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	<title>mexico @ nomads network &#187; prigionieri politici</title>
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		<title>Carta dei collettivi europei solidali con lo zapatismo per le/i prigioniere/i politiche/ci nel mondo</title>
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		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/2014/06/25/carta-dei-collettivi-europei-solidali-con-lo-zapatismo-per-lei-prigionierei-politicheci-nel-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 15:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tt</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[anticarcerario]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Zapatista]]></category>
		<category><![CDATA[Presidio di Venaus]]></category>
		<category><![CDATA[presxs politicxs]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Alle prigioniere e ai prigionieri politici di ogni geografia Alle famiglie e ai collettivi delle prigioniere e prigionieri politici Agli aderenti della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona Ai popoli del Messico e del mondo Presidio di Venaus in Val di Susa, Italia 15 giugno 2014 Compagne e compagni: Da questo territorio ribelle, dove lottano &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2014/06/25/carta-dei-collettivi-europei-solidali-con-lo-zapatismo-per-lei-prigionierei-politicheci-nel-mondo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;">A</span><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;">lle prigioniere e ai prigionieri politici di ogni geografia</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;">Alle famiglie e ai collettivi delle prigioniere e prigionieri politici</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;">Agli aderenti della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;">Ai popoli del Messico e del mondo</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><b>Presidio di Venaus in Val di Susa, Italia</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><b>15 giugno 2014</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><b>Compagne e compagni:</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;">Da questo territorio ribelle, dove lottano contro la costruzione del Treno ad Alta Velocità (TAV) Lione-Torino, contro la spogliazione, lo sruttamento e il capitalismo donne, uomini e bambini che si sono organizzati nel movimento No TAV. In questo luogo dal 13 al 15 di giugno si sono incontrati i collettivi europei di solidarietà con gli zapatisti e con quelli che lottano dal basso.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dal presidio di Venaus vi mandiamo queste parole solidarie:</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In ogni calendario e in ogni geografia, il carcere, i centri di detenzione, i centri di reinserimento sociale e tutte le istituzioni coercitive servono a sostenere e rinforzare i quattro pilastri del capitalismo: sfruttamento, spoliazione, repressione e disdegno.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Per questo la lotta anti-capitalista comprende la lotta anti-carceraria.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone" alt="" src="http://photo.contaminati.net/var/resizes/tt/anticarcerario.jpg?m=1403796138" width="640" height="423" /></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Pensiamo che il capitalismo utilizza la prigione e il sistema carcerario per logorare, disarticolare, paralizzare e distruggere le lotte sociali e le resistenze, e questo non solo attraverso l&#8217;incarceramento fisico, le torture e violenze sessuali, commesse soprattutto contro le donne, ma anche attraverso la pressione economica, le multe, le cauzioni e le spese processuali che provocano da un lato impoverimento e da un&#8217; altro lato arricchiscono le istituzioni e le imprese private per le quali il carcere rappresenta una fonte di guadagno.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La nostra lotta si inserisce nella resistenza e opposizione anti-carceraria, contro tutti i tipi di repressione e criminalizzazione, che sia contro le e i migranti, o quelli che lottando dal basso in maniera organizzata o no.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ricordiamo tutte/i le/i prigioniere/i in lotta che difendono il proprio territorio e comunità cercando alternative ai mega progetti e mega eventi inutili e imposti che portano solo morte e distruzione. Ricordiamo anche alle/ai prigioniere/i che lottano per il diritto alla casa, contro gli sfratti, le/i prigioniere/i della guerra sociale, gli antifascisti, gli anarchici e tutti quelli che dal basso lottano e resistono al capitalismo, al razzismo, al sessismo e a tute le forme di dominazione e oppressione.<span id="more-20662"></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dal presidio di Venaus mandiamo un saluto ai compagni e alle compagne incarcerati aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona (</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La Sexta</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">):</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> Alejandro Díaz Sántiz, Alvaro Sebastián Ramírez, Máximo Mojica Delgado, María de los Ángeles Hernández Flores e Santiago Nazario Lezma. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Allo stesso modo mandiamo un saluto al nostro compagno anarchico Jorge Mario González García.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Non ci dimentichiamo delle/dei prigionieri del CNI (Consiglio Nazionale Indigeno) a cui va ugualmente il nostro saluto solidario.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ricordiamo e salutiamo il compagno Mumia Abu Jamal incarcerato da piu&#8217; di 30 anni dal governo degli Stati Uniti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ricordiamo e salutiamo anche Leonard Peltier, membro del Movimento Indigeno Americano </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(AIM) che da 38 anni è rinchiuso nelle prigioni degli Stati Uniti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E da questa territorio dove la ribellione e la resistenza riempiono gli animi, ricordiamo e salutiamo </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Chiara, Niccolò, Mattia e Claudio sequestrati dallo stato italiano per opporsi come tanti altri uomini e donne, al treno ad alta velocità (TAV) la cui costruzione distruggerebbe la montagna, la valle e le comunità di questo territorio in cui che con dignità pratica quotidianamente la ribellione.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Lanciamo un appello agli aderenti alla S</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">esta Dichiarazione della Selva Lacandona (</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La Sexta</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">) per solidarizzarsi e partecipare alla giornata internazionale per i prigionieri e le prigioniere politiche il 17 aprile 2015, giornata di memoria creata per non dimenticare i/le prigionieri/e del popolo palestinese che oggi conta 4 milioni di rifugiati nel mondo. Questa giornata è stata ripresa dai compagni kurdi, baschi</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, kanak, sahrawi, mapuche e si sta estendendo ai prigionieri e alle prigioniere politiche e rivoluzionari/e di altri angoli del mondo.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">In questo incontro ci siamo ascoltati, raccontati, abbiamo condiviso il nostro dolore, la nostra rabbia e le nostre pratiche. Il nostro impegno é continuare a camminare uniti con le nostre diverse forme e modi per conquistare quella libertà che aneliamo, quel mondo che sogniamo e che dal basso stiamo costruendo.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Piena solidarietà a tutti/e le prigionieri/e della guerra sociale nel mondo!</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Non ci siamo tutti, mancano i/le compagni/e incarcerati/e!</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Giu&#8217; i muri delle prigioni!</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I colettivi partecipanti all&#8217;incontro:</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Associació Solidaria Cafè Rebeldia-Infoespai, Barcelona (Spagna)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Camminar Domandando, Italia</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Coalizione Associazioni Ya Basta Marche, NordEst, Emilia Romagna e Perugia (Italia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Comitato Chiapas Maribel (Italia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Comité Tierra y Libertad, Lille (Francia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Colectivo Kamara-DA (Francia-Messico</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- CSPCL Paris (Francia</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- La Adhesiva Barcelona (Spagna)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- La P.I.R.A.T.A. (Piattaforma Internazionalista per l&#8217;Autogestione Tessendo Autonomie)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nodo Solidale (Italia-Messico)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nomads (Italia-Germania)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Colectivo Zapatista Lugano (Svizzera)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Les Trois passants, Paris (Francia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Mut Vitz 13 Marseille (Francia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Plataforma Vasca de Solidaridad con Chiapas (Paesi Baschi)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- The UK Zapatista Solidarity Network:</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dorset Chiapas Solidarity Group</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> (Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Edinburgh Chiapas Solidarity Group</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> (Scozia, Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Kiptik, Bristol </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">London Mexico Solidarity Group</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> (Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Manchester Zapatista Collective </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">UK Zapatista Arts, Culture and Education Collective</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> (Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">UK Zapatista Translation Service</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Zapatista Solidarity Group – Essex University</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(Inghilterra)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Ya Basta! Milano (Italia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Si uniscono a questa dichiarazione:</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- ASSI &#8211; Acción Social Sindical Internacionalista (Spagna)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Associacion Espoir Chiapas / Esperanza Chiapas (Francia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Caracol Zaragoza (Spagna)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- CSOA Il Molino, Lugano (Svizzera)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- CSOA La Strada, Roma (Italia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- CEDOZ (Spagna) </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- CGT – Confederaccion General de Trabajadores (Spagna)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- FA Federazione Anarchica (Francia, Svizzera, Belgio)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Fédération SUD éducation (Francia)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Gruppe B.A.S.T.A., Monaco (Germania)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Plataforma de Solidaridad con Chiapas y Guatemala de Madrid (Spagnal)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Union Mexicana Suiza (UMES) di Zurigo </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(Svizzera)</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><span style="font-size: medium;">- Union syndicale Solidaires (Francia)</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial Narrow', sans-serif;"><b> </b></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Comunicato di solidarietà de La P.I.R.A.T.A.</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2014/02/18/comunicato-di-solidarieta-de-la-p-i-r-a-t-a/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/2014/02/18/comunicato-di-solidarieta-de-la-p-i-r-a-t-a/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 19:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>K</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[notav]]></category>
		<category><![CDATA[presos]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai compagni e alle compagne sequestrat* nelle carceri del Messico. Alla famiglia di Alvaro Sebastián Ramírez. Alle famigle dei/delle 13 arrestat* della Crac-pc. Agli e alle arrestat* del movimento NO-TAV in Italia, All’EZLN e alla Sexta. Compagne e compagni in lotta, vi mandiamo un abbraccio da parte di chi, da differenti angoli del pianeta, lotta &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2014/02/18/comunicato-di-solidarieta-de-la-p-i-r-a-t-a/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://nomads.indivia.net/wp-content/uploads/finka1-800x532.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-21762" alt="finka1 (800x532)" src="http://nomads.indivia.net/wp-content/uploads/finka1-800x532-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Ai compagni e alle compagne sequestrat* nelle carceri del Messico.<br />
Alla famiglia di Alvaro Sebastián Ramírez.<br />
Alle famigle dei/delle 13 arrestat* della Crac-pc.<br />
Agli e alle arrestat* del movimento NO-TAV in Italia,<br />
All’EZLN e alla Sexta.</p>
<p>Compagne e compagni in lotta, vi mandiamo un abbraccio da parte di chi, da differenti angoli del pianeta, lotta per la costruzione di un mondo libero da sfruttamento, esproprio, disprezzo e repressione.</p>
<p>Siamo compagn* provenienti da diverse traiettorie e nazionalità, però tutt* figli/e dello stesso sogno e tutt* animat* dalla stessa voglia di cambiare il mondo in cui ci é toccato vivere.<span id="more-20102"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi di questo inverno 2014, nelle terre recuperate della “Finca Alemania” – territorio libero e liberato nella sierra di Oaxaca dai contadini del “Comité in Difesa dei Diritti Indigeni” CODEDI – ci siamo riunit* donne e uomini, bambini e bambine, giovani e anziani per condividere le nostre conoscenze con l’idea di facilitare, promuovere e costruire l’autonomia dei popoli, di fronte alla sistematica strategia di sfruttamento e divisione del mal governo e dei partiti politici. Armandoci di parole, lavori collettivi e speranza.</p>
<p>Sappiamo che é nostro dovere nella lotta non dimenticare le compagne e i compagni sequestrat* nelle carceri dei molti mal governi che opprimono i popoli del mondo. Ci prendiamo un momento per farvi sapere, compagni e compagne in carcere, che non siete sol*, che in ogni nostra azione e attività volta alla trasformazione vi teniamo presenti.</p>
<p>Sappiamo che la lotta per l’autonomia implica la repressione dello Stato perchè questa lotta dimostra che i ricchi, i politici e i partiti non solo non servono, ma pure disturbano. Per questo ci arrestano, ci reprimono e perfino ci ammazzano. Lo viviamo in tutto il territorio messicano – da Oaxaca al Chiapas, passando dalla Città del Messico e da Guerrero – e lo viviamo nelle lotte contro i grandi progetti imposti e inutili, come succede con la repressione del movimento NO TAV in Val di Susa.</p>
<p>Dal cuore della resistenza zapoteca nelle montagne di Oaxaca, uno striscione, una frase, un pensiero solidale di fratellanza, con il pugno alzato, unendoci al contempo alla mobilitazione internazionale in solidarietà con la lotta in val di Susa, convocata il prossimo 22 di febbraio:</p>
<p>¡PRES@S POLÍTIC@S LIBERTAD!</p>
<p>LIBERARE I NOSTRI TERRITORI, I NOSTR* PRIGIONIER*<br />
Alvaro Sebastiàn prigioniero Loxicha di Oaxaca, in carcere dal 1996.<br />
I prigionieri della polizia comunitaria CRAC – PC in Guerrero.<br />
I prigionier* NO-TAV: Chiara, Mattia, Niccolò, Claudio e tutt* le/gli indagat*</p>
<p>NI UN PASO ATRAS!</p>
<div>LaPirata (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie)<br />
Circolo d’azione e d’informazione Zapatista  ”Veredas Autónomas”<br />
Comité in Difesa dei Diritti Indigeni – CODEDI<br />
Gruppo di lavoro “No estamos tod@s”</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p>Il comunicato precedente in solidarietà agli/alle arrestate:</p>
<p>DAL MESSICO ALLA VAL DI SUSA: TERRORISTA E’ L’INGANNO DEL PROGRESSO CHE<br />
INVADE I TERRITORI</p>
<p>Giungono notizie di fuoco dalla Val di Susa: la conferma degli arresti in carcere e dei reati comminati dalla procura a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia.Un’ennesima provocazione, tanto grave quanto incredibile che costringe in carcere con l’accusa di terrorismo i compagni/e ai e alle quali sono state applicate norme speciali di detenzione, sintomo di una deriva autoritaria dello stato che evidentemente teme forme di autorganizzazione popolare come quella del movimento NOtav. Quelle stesse forme di autorganizzazione che abbiamo ritrovato percorrendo i polverosi sentieri messicani, bagnati dal sangue di donne e uomini, contadini, indigeni e lottatori sociali morti, sequestrati ed imprigionati.<br />
E’ in quelle terre che respiriamo la stessa dignità e forza che riflette la lotta del popolo NOtav. Vent’anni di resistenze che idealmente si ricongiungono in una pratica costante: quella emersa dalla Libera Repubblica della Maddalena e quella del lungo cammino dell’autonomia delle comunità indigene Zapatiste in Chiapas. Un camminare domandando in conflitto col governo messicano, contro qualsiasi istituzione governativa o partito politico, che si è articolato nella costruzione di scuole ed ospedali autonomi, come emerso ad Agosto, Dicembre e Gennaio, dopo una lucida analisi dell’ attuale sistema mondiale di sfruttamento, esproprio, repressione e devastazione e durante il primo turno dell’Escuelita Autonoma Zapatista.</p>
<p>Ad inizio estate abbiamo avuto il privilegio di partecipare, assieme a tante altre lotte sorelle,all’accompagnamento in Europa ed in Val di Susa di Nacho e Cayo, compagni provenienti dalla vittoriosa lotta contro la costruzione dell’aeroporto di Atenco, il cui popolo subì nel 2006 la violenta vendetta di Stato con due morti, numerosi feriti, donne violentate e condanne fino a 106 anni di reclusione. Ci siamo nutriti del ponte di complicità tra Atenco e NOtav, abbiamo condiviso storie di lotte, giungendo fino al cantiere della devastazione. Giusto in tempo per essere fermati e controllati dalle truppe invasori, solo pochi giorni prima che, una nuova donna, Marta, dovesse subire l’infame violenza dello Stato maschio e che altri compagni e compagne venissero arrestati/e, picchiati/e, indagati/e. Dal Messico alla Valle soffiano venti di ribellione. Dall’opposizione alle grandi opere come l’autostrada San Cristobal-Palenque, dall’aeroporto di Atenco agli eolici nell’Istmo di Tehuantepec dalla liberazione dei prigionieri politici alle lotte sui nostri territori, da Venaus a Notres Dames des Landes, contro l’idiozia di un progresso devastatore e contro qualsiasi forma di prigione.<br />
Crediamo fermamente solo la lotta pagherà . Quella che saboteà i loro progetti imposti ed inutili in una pratica costante, complice e determinata, che non permetterà di stravolgere ulteriormente vite e territori.</p>
<p>A SARA’ DüRA! LA VALLE NON SI ARRESTA! SI TOCAN A UN* TOCAN A TOD*S</p>
<p>Solidarietà e libertà immediata per Chiara, Claudio, Niccolò, Mattia e a tutti e tutte coloro che stanno pagando le ritorsioni giudiziarie contro il movimento NOtav.</p>
<p>Piattaforma P.I.R.A.T.A.<br />
Nodo Solidale – Roma e Messico<br />
Nomads – Bologna e Berlino<br />
Collettivo Zapatista Lugano</p>
</div>
</div>
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		<title>MESSICO: sugli arresti del primo settembre e su come supportare gli arrestati.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 18:27:12 +0000</pubDate>
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<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pajaritos.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-19602" alt="pajaritos" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pajaritos-181x300.jpg" width="181" height="300" /></a>Domenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la strategia del Governo del DF (Distretto Federale) ha sparpagliato questi ultimi in quattro diversi ministeri pubblici, situati lontano dal centro della città’, dove hanno avuto luogo gli arresti. Rendendo cosi’ più’ complicato per i compagni ricevere consulenza legale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I reati di cui sono accusati sono diversi: attacchi contro la pace pubblica (utilizzo di sostanze tossiche, incendio, inondazione o violenza estrema), resistenza all’arresto, possesso di oggetti atti ad attaccare, impedimento del legittimo esercizio dell’autorità e oltraggio all’autorità. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Esistono video e foto che dimostrano che gli arresti sono avvenuti senza che ci fosse flagranza di delitto e che tutte le accuse che vengono mosse sono chiaramente false.</span></p>
<style type="text/css"><!--
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<pre><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://subversiones.org/archivos/12189">http://subversiones.org/archivos/12189</a></span>
<span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="https://vimeo.com/73590423">https://vimeo.com/73590423</a></span>
<a href="https://vimeo.com/73681563">https://vimeo.com/73681563</a>
<a href="https://vimeo.com/73877015">https://vimeo.com/73877015</a></pre>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I delitti per cui sono stati accusati non sono considerati gravi, così che nella giornata di martedì 3 settembre nove dei e delle detenute sono stati liberati in seguito al pagamento di una cauzione. Tuttavia il processo nei loro confronti resta aperto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I nove sono:<br />
1.- <b>Ana Berenice de la Cruz Cortés</b> – Studente di Comunicazione<br />
2.- <b>Estela Morales</b> – Locutrice di Regeneracion Radio<br />
3.- <b>Alejandro Amado Frausto</b> &#8211; Giornalista indipendente<br />
4.- <b>Silvia Colmenaro</b> &#8211; Poeta e studente di Filosofia e Lettere<br />
5.- <b>Ángel Francisco Hernández Lezama</b> &#8211; Minorenne<br />
6.- <b>Jesús Uriel López Ramírez</b> &#8211; Minorenne<br />
7.- <b>José Eduardo Alonso Vigueras</b>- di 21 anni<br />
8.- <b>Marco García Alatorre</b> – Studente di 22 anni<br />
9.- <b>José Luis García Arce </b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per i restanti sette le cose vanno diversamente: il pomeriggio del 3 settembre amici e familiari riescono a raccogliere il denaro necessario e viene pagata una cauzione di 23,500 pesos messicani (oltre 1300 euro) per 4 degli arrestati: Julián Humberto Luna Guzmán, Gustavo Ruiz Lizarraga, Pavel Alejandro Primo Noriega, Juan Daniel Velázquez. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nonostante l’effettuato pagamento della cauzione, l’incompetenza e la mancata volontà’ delle autorità’ giudiziarie di liberare i detenuti provoca il trasferimento di quest’ultimi dal Ministero Pubblico di Milpa Alta al Reclusorio Sur.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Mercoledì 4 settembre la cauzione per <b>Gustavo Ruiz Lizárraga (Flux)</b> e <b>Juan Daniel Velazquez Peguero </b>viene aumentata da 23,500 a 126,476 pesos messicani (oltre 7000 euro) e probabilmente la stessa sorte toccherà a tutti quelli che sono stati arrestati.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I sette che sono stati trasferiti al Reclusorio Sur sono:<br />
1.- <b>Jesse Alejandro Montaña Sánchez &#8220;Jamspa&#8221;</b><br />
2.- <b>Omar Berinstain Montiel</b>, 19 anni<br />
3.- <b>Gabriel Carrión Soto</b>, 19 anni<br />
4.- <b>Gonzalo Amozurrutia Nava</b><br />
5.- <b>Gustavo Ruiz Lizárraga</b>, dell&#8217;Agenzia Indipendente SubVersiones<br />
6.- <b>Pavel Alejandro Primo Noriega</b>, di Multimedios Cronopios<br />
7.-<b> Juan Daniel Velazquez Peguero</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Dopo le giornate del 1 dicembre 2012 e del 10 giugno 2013, caratterizzate da un gran numero di arresti arbitrari, gli avvenimenti del<b> </b>primo di settembre<b> </b>confermano<b> </b>che è iniziata una nuova battaglia da parte di Enrique Peña Nieto e del governo di Città del Messico per eliminare il diritto all&#8217;informazione e alla libertà di espressione, in cui media liberi e giornalisti indipendenti vengono presi di mira come fossero criminali.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<style type="text/css"><!--
P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: "DejaVu Sans","MS Mincho"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: "Lohit Hindi","MS Mincho"; font-size: 12pt; }A.western:link {  }A.ctl:link {  }
--></style>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">VI CHIEDIAMO DI DIFFONDERE IL PIÙ’ POSSIBILE LA NOTIZIA SULLA SITUAZIONE E CHIEDIAMO LA VOSTRA SOLIDARIETÀ’, IN QUALSIASI MODO VI E’ POSSIBILE.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per i compagni dei mezzi di comunicazione indipendenti <b>Gustavo Ruiz Lizarraga e Pavel Alejandro Primo Noriega</b>, il numero di conto è: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Banco Santander Serfín</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Brenda Anaid Piña Burgoa </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">CONTO 56591607217 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">CHIAVE 014180565916072175 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">SWIFT 021000021 </span></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per gli altri detenuti:</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Banamex sucursal </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Jose de Jesús Maldonado Alva </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Numero di conto 28770771 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Chiave 002180700628770710</span></p>
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		<title>Nuovo Trasferimento per i Presos Loxicha</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 10:42:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo di SubVersiones Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/nuovo-trasferimento-per-i-presos-loxicha/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="LEFT"><a href="http://subversiones.org/archivos/11630" target="_blank">Traduzione di un articolo di SubVersiones</a></p>
<p align="LEFT"><img class="alignright" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsgE-h7OxN36ATgz7qc2MRKWq5nBmzKemEU38eGBD1cKyUBtAQUA" width="318" height="159" />Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari erano stati trasferiti nuovamente in questo centro di sterminio.</p>
<p>Con questa trasferimento si sommano 90 giorni di isolamento: i parenti affermano che i prigionieri continuano ad essere torturati fisicamente e psicologicamente e ritengono responsabili di questo a tre livelli di cattivo governo.<span id="more-19362"></span></p>
<p>Dopo la conferenza stampa, familiari e amici si dirigono verso il CEFERSO No.13, con un&#8217;altra brigata di supporto con cui esigere la libertà immediata e il trasferimento dei detenuti in una prigione nella città di Oaxaca.</p>
<p>Al momento la quarta brigata di appoggio è in corso e si spera che alcuni dei familiari possano entrare e ottenere informazioni circa le condizioni in cui i prigionieri sono detenuti.</p>
<p>Di seguito la parola di familiari e amici dei prigionieri politici e di coscienza della regione Loxicha che si è diffuso a partire da questa mattina.</p>
<p><b>Per il popolo di Oaxaca, in Messico e nel mondo:</b></p>
<p>Come familiari dei Prigionieri Politici e di Coscienza della regione Loxicha, denunciamo quanto segue:</p>
<p>Il 19 agosto, ancora una volta, abbiamo ricevuto le telefonate provenienti dall&#8217;area di lavoro sociale del Centro Federale di Riadattamento No 13, di Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, per comunicarci che i prigionieri Loxicha sono stati trasferiti nuovamente in questo Centro di Sterminio chiamato CEFERESO No 13.</p>
<p><b>Che cosa vuol dire?</b></p>
<p>Che segue la sistematica violazione dei loro diritti umani per essere stati spostati per la terza volta in un arco di 73 giorni senza preavviso.</p>
<p>Che sono destinati a iniziare altri 30 giorni di isolamento e confinamento, sommati ai 30 iniziali del loro primo soggiorno nel CEFERESO n ° 13, più altri 30 giorni che gli sono toccati nel CEFERESO No. 6 di Huimanguillo, Tabasco.</p>
<p>Che sono trasferiti di nuovo: a pochi giorni da che ci avevano autorizzato la visita ci costringono a riavviare il processo, senza che gli importi quello che abbiamo già fatto.</p>
<p>La visita delle nostre famiglie in questo CEFERESO No. 13, non sono di persona ma attraverso uno schermo e un telefono: la chiamano <i>televisita</i>. Ci impediscono il contatto fisico.</p>
<p>Sottolineiamo che la persona che ci ha chiamato, ci ha detto &#8220;non vogliamo scandali, non portate gli striscioni&#8221;.</p>
<p>Per queste ragioni, oggi abbiamo realizzato <b>la</b><b> 4 ° Brigata di accompagnamento </b><b>ai familiari </b><b>dei </b><b>prigionieri</b><b> Loxicha, </b><b>al </b><b>CEFERESO No. 13 </b><b>di Mengoli de Morelos </b><b>Miahuatlán, Oaxaca.</b></p>
<p>E continuiamo ad esigere::</p>
<p>Basta al maltrattamento fisico e psicologico dei nostri prigionieri Loxicha e rispetto di tutti i loro diritti umani.</p>
<p>L&#8217;immediato trasferimento in una prigione statale che si trova nella città di Oaxaca, perché non sono criminali, né tanto meno terroristi.</p>
<p>Basta con l&#8217;isolamento ai nostri prigionieri Loxicha.</p>
<p>La libertà immediata e senza condizioni! YA</p>
<p>Facciamo responsabili i tre livelli del mal-governo per gli abusi e le torture a cui i detenuti Loxicha continuano ad essere soggetti.</p>
<p align="CENTER"><b><br />
</b><b>Familiari </b><b>dei </b><b>P</b><b>rigionieri </b><b>P</b><b>olitici </b><b>e di Coscienza</b><b> </b><b>d</b><b>e</b><b>lla</b><b> Regione Loxicha.</b></p>
<p align="LEFT">
Mercoledì 21 Agosto 2013, Oaxaca.</p>
<p align="LEFT">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>(Español) La Pirata celebra la libertad de l@s 9 pres@s en lucha</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 23:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[9 de julio de 2013, desde la Otra Europa&#8230; Nos juntamos al grito de alegría y rabia por la liberación de nuestrxs companerxs Rosario, Juan, Rosa, Juan, Alfredo, Pedro, Benjamin, Juan, Enrique, integrantes de La Voz del Amate y Solidari@s de la Voz del Amate. Tenemos bien claro que sólo las luchas y las movilizaciones &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/10/18542/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>9 de julio de 2013, desde la Otra Europa&#8230;</p>
<p><img class="alignright" alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTFt5pp6PIU7iWHoBzIfYolX_rIcKCS2V09UZgD04knywRgT3Il" width="254" height="141" />Nos juntamos al grito de alegría y rabia por la liberación de nuestrxs companerxs Rosario, Juan, Rosa, Juan, Alfredo, Pedro, Benjamin, Juan, Enrique, integrantes de La Voz del Amate y Solidari@s de la Voz del Amate. Tenemos bien claro que sólo las luchas y las movilizaciones de est@s companer@s adentro de la cárcel y el apoyo de much@s companer@s, organizaciones, colectivos solidarios en México y en el mundo hicieron posible este logro aunque los medios oficiales y el mal gobierno lo quieran disfrazar de otra manera, para sus cálculos políticos.<span id="more-18542"></span></p>
<p>El gobernador de Chiapas quiere presumir, con esta liberación, que se hizo justicia. Nos preguntamos: ¿de cuál justicia habla? ¿de los años pasados en una celda sin haber cometido algún delito? ¿de la pobreza que impide a la mayoría de los indígenas detenidos de pagar la mordida a los jueces y policías para salir de prisión? ¿es justicia haber torturado una mujer embarazada? ¿haber dejado morir a su hijo, nacido con paralisis por las torturas? ¿es justicia haber negado por años alimentos sanos y medicamentos a los presos? La justicia verdadera es la que se construyó con la lucha de tod@s y que obligó al gobierno a abrir las puertas del Penal de San Cristóbal.</p>
<p>Entonces, tenemos bien claro también que la lucha sigue y seguirá hasta liberar al Profe Alberto Patishtan, los compañeros Alejandro, Miguel y Antonio que siguen encarcerados en Chiapas; hasta liberar tod@s l@s pres@s politic@s en Mexico, Italia, Suiza, Alemania, Estado Espanol y en todos los rincones del planeta. Hoy somos más fuertes en ver que la lucha da resultados; en ver que nuestr@s companer@s pueden abrazar otra vez a sus familias y regresar a sus comunidades&#8230; como también nos da mucha alegria tenerlos ahorita a lado, como adherentes y herman@s en la lucha, en todas las trincheras que habrá que defender.</p>
<p>¡Sí se pudo! ¡Sí se pudo! ¡Sí se pudo!</p>
<p>La Pirata:</p>
<p>Collettivo Zapatista &#8220;Marisol&#8221; de Lugano (Suiza) &#8211; <a href="http://czl.noblogs.org/">http://czl.noblogs.org/</a><br />
Nodo Solidale (Italia y México) &#8211; <a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/">http://www.autistici.org/nodosolidale/</a><br />
Nomads de XM24 (Italia y Alemania) &#8211; <a href="http://nomads.indivia.net/">http://nomads.indivia.net/</a></p>
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		<title>Dove sono i 7 prigionieri Loxicha?</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 19:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fonte: Centro de Medios Libres Oaxaca de Juarez, 10 Giugno 2013. Nelle prime ore di venerdì 7 giugno, alle 02:40 del mattino, Alvaro Sebastian Ramirez, un membro de La Voz de los Xichés en Prisión e aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, insieme ad Abraham García Ramírez, Agustín Luna Valencia, Eleuterio Hernández García, Fortino &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/21/dove-sono-i-7-prigionieri-loxicha/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://www.megafono.lunasexta.org/node/1878" target="_blank">Centro de Medios Libres</a></p>
<style type="text/css"><!--
P { margin-bottom: 0.21cm; }
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><img class="alignright" alt="" src="http://radiozapatista.org/wp-content/uploads/2013/06/presos-loxichas.jpg" width="253" height="350" />Oaxaca </span><span lang="it-IT">de Juarez,</span><span lang="it-IT"> 10 G</span><span lang="it-IT">iugno</span><span lang="it-IT"> 2013. Nelle prime ore di </span><span lang="it-IT">v</span><span lang="it-IT">enerdì 7 giugno, alle 02:40 </span><span lang="it-IT">del mattino</span><span lang="it-IT">, </span><span lang="it-IT"><b>Alvaro Sebastian Ramirez</b></span><span lang="it-IT">, un membro </span><span lang="it-IT">de </span><b>La Voz de los Xichés en Prisión</b><span lang="it-IT"> e aderent</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT"> alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, </span><span lang="it-IT">insieme ad</span><span lang="it-IT"> Abraham García Ramírez, Agustín Luna Valencia, Eleuterio Hernández García, Fortino Enríquez Hernández, Justino Hernández José, not</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> come “</span><span lang="it-IT">I prigionieri </span><span lang="it-IT">Loxicha” stati violentemente </span><span lang="it-IT">spostati</span><span lang="it-IT"> dal carcere </span><span lang="it-IT">di </span><span lang="it-IT">Ixcotel </span><span lang="it-IT">di </span><span lang="it-IT">Oaxaca su due autobus turistici e </span><span lang="it-IT">trasferiti</span><span lang="it-IT">, </span><span lang="it-IT">negando</span><span lang="it-IT"> alle famiglie </span><span lang="it-IT">qualsi</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT">si</span><span lang="it-IT"> informazioni sulla </span><span lang="it-IT">loro destinazione</span><span lang="it-IT">.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Nelle ore successive l</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT"> e </span><span lang="it-IT">i </span><span lang="it-IT">figli dei detenuti Loxicha </span><span lang="it-IT">hanno preteso </span><span lang="it-IT">informazioni sul luogo in cui i </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> genitori </span><span lang="it-IT">si trovavano e</span><span lang="it-IT">d</span><span lang="it-IT"> è stato</span><span lang="it-IT"> detto loro che s</span><span lang="it-IT">i trovano</span><span lang="it-IT">nella</span><span lang="it-IT"> prigione di media sicurezza (CEFERESO 13) che si trova in Mengoli di Morelos, Miahuatlán di Porfirio Diaz. </span><span lang="it-IT">Questo carcere</span><span lang="it-IT">, recentemente inaugurato lo scorso 14 maggio, è stato </span><span lang="it-IT">dato </span><span lang="it-IT">in concessione a</span><span lang="it-IT">ll&#8217;iniziativa privata</span><span lang="it-IT">, vale a dire coloro che traggono profitto attraverso l&#8217;abuso dei diritti umani fondamentali dei detenuti e delle loro famiglie.<span id="more-18422"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">In effetti, </span><span lang="it-IT">giovedì 6 giugno</span><span lang="it-IT">, nei mezzi di comunicazione sono </span><span lang="it-IT">circolate</span><span lang="it-IT"> denunce di altr</span><span lang="it-IT">e famiglie di </span><span lang="it-IT">prigionieri recentemente trasferiti </span><span lang="it-IT">in</span><span lang="it-IT"> questa prigione, che descrivono una situazione di terrorismo di stato. Quest</span><span lang="it-IT">e denunce</span><span lang="it-IT"> indicano che &#8220;tutti i prigionieri </span><span lang="it-IT">che sono</span><span lang="it-IT"> trasferiti da altri penitenziari sono maltrattati, preso a calci nello stomaco e </span><span lang="it-IT">nei </span><span lang="it-IT">testicol</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT">, indipendentemente da</span><span lang="it-IT">gli</span><span lang="it-IT"> schiaff</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> così fort</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> che li costringono a gridare gli slogan che </span><span lang="it-IT">gli comandano</span><span lang="it-IT">&#8221; (sic). Tutte le </span><span lang="it-IT">denunce</span><span lang="it-IT"> concordano nell&#8217;indicare </span><span lang="it-IT">come </span><span lang="it-IT">responsabile </span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT">l</span><span lang="it-IT"> direttore </span><span lang="it-IT">del </span><span lang="it-IT">Cefereso, Ramiro Delgado, che è stato chiamato &#8220;il </span><span lang="it-IT">colpitore</span><span lang="it-IT"> principale&#8221; e che è </span><span lang="it-IT">sempre </span><span lang="it-IT">accompagnato da un cane &#8220;per spaventare di più a chi ha avuto la sfortuna di arrivare </span><span lang="it-IT">in questo</span><span lang="it-IT"> posto e cadere </span><span lang="it-IT">nelle</span><span lang="it-IT"> loro mani&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">I parenti d</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT">i prigionieri Loxichas, </span><span lang="it-IT">dopo aver dovuto</span><span lang="it-IT">portare via dal carcere di</span><span lang="it-IT"> Ixcotel tutti i beni e </span><span lang="it-IT">le cose</span><span lang="it-IT"> dei propri cari </span><span lang="it-IT">accumulati</span><span lang="it-IT"> negli ultimi 16 anni, ha</span><span lang="it-IT">nno chiesto</span><span lang="it-IT"> di </span><span lang="it-IT">poter </span><span lang="it-IT">visitare i loro prigionieri per vedere se </span><span lang="it-IT">si trovano</span><span lang="it-IT">veramente nel</span><span lang="it-IT">la prigione </span><span lang="it-IT">di </span><span lang="it-IT">Miahuatlán e per verificare </span><span lang="it-IT">la loro condizione </span><span lang="it-IT">fisic</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT"> e psicologic</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT">. Sistematicamente </span><span lang="it-IT">gli si è </span><span lang="it-IT">negata la possibilità di entrare, anche dopo aver </span><span lang="it-IT">adempito</span><span lang="it-IT">al</span><span lang="it-IT">la lunga lista di nuovi requisiti per </span><span lang="it-IT">le </span><span lang="it-IT">visite carcerarie. Per questo motivo le famiglie dei detenuti e coloro che simpatizzano con la </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> situazione, </span><span lang="it-IT">hanno </span><span lang="it-IT">dichiara</span><span lang="it-IT">to</span><span lang="it-IT"> che i sette prigionieri sono </span><span lang="it-IT">stati fatti sparire dallo stato</span><span lang="it-IT">m</span><span lang="it-IT">essic</span><span lang="it-IT">ano.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">I sette indigeni zapotechi</span><span lang="it-IT"> sono </span><span lang="it-IT">stati </span><span lang="it-IT">illegalmente imprigionati per 16 anni, accusat</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> di crimini che non </span><span lang="it-IT">hanno commesso</span><span lang="it-IT">. Sono stati condannati tra i 23 e i 31 </span><span lang="it-IT">anni di</span><span lang="it-IT"> carcere con l&#8217;accusa di omicidio, tentato omicidio, terrorismo e cospirazione, privazione illegale della libertà, rapina e aggressione aggravata, </span><span lang="it-IT">dopo essere</span><span lang="it-IT"> stat</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> costrett</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> sotto tortura a firmare e mettere impronte digital</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT"> più di un centinaio di pagine vuote, con l&#8217;obiettivo di </span><span lang="it-IT">farli </span><span lang="it-IT">auto-dichiarar</span><span lang="it-IT">e come</span><span lang="it-IT"> membri dell&#8217;</span><span lang="it-IT">Esercito Popolare Rivoluzionario (EPR) e di aver partecipato agli attacchi contro caserme militari e di polizia a Santa Cruz Huatulco, nel 1996. Durante il lungo processo legale è stato dimostrato con prove inconfutabili che questi crimini non sono stati commessi e si ritirarono tutte le </span><span lang="it-IT">accuse</span><span lang="it-IT"> tranne </span><span lang="it-IT">quella di </span><span lang="it-IT">omicidio.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Il governo messicano nel corso degli anni ha creato una forte stigmatizzazione nei confronti d</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT">i prigionieri Loxicha, creando intenzionalmente uno stato di confusione difficile da districare.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Da un lato, sia l&#8217;apparato </span><span lang="it-IT">di</span><span lang="it-IT"> (in)giustizia dello Stato come il suo apparato mediatico, hanno </span><span lang="it-IT">trattato i </span><span lang="it-IT"> prigionieri Loxicha come &#8220;terroristi&#8221;, membri di una organizzazione rivoluzionaria armata, </span><span lang="it-IT">aspetto che</span><span lang="it-IT"> è riconosciut</span><span lang="it-IT">o</span><span lang="it-IT">ne</span><span lang="it-IT">lla Costituzione come &#8220;il reato di ribellione.&#8221; Anche se non sono mai stati accusati del reato di &#8220;ribellione&#8221; sono stati sempre trattati in tribunale e </span><span lang="it-IT">da</span><span lang="it-IT">i media come &#8220;ribelli&#8221;. È interessante notare che i prigionieri, sempre, dopo la tortura, hanno negato di essere </span><span lang="it-IT">stati </span><span lang="it-IT">parte di qualsiasi organizzazione armata.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">D</span><span lang="it-IT">all</span><span lang="it-IT">&#8216;altra parte, anche se </span><span lang="it-IT">il Ministero Pubblico</span><span lang="it-IT"> dice nell&#8217;ultima </span><span lang="it-IT">sentenza definitiva</span><span lang="it-IT">, che &#8220;</span><span lang="it-IT">la</span><span lang="it-IT"> loro co</span><span lang="it-IT">ndotta costituisce</span><span lang="it-IT"> crimini di ribellione&#8221;, non </span><span lang="it-IT">gli </span><span lang="it-IT">si </span><span lang="it-IT">è </span><span lang="it-IT">applica</span><span lang="it-IT">t</span><span lang="it-IT">o l&#8217;articolo 137 del </span><span lang="it-IT">C</span><span lang="it-IT">odice </span><span lang="it-IT">P</span><span lang="it-IT">enale </span><span lang="it-IT">F</span><span lang="it-IT">ederale, secondo cui &#8220;i ribelli non saranno responsabili di omicidi o lesioni inflitte </span><span lang="it-IT">durante un </span><span lang="it-IT"> combattimento &#8230; &#8220;. Se il </span><span lang="it-IT">P</span><span lang="it-IT">ubblico </span><span lang="it-IT">M</span><span lang="it-IT">inistero </span><span lang="it-IT">li </span><span lang="it-IT">ritiene ribelli non </span><span lang="it-IT">può</span><span lang="it-IT"> afferma</span><span lang="it-IT">re</span><span lang="it-IT"> contemporaneamente che sono assassini per le morti che hanno provocato </span><span lang="it-IT">in un combattimento.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">A causa di questa mancanza di applicazione </span><span lang="it-IT">della legge, gli indigeni di </span><span lang="it-IT">Loxicha sono illegalmente imprigionati </span><span lang="it-IT">da</span><span lang="it-IT"> 16 anni e ora sono </span><span lang="it-IT">stati trasferiti in un carcere di </span><span lang="it-IT">media sicurezza, ancora una volta trattati come &#8220;terroristi&#8221; da parte del terrorismo di stato. La </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> famiglia e i </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> compagni </span><span lang="it-IT">esigono</span><span lang="it-IT"> vedere i prigionieri, che i diritti umani siano garantiti e che vengono rilasciati immediatamente.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"><span lang="it-IT">TESTO: Veredas Autonomas.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"><span lang="it-IT">TRADUZIONE: Nomads</span></p>
<p>http://www.megafono.lunasexta.org/node/1878</p>
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		<title>[Audio] Iniziativa per Patishtan Df</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/19/audio-iniziativa-per-patishtan-df/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 21:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 19 giugno 2013, assistiamo ad un evento politico-culturale tenutosi nella piazza antistante il Palazzo di Belle Arti di Città del Messico nell&#8217;ambito della Campagna per la Liberazione di Alberto Patishtan. Proprio in questo giorno il &#8220;profe&#8221; compie 13 lunghi anni di ingiusta incarcerazione e ci sono stati eventi ed iniziative in diverse parti del &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/19/audio-iniziativa-per-patishtan-df/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 19 giugno 2013, assistiamo ad un evento politico-culturale tenutosi nella piazza antistante il Palazzo di Belle Arti di Città del Messico nell&#8217;ambito della Campagna per la Liberazione di Alberto Patishtan. Proprio in questo giorno il &#8220;profe&#8221; compie 13 lunghi anni di ingiusta incarcerazione e ci sono stati eventi ed iniziative in diverse parti del paese e del mondo. Maggiori Info sul Blog: <a href="http://albertopatishtan.blogspot.mx/">http://albertopatishtan.blogspot.mx/</a></p>
<p><a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby8xOUp1bmlvMjAxMyBBY3RvUG9yTGliZXJ0YWQgQWxiZXJ0byBQYXRpc2hzdGFuIERG/html" target="_blank">Ascolta, Scarica, Diffondi gli audio degli interventi</a></p>
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		<title>20 anni a Rosario Diaz Mendez</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/08/20-anni-a-rosario-diaz-mendez/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 02:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>K</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rosario Diaz Mendez]]></category>

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		<description><![CDATA[http://chiapasbg.wordpress.com/2013/06/07/condanna-20-anni/ La Jornada – Venerdì 7 giugno 2013 “Senza fondamento” condannato a 20 anni di prigione l’indigeno tzotzil della Voz del Amate HERMANN BELLINGHAUSEN Il detenuto tzotzil Rosario Díaz Méndez, membro della Voz del Amate e aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, già da 8 anni in prigione a San Cristóbal de las Casas, &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/08/20-anni-a-rosario-diaz-mendez/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chiapasbg.wordpress.com/2013/06/07/condanna-20-anni/">http://chiapasbg.wordpress.com/2013/06/07/condanna-20-anni/</a></p>
<p align="center"><i>La Jornada – Venerdì 7 giugno 2013</i></p>
<p align="center"><b>“Senza fondamento” condannato a 20 anni di prigione l’indigeno tzotzil della Voz del Amate</b></p>
<p align="center"><i>HERMANN BELLINGHAUSEN</i></p>
<p>Il detenuto tzotzil Rosario Díaz Méndez, membro della Voz del Amate e aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, già da 8 anni in prigione a San Cristóbal de las Casas, Chiapas, martedì è stato condannato a 20 anni con l’accusa di sequestro. Ingiustificatamente, secondo numerose prove che Jacqueline Ángel, giudice di prima istanza di Simojovel, non ha preso in considerazione.</p>
<p>“L’ingiustizia continua”, scrive Díaz Méndez dalla sua cella. La nuova condanna, con procedimento 333/2005, è “per il reato prefabbricato di sequestro, nonostante le vittime dichiarino di non conoscermi e chiedono la mia libertà, ed i miei testimoni a discarico nemmeno vengono citati”, perché “l’autorità è cieca e sorda”.<span id="more-18082"></span> Aggiunge che l’origine della sua persecuzione giudiziaria è per aver guidato circa 300 coloni di Huitiupán contro “la cancellazione dei contatori dell’acqua potabile nel mio villaggio guidato dalla giunta di Hernal González López”. Il funzionario nel 2005 “coinvolse” delle persone che lo accusarono di sequestro. Su Rosario pesa anche un’accusa di presunto omicidio, per il quale è già stato condannato a 25 anni e la cui sentenza d’appello è prevista nelle prossime settimane.</p>
<p>Díaz Méndez chiede al governatore Manuel Velasco Coello di “porre fine a questa ingiusta detenzione”, e lo esorta a “rispettare quanto ha dichiarato il 18 aprile”, quando “si è impegnato a liberarci” (i detenuti della Sesta).</p>
<p>Intanto, la Red contra la Represión ha chiesto l’assoluzione di Díaz Méndez per l’omicidio del quale è accusato (procedimento 47/2005) ed ha invitato ad organizzare manifestazioni di protesta nei diversi paesi in cui la Sesta gode di simpatizzanti che chiedono la sua scarcerazione.</p>
<p>Il 24 gennaio scorso, il tribunale di Simojovel ha emesso la condanna per omicidio “nonostante le prove evidenti della sua innocenza”, sostiene la Red. Il tribunale penale di Tuxtla Gutiérrez aveva ordinato la revisione del procedimento per l’esame di prove rilevanti a favore del detenuto. In aprile si aspettava che il suo caso arrivasse al tribunale di San Cristóbal, ma “è arrivato incompleto” ed è quindi ritornato a Simojovel. “Per la giudice Ángel non è importante che si continui a perpetrare questa ingiustizia, e fa pensare che sia un modo di boicottare il compagno per coprire funzionari del municipio implicati nell’elaborazione di prove false”.</p>
<p>La Rete ricorda che Díaz Méndez è stato accusato di aver partecipato ad un assalto  il 4 di aprile 2005 a Huitiupan, nel quale morì Maurilio Madrigal Rodríguez, commerciante di Tabasco che, insieme ad altre quattro persone, vendeva prodotti di plastica. “Il pubblico ministero di Simojovel ha omesso in maniera negligente e deliberata lo svolgimento delle procedure che avrebbero permesso di conoscere con maggior precisione i fatti ed i responsabili”. Tre mesi dopo, il PM simula il confronto tra due altre persone che sarebbero state presenti ai fatti. L’agenzia statale di investigazione il 6 giugno di quell’anno presentò una relazione dove si assicurava di aver interrogato questi testimone. Questi deboli elementi sono la base dell’accusa e delle decisioni giudiziarie.</p>
<p>Al momento dell’assalto, Díaz Méndez si trovaba a Playa del Carmen, Quintana Roo, a lavorare come muratore insieme ai figli. I quattro sopravvissuti all’assalto “non hanno mai ammesso di aver visto Rosario partecipare al delitto” e quando nel 2008 hanno avuto un confronto con lui, non lo hanno riconosciuto come uno degli aggressori”.</p>
<p>Il PM ha dovuto così basare la sua accusa su altri due presunti testimoni, Rogelio Gómez García e Juan Gómez Cortez, che avrebbero dichiarato di aver visto i fatti e identificato l’accusato. Ma entrambi vivevano lontano dal luogo dei fatti ed è poco probabile che fossero presenti. Il secondo era gravemente malato e sarebbe morto 12 giorni dopo la sua presunta dichiarazione. Il primo, in un confronto faccia a faccia realizzato nel 2012, ritrattò la dichiarazione nella quale accusava Díaz Méndez. “Ci troviamo di fronte ad una classica montatura giudiziaria per vendette politiche e favori personali dei quali Rosario è vittima e non carnefice”, conclude la Rete. <a href="http://www.jornada.unam.mx/2013/06/07/politica/015n1pol">http://www.jornada.unam.mx/2013/06/07/politica/015n1pol</a></p>
<p><i><a href="http://chiapasbg.wordpress.com/">(Traduzione “Maribel” – Bergamo)</a></i></p>
<p>Lettera scritta da Rosario Díaz Méndez in spagnolo :<a href=" http://noestamostodxs.noblogs.org/?p=1750"> http://noestamostodxs.noblogs.org/?p=1750</a></p>
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		<title>Intervista Audio a Hector Patishstan</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2013/05/26/intervista-audio-a-hector-patishstan/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 18:42:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aquí viene una entrevista a Hector Patishstan Ruiz hijo del profe, preso político de Chiapas detenido desde el 19 de Junio 2000.Por esta fecha se están organizando actividades de distintos tipos. Hector nos informa brevemente sobre el caso de su papa y sobre la campana para su liberación que se está llevando a cabo en &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/05/26/intervista-audio-a-hector-patishstan/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>Aquí viene una entrevista a Hector Patishstan Ruiz hijo del profe, preso político de Chiapas detenido desde el 19 de Junio 2000.Por esta fecha se están organizando actividades de distintos tipos. Hector nos informa brevemente sobre el caso de su papa y sobre la campana para su liberación que se está llevando a cabo en los últimos meses.</p>
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		<title>[VIDEO] Vivir o Morir</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 17:35:05 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: http: <a href="http://www.cgtchiapas.org/noticias/video-alberto-patishtan-vivir-o-morir-por-verdad-y-justicia" target="_blank">CGT CHIAPAS<img class="alignright" alt="" src="http://www.cgtchiapas.org/sites/default/files/images/cartelpatish.grande.jpg" width="291" height="450" /></a></p>
<p>Questo il link: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tPPh3K1iBhk">http://www.youtube.com/watch?v=tPPh3K1iBhk</a></p>
<p>La morte di 7 poliziotti in un&#8217;imboscata da parte di un gruppo armato, nel municipio de El Bosque nell&#8217;anno 2000 diventa il motivo dell&#8217;arresto di Alberto Patishtán Gómez, sentenziato a 60 anni di carcere per un crimine che non ha commesso. Alberto fu accusatato realmente per una vendetta politica, per il motivo di fomentare la lotta del suo villaggio, contrp gli abusi del governo locale. Un lottatore sociale di questo villaggio tsotsil del Chiapas, aderente alla Sesta Dichiarazione dell&#8217;EZLN.<br />
Questo documentario chiarisce, partendo da interviste e testimonianze, i veri motivi che hanno provocato l&#8217;arresto di Alberto Patishtán e la sua detenzione che dura da oltre 13 anni. Vediamo anche come il suo villaggio ha lottato per la sua liberazione e le ingiustizie, che vengono dagli stessi organismi che invece dovrebbero impartire giustizia, contro di lui e di conseguenza contro tutti i villaggi organizzati del Chiapas.<br />
REALIZZATO  da: <a href="http://komanilel.org/" target="_blank">Koman ilel </a>y el Movimiento del Pueblo de El Bosque por la Libertad de Alberto Patishtán<br />
DURACIÓN: 60&#8242; 30&#8221;   AÑO: 2013</p>
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