandas di radio La Voz de la Montaña, che trasmette solo il sabato per due ore. Attraverso la radio e l&#8217;organizzazione di alcuni eventi musicali, la cultura Rocker in versione messicana ha avuto la possibilità di farsi conoscere, e informazioni libere da censura hanno potuto circolare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>VENIAMO AL PRESENTE</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La radio non ha ancora trovato un posto fisso, in due anni ha cambiata tre volte di sede e l&#8217;attuale cabina di trasmissione si trova a casa di un privato. Inizialmente Radio Vaza trasmetteva da una casa nella colonia S.Antonio, ma a causa di disaccordi con il proprietario della casa che ospitava le installazioni (che spingeva per una commercializzazione della radio), la sede è stata spostata in un&#8217;altra casa sita nella parte alta della colonia Loma Bonita. Dopo che per due volte ignoti hanno cercato di entrare nella casa che ospitava la radio, per ragioni di sicurezza la sede fu spostata in un posto considerato più sicuro nella stessa colonia.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nessun attacco diretto nè esplicite minaccia hanno interessato Radio Vaza ma di recente ci sono stati due avvenimenti molto “strani”: Croce Rossa e Protezione Civile hanno contattato a distanza di una settimana, uno dei locutori sul suo telefono privato, per chiedere di poter mandare una serie di spots promozionali. In quell&#8217;occasione hanno posto alcune domande sull&#8217;ubicazione esatta della radio. Quando gli è stato risposto per mancanza di tempo non sarebbe stato possibile riceverli di persona e di mandare i file degli spots via mail, non si sono fatti più sentire e non ci sono stati ulteriori contatti. Questo fatto ha portato i membri di Radio Vaza a sospettare che il vero interesse mascherato dalla richiesta degli spots, fosse quello di identificare l&#8217;ubicazione esatta della radio, di capire chi la gestisce e di che tipo di attrezzature dispongono, in vista di un eventuale intervento repressivo.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Inoltre circolano voci secondo cui in un incontro di funzionari del governo dello stato sulla tematica dei mezzi di informazione nel municipio di Tlapa, il discorso sia caduto su Radio Vaza, l&#8217;unica voce contro corrente nella zona di Tlapa.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">I membri di radio Vaza sono stati invitati lo scorso Marzo all&#8217;incontro che ha dato origine alla Red de Radios y Medios Libres de Guerrero, a San Luis Acatlan. “E&#8217; stato un piacere entrare a far parte di una rete come questa, che serve a darsi forza, a stare uniti, a sostenersi in caso di minacce o aggressioni e a scambiarsi informazione”. Purtroppo la mancanza di mezzi e tempo non ha permesso a Vaza Radio di contribuire attivamente alle registrazioni del notiziario Noticias de mi Pueblo. L&#8217;implicazione di Radio Vaza nella rete è comunque effettiva: partecipazione agli anniversari delle diverse radio indipendenti dello stato, alle attività comuni e ai corsi di auto-formazione. Inoltre strette collaborazioni con il Centro di Diritti Umani della Montagna, Tlacinollan, importante punto di riferimento per la Red de Radios y Medios Libres de Guerrero.</span></span> “<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In maniera isolata non possiamo fare molto ma essendo organizzati abbiamo più forza&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>PROGETTI E SPERANZE</strong></span></span></p>
<p><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/Transmitiendo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14242" title="Transmitiendo2" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/Transmitiendo2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>“<span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Manca una buona attrezzature: il mixer ha dei problemi, il trasmissore è di soli 40Watts, non abbiamo un registratore, né un telefono dove poterci contattare&#8230;ma soprattutto mancano persone che partecipino attivamente alle trasmissioni”.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per il futuro prossimo il principale obbiettivo è quello di avvicinare un maggior numero di persone a Radio Vaza e di coinvolgerle attivamente alla creazione di nuove trasmissioni.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In cantiere c&#8217;è la preparazione di una trasmissione sul tema dell&#8217;autodifesa legale (cosa fare in caso di arresto, come comportarsi quando la polizia entra in casa senza mandato etc.) organizzato in collaborazione con gli studenti e i docenti di un&#8217;Università privata di Diritto della zona di Tlapa.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La speranza è quella di poter continuare a trasmettere in autonomia per essere “al fianco della popolazione, dal basso, per diffondere maggior coscienza tra le persone, perché capiscano che ci stanno distruggendo l&#8217;ambiente, contaminando l&#8217;acqua, disboscando le montagne, bruciando l&#8217; immondizia&#8230; “Prima c&#8217;erano alberi, tanti animali ma il Governo ha lasciato il permesso a grosse imprese di legname di distruggere la montagna, per il loro beneficio e a discapito del popolo”; “Viviamo in un medio ambiente che ci necessita, così come noi abbiamo bisogno di lui”.</span></span> <span style="font-family: DejaVu Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;augurio è che le popolazioni indigene di Guerrero e di tutto il Messico possano continuare a parlare le proprie lingue madri, non solo nelle loro comunità ma anche quando si spostano, per proteggere identità e cultura da un sistema globalizzante.</span></span></p>
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		<title>Denuncie dai Caracol di Morelia e La Realidad</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Aug 2012 16:25:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal sito di  Enlace Zapatista La JBG de la Realidad denuncia despojo, ataques y provocaciones del mal gobierno junto con los partidos PVEM y PRD. http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-la-realidad-denuncia-despojo-ataques-y-provocaciones-del-mal-gobierno-junto-con-los-partidos-pvem-y-prd/ &#160; La JBG de Morelia denuncia ataque de la ORCAO con arma de fuego a bases de apoyo zapatista http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-morelia-denuncia-ataque-de-la-orcao-con-arma-de-fuego-a-bases-de-apoyo-zapatista/]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito di  <a title="EnlaceZapatista" href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/" target="_blank">Enlace Zapatista</a><img class="alignright" title="caracoles" src="http://3.bp.blogspot.com/-Tc4y0iakIk8/T4S2dl9aiPI/AAAAAAAAFCY/MNBchvmTULc/s1600/IMG_0341.JPG" alt="" width="229" height="307" /></p>
<p>La JBG de la Realidad denuncia despojo, ataques y provocaciones del mal gobierno junto con los partidos PVEM y PRD. <a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-la-realidad-denuncia-despojo-ataques-y-provocaciones-del-mal-gobierno-junto-con-los-partidos-pvem-y-prd/" target="_blank">http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-la-realidad-denuncia-despojo-ataques-y-provocaciones-del-mal-gobierno-junto-con-los-partidos-pvem-y-prd/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La JBG de Morelia denuncia ataque de la ORCAO con arma de fuego a bases de apoyo zapatista <a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-morelia-denuncia-ataque-de-la-orcao-con-arma-de-fuego-a-bases-de-apoyo-zapatista/" target="_blank">http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-morelia-denuncia-ataque-de-la-orcao-con-arma-de-fuego-a-bases-de-apoyo-zapatista/</a></p>
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		<title>[ARTICOLO] Sulle elezioni e le proteste post-elettorali</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2012 18:14:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://desinformemonos.org/2012/08/pena-nieto-y-estados-unidos-una-nueva-alianza-para-perpetuar-la-violenta-guerra-calderonista-contra-el-narcotrafico/ Peña Nieto e gli Stati Uniti: una nuova alleanza per continuare la violenta guerra di Calderon contro il narcotraffico. Città del Messico. “Siamo i figli degli ideali che non poterono giustiziare”. Mentre marcia con decina di migliaia di persone a Città del Messico, una ragazza porta questo cartello scritto a mano. Ha poco &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2012/08/13/articolo-sulle-elezioni-e-le-proteste-post-elettorali/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Fonte: <a href="http://desinformemonos.org/2012/08/pena-nieto-y-estados-unidos-una-nueva-alianza-para-perpetuar-la-violenta-guerra-calderonista-contra-el-narcotrafico/">http://desinformemonos.org/2012/08/pena-nieto-y-estados-unidos-una-nueva-alianza-para-perpetuar-la-violenta-guerra-calderonista-contra-el-narcotrafico/</a></span></span></strong></p>
<h2 align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Peña Nieto e gli Stati Uniti: una nuova alleanza per continuare la violenta guerra di Calderon contro il narcotraffico.</strong></span></span></strong></h2>
<p><img class="alignleft" title="132" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4b/YoSoy132.jpg/220px-YoSoy132.jpg" alt="" width="220" height="330" /></p>
<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Città del Messico.</span></span></strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> “Siamo i figli degli ideali che non poterono giustiziare”. Mentre marcia con decina di migliaia di persone a Città del Messico, una ragazza porta questo cartello scritto a mano. Ha poco più di venti anni e il suo messaggio cattura lo spirito ed il sentimento del nuovo movimento messicano per la democrazia reale. Allo stesso tempo rivela il risentimento che- soprattutto fra i giovani- si sente per le elezioni presidenziali e per un nuovo governo che per loro rappresenta solo una era di manipolazione e repressione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Settimane dopo l&#8217;elezione presidenziale in Messico, migliaia di persone hanno protestato per le strade contro il candidato che fu dichiarato vincitore, Enrique Peña Nieto, e per l&#8217;imminente ritorno al potere del partito che governò per più di sette decadi. Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), che entrerà in carica dal 1 Dicembre, affronta numerose accuse di frode, una richiesta legale di invalidare le elezioni ed un movimento studentesco che rifiuta di fermarsi.<span id="more-13822"></span></span></span></p>
<p>“<span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Messico senza il PRI”, “Istituto Federale Elettorale, codardo, correggi le elezioni” e “Messico votò e Peña Nieto non vinse” sono i cori cantati da uomini e donne per le strade del centro storico della città nelle ultime manifestazioni, assicurando che il politico- conosciuto per il suo modo di pettinarsi e la sue cravatte nel puro stile dei vecchi politici messicani- non prenderà il posto. La maggior parte dei manifestanti sono giovani, però non mancano lavoratori, gruppi di vicini, associazioni e cittadini di tutte le età che prendono parte alle mobilitazioni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Molti appoggiano il candidato di opposizione, che restò al secondo posto durante la contesa elettorale, Andrés Manuel López Obrador, però l&#8217;argomento dei mezzi di informazione -che il movimento è l&#8217;artificio di una persona che non sa accettare la sconfitta- si debilita quando si confronta con le attuali dichiarazioni e motivazioni del movimento.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il Messico sta vivendo la nascita di un movimento per la democrazia reale, diretto da una generazione che prova a farla finita con il cinismo di una nazione abituata alla corruzione e alle regole autoritarie. I membri di questo movimento hanno sfiducia non solo del risultato delle elezioni, ma anche nella stessa definizione di democrazia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il movimento #YoSoy132, che nacque con le proteste contro la visita di Peña Nieto ad una università locale (la Universidad Iberoamericana), incentra le sue richieste sul principio che la democrazia non si può comprare. Giovani che non ricordano come si viveva sotto il governo del PRI, hanno dato un&#8217;occhiata alla storia della nazione e hanno deciso che non vogliono tornare a quel contesto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il movimento #YoSoy132 ha una base di richieste generale che include: democratizzazione dei mezzi di informazione per garantire il diritto all&#8217;informazione e alla libertà d&#8217;espressione; educazione secolarizzata, libera, scientifica, multiculturale, democratica, umanista, popolare, critica e di qualità; un cambio nel modello economico neoliberale con meno enfasi sul mercato e maggiore partecipazione dello Stato; un cambio nel modello di sicurezza e giustizia ed il ritiro dell&#8217;esercito dalla sicurezza pubblica; democrazia partecipativa ed autonomia; e la salute come un diritto.</span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;incerto cammino del PRI al potere </span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Poche persone potevano prevedere le proteste post-elettorali in Messico, così come la rapida crescita di un movimento spinto dai giovani contro Peña Nieto. Il PRI ha appreso la lezione dalla sua sconfitta nel 2000 per mezzo di Vicente Fox, e delle compulsive proteste post-elettorali del 2006, quando il candidato conservatore Felipe Calderón fu dichiarato vincitore con un piccolissimo margine di differenza e gravi accuse di brogli. Il PRI si è dato da fare per evitare ambedue gli scenari, preparando il suo candidato per anni per posizionarlo come la immagine del “nuovo PRI”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questi sforzi sono stati documentati ed includono accordi segreti con i principali canali televisivi per una copertura favorevole, che sono datati 2009. Sia la rivista messicana Proceso,che più tardi </span></span><em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">The Guardian</span></span></em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> informano su questi contratti, nonostante il PRI rifiuti le accuse.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le informazioni includono anche la ricostruzione della macchinazione politica che servì al partito durante 71 anni di governo ininterrotto nel paese. Tale macchinazione subì un colpo debilitante con l&#8217;elezione di Vicente Fox, del conservatore Partido Acción Nacional (PAN) nell&#8217;anno 2000, quando il PRI perse il timone della nazione che aveva controllato con facilità per anni, e perse la maggioranza nella legislatura e nei vari governi statali. Fu una caduta drammatica e vergognosa del potere e molti credevano con ottimismo che la era dei “dinosauri”, nome che si da all&#8217;elite politica del PRI, fosse terminata per sempre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Però numerosi analisti affermano che il PAN si accordò per lasciare posto al PRI, in cambio di appoggio per le sue proposte di riforme legislative e del dominio continuo di una élite economica piccola ma poderosa. Il PRI fu capace di ricostruire senza paura, posteriori accuse giudiziarie per avvenimenti passati di corruzione e repressione tra le sue fila.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le elezioni del 2012 dimostrano che la macchina è stata rimessa a nuovo ed utilizza molte delle stesse tecniche utilizzate per garantire i trionfi elettorali del passato. L&#8217;obbiettivo di costruire un solido margine per la vittoria per assicurarsi la legittimità delle elezioni, si è scontrato con la cittadinanza ed il monitoraggio di alcuni media che evidenziano i flagranti abusi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Una coalizione di partiti progressisti ha presentato una demanda il 12 Luglio per dichiarare invalida l&#8217;elezione presidenziale, dovuto alle violazioni di articoli della Costituzione messicana che trattano di una votazione libera e giusta, e per la violazione delle leggi elettorali. Si cita specificamente il superamento dei limiti di spese di campagna come causa dell&#8217;accusa. Il limite legale è di 336.112.000 pesos, circa 25.4 milioni di dollari. La coalizione dice di avere prove che il PRI superò di cinque volte il limite permesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img class="alignleft" title="niPRIniPANniPRD" src="http://yucatanconsciente.files.wordpress.com/2011/06/ni-pri-ni-pan-ni-prd-en-yucatan.jpg" alt="" width="147" height="147" />Gli avvocati di López Obrador accusano il PRI di reciclaggio di denaro, attraverso spese di campagna che non sono registrate. L&#8217; opposizione esige una indagine sul possibile uso di fondi pubblici delle zone governate dal PRI, oltre al denaro proveniente da fonti illecite, inclusa la delinquenza organizzata. L&#8217;uso di carte bancarie prepagate è una forma comune di lavaggio del denaro, il PRI ha emesso migliaia di schede partendo da una banca chiamata MONEX e le consegnò ai votanti in una probabile operazione di compra dei voti (in un cartello di protesta si leggeva: “le elezioni messicane furono limpide, incluso lavarono il denaro”).</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;accusa legale include accuse di confondere le inchieste per creare l&#8217;impressione che il PRI aveva l&#8217;elezione in pugno. La impresa Manypolling informò di margini di vantaggio a due cifre per Peña Nieto, arrivando a dargli 18 punti di vantaggio. Il conteggio finale dimostrò che aveva poco più di sei punti: Peña Nieto aveva il 38.21% di preferenze elettorali, López Obrador il 31.59% , mentre la candidata conservatrice Josefina Vázquez Mota il 25.41%. Vale a dire che l&#8217;errore dell&#8217;impresa è stato metodologico o forse si pretendeva dare al cliente quello che richiedeva.</span></span><strong><br />
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<p><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La alleanza Messico-Stati Uniti per la guerra al narcotraffico</span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il presidente Barak Obama chiamò Enrique Peña Nieto per felicitarlo della vittoria, prima ancora che le autorità messicane l&#8217;avessero dichiarata. La Casa Bianca ha emesso un bollettino sulla telefonata di Obama a Peña Nieto, dove si annunciava la continuità nella cooperazione per la “democrazia, prosperità economica e sicurezza”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La fretta dell&#8217;amministrazione Obama nel dichiarare il suo appoggio al candidato non è dovuta all&#8217;entusiasmo per il ritorno del PRI al potere. Il governo statunitense avrebbe chiaramente preferito un altro governo conservatore per il Messico. Il PAN (Partido Acción Nacional) aprì la porta ad un maggiore intervento USA; agenzie come la Administración de Cumplimiento de Leyes sobre las Drogas</span></span><em></em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(</span></span><em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">DEA, sigla in inglese</span></span></em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">), el Buró de Alcohol, Tabaco, Armas de Fuego y Explosivos (</span></span><em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ATF</span></span></em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, sigla in inglese), la Agencia de Inteligencia Central (CIA), la Oficina Federal de Investigación (FBI) e personale militare in congedo, ora partecipano e operano nella disastrosa politica securitaria interna messicana. La guerra contro la droga di Felipe Calderón fu il veicolo perfetto per rompere la resistenza all&#8217;interventismo statunitense, ed hanno fatto passi da gigante nel piano di sicurezza regionale, che include integrare il Messico nel suo “perimetro di sicurezza regionale”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La amministrazione Obama era ansiosa di lasciare alle spalle le elezioni, per eliminare il candidato di centrosinistra, Andrés Manuel López Obrador, dallo scenario politico, il prima possibile. López Obrador dichiarò apertamente di mettere fine alla guerra al narcotraffico ed “adottare una strategia differente”, durante il suo discorso di chiusura di campagna.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ignorando i conflitti post-elettorali che già erano in gestazione al sud della sua frontiera, la Casa Bianca felicitò il candidato e la popolazione messicana per “avere dimostrato il suo compromesso con i valori democratici per mezzo di un processo elettorale libero, giusto e trasparente”; però già prima che López Obrador presentasse l&#8217;azione legale, era emersa la palese compra di voti, ed il movimento #YoSoy132 ed altri stavano diffondendo le accuse di frode.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Intervistato da un reporter il 9 di Luglio riguardo se il Departamento de Estado continuasse a sostenere che le elezioni fossero state “trasparenti”, il portavoce Patrick Ventrell eluse il discorso e solamente disse che “diamo il benvenuto all&#8217;annuncio delle autorità elettorali riguardo i risultati finali, e ovviamente, speriamo di lavorare al fianco del presidente eletto, Peña Nieto”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La amministrazione accettò Peña Nieto quando le inchieste mostravano ancora una situazione incerta e ci furono riunioni, previe le elezioni, con quello che sarebbe stato il suo prossimo alleato. La politica del Messico –guidata dal Pentagono statunitense- ha bisogno di un compagno servizievole per la guerra alla droga. Le truppe messicane sono ora appostate in posizioni strategiche, in tutto il Paese, apparentemente per arrestare il flusso di sostanze illegali e catturare i capi del narcotraffico; invece di frequente hanno operato per reprimere i difensori dei diritti umani e per reprimere le comunità che protestano per la perdita del controllo dei loro ricorsi naturali o per la presenza dell&#8217;esercito. Le forze armate agiscono come una forma di controllo sociale, mentre i suoi ufficiali sono accusati di star confabulando con il crimine organizzato in diversi casi che, sicuramente, sono solo la punta dell&#8217;iceberg.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img class="alignleft" title="narcotraffico" src="http://3.bp.blogspot.com/-mV2Ywr1KV6k/TY02rirpgWI/AAAAAAAABhU/suwUAa--0Vk/s1600/guerra%2Bcontra%2Bel%2Bnarco.jpg" alt="" width="315" height="217" />Continuare la guerra al narcotraffico sta al primo posto nell&#8217;agenda nazionale degli Stati Uniti. Il Congresso l&#8217;ha sostenuta per mezzo di finanziamenti costanti dell&#8217;iniziativa Merida, da quando George Bush approvò il Piano nel 2008. Il Comitato di Relazioni Estere del Senato ha recentemente raccomandato di seguire su questa strada per altri quattro anni, con un investimento di un miliardo di dollari dei contribuenti, nonostante questa strategia ha avuto come risultato 60.000 vittime in Messico senza una diminuzione palpabile del flusso di droghe verso gli USA.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Peña Nieto restituì il favore lo stesso giorno che ricevette le felicitazioni da Obama. In conferenza stampa, riprese la questione della strategia di attaccare frontalmente i Cartelli del narcos, utilizzando l&#8217;esercito. Inoltre annunciò il suo impegno nel propiziare le principali riforme strutturali che il governo degli Stati Uniti e gli interessi economici nazionali e transnazionali, stanno chiedendo da anni; queste includono la privatizzazione dell&#8217;impresa petrolifera nazionale PEMEX (Petróleos Mexicanos) e le riforme fiscali e lavorali, che debiliteranno i sindacati ed i diritti dei lavoratori. Inoltre propose la creazione di una forza poliziesca speciale, formata da personale militare, per superare gli ostacoli legali al dispiego delle forze armate per la sicurezza pubblica. Le organizzazioni impresariali statunitensi come la </span></span><em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Americas Society</span></span></em><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> hanno colmato di elogi il “nuovo PRI”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Peña Nieto dichiarò che “senza dubbio ho preso un impegno nel tessere una relazione intensa di collaborazione effettiva, per avere risultati”, colmando i timori che il partito, anteriormente nazionalista, si potesse distanziare dalla nuova alleanza politico-militare con il suo poderoso vicino. Prima delle elezioni annunciò la nomina di un ex-capo della Polizia Nazionale colombiana, il generale Oscar Naranjo, come suo massimo assessore sulla sicurezza. Naranjo è un pezzo chiave nella politica securitaria colombiana, molto vicino alle dirigenze di sicurezza degli USA.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Mancano quattro mesi per la presa del potere. Le proteste aumenteranno per questo lunghissimo periodo che manca al presidente uscente. A metà di Luglio, il movimento #YoSoy132 si unì ad altre organizzazioni di base, per preparare una serie di mobilitazioni che coincidano con la data che le autorità elettorali ratificheranno i risultati elettorali, il 6 di settembre e con la data della presa del potere, il 1 Dicembre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Attraverso la critica ai monopoli mediatici, la pubblicità e l&#8217;immagine pubblica, la compra di voti, i costi della campagna e l&#8217;operato dei politici, il nuovo movimento messicano sta avanzando serie domande alla democrazia elettorale. Le critiche non sono solo per il Messico – una nazione che sta uscendo da un governo autoritario per ritornarci probabilmente- ma sono anche rilevanti per gli Stati Uniti, che sono sul cammino per le elezioni presidenziali di Novembre.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Traduzione: la PIRATA (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l&#8217;Autogestione Tessendo Autonomie)</span></span></p>
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		<title>[Mex] Imboscata dei paramilitari a Cheran</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 15:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito del Nodo Solidale: <a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/news_det.php?l=it&amp;id=2197" target="_blank">http://www.autistici.org/nodosolidale/news_det.php?l=it&amp;id=2197</a></p>
<h2><strong>Si denunciano aggressioni a &#8220;comuneros&#8221; di Cheran</strong></h2>
<p><img class="alignleft" title="Cheran" src="http://www.megafono.lunasexta.org/sites/default/files/field/image/20120713%20Mitin%20en%20solidaridad%20con%20Cheran%20Keri.jpg" alt="" width="224" height="384" />Secondo le informazioni diffuse dal Centro dei Media Liberi di Citta&#8217; del Messico e altri mezzi di comunicazione, lo scorso mercoledi&#8217;, primo di agosto, i &#8220;comuneros&#8221; di Cheran che effettuavano una ronda di vigilanza sono stati aggrediti da uomini pesantemente armati. In un comunicato, il Consejo Mayor del Governo Comunale di Cheran ha denunciato la recente aggressione, della quale furono oggetto i comuneros che realizzavano un pattugliamento di routine, con il fine di controllare i solchi presenti nei loro campi. I comuneros sono stati aggrediti da piu&#8217; di venti uomini notevolmente armati che provenivano dalla localita&#8217; del Cerecito, i quali si muovevano in una camionetta e avrebbero sparato in ripetute occasioni senza riportare feriti. Nello stesso comunicato il governo comunitario di Cheran menziona che &#8220;risulta imminente il rischio e la vulnerabilita&#8217; della nostra comunita&#8217; a causa dei gruppi armati che cercano di privarci dei nostri boschi e del nostro territorio per farne un uso illecito, attraverso minacce e intimidazioni&#8221; e esortano le autorita&#8217; a soddisfare le richieste della comunita&#8217;, tra le quali sicurezza e giustizia. In questo senso, le autorita&#8217; di Cheran hanno chiesto alla ronda comunitaria di rinforzare le misure di sicurezza nella comunita&#8217; e nei punti di accesso, inoltre, hanno fatto appello alla popolazione per intensificare le precauzioni di fronte alla minaccia di nuove aggressioni da parte degli abitanti del Cerecito, che, fra l&#8217;altro, in questo momento hanno catturato ad alcuni agenti della polizia giudiziaria per la presunta morte di uno dei propri compagni durante uno scontro con i comuneros di Cheran. <span id="more-13722"></span>Nel aprile del 2011, gli abitanti della comunita&#8217; indigena di Cheran si sono scontrati contro i tagliaboschi che stavano disboscando la zona gia&#8217; da anni, sotto la protezione e il controllo di gruppi legati al narcotraffico e sotto lo sguardo complice dei funzionari del governo che non hanno mai agito contro questi. In quei stessi mesi la comunita&#8217; disconobbe le autorita&#8217; municipali e la polizia, accusati di complicita&#8217; nei confronti di questi gruppi criminali. Da allora e di fronte all&#8217;assenza di risposte delle autorita&#8217; federali e statali, Cheran si affida ad una forma di governo comunitario basato sull&#8217;assemblea generale e varie assemblee di quartiere. Successivamente all&#8217;assassinio, lo scorso aprile, di due comuneros, il governo dello stato si era impegnato ad assicurare operazioni di sicurezza nella zona, invece gli abitanti denunciano la mancanza d&#8217;interesse tanto del governo statale come del governo federale dato che queste operazioni non si sono mai fatte. La situazione della comunita&#8217; di Cheran e&#8217; rimasta molto tesa dal sequestro e dall&#8217;assassinio di Urbano Macias e Guadalupe Geronimo per mano dei tagliaboschi del Cerecito.</p>
<p>Tradotto da La Pirata</p>
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