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	<title>mexico @ nomads network &#187; resistenza</title>
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		<title>L&#8217;arresto della comandante Nestora Salgado mostra l&#8217;attacco alle polizie comunitarie di Guerrero</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 12:21:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista Traduzione di un articolo de SubVersiones Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà ovviamente il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/larresto-della-comandante-nestora-salgado-mostra-lattacco-alle-polizie-comunitarie-di-guerrero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AZhRiyFa9XE&amp;feature=youtu.be" target="_blank">Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista</a></p>
<p>Traduzione di <a href="http://subversiones.org/archivos/11910?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+SubVersionesAAC+%28SubVersiones+AAC%29" target="_blank">un articolo de SubVersiones</a></p>
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<p align="RIGHT"><em><img class="alignleft" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTrY5EwfxDjk4oDalW1qE6hFlKgliBMujA-qsb2NN1M_9Kn6n0PyA" width="274" height="183" />Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà </em><em>ovviamente</em><em> il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci stanno attaccando</em><em>… </em><em>le autorità, l&#8217;esercito, la marina.</em></p>
<p align="RIGHT"><em>Mi sento perseguitata da parte loro e anche la nostra polizia</em><em>.</em></p>
<p align="RIGHT">Nestora Salgado</p>
<p align="JUSTIFY">26 agosto. Recentemente, in una intervista video realizzata con<a href="http://www.youtube.com/watch?v=j5HSP6ILglY&amp;feature=player_embedded#t=1" target="_blank"> Caminante TV</a>, Nestora Salgado García, coordinatrice regionale delle autorità comunitarie e comandante regionale della polizia comunitaria di Olinalá, denunciò la pressione, la persecuzione costante e le minacce di morte che hanno subito da parte delle autorità.</p>
<p align="JUSTIFY">La polizia comunitaria di Olinalá si formò all&#8217;inizio di quest&#8217;anno con l&#8217;intenzione di difendere la gente dal crimine organizzato, vista la inefficacia e disinteresse delle autorità governative ufficiali. Di seguito le parole di Nestora:<span id="more-19392"></span></p>
<blockquote><p>“Loro non avevano occhi né orecchie perché per loro non stava succedendo nulla. In quanto stanche che le autorità non intervenissero, abbiamo dovuto farlo per bisogno, paura, per la necessità di difendere la nostra gente e noi stessi. Altrimenti chi altro l&#8217;avrebbe fatto al nostro posto? Che dovevamo aspettare? Che ci uccidessero? Certo che no. Fu così che il popolo si sollevò in armi, come fu diffuso in quel momento”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Ogni quartiere propose i suoi poliziotti, non abbiamo imposto nessuno, tutti sono di Olinalá, […] abbiamo un gruppo operativo, uno investigativo e la gente che sta dalla nostra parte: così si è formata la Polizia Comunitaria”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Conformammo la Polizia Comunitaria per paura e per necessità di proteggerci”.</p></blockquote>
<p align="JUSTIFY">Olinalá si sollevò in armi il 27 ottobre 2012 per difendere la sua popolazione dai gruppi del crimine organizzato e fu solo più avanti che cominciarono ad avere la consulta e si integrarono alla <i>Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias</i> (CRAC): “Senza sapere che esistesse una polizia comunitaria, noi ci organizzammo come compagni e come amici”</p>
<p align="JUSTIFY">Però il lavoro della polizia comunitaria ha dato fastidio alle autorità, per il fatto di denunciare costantemente le distinte maniere con cui si favoriscono i grandi commercianti, affinché possano controllare la vendita di determinati prodotti, allo stesso modo delle alte tariffe elettriche della CFE (Commisione Federale Elettricità). Inoltre prima della nascita della polizia comunitaria, la popolazione stava denunciando inutilmente: l&#8217;impunità, la mancanza di indagini delle polizie municipali e del personale del comune, prove di estorsioni&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Appena qualche giorno prima dell&#8217;arresto di Nestora Salgado da parte di elementi della marina, il 21 agosto lei denunciò che un gruppo di militari era salito sul tetto di casa sua, mirando alla gente, a modo di intimidazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante il governatore Ángel Aguirre ha dichiarato in diversi spazi il rispetto al ruolo delle polizie comunitarie e soprattutto della validità della legge 701 che legittima il loro lavoro da mercoledì sono state arrestate 29 persone fra: coordinatori, autorità comunitarie e poliziotti comunitari di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo stesso Aguirre, lo scorso 14 novembre, nella città di Olinalá, assicurò che avrebbe appoggiato la formazione della Polizia Comunitaria, consegnando dopo qualche mese un mezzo, anche se dopo dimenticò gli altri appoggi che aveva promesso.</p>
<p align="JUSTIFY">Il governatore aveva insistito in diverse occasioni a riguardo: “quelli che escono dalla giurisdizione e quelli che portano armi che non possono essere utilizzate dai gruppi di polizia comunitaria, dovranno essere sanzionati”.</p>
<p align="JUSTIFY">Sta di fatto che gli arresti sono avvenuti nel territorio comunitario da parte dell&#8217;esercito e della marina, come una minaccia alla libera determinazione dei popoli della Montaña di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo giorni senza aver ricevuto notizie, si è saputo che Nestora Salgado era detenuta nel carcere di massima sicurezza el Rincón, di Tepic, nello stato di Nayarit; questo solo perché suo marito, che vive a Seattle, si è meso in contatto con l&#8217;ambasciata nordamericana in Messico, per informare che Nestora ha la cittadinanza statunitense.</p>
<p align="JUSTIFY">In questo modo si è saputo dove si trovava e il motivo della detenzione: l&#8217;accusa è di aver sequestrato e torturato il <i>síndico </i>Armando Patrón. La polizia comunitaria di Olinalá lo aveva arrestato un paio di settimane prima, avendolo sorpreso a portarsi via una vacca che non gli apparteneva, con il lasciapassare del ministero pubblico di Huamuxtitlán.</p>
<p align="JUSTIFY">La gente di Olinalá lo ha segnalato in più di un&#8217;occasione come la persona che copre i criminali che lavorano per il priísta Eusebio González Rodríguez, presentando varie prove al Comune senza che fossero prese in considerazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ieri c&#8217;è stata una marcia a Olinalá, dove in centinaia reclamarono la libertà di Nestora Salgado, come anche dei poliziotti comunitari detenuti ad Ayutla e Tlatlauquitepec.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel comunicato della Polizia Comunitaria si enfatizza:</p>
<p align="JUSTIFY">“Sr. Governatore le ricordiamo che non siamo delinquenti, siamo cittadini comuni, persone che solo stanno cercando la tranquillità per la propria gente. La invitiamo ad investigare sulla modalità del corrotto e insaziabile Presidente Municipale Eusebio González Rodríguez e della sua famiglia, lì incontrerà i delinquenti e ben organizzati”.</p>
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		<title>Nuovo Trasferimento per i Presos Loxicha</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 10:42:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo di SubVersiones Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/nuovo-trasferimento-per-i-presos-loxicha/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="LEFT"><a href="http://subversiones.org/archivos/11630" target="_blank">Traduzione di un articolo di SubVersiones</a></p>
<p align="LEFT"><img class="alignright" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsgE-h7OxN36ATgz7qc2MRKWq5nBmzKemEU38eGBD1cKyUBtAQUA" width="318" height="159" />Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari erano stati trasferiti nuovamente in questo centro di sterminio.</p>
<p>Con questa trasferimento si sommano 90 giorni di isolamento: i parenti affermano che i prigionieri continuano ad essere torturati fisicamente e psicologicamente e ritengono responsabili di questo a tre livelli di cattivo governo.<span id="more-19362"></span></p>
<p>Dopo la conferenza stampa, familiari e amici si dirigono verso il CEFERSO No.13, con un&#8217;altra brigata di supporto con cui esigere la libertà immediata e il trasferimento dei detenuti in una prigione nella città di Oaxaca.</p>
<p>Al momento la quarta brigata di appoggio è in corso e si spera che alcuni dei familiari possano entrare e ottenere informazioni circa le condizioni in cui i prigionieri sono detenuti.</p>
<p>Di seguito la parola di familiari e amici dei prigionieri politici e di coscienza della regione Loxicha che si è diffuso a partire da questa mattina.</p>
<p><b>Per il popolo di Oaxaca, in Messico e nel mondo:</b></p>
<p>Come familiari dei Prigionieri Politici e di Coscienza della regione Loxicha, denunciamo quanto segue:</p>
<p>Il 19 agosto, ancora una volta, abbiamo ricevuto le telefonate provenienti dall&#8217;area di lavoro sociale del Centro Federale di Riadattamento No 13, di Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, per comunicarci che i prigionieri Loxicha sono stati trasferiti nuovamente in questo Centro di Sterminio chiamato CEFERESO No 13.</p>
<p><b>Che cosa vuol dire?</b></p>
<p>Che segue la sistematica violazione dei loro diritti umani per essere stati spostati per la terza volta in un arco di 73 giorni senza preavviso.</p>
<p>Che sono destinati a iniziare altri 30 giorni di isolamento e confinamento, sommati ai 30 iniziali del loro primo soggiorno nel CEFERESO n ° 13, più altri 30 giorni che gli sono toccati nel CEFERESO No. 6 di Huimanguillo, Tabasco.</p>
<p>Che sono trasferiti di nuovo: a pochi giorni da che ci avevano autorizzato la visita ci costringono a riavviare il processo, senza che gli importi quello che abbiamo già fatto.</p>
<p>La visita delle nostre famiglie in questo CEFERESO No. 13, non sono di persona ma attraverso uno schermo e un telefono: la chiamano <i>televisita</i>. Ci impediscono il contatto fisico.</p>
<p>Sottolineiamo che la persona che ci ha chiamato, ci ha detto &#8220;non vogliamo scandali, non portate gli striscioni&#8221;.</p>
<p>Per queste ragioni, oggi abbiamo realizzato <b>la</b><b> 4 ° Brigata di accompagnamento </b><b>ai familiari </b><b>dei </b><b>prigionieri</b><b> Loxicha, </b><b>al </b><b>CEFERESO No. 13 </b><b>di Mengoli de Morelos </b><b>Miahuatlán, Oaxaca.</b></p>
<p>E continuiamo ad esigere::</p>
<p>Basta al maltrattamento fisico e psicologico dei nostri prigionieri Loxicha e rispetto di tutti i loro diritti umani.</p>
<p>L&#8217;immediato trasferimento in una prigione statale che si trova nella città di Oaxaca, perché non sono criminali, né tanto meno terroristi.</p>
<p>Basta con l&#8217;isolamento ai nostri prigionieri Loxicha.</p>
<p>La libertà immediata e senza condizioni! YA</p>
<p>Facciamo responsabili i tre livelli del mal-governo per gli abusi e le torture a cui i detenuti Loxicha continuano ad essere soggetti.</p>
<p align="CENTER"><b><br />
</b><b>Familiari </b><b>dei </b><b>P</b><b>rigionieri </b><b>P</b><b>olitici </b><b>e di Coscienza</b><b> </b><b>d</b><b>e</b><b>lla</b><b> Regione Loxicha.</b></p>
<p align="LEFT">
Mercoledì 21 Agosto 2013, Oaxaca.</p>
<p align="LEFT">
]]></content:encoded>
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		<title>(Español) Cooperativa Cacalotillo, en pie de lucha a seis meses de la toma de la playa Barra Prieta!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jul 2013 00:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aqui van unas fotos y 3 audios Estamos en la costa del estado de Oaxaca, precisamente en el kilometro 107 de la carretera federal que va de Puerto Escondido a Pinotepa Nacional, pasando por Río Grande. Dentro del kilometro mencionado hay un portón verde y amarillo con una manta que dice: “Cooperativa de Cacalotillo, San &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/31/espanol-cooperativa-cacalotillo-en-pie-de-lucha-a-seis-meses-de-la-toma-de-la-playa-barra-prieta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Aqui van unas<a href="http://photo.contaminati.net/xm24/Nomads/Mexico/Oaxaca/Playa-Barraprieta-Rio-Grande" target="_blank"> fotos</a> y<a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby9PYXhhY2EvUGxheWFCYXJyYXByaWV0YQ/html" target="_blank"> 3 audios</a><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><img class="alignleft" alt="" src="http://photo.contaminati.net/var/thumbs/xm24/Nomads/Mexico/Oaxaca/Playa-Barraprieta%2C-Rio-Grande/2manta.JPG?m=1375229189" width="240" height="180" />Estamos en la costa del estado de Oaxaca, precisamente en el kilometro 107 de la carretera federal que va de Puerto Escondido a Pinotepa Nacional, pasando por Río Grande. Dentro del kilometro mencionado hay un portón verde y amarillo con una manta que dice: “Cooperativa de Cacalotillo, San Martín Caballero, Río Grande, Tutultepec, por medio del amparo n° C.A.D. 327 2012 toma posesión de lo que por derecho nos corresponde. Ni un paso atrás!! La tierra es de quien la trabaja!”. <span id="more-18592"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Desde el portón hay un caminito que va rumbo al mar, el cual pasa por una grande y hermosa laguna y después de unos 500 metros se llega a la playa donde hay unas posadas ubicadas a unos metros del mar.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Esta es la playa que l@s comp@s de la Cooperativa de Acuacultura y Pesca Cacalotillo, del pueblo de San Martín Caballero, decidieron tomar el pasado 31 de enero de 2013. L@s compañer@s llevaban muchos años luchando para reivindicar la legitima posesión de esta playa y desde el 2005, año de la fundación de la cooperativa, se reúnen en la entrada del pueblo de San Martín todos los domingos con l@s demás integrantes.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Platicando con Arnulfo Torres y Fortino Carmona Moreno, presidente y secretario de la cooperativa, respectivamente, coinciden en comentar que ha sido un camino largo para organizar l@s mas de 120 socios actuales, “Al principio nos reunimos unos cuantos, algunas veces solo llegaban 4 o 5 socios&#8230; pero cuando se tenia que discutir de cosas importantes llegaban como unos 80”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Hay que decir que la cooperativa no esta integrada solo por paisanos de San Martín Caballero sino también de comunidades o pueblos vecinos y hasta tienen unos socios de la ciudad de Oaxaca, la Sierra Sur del estado y de la Costa de Guerrero.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> “<span style="font-family: Arial,sans-serif;">El domingo 31 de Enero tuvimos nuestra reunión, éramos como unos 60 y de allí nos animamos a entrarle” comenta Fortino. Dividiéndose en tres grupos entraron en la playa por varios lados asegurándose de que no hubiera nadie y desde allí tod@s se encontraron en la grande posada en donde hasta ahora se reúnen y coordinan semanalmente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">La historia de este poder es antigua e intrigada, al parecer los dueños eran españoles, de la familia Del Valle, pero cuando el gobierno mexicano repartió la tierra a los campesinos se las quito a estos terratenientes extranjeros y se formo un Comité Agrario para que las repartieran al pueblo. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Sin embargo los poderos a través de la Colonia Agrícola Ganadera de Río Grande, cometieron varios fraudes y se apropiaron nuevamente de estas tierras vendiéndolas a otros extranjeros sin tener derecho alguno. Como dueños de estas grandes propiedades se pusieron unos presta nombres mexicanos así que los intereses de los ricos extranjeros y de los caciques se fueron enlazando en una única trama de compra-venta que se aprovechaba de los pobres y campesinos de la zona despojándolos de sus tierras.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Integrantes de la cooperativa hasta el momento han recibido varias amenazas incluso de muerte y la visita de la Policía Judicial para entregarles las demandas en sus contra por “despojo agravado”. El abogado Jeshua Valencia Hernandez, asesor jurídico de la cooperativa señalò que los ricos adversarios fueron los que mandaron a demandarles y hablaron también al mero gobernador del estado Gabino Cuè, acusándolo “de estar organizando un grupo de delincuentes, un comando armado de encapuchados”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> “<span style="font-family: Arial,sans-serif;">Hay muchos intereses en juego y están involucradas personas muy poderosas que especulan sobre la piel de comunidades enteras que se van dividiendo, peleando y hasta matando entre si mismas”, lamentó.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">L@s cooperativistas siguen todavía en pié de lucha, conscientes de estar arriesgando sus vidas pero también de estar luchando por una causa justa, “para que nuestros hijos y nietos tengan una tierra a donde puedan vivir y trabajar”, dice Arnulfo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L@</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">s compas ya tienen un certificado de </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">posesión</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> entregado </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">por parte d</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">el </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">C</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">omité </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Particular Ejecutivo A</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">grario </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">de Río Grande </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">a la cooperativa. </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Desde que entraron se han ido organizando entre l@s soci@s en grupos de 20 personas que se turnan cada semana para resguardar el lugar y para empezar a sacar monte, limpiar la playa y construir las primeras cabañas. Entre <a href="mailto:ell@s">ell@s</a> hay todo tipos de personas: <a href="mailto:ancian@s">ancian@s</a>, <a href="mailto:nin@s">nin@s</a>, <a href="mailto:chav@s">chav@s</a>, mujeres y hombres, la mayoría campesinos o pescadores. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">El proyecto a largo plazo es la fundación de una comunidad, un nuevo pueblo formados por las familias pobres de la zona que se organizan autonomamente para echar adelante un futuro proyecto eco-turístico, acompañado del cuidado de la laguna y de los animales y las plantas que la habitan. </span></p>
<p align="RIGHT"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>Nomads, LaPirata</b></span></p>
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		<title>10° ANNIVERSARIO DEL CECOP</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 11:10:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[10° ANNIVERSARIO DEL CECOP (Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la Presa La Parota) Aguacalientes, Beni Comunali di Cacahuatepec, Municio di Acapulco, Guerrero, 28 Luglio Sono trascorsi 10 ardui anni di lotta per la nostra terra, l&#8217;acqua, il territorio e il nostro diritto come campesinos e indigeni, difendendo per i nostri figli quello che &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/28/18712/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>10° ANNIVERSARIO DEL CECOP </b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>(Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la Presa La Parota)</b></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">Aguacalientes, Beni Comunali di Cacahuatepec, Municio di Acapulco, Guerrero, 28 Luglio</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><img class="alignleft" alt="" src="http://photo.contaminati.net/var/resizes/xm24/Nomads/Mexico/Guerrero/10-Anni-del-CECOP-contro-La-Parota/Marcha2.JPG?m=1375231678" width="320" height="240" />Sono trascorsi 10 ardui anni di lotta per la nostra terra, l&#8217;acqua, il territorio e il nostro diritto come <i>campesinos</i> e indigeni, difendendo per i nostri figli quello che ci lasciarono i nostri nonni: un popolo in armonia e la ricchezza del medio ambiente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">A 10 anni di resistenza contro il Progetto Idroelettrico Presa La Parota celebriamo quello che abbiamo ottenuto sin dal primo giorno di lotta, il 28 luglio 2003: il ritiro della Commissione Federale dell&#8217;Elettricità dalle nostre terre e la sospensione del progetto.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Nel nostro territorio le decisioni le prendiamo in assemblee comunitarie. Questo ci ha permesso di preservare quello che produce la nostra terra ed il nostro lavoro. Non permetteremo lo sfruttamento. Continueremo a difendere il carattere comunitario dei Beni Comunali Indigeni di Cacahuatepec e degli ejidos Los Huajes, Dos Arroyos, La Palma e di tutti i villaggi che fanno parte della Conca del Rio Papagayo.<span id="more-18712"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Le vittorie del CECOP sono le vittorie di tutta quella gente che non ha permesso a chi detiene potere, soldi e corpi repressivi di schiacciarli. La nostra resistenza ci riempie di dignità e forza per continuare a lottare al fianco di altri movimenti minacciati dal governo e dalle imprese depredatrici che pretendono impossessarsi di ciò che è nostro: la terra, l&#8217;acqua e i beni comunali. La nostra è una lotta per la democrazia e la giustizia per fare del Messico un grande paese, un paese di tutti i messicani e messicane e non un paese che i ricchi vogliono spartire con i loro padroni: il capitale finanziario e le imprese multinazionali.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Affrontiamo i problemi dalla radice del sistema che li genera. Allo sfruttamento, la spoliazione, la privatizzazione opponiamo la difese dei beni comunitari, l&#8217;autorganizzazione, il carattere collettivo dei nostri territori e la difesa dei diritti di chi possiede meno.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">A tutti quelli e quelle che hanno appoggiato la nostra lotta diciamo: </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">LA NOSTRA VITTORIA È LA VOSTRA</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">GRAZIE PER LA SOLIDARIETÀ</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>ESIGIAMO LA CANCELLAZIONE DEFINITIVA DEL PROGETTO IDROELETTRICO PRESA LA PAROTA</b></span></p>
<p align="CENTER"> <span style="font-size: small;"><b>LA TERRA NON SI VENDE!</b></span></p>
<p align="CENTER"> <span style="font-size: small;"><b>(Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la Presa La Parota) </b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: small;"><b>CECOP </b></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>CECOP: 10 ANNI DI RESISTENZA ESEMPLARE CONTRO LA PAROTA</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 00:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dieci anni dall&#8217;avere iniziato il movimento di resistenza contro il Progetto Idroelettrico Presa La Parota che il governo messicano ha cercato di imporre con metodi coercitivi e con la violenza di stato, il Consejo de Ejidos y Comunidades Opositoras a la Presa La Parota (CECOP) riafferma la sua volontà di difendere la terra, il &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/28/10-anniversario-del-cecop/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
P { margin-bottom: 0.21cm; }
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><img class="alignright" alt="" src="http://photo.contaminati.net/var/thumbs/xm24/Nomads/Mexico/Guerrero/10-Anni-del-CECOP-contro-La-Parota/murales.JPG?m=1375231455" width="248" height="186" />A dieci anni dall&#8217;avere iniziato il movimento di resistenza contro il Progetto Idroelettrico Presa La Parota che il governo messicano ha cercato di imporre con metodi coercitivi e con la violenza di stato, il <b>Consejo de Ejidos y Comunidades Opositoras a la Presa La Parota </b><b>(CECOP)</b> riafferma la sua volontà di difendere la terra, il territorio, l&#8217;acqua,la biodiversità e soprattutto la possessione comunitaria delle terre, la autonomia e la libera autodeterminazione dei popoli.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il loro motto è “La terra non si vende!” ed hanno ottenuto grandi risultati infatti in questi 10 anni sono riusciti ad impedire la costruzione della presa che distruggerebbe la natura e il tessuto sociale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 28 luglio 2003 scacciarono dalle loro terre la CFE, impresa parastatale che promuove la costruzione della presa; nonostante ciò il governo continua ad insistere sulla realizzazione del progetto, il che si traduce in una violazione permanente dei diritti di questa gente. Gli integranti del <i>Consejo</i> continuano a denunciare la violenza dello stato e la repressione che hanno subito in questi anni di resistenza.<span id="more-18672"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>ORIGINI DEL CONFLITTO</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">La CFE (Commissione Federale dell&#8217;Elettricità) fece il suo ingresso illegale nelle terre del municipio di Cacahuatepec, Guerrero, nel gennaio 2003 cominciando ad eseguire opere senza che previamente avesse consultato né informato le comunità della zona sui rischi e problemi che tali opere avrebbero provocato a villaggi interi. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 28 giugno dello stesso anno cominciò ad organizzarsi il movimento di resistenza e si rispose alle aggressioni dapprima in maniera spontanea difendendo la proprietà della terra e cercando ampia solidarietà. Si apprese poco a poco come affrontare il conflitto e le aggressioni delle istituzioni governative. Il 15 agosto 2004 il movimento prende il nome di Consejo de Ejidos y Comunidades Opositoras a la Presa La Parota (CECOP). </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">La lotta intraprese la traiettoria dei diritti umani e della protezione dell&#8217;ambiente: da un lato interi villaggi sarebbero allontanati dai loro luoghi d&#8217;origine, dalle loro terre, costumi, strutture sociali, luoghi sacri e metodi di sussistenza; dall&#8217;altra parte l&#8217;impatto ambientale coinvolgerebbe 5 municipi: Acapulco, Chilpancingo, Juan R. Escudero, San Marcos e Tecoanapa, inonderebbe 17.300 ettari di foresta, terre coltivate, strade e ponti sotto una cortina di 192 metri d&#8217;altezza. Significherebbe l&#8217;allontanamento forzato di 25.000 persone e del danneggiamento diretto di altre 75.000 che vivono e seminano ai margini del fiume; inoltre la chiusura dell&#8217;alveo del fiume lascerebbe per vari anni il porto di Acapulco senza acqua. Si distruggerebbe la vita dii nuclei che sono insidiati sul fiume Papagayo sin dai tempi per-ispanici, per non parlare della flora e la fauna. Inoltre la CFE danneggiò rovine per-ispaniche ed estrasse illegalmente pezzi archeologici. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Si violarono il diritto all&#8217;informazione e la consulta infatti la CFE cominciò le opere senza informare <i>comuneros e ejidatarios</i> e senza aver ottenuto il permesso delle rispettive assemblee, infrangendo così la Legge Agraria. Inoltre non hanno mai avuto in mano la autorizzazione del Ministero del Medio Ambiente e Risorse Naturali (Semarnat), rispetto il cambio di uso del suolo. Il 9 giugno 2005 i <i>comuneros</i> presentarono alla Procura Generale della Repubblica (PGR) una denuncia per delitti ambientali contro la CFE. Quest&#8217;ultima utilizzò forme illegali come la compra di voti e coscienze, cominciando a provocare la frammentazione del tessuto sociale. Tre furono i villaggi che cominciarono la resistenza. Oggi stanno partecipando 36 comunità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>UN BUSINESS CHIAMATO PRESA LA PAROTA</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il progetto Idroelettrico Presa La Parota, risponde a uno schema di sviluppo che non tiene in conto la popolazione più marginata: contadini e indigeni. La CFE entrò in questa zona con modalità illegali, comprando commissariati ed autorità locali, minacciando la popolazione e generando un clima di violenza per ottenere l&#8217;appropriazione delle terre <i>ejidali </i>e comunali (le due forme di proprietà sociale e collettiva della terra in Messico). In risposta è nato un movimento di resistenza che, con un programma chiaro di lotta e accompagnando le azioni e mobilitazioni con un adeguato uso dell&#8217;ambito legale, sta riuscendo ad impedire l&#8217;espropriazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il progetto Idroelettrico Presa La Parota fa parte del più ampio Progetto Mesoamerica, prima chiamato Progetto Puebla-Panamà, firmato il 15 giugno 2001. Si inscrive nel <b>P</b><b>rogramma di Interconnessione Energetico Mesoamericano</b>, ratificato dai presidenti delle varie nazioni, Messico incluso, l&#8217;11 luglio 2006 a Panama; successivamente si aggiungerà la Colombia. L&#8217;obbiettivo è generare un gigantesco mercato dell&#8217;energia elettrica per la sua esportazione negli Stati Uniti e per le fabbriche mesoamericane attraverso il Sistema di Interconnessione Energetica dell&#8217;America Centrale (SIEPAC). L&#8217;industria delle prese è un business a livello mondiale, la strategia attuale è spostarle nei paesi periferici e al contrario disabilitare il maggior numero di quelle che si trovano nei paesi industrializzati. Allo stesso tempo trasferiscono conflitti sociali e disastri ambientali verso i paesi poveri e dipendenti economicamente. “I paesi poderosi commerciano l&#8217;energia mentre i disastri restano al Sud”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Questo progetto non considera i danni a livello idrologico, non tiene conto della erosione e sedimentazione e non possiede alle spalle uno studio sismico serio, considerando che questa è una zona ad alto rischio, chiamata la Fossa del Mesoamerica, tra la Placca di Coco e Continental Norteamericana. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Inoltre non prevede nessun beneficio effettivo per le comunità che verrebbero danneggiate.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LA VIOLENZA DELLO STATO E LA ROTTURA DEL TESSUTO SOCIALE</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">L&#8217;anno 2005 fu quello dove si concentrò la maggiore violenza del conflitto. Le repressione sistematica della CFE e del Governo dello Stato di Guerrero, creparono il tessuto sociale delle comunità per mezzo di azioni e metodi illegali, corruzione, spartizione di soldi ai vecchi leader agrari, protetti dalle forze poliziesche e soprattutto dall&#8217;impunità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 18 settembre 2005 fu assassinato il compagno Tomas Cruz Zamora. Al termine dell&#8217;assemblea del COCEP nella quale si era chiamato a dialogare il governatore statale Zeferino Torreblanca- che non si presentò- i <i>comuneros</i> di Huamuchitos, di ritorno verso la loro comunità con 4 autovetture, furono imboscati e Tomas fu freddato con un colpo alla testa mentre guidava.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 29 gennaio 2006, nell&#8217;<i>Ejido</i> di Dos Arroyos è assassinato a pietrate e randellate l&#8217;<i>ejidatario</i> Eduardo Maya Manrique da parte di vicini affini alla costruzione della Presa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 6 gennaio 2007, nella comunità di Huamuchitos è assassinato il <i>comunero</i> Benito Cruz Jacinto, che nei giorni precedenti si era trovato ad affrontare contadini armati promotori del progetto che avevano minacciato i compagni del CECOP. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LA REPRESSIONE GIUDIZIARIA</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 16 luglio 2004 le autorità giudiziarie, sulla base di delitti prefabbricati, emette sei ordini di cattura contro dirigenti del CECOP. Il giorno 27 luglio la polizia giudiziaria detiene violentemente Marco Antonio Suastegui Muñoz ed il giorno dopo tocca a Francisco Hernandez Valeriano; restarono in stato d&#8217;arresto 9 giorni. Con la forza del movimento si ottenne la loro liberazione però restarono soggetti a giudizio e costretti a firmare ogni otto giorni nel carcere per ben 4 anni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 21 aprile 2007, per la stessa causa penale del 2004 fu illegalmente detenuto Rodolfo Chavez Galindo e recluso per tre ore nel carcere di Acapulco.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Nel maggio 2007 fu violentemente arrestato ed incarcerato per 4 giorni il compagno Jacinto Solis Vazquez. Ancora una volta l&#8217;arresto fu illegale perché aveva a che fare con il caso del 2004.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LE ASSEMBLEE FRAUDOLENTE</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 25 aprile 2004 a Cacahuatepec, capoluogo dei Beni Comunali Indigeni si realizzò una prima assemblea con cui pretendevano ottenere il permesso dai Beni Comunali per continuare la opera di ampliazione dei sentieri, perforazione ed esplosione delle montagne che avevano iniziato illegalmente nel gennaio 2003 – disinteressandosi della Legge Agraria e delle legge ambientali messicane. Volevano appropriarsi della assemblea falsificando 600 firme ed in questa occasione fecero votare persino i morti. Centinaia di poliziotti impedirono il passaggio agli oppositori del progetto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 14 agosto 2005, i leader statali corrotti della Confederazione Nazionale Campesina (CNC) del partito PRI, con il finanziamento illegale della CFE e con la protezione di 1300 poliziotti, realizzarono con incredibile ostentazione una assemblea nel Campanario, la comunità più lontana tra quelle dei Beni Comunali Indigeni di Cacahuatepec, con lo stesso obbiettivo: ottenere il permesso del nucleo agrario ed iniziare il processo espropriatorio e il cambio di utilizzo del suolo. La repressione della polizia provocò scontri con i circa 5000 <i>campesinos</i> oppositori e la assemblea non si fece.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 23 dello stesso agosto 2005, realizzarono una seconda assemblea in maniera illegale che successivamente sarà annullata da una sentenza. In questa occasione spostarono la assemblea dai Beni Comunali di Acapulco e la realizzarono nel municipio di San Marcos. Ai <i>comuneros</i> fu impedito entrare nella assemblea a pietrate e fermati con gas lacrimogeni da parte di più di mille poliziotti. La assemblea simulata si conclude in 20 minuti, con la partecipazione di persone di altri municipi e di Acapulco, pagati e fatti passare per <i>campesinos</i>. Per questa ed altre irregolarità questa e le altre assemblee furono presentate di fronte il Tribunale Agrario.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 27 novembre 2005, nell&#8217;Ejido Dos Arroyos, il commissario <i>ejidale</i> promosse un&#8217;assemblea fra <i>ejidatarios </i>con lo scopo di fermare la realizzazione del progetto. Intervennero oltre 800 poliziotti che repressero gli <i>ejidatario</i><i>s</i> con manganelli, pietre e gas lacrimogeni all&#8217;interno del villaggio, delle loro case, coinvolgendo anche bambini, anziani e donne. A causa di tale repressione l&#8217;assemblea fu sospesa.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 4 dicembre 2005, si ripete lo stesso scenario: operativo della polizia e confronto con 700 poliziotti, questa volta nell&#8217;Ejido Los Huajes. Non si permise realizzare la assemblea truccata.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 14 dicembre si ripete l&#8217;operazione nell&#8217;Ejido Dos Arroyos. Con la protezione della polizia la assemblea è trasferita a Tierra Colorada, municipio di Juan R.Escudero. Simulano un assemblea ma senza la maggior parte degli <i>ejidatarios</i>.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Ed ancora il 27 dicembre a Los Huajes e nell&#8217;Ejido La Palma.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Le autorità agrarie, con l&#8217;appoggio del Governo Federale e statale ritengono valide le assemblee fraudolente, le stesse che saranno annullate successivamente in quanto illegali.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Infatti tra la fine del 2006 e l&#8217;inizio del 2007 il Tribunale Unitario Agrario n°41 con sede ad Acapulco dichiara nulle le 5 assemblee e con questa sentenza si chiariscono i trucchi usati dal governo federale e statale per ottenere i permessi dei nuclei agrari per procedere alla costruzione de La Parota. Questi meccanismi fraudolenti accompagnati dall&#8217;uso della forza poliziesca mettono a nudo il modo di procedere illegale del governo messicano e la simulazione giuridica come mezzo utilizzato sistematicamente per aggredire la gente.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Nell&#8217;aprile 2010, la sceneggiata si ripete ancora una volta nella comunità La Conception, nei Beni Comunali Indigeni di Cacahuatepec: si realizza una assemblea con la protezione di 800 poliziotti, questa volta doppiamente equipaggiati, incappucciati e con armi di alto potere che impedirono l&#8217;accesso ai <i>campesinos</i>, che in questa occasione furono sostituiti da tassisti di Acapulco. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Il 19 aprile 2011 il Tribunale Unitario n°41 dichiara nulla anche questa assemblea.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>Solidarizziamo con i e le compagne del CECOP e con loro ESIGIAMO la cancellazione definitiva del Progetto Presa La Parota.</b></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><b>LA TERRA NON SI VENDE SI AMA E SI DIFENDE!!!</b></span></p>
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		<title>VIDEO: Guardabosques</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 17:15:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodotto da Radio Fogata (radio comunitaria di Cheran) e ManoVuelta Films Il 15 aprile 2011, dopo che il crimine organizzato si era unito con l&#8217;industria forestale e diverse agenzie del governo per saccheggiare i boschi preziosi e sacri con la forza delle armi, la comunità indigena Purépecha de Cherán, Michoacán, Messico, si ribellò con pali, &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/07/video-guardabosques/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>Prodotto da<strong> Radio Fogata</strong> (radio comunitaria di Cheran) e<strong> ManoVuelta Films</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/vIJ_Ld2kv0k" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Il 15 aprile 2011, dopo che il crimine organizzato si era unito con l&#8217;industria forestale e diverse agenzie del governo per saccheggiare i boschi preziosi e sacri con la forza delle armi, la comunità indigena Purépecha de Cherán, Michoacán, Messico, si ribellò con pali, pietre, mortai contro quello che solo può essere definito un narco-governo. Da allora, hanno preso il controllo degli uffici delle autorità, le loro armi e i loro mezzi per poi scacciare tutti i partiti politici e tutti i corpi di polizia locali e statali. Hanno ristabilito una forma di autogoverno tradizionale che comprende un consiglio di anziani, una “polizia” comunitaria, conosciuta come “la ronda” e un proprio gruppo per la difesa dei boschi, conosciuto come <b>&#8220;Guardabosques&#8221;.</b></p>
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		<title>Cherán a due anni da las fogatas</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 18:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo di Desinformémonos Cherán, Michoacán. La ricostituzione del territorio; il castigo ai colpevoli degli assassinii; la riapparizione dei sequestrati; il rafforzamento dell&#8217;educazione indigena e, cosa più importante, la organizzazione di un governo retto dalle autorità prescelte per usos y costumbres, che obbedisce alla gente e che sia più attento alle assemblee di &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/05/13/cheran-a-due-anni-da-las-fogatas/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<div dir="LTR" id="Outline">
<p>Traduzione di un articolo di <strong><a href="http://desinformemonos.org/2013/04/cheran-aniversario-2013-del-levantamiento/" target="_blank">Desinformémonos<em></em></a><a name="BlogTitle"></a></strong></p>
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<p align="JUSTIFY"><strong><img class="alignright" alt="" src="http://www.contrapuntonews.com/wp-content/uploads/2012/07/defendemos-cheran.jpg" width="282" height="365" />Cherán, Michoacán</strong>. La ricostituzione del territorio; il castigo ai colpevoli degli assassinii; la riapparizione dei sequestrati; il rafforzamento dell&#8217;educazione indigena e, cosa più importante, la organizzazione di un governo retto dalle autorità prescelte per <i>usos y costumbres</i>, che obbedisce alla gente e che sia più attento alle assemblee di quartiere rispetto la amministrazione e gestione di fondi pubblici, sono alcuni delle conquiste di un popolo che il passato 25 aprile ha compiuto due anni da quando si sono confrontati con i taglia-monti e la delinquenza organizzata che spremeva questo territorio.</p>
<p align="JUSTIFY">Nulla è uguale a prima in questa comunità de <i>la meseta purhépecha</i> da due anni a questa parte. Tutto cambiò il 15 aprile 2011 ed oggi affrontano altri problemi, infatti dopo che il <i>Tribunal Estatal Electoral</i> si è pronunciato in loro favore ed hanno ottenuto il riconoscimento delle autorità elette per <i> usos y costumbres</i>, hanno il dovere di consolidare un organizzazione politica orizzontale, che non perda la sua autonomia nonostante riceva finanziamenti dall&#8217;amministrazione pubblica.<span id="more-17672"></span></p>
<p align="JUSTIFY">Il giorno dell&#8217;anniversario si sono organizzati i festeggiamenti nel villaggio. Artigianato, esposizioni fotografiche, tavoli di discussione, presentazioni di libri, messaggi politici, sfilate della ronda comunitaria, sono alcune delle attività che hanno dimostrato l&#8217;orgoglio di un villaggio che si pone come esempio di organizzazione per affrontare, dal basso, le bande criminali che operavano con il tacito consenso dei tre livelli di governo. Però non è stato affatto facile e su questo sono d&#8217;accordo Salvador Torres, José Guadalupe e Juan Navarrete, <i>comuneros</i> di Cherán.</p>
<p align="JUSTIFY">“Esigiamo giustizia per i nostri compagni caduti e fatti sparire”, recita uno striscione di fianco il Chiostro. È che, spiega Navarrete Moreno, integrante del <i>Consejo de Procuración y Conciliación de Justicia</i>, “fino ad ora lo Stato non ha consegnato i responsabili di assassinii e sequestri. Ci sono 4 <i>desaparecidos</i> e 17 assassini senza che sia fatta chiarezza, senza che venga fatta giustizia, senza che si faccia nulla”, accusa il <i>comunero</i>.</p>
<p align="JUSTIFY">Salvador Torres coincide: “A Cherán la Procura è stata impossibilita dalla sua propria burocrazia e dagli interessi legati ai gruppi criminali, a fare giustizia. Vogliono che passi il tempo necessario per archiviare i processi in sospeso”.</p>
<p align="JUSTIFY">La immagine della comunità è un&#8217;altra. Il 15 aprile 2011 il villaggio era messo a ferro e fuoco. Migliaia di persone facevano turni di guardia nelle emblematiche <i>fogatas</i> (falò) e nelle barricate che si collocarono negli accessi al villaggio, nessuno entrava o usciva senza autorizzazione. La devastazione di più dell&#8217;80% dei suoi boschi, le estorsioni e i sequestri di cui erano vittime, li fecero reagire quando i taglia-boschi si volevano accaparrare le risorse della sorgente de <i>La Cofradía</i>. Fu quello il momento in cui donne e uomini si unirono per scacciarli dal proprio villaggio.</p>
<p align="JUSTIFY">Oggi, al posto delle barricate, ci sono Posti di Vigilanza fatti di mattoni. Gli integranti della ronda comunitaria, che apparivano col volto coperto e con “scoppette” e pali, oggi hanno un uniforme, sono armati e ricevono un compenso ufficiale per il loro servizio. La questione, riconosce Navarrete Moreno, è che “la ronda non si trasformi in un semplice organo di sicurezza pubblica”, il che significherebbe la loro perdizione e presto o tardi diventerebbe il nemico.</p>
<p align="JUSTIFY">Questa situazione, aggiunge l&#8217;integrante del <i>Consejo de Procuración y Conciliación</i>, “si può evitare con la formazione politica. E questo è un lavoro che deve svilupparsi in seno alla stessa comunità”.</p>
<p align="JUSTIFY">Senza dubbio, oggi le ronde funzionano. Formate da 95 uomini della comunità che proteggono le tre entrate al villaggio: Nahuatzén, Paracho y Zamora, dove ci sono i Posti di Vigilanza. Di notte pattugliano le strade sterrate ed i boschi e due gruppi realizzano pattugliamenti all&#8217;interno del villaggio. Per tutti gli intervistati, questo ha coinciso con la diminuzione della distruzione dei boschi di un 80-90%; lo stesso vale per rapine ed altri atti di delinquenza come le estorsioni. La vita è cambiata.</p>
<p align="JUSTIFY">“Ed anche se ci sono ancora persone che tagliano la legna dei boschi”, riconosce il prof. José Guadalupe, integrante del<i> Consejo Mayor</i>, “nulla è come prima”. Le questioni in gioco adesso sono altre, tra cui il Piano di Sviluppo Municipale, la sicurezza e la giustizia, la ricostituzione del territorio, dimostrare che questo tipo di governo orizzontale funziona meglio di quello verticale e, cosa più importante, lo sviluppo di un sistema educativo che è la colonna vertebrale della comunità tutta.</p>
<p align="JUSTIFY">Un altro problema, continua il professore, è rappresentato dai partiti politici. Ora dice, “non solo dobbiamo stare attenti alla criminalità ma anche ai partiti che cercano la maniera di dividerci”.</p>
<p align="JUSTIFY">Riguardo la ricostituzione del territorio, spiega, che questo è un lavoro di lunga durata, “infatti non si tratta solo di recuperare i boschi, ma anche l&#8217;acqua, gli animali, le montagne, i luoghi sacri, le vallate e la cosmovisione del nostro popolo. Questo è un lavoro che compete a tutta la comunità”.</p>
<p align="JUSTIFY">Salvador Torres aggiunge che lo Stato è obbligato a ristabilire l&#8217;attività agricola e d&#8217;allevamento che sono andate perse a causa della politica di insicurezza e violenza messa in campo nel passato sessennio e che continua fino ad ora. In questi due anni lo Stato ha fatto solo due riforestazioni, però manca ancora recuperare un&#8217;enorme varietà di flora e fauna. Si tratta di prendere sul serio e tenere in conto la forma di relazione che hanno le comunità con le risorse naturali. Cosa che non è avvenuta”.</p>
<p align="JUSTIFY">“Noi”, segnala il prof. Guadalupe, “diciamo che non si tratta che il governo ci aiuti, ma chi ci lasci in pace. La comunità va ricostituendo il suo territorio però molte volte i progetti governativi hanno un costo enorme, vale a dire che molte cose che ci danneggiano, come i partiti politici ed altre cose che non hanno nulla a che fare con noi”.</p>
<p align="JUSTIFY">Riguardo l&#8217;educazione, un gruppo di maestri che lavorano nelle istituzioni educative stanno realizzando un progetto che tiene conto del contesto in cui si trovano le scuole, della lingua <i>purhépecha</i> e delle cultura, come ad esempio le piante medicinali, la sapienza dei più vecchi, etc.</p>
<p align="JUSTIFY">Quello che aspetta a Cherán, segnala Torres, avvocato e partecipante del Congresso Nazionale Indigeno (CNI), è fare in modo che la partecipazione del villaggio torni ad essere integrale, con uomini, donne e bambini, perché ci sono stati momenti in cui alcuni erano dubbiosi. Nelle assemblee ci sono donne e uomini e non esiste questa cattiva influenza dei partiti politici che provano a sabotare questa forma organizzativa. “E&#8217; molto più naturale una democrazia in cui partecipino tutt@. Questo è l&#8217;obbiettivo a cui aspiriamo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Compleanno di  Mumia Abu-Jamal</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 16:59:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[prigionier@ politic@]]></category>
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		<description><![CDATA[Ascolta gli audio degli interventi al presidio fuori dell&#8217;ambasciata estatunitense di Città del Messico dalla Pagina di Arkiwi Il 24 di aprile 2013, Mumia Abu-Jamal ha compiuto 59 anni, dei quali oltre 31 passati nelle carceri degli Stati Uniti. Come altri ed altre lottatrici sociali nel mondo, Mumia è un prigioniero politico. A 14 anni, &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/04/25/compleanno-di-mumia-abu-jamal/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p lang="it-IT"><img class="alignright" alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTQp2_skYgJoMxvCzsFz83ROClosWns1c7J08_Y4BIZUCGrh9-eaw" width="253" height="199" />Ascolta gli audio degli interventi al presidio fuori dell&#8217;ambasciata estatunitense di Città del Messico dalla Pagina di <a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby9NaXRpbkVtYmFqYWRhR3JpbmdhUGFyYU11bWlh/html" target="_blank">Arkiwi</a></p>
<p lang="it-IT">Il 24 di aprile 2013, Mumia Abu-Jamal ha compiuto 59 anni, dei quali oltre 31 passati nelle carceri degli Stati Uniti.</p>
<p lang="it-IT"><a name="more-1368"></a>Come altri ed altre lottatrici sociali nel mondo, Mumia è un prigioniero politico. A 14 anni, si avvicinò al Movimento per la Liberazione dei Neri d&#8217;America, inizialmente passando dal movimento studentesco e più tardi con le Pantere Nere. Negli anni &#8217;70 cominciò ad occuparsi di radio come giornalista, avvicinandosi alla organizzazione MOVE, che difendeva la vita umana, animale e vegetale. Fu incarcerato il 9 dicembre del 1981 e da allora Mumia ha continuato la sua lotta per la libertà e la giustizia sociale come giornalista e scrittore rivoluzionario da dentro il carcere.</p>
<p lang="it-IT">Quella mattina fu arrestato e incriminato per l&#8217;assassinio del poliziotto Daniel Faulkner. Al processo fu condannato a morte sulla base di prove inesistenti ed anzi il giudice occultò prove che lo discriminavano. Grazie alla pressione di un ampio movimento sociale, i tribunali rifiutarono la pena di morte ma lo condannarono all&#8217;ergastolo.<b> Mumia dice: “Ora vivo nel corridoio della morte lenta”.<span id="more-17052"></span></b></p>
<p lang="it-IT">Il 24 di aprile c&#8217;è stata una iniziativa solidaria fuori l&#8217;ambasciata statunitense di Città del Messico. In Messico questa è l&#8217;ambasciata più odiata, perchè appartiene allo stesso governo che appoggia e fomenta la militarizzazione, che addestra paramilitari, che vende armi, che espropria terre per gli interessi delle sue imprese, che finanzia grandi opere, che incarcera i migranti e che allo stesso tempo sfrutta la manodopera a basso costo proveniente dal Centro-America. Stiamo parlando degli Stati Uniti il paese terrorista che negli ultimi anni ha provocato in Messico, direttamente o indirettamente, decina di migliaia di morti, sparizioni o spostamenti forzati di interi villaggi.</p>
<p lang="it-IT">Il governo Usa nega di avere nelle proprie carceri prigionier@ politic@, nonostante molt@ lottatori/trici sociali abbiano passato decine di anni nelle loro gabbie. E, come Mumia ha denunciato nei suoi scritti, sta esportando il suo sistema carcerario anche in Messico, dove stanno nascendo sempre più prigioni e sempre più in mano ad imprese private. E non è un caso che l&#8217;ambasciatore statunitense Earl Anthony Wayne è stato presente in diverse inaugurazioni di tali centri di tortura.</p>
<p lang="it-IT" style="text-align: left;"><strong>Esigiamo la libertà di Mumia Abu-Jamal, così come di tutt@ i e le prigionier@ politic@ del mondo, lottando per la sua libertà, che in fondo è anche la nostra.</strong></p>
<p lang="it-IT">Maggiori informazioni sul Blog: <a href="amigosdemumiamx.wordpress.com">amigosdemumiamx.wordpress.com</a></p>
<p lang="it-IT">
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		<title>[Video] Somos Viento</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 20:27:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[capitalismo verde]]></category>
		<category><![CDATA[Istmo di Tehuantepec]]></category>
		<category><![CDATA[progetti eolici]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: http://somosvientodocumental.wordpress.com/ Questo documentario mostra il conflitto generato dalla intenzione di costruire un Parco Eolico (il Parque eólico San Dionisio del Mar) nell&#8217; Istmo di Tehuantepec, e si concentra sulla realtà dei fatti e l&#8217;opinione della gente che abita la regione, dando la parola a coloro che non trovano mai spazio nel mainstream. Inoltre mostra &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/04/14/video-somos-viento/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: http://somosvientodocumental.wordpress.com/</p>
<p>Questo documentario mostra il conflitto generato dalla intenzione di costruire un Parco Eolico (il Parque eólico San Dionisio del Mar) nell&#8217; Istmo di Tehuantepec, e si concentra sulla realtà dei fatti e l&#8217;opinione della gente che abita la regione, dando la parola a coloro che non trovano mai spazio nel <em>mainstream</em>. Inoltre mostra la logica dei progetti eolici in una visione generale e spiegando brevemente il discorso che anima la <em>green economy </em>e lo &#8220;sviluppo ecologico&#8221;.</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JaV56DYy1NU&amp;hl=es_MX&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/JaV56DYy1NU&amp;hl=es_MX&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pronunciamento del Primo Incontro delle Comunitá in Resistenza Santiago Xanica</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 14:09:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal sito del Nodo Solidale Nei giorni 6-7 Aprile di quest&#8217;anno, nel municipio di Santiago Xanica, Miahuatlan, Oaxaca, nel Primo Incontro dei Comunita&#8217; in resistenza, convocato dalle AUTORITA&#8217; RURALI E MUNICIPALI E DALLE ORGANIZZAZIONI: COMITATO DI DIFESA DEI DIRITTI INDIGENI (CODEDI), ORGANIZZAZIONI INDIGENE PER I DIRITTI UMANI DI OAXACA (OIDHO), UNIONE CONTADINA INDIGENA DI OAXACA &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/04/09/pronunciamento-del-primo-incontro-delle-comunita-in-resistenza-santiago-xanica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito del <a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/news_det.php?id=2234" target="_blank">Nodo Solidale</a></p>
<p>Nei giorni 6-7 Aprile di quest&#8217;anno, nel municipio di Santiago Xanica, Miahuatlan, Oaxaca, nel<strong> Primo Incontro dei Comunita&#8217; in resistenza</strong>, convocato dalle AUTORITA&#8217; RURALI E MUNICIPALI E DALLE ORGANIZZAZIONI: COMITATO DI DIFESA DEI DIRITTI INDIGENI (CODEDI), ORGANIZZAZIONI INDIGENE PER I DIRITTI UMANI DI OAXACA (OIDHO), UNIONE CONTADINA INDIGENA DI OAXACA -EMILIANO ZAPATA (UCIO-EZ), COLLETTIVO AUTONOMO MAGONISTA (CAMA), ALLEANZA MAGONISTA ZAPATISTA (AMZ), si sono riuniti circa 1500 partecipanti di oltre 30 comunita&#8217; indigene, contadine, collettivi studenteschi, assemblee di quartiere e collettivi internazionali solidali di Francia, Italia, Germania, Svizzera e dello Stato spagnolo, sviluppando il lavoro dell&#8217;incontro con i seguenti temi:</p>
<p>- GRANDI OPERE<br />
- TERRA E TERRITORIO<br />
- ORGANIZZAZIONE, LOTTA E RESISTENZA<br />
<span id="more-17202"></span><br />
In dieci ampi tavoli di discussione, con la partecipazione delle comunita&#8217; delle regioni Sierra Sur chatina, Sierra Sur zapoteca, costa, mixteca e valli centrali, e&#8217; stata analizzata la situazione che attualmente vivono le comunita&#8217; di Oaxaca e nel contesto nazionale e internazionale di un mondo globalizzato, arrivando alle seguenti conclusioni e accordi:</p>
<p>1. Le grandi opere quali sono le miniere, i progetti eolici, le dighe idroelettriche, i grandi progetti turistici, lo sfruttamento dell&#8217;acqua da parte delle imprese, le superstrade e lo sfruttamento intensivo dei nostri boschi non danno nessun beneficio alle nostre comunita&#8217; e alle nostre regioni, al contrario servono solo ai grandi interessi delle imprese multinazionali dei governi a livello federale, statale, municipale e alle autorita&#8217; agrarie colluse con queste istituzioni, per saccheggiare le risorse naturali delle comunita&#8217;, e che provocano come conseguenza la distruzione del nostro ambiente, la divisione delle nostre comunita&#8217;, minacciano la nostra identita&#8217; culturale e violano cosi&#8217; tutti i nostri diritti fondamentali, pertanto l&#8217;accordo dei presenti e&#8217; di <strong>non permettere l&#8217;ingresso di nessuna grande opera nei nostri territori</strong>.</p>
<p>2. E&#8217; nostra ferma decisione difendere i nostri territori, che comprendono le nostre terre, acque, boschi, aria, le nostre stesse comunita&#8217; e i loro costumi, cosi&#8217; come tutte le risorse naturali e minerali che vi si trovano, per questo ci siamo accordati per fare attenzione e vigilare le nostre autorita&#8217; rurali e municipali affinché non si prestino ad offerte di corruzione con impresari e/o governi che promuovono qualsiasi piano di sfruttamento e saccheggio delle nostre ricchezze; allo stesso modo faremo uno sforzo maggiore per realizzare progetti alternativi di produzione agricola in armonia con la natura, rinunciando agli agrochimici e rifiutando categoricamente l&#8217;introduzione del mais transgenico nella nostra regione. Esigiamo la fine del sovrasfruttamento della nostra acqua e lo scarico delle acque fognarie senza essere trattate nei nostri fiumi e mari, difenderemo la proprieta&#8217; sociale della terra, che sia comunale o di “ejido”1.</p>
<p>3. Ci impegneremo a rafforzare l&#8217;organizzazione delle nostre comunita&#8217; e organizzazioni, resistendo ad ogni tentativo di divisione da parte dei partiti politici e contro la compra-vendita delle coscienze, perché abbiamo bisogno di unire le forze per affrontare i grandi interessi che ci minacciano. Daremo continuita&#8217; a questi incontri e promuoveremo assemblee, laboratori, campagne informative a livello comunitario, statale, nazionale e internazionale, tessendo solidarieta&#8217; e alleanze con le lotte e le resistenze di altri popoli del Messico e del mondo.</p>
<p>Riprendendo la grande sapienza dei nostri antenati che hanno continuato a resistere contro le imposizioni e le espropriazioni del nemico durante secoli, non esiteremo nella costruzione di questa grande unita&#8217; di popoli e organizzazioni in difesa dei nostri territori e dei nostri modi di vivere, e dei diritti di tutti noi e delle future generazioni.</p>
<p>Questo primo Inconto delle Comunitá in Resistenza si pronuncia inoltre per:<br />
- La fine della persecuzione degli attivisti del movimento anti-eolico dell&#8217;Istmo di Tehuantepec.<br />
- La fine della criminalizzazione delle lotte sociali in difesa dei territori e delle risorse naturali.<br />
- Liberta&#8217; incondizionata per i compagni David Venegas Reyes e Feliciano Efren Hernandez Pablo.<br />
- Libertá per tutti i prigionieri politici.<br />
- La fine immediata dell&#8217;inquinqmento dei fiumi e delle coste di Oaxaca con acque nere.<br />
- No all&#8217;applicazione dei programmi “PROCEDE” e “FANAR”2 nelle nostre comunitá.<br />
- Solidarizziamo con la lotta contro le grandi opere della diga Paso de la Reyna, contro i grandi progetti minerari e allo stesso modo con la lotta anti-eolica.<br />
- Solidarizziamo con la lotta dei movimenti europei contro le grandi opere del TAV nel nord Italia e contro il nuovo aereoporto a Notre Dame des Landes, Francia.<br />
- Ci pronunciamo contro le riforme neoliberiste di privatizzazione dell&#8217;educazione, dell&#8217;energia e del lavoro.</p>
<h2 style="text-align: center;">PER LA DIFESA DEI NOSTRI TERRITORI, UNITI RESISTEREMO, NON UN PASSO INDIETRO!</h2>
<p style="text-align: left;"><em>Santiago Xanica, Miahutlán, Oaxaca, 07 aprile del 2013.</em></p>
<p>1 Ejido = proprietá collettiva di terra.<br />
2 Due programmi di governo che attraverso lla regolarizzazione della proprietà mirano alla privatizzazione della terra.</p>
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