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	<title>mexico @ nomads network &#187; messico</title>
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		<title>Comunicato di solidarietà de La P.I.R.A.T.A.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 19:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>K</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
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		<category><![CDATA[presos]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai compagni e alle compagne sequestrat* nelle carceri del Messico. Alla famiglia di Alvaro Sebastián Ramírez. Alle famigle dei/delle 13 arrestat* della Crac-pc. Agli e alle arrestat* del movimento NO-TAV in Italia, All’EZLN e alla Sexta. Compagne e compagni in lotta, vi mandiamo un abbraccio da parte di chi, da differenti angoli del pianeta, lotta &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2014/02/18/comunicato-di-solidarieta-de-la-p-i-r-a-t-a/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://nomads.indivia.net/wp-content/uploads/finka1-800x532.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-21762" alt="finka1 (800x532)" src="http://nomads.indivia.net/wp-content/uploads/finka1-800x532-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Ai compagni e alle compagne sequestrat* nelle carceri del Messico.<br />
Alla famiglia di Alvaro Sebastián Ramírez.<br />
Alle famigle dei/delle 13 arrestat* della Crac-pc.<br />
Agli e alle arrestat* del movimento NO-TAV in Italia,<br />
All’EZLN e alla Sexta.</p>
<p>Compagne e compagni in lotta, vi mandiamo un abbraccio da parte di chi, da differenti angoli del pianeta, lotta per la costruzione di un mondo libero da sfruttamento, esproprio, disprezzo e repressione.</p>
<p>Siamo compagn* provenienti da diverse traiettorie e nazionalità, però tutt* figli/e dello stesso sogno e tutt* animat* dalla stessa voglia di cambiare il mondo in cui ci é toccato vivere.<span id="more-20102"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi di questo inverno 2014, nelle terre recuperate della “Finca Alemania” – territorio libero e liberato nella sierra di Oaxaca dai contadini del “Comité in Difesa dei Diritti Indigeni” CODEDI – ci siamo riunit* donne e uomini, bambini e bambine, giovani e anziani per condividere le nostre conoscenze con l’idea di facilitare, promuovere e costruire l’autonomia dei popoli, di fronte alla sistematica strategia di sfruttamento e divisione del mal governo e dei partiti politici. Armandoci di parole, lavori collettivi e speranza.</p>
<p>Sappiamo che é nostro dovere nella lotta non dimenticare le compagne e i compagni sequestrat* nelle carceri dei molti mal governi che opprimono i popoli del mondo. Ci prendiamo un momento per farvi sapere, compagni e compagne in carcere, che non siete sol*, che in ogni nostra azione e attività volta alla trasformazione vi teniamo presenti.</p>
<p>Sappiamo che la lotta per l’autonomia implica la repressione dello Stato perchè questa lotta dimostra che i ricchi, i politici e i partiti non solo non servono, ma pure disturbano. Per questo ci arrestano, ci reprimono e perfino ci ammazzano. Lo viviamo in tutto il territorio messicano – da Oaxaca al Chiapas, passando dalla Città del Messico e da Guerrero – e lo viviamo nelle lotte contro i grandi progetti imposti e inutili, come succede con la repressione del movimento NO TAV in Val di Susa.</p>
<p>Dal cuore della resistenza zapoteca nelle montagne di Oaxaca, uno striscione, una frase, un pensiero solidale di fratellanza, con il pugno alzato, unendoci al contempo alla mobilitazione internazionale in solidarietà con la lotta in val di Susa, convocata il prossimo 22 di febbraio:</p>
<p>¡PRES@S POLÍTIC@S LIBERTAD!</p>
<p>LIBERARE I NOSTRI TERRITORI, I NOSTR* PRIGIONIER*<br />
Alvaro Sebastiàn prigioniero Loxicha di Oaxaca, in carcere dal 1996.<br />
I prigionieri della polizia comunitaria CRAC – PC in Guerrero.<br />
I prigionier* NO-TAV: Chiara, Mattia, Niccolò, Claudio e tutt* le/gli indagat*</p>
<p>NI UN PASO ATRAS!</p>
<div>LaPirata (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie)<br />
Circolo d’azione e d’informazione Zapatista  ”Veredas Autónomas”<br />
Comité in Difesa dei Diritti Indigeni – CODEDI<br />
Gruppo di lavoro “No estamos tod@s”</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p>Il comunicato precedente in solidarietà agli/alle arrestate:</p>
<p>DAL MESSICO ALLA VAL DI SUSA: TERRORISTA E’ L’INGANNO DEL PROGRESSO CHE<br />
INVADE I TERRITORI</p>
<p>Giungono notizie di fuoco dalla Val di Susa: la conferma degli arresti in carcere e dei reati comminati dalla procura a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia.Un’ennesima provocazione, tanto grave quanto incredibile che costringe in carcere con l’accusa di terrorismo i compagni/e ai e alle quali sono state applicate norme speciali di detenzione, sintomo di una deriva autoritaria dello stato che evidentemente teme forme di autorganizzazione popolare come quella del movimento NOtav. Quelle stesse forme di autorganizzazione che abbiamo ritrovato percorrendo i polverosi sentieri messicani, bagnati dal sangue di donne e uomini, contadini, indigeni e lottatori sociali morti, sequestrati ed imprigionati.<br />
E’ in quelle terre che respiriamo la stessa dignità e forza che riflette la lotta del popolo NOtav. Vent’anni di resistenze che idealmente si ricongiungono in una pratica costante: quella emersa dalla Libera Repubblica della Maddalena e quella del lungo cammino dell’autonomia delle comunità indigene Zapatiste in Chiapas. Un camminare domandando in conflitto col governo messicano, contro qualsiasi istituzione governativa o partito politico, che si è articolato nella costruzione di scuole ed ospedali autonomi, come emerso ad Agosto, Dicembre e Gennaio, dopo una lucida analisi dell’ attuale sistema mondiale di sfruttamento, esproprio, repressione e devastazione e durante il primo turno dell’Escuelita Autonoma Zapatista.</p>
<p>Ad inizio estate abbiamo avuto il privilegio di partecipare, assieme a tante altre lotte sorelle,all’accompagnamento in Europa ed in Val di Susa di Nacho e Cayo, compagni provenienti dalla vittoriosa lotta contro la costruzione dell’aeroporto di Atenco, il cui popolo subì nel 2006 la violenta vendetta di Stato con due morti, numerosi feriti, donne violentate e condanne fino a 106 anni di reclusione. Ci siamo nutriti del ponte di complicità tra Atenco e NOtav, abbiamo condiviso storie di lotte, giungendo fino al cantiere della devastazione. Giusto in tempo per essere fermati e controllati dalle truppe invasori, solo pochi giorni prima che, una nuova donna, Marta, dovesse subire l’infame violenza dello Stato maschio e che altri compagni e compagne venissero arrestati/e, picchiati/e, indagati/e. Dal Messico alla Valle soffiano venti di ribellione. Dall’opposizione alle grandi opere come l’autostrada San Cristobal-Palenque, dall’aeroporto di Atenco agli eolici nell’Istmo di Tehuantepec dalla liberazione dei prigionieri politici alle lotte sui nostri territori, da Venaus a Notres Dames des Landes, contro l’idiozia di un progresso devastatore e contro qualsiasi forma di prigione.<br />
Crediamo fermamente solo la lotta pagherà . Quella che saboteà i loro progetti imposti ed inutili in una pratica costante, complice e determinata, che non permetterà di stravolgere ulteriormente vite e territori.</p>
<p>A SARA’ DüRA! LA VALLE NON SI ARRESTA! SI TOCAN A UN* TOCAN A TOD*S</p>
<p>Solidarietà e libertà immediata per Chiara, Claudio, Niccolò, Mattia e a tutti e tutte coloro che stanno pagando le ritorsioni giudiziarie contro il movimento NOtav.</p>
<p>Piattaforma P.I.R.A.T.A.<br />
Nodo Solidale – Roma e Messico<br />
Nomads – Bologna e Berlino<br />
Collettivo Zapatista Lugano</p>
</div>
</div>
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		<title>Pronunciamento della Pirata per la libertà di Alberto Patishtàn (Ita- Esp)</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2013/11/17/pronunciamento-della-pirata-per-la-liberta-di-alberto-patishtan-ita-esp/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Nov 2013 00:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>K</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[La Pirata]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[patishtan]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma pirata]]></category>
		<category><![CDATA[pronunciamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Patishtan Libre!!! Ci uniamo ai festeggiamenti per la liberazione del nostro compagno, amico e fratello Alberto Patishtan! Dopo tredici anni di ingiustizia, sofferenze, difficoltà ma soprattutto dopo tredici anni di lotta, dopo 13 anni nei quali il Profe ha insegnato a tutti e tutte noi la dignità dietro le infami sbarre della prigione e &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/11/17/pronunciamento-della-pirata-per-la-liberta-di-alberto-patishtan-ita-esp/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Alberto Patishtan Libre!!!</h1>
<p><img class="alignleft" alt="" 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width="176" height="88" />Ci uniamo ai festeggiamenti per la liberazione del nostro compagno, amico e fratello Alberto Patishtan! Dopo tredici anni di ingiustizia, sofferenze, difficoltà ma soprattutto dopo tredici anni di lotta, dopo 13 anni nei quali il Profe ha insegnato a tutti e tutte noi la dignità dietro le infami sbarre della prigione e ha accompagnato la lotta di tutti coloro che in questi anni lo hanno seguito, dentro e fuori le mura.<br />
Dopo tredici lunghi anni festeggiamo la sua liberazione e lo facciamo senza ringraziare “nessuno” che vorrebbe essere ringraziato. Lo facciamo continuando giorno per giorno le lotte a fianco di chi come Alberto subisce l’ingiustizia del carcere; a fianco di Alejandro, Miguel, Antonio ancora prigionieri in Chiapas e di tutti i prigionieri e le prigioniere reclusi/e in Messico e a ogni latitudine del globo.<br />
Le continue mobilitazioni dentro il carcere e fuori e la solidarietà dal basso hanno reso possibile sua liberazione come quella degli altri e altre compagni de la Voz del Amate e de Los Solidarios de La Voz del Amate.<br />
Per questo rendiamo omaggio al Profe con un gran sorriso come quello che gli rende giustizia nella foto che sta girando sui media-indipendenti durante questi giorni. La foto che lo ritrae a fianco dei suoi figli, fazzoletto rosso al collo, assieme ai compagni e le compagne di Atenco; un immagine bellissima nella quale c’è posto solo per chi ha lottato, lotta e continuerà sicuramente a farlo!<br />
La Pirata</p>
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		<title>(Español) Entrevista con Zafhada de Radio Caracol de Mazunte</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2013 19:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Escuchas el AUDIO de la entrevista En la Convergencia de Medios Libres de San Cristóbal de las Casas entrevistamos la Zaphada, compañera periodista del DF que vive en Mazunte hace unos años y que, juntxs con otrxs compas y personas del pueblo, está participando en el proyecto de Radio Caracol la Voz de Mazunte. “Radio &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/30/english-entrevista-con-zafhada-de-radio-caracol-de-mazunte/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p><a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby9SYWRpb0xpYnJlcw/html" target="_blank">Escuchas el AUDIO de la entrevista</a></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" alt="" src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxQTEhUUEhQWFRUWGBoaGBcYGCEeHhoiIB8dHR4gHyMhHSggHCMlHx4hIjEhJSwrMC8uGyI2ODMtOCgtMC8BCgoKDg0OGxAQGywlICQtLCwsMTc1LCwwNDAsLDQrLCw0LDQsLiw0LCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCw0LCwsLP/AABEIAIAAgAMBIgACEQEDEQH/xAAcAAACAwEBAQEAAAAAAAAAAAAFBgMEBwIAAQj/xABEEAACAQIFAQcBBQQHBQkAAAABAgMEEQAFEiExQQYTIjJRYXGBByNCkaEUcpKxFjNSU2LB4TRjg7LxF0NzgoSTo8LS/8QAGQEAAwEBAQAAAAAAAAAAAAAAAgMEAQUA/8QAKxEAAgIBAwMCBQUBAAAAAAAAAQIAEQMSITEEQVETIiMyYZGxBVJxgaEU/9oADAMBAAIRAxEAPwDccex7Ec86opZyFUblmNgPknYY9PSS+IamoSNS7sqqu5ZjYD64UK/7SaXUY6VZa2QbaYFuo+XNkA+uFTNTmdU3e1LU1HGniUOTJ3Y6m2ylh/aPF9rXwLNQ2hBSY1Z725WMeDTGp4klvdv/AA4x4n+Tb64zzN+17zMVs0u2/wC0PZf/AGV8P8ZBx7L+zVBJ31TLmE9VoA72RAUUk8KukEsfRFPUbbjBHLezmXLOkLUfdyFWZRMAxkAtexDlSRfcc8YmYE/MY9Ao7RPrc5kUWkq0jA/AjKtvhYwxH8WBzZ5T28VVUN+6JG/55l/ljSayejVXSlipJJkcII/CtmJt4mt8/l82Mx5jTJTtMe5KRpqfRpbTYbjb32B64wKtcGGWPapjiZ9Btpqp4/lX/wDpUH+WC9L2hcj7utjfbyu25+kiAn41YbHzGdqY1RpKV9UesQAHUqng6tJDm25AUfOJ+0dRQ00sEE1LCzVEmk+AeBb2D7DjUQvT8XpjxRSaqZrbvUX8n7YPC2kgKTvemcJf/hEmNvob40Ts/wBuxILNaYL5mjBEi/vxHcfKk/GFPtRkOXU4j10AfvZBEO6YKwc8CxYC23N9sUR2LojUBIZaqkqEXWqMwJ0+q3uHF+QG+caBQtTAajtU2zL6+OZBJE4dCSLg9RyD6EehxaxjceWZpTt3tNVQTMbX1oYzIB0axKvt15F+mGik+0hY7LmNNNRnjWRrhJ9nXj4IGKEaxEspEfMexWoMwinQSQyLIh4ZGBH5jFi+DgxEq+3UlQSmWQiQbg1U11hHTwDzS/Sw98LGf00MXdzZtPJVapAg1i0MZIJuIxsBsRc3P64o5z2hdqajq46xEDyIGpwo7tUvZwdtf3e122HoBti79olUnc0xLx6GnBDSDVHYo4uQPMAGva/phDMxI8RyqoH1lnt1DKtG0lJL3Xcpr0xBQrpcHkC4sL2Kkc4q9pJ2pIqavpGbu2aPvoy7MssclrXDE2ccXHr9McdmcnrKfvKRdNVR93ZZZbx6dSm4W2osm9/a+xxXppqWliipams/bO4IKwU8d91N11kE6gp4uVHFwcZVQtyYOeidHzKkhF3hqYayGO9i4Bu6qPoth7YY80ro6qeiamkEhjn71io/q00sGDj8JJsuk73HG2AE3aL71pYKCGORiT3076pN+tlHh+NRxTqM/rXNnqtJP4YY1UnoLltX5m2AZ1J5jl6fJV1t9o39oOzCsiKiSvEZCzxpY6HY6lksWGpVOq63JOrYgXxN/QVGUmTWryUzQsAF0qX8TN4VUt4vX0xnLVUjm8tVUcr5pXLWN7HShVRvtzyR9aDU0IuXMz25sBck32uXbg6R189+m+6jxcWVA8TV8iaqhp0hencywoFuttDheGBuDuPwkXv+eFTtBkVVVQ1s0qVUMrsgSnCK4KpvELrdtiTcgjc9cKiw0ZewkmSxAuyA2sPESFa5swtYYI0VOwRWiqWA28tRJGRfa1mJVgByQdI4vjwbSZ7SG7xqziu/ap8qEiy051s8pZGUrIFAUXZbbtqtze+JMlrIVrK6ermDPTHukkcgER6bsoQWBN+o5wBhzutXYVku63CTKG2PpsCR73OO5s8Mo01VFS1PF3XwP+oN/wAxjPUXiNPS5aur/wBlzLMwlkzameRZYzLHKiwOhVY12KgE7OSLM1uDYdMHcuzqorZZxTGKKnhk7rW8Zk75/wAQtrUIo2338w5wJGY0U81LI1TNSyUxHdxzABOgYXNwbgBSQ3vg9kdE1IJY0iMkckryxOrKAA9jpcnix6rq2wRIraJ0kGjAyilF5o3bLKou8f3LD7xo7hj3Y2lTVexIHB4w0UPbaopwpr40mgYAispvEoHrInKj/ECRgX2XURvX1czBHMzrI17d3HH5AN9rqdfS9xgPQ5zUCCnjgGmpq6iWdEbyxws5YmTa4Ug7AW9uNzDGAVBl+HLGpqyp7qNDSVCB6gyeBY23vY28YYEkrwL8jbC/HndJShY6CA1TayqzTOTHGbXIQkEkAW2Ww3G++FDtt2rlqnKSG6rcCND4E+f7xv8AEdh0GCmTTLKEdeETTxbxtvJt6WCqPYYDJaLqMdgT1MgQQhmE00/+0zNIP7tfDH/CD4v/ADE44hFhpRQq+gFsTMuKGZ1XdpYGzNcA+gHLfT+ZGIAWyGp3dGPApauJWzCtO6xkArfUx4BtfT7m3XgY7go5WXYNGoBYMy3ZrDvFPToBueNY9cd9ncuWdg77RL6b3CkXJ9wHufzOH9coWOMDVsu7G+x8AVvexUfS+HPkXF7RzOM+Rs7am4izl2SRK6q6BrNd73Oq4a436Huz/EcE6alTSmoXYi7HYX9f+Ui3+P8AIfmWbxQkhpFJTyuDuSCNiB16/PsxAGy9sohpKj8Q2A4HVb334HPp7nAacjbwPaDD8tNEQDZSxAubAKL/ABwL367LHYWuTgTP2diY3RQlxsbdL2BNuCTsFAPHG2/yDPIpbKpBAAG1wb2YHcj1Ppg1RbtGB1UEm/qqgG9vQvb6nGW6TwCmKs+uBO6kAZC1zuL3/Dvu6n8uuOKWe9gxDcAN6/Pox5GHSrUbqfLxp4FjxcA3Zn53Nrfqm5tQhBYDVGfKfX35sCD1+MEjjIKMZiyNhNrxLJ3uDuOo5H5cY4onkpyWppGhvuU80Z+UO31FjiDLpSw0t5152tqB4YfPXFnT1GAtkNTraceZbqGKftXTytbMKWNJI9I/aAutBquFvcXTg2vcXHTFylhqKRpZ40bMXqWjWOpRwNKjYK4AIVQdyy89QtsK/wCz3dRe3eXiv6Ft0PvaQL/EcLuVZ3LST97AXiiZrHwkoTyQw4Okkjbe3GLcZ1icbqcXpPUf6ujy2nuJFWeQ+WIuZHc9Ba9gTxc2wu9n0tAGA0h2Z9I4W52A9rfywVr6eOKeFYkWMKj+UW/G5Fz9AMAJ64wUkZCE/dqAwIspI2uOThLkuukeZR0lIxduwhsG/rhTz2cSS6Ta19C+nhO9/S7foOuGHKq7vYw5QqLc3G9ubem+BnY+HvcwhGnfSxfT6G97g723sR74zCugsT2jf1DKGRQODHzKoQgWOMlSCNiPEptY3G+9tmRrA2up3wD7V9rWjUwxgDSVAkBtYgG9hvp/y43vhuqsvjjRmuwCAldzsPQHUDYegOMwoaNJqiZ5d4IFMjqTa9r6RwbamuSPp0uV4NOQlz2kDkgaRKOXdnZplEjFUitfvJNlA6WBNz13B6HbF6j7GxyWEddAzHYAKfjbxf5dcdVNGalY6mskP3t1ggiW7MBubLeyjjf4vbFp8gpXABWekmYgRPIbqzb7XBNjtYXI2G2Ky7ea/qJAHiAs97MVFCVMourcOtyu1jv6fBwQ7N9pCh0SElTte+9txYHpseelz64O9na1w7UdWAxUeEnqo24PQ7bkjYceql2kyxKebTHupUEethsSR01WuMYG1+x+ZtafcJoUjamuSLb+w4G+4IReAebCw3tvNMgdCvibWBZtK8/2l1nXb0sRhe7NVZeMajcBtxc9ODtc2HItx6rzhkRTbaPVydXDP+SsB9Sfk4jcaDKF3ETJG7onVZSrdF5tyD139DghrG9vnHs2pxrBUFeQb3Fr2FtuALje1txsOTSgq+7hD6S4A3AsDYdcMcagCJX0WTTqU8czqvj1RSC/4SQfQjcfrhh7MZbSTwqoi7qZVXvVRmVuNmNvMG5323wp5LmRnXxKRa6s1xY/54M5NQpJLFqBBNPe4JVhZI+CpuP9cEhOMEHtB6orkKuvgy9nOTTRMkzSd9FGLP4AHRLklttn5NyAvxgRl0IkghLAGyqRfcXAt9cRf04niJQ+KQbBJEDa77XDJpuCPVd784myiEpEIyblLC44IIDC30a30OCzqVW5nQMpyFe1SzT04XwrsN9hwL+mF7svPpq49WndSt2JWxG3K7qbi2rpthlFxhQr9UFR3kdwVbUGG1tXH636HAdOdWoeY39RSlVhwJqUJZw2gg9GYP3gG+wLyWQfugHCJFTq0eZohUtpjdLWsVXVfTpuCbni/XDzl9WKlBIuogctKVe37iL4QSfxED4OF7N6OWOZK6AqzBiCrNbvQPhVFh7X5wGFtJKnac9gSLnGa0y99TMQBC1PGodD6ENIFIF9RXcbX5tgfaMNIthBHaUOoZnUgC6SWbcMGst7C5PtbF+jrqRkdYJ0gRmu9NUxhkU8sVsQVNztY9LYgNXRxgh5Vl3uIqeILG5F7ar6mc39TYXG3XFANbbxdSbtFIxqKJ5FKyhGEgHKm256b3+L35wN7elC8Vt7hrtweBcWttc77knboBhp7NQtNK89SLk2EaNyg5Yg/wBo2ANugAwq9s5tdX3f9hG/eud7X9QAOpHOAxn4gHgQ2FLfmd9kU8JuLrZCbsoQ26kkm3HpfDo1IpJ1anHIYRlgNul73+RgB2YohGpYlFO25ZEb380erk9PTB17FtQlQnoGMign0EhawPwv54TmNvcNKqB8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width="128" height="128" />En la Convergencia de Medios Libres de San Cristóbal de las Casas entrevistamos la Zaphada, compañera periodista del DF que vive en Mazunte hace unos años y que, juntxs con otrxs compas y personas del pueblo, está participando en el proyecto de <i>R</i><i>adio </i><i>Caracol la</i><i> Voz de Mazunte.</i></p>
<p align="JUSTIFY">“Radio Caracol empieza hace un poco mas de un año y medio, básicamente por la necesitad de un pueblo de organizarse ante la violencia y la indiferencia” que se estaba dando en Mazunte.</p>
<p align="JUSTIFY"> El ciclo de violencia comenzó hace tres años con el asesinato de una mujer de la comunidad. Un año después otra mujer fue violada y casi la matan.<span id="more-19532"></span></p>
<p align="JUSTIFY"> Dada esta situación, ante el miedo en el pueblo, se organizaron unas asambleas y una de la propuesta que salió fue la de poner una radio comunitaria. Desde pronto se inicio con un noticiero y poco a poco se fueron sumando otros programas: de música, entrevistas en el pueblo, cuentos para niñxs, sobre derechos de la mujer, ecología, migración y cultura zapoteca.</p>
<p align="JUSTIFY"> “Aprendemos todos juntos y compartiendo con el pueblo que es lo mas bonito de todo”. La radio como medio independiente esta jugando un papel importante en la comunidad: hay que decir que en esta parte de la costa oaxaqueña no hay radios comunitarias sino solo el monopolio de algunas radios comerciales, como las de Puerto Angel y Huatulco.</p>
<p align="JUSTIFY"> Al principio de las trasmisiones, recibieron la visita de la Agencia Estatal de Información acompañados por agentes de Policía, probablemente mandados por parte de alguna radio comercial, sin llegar a tener problemas.</p>
<p align="JUSTIFY"> Además el pasado Mayo matan un italiano que estaba viviendo en Mazunte, Alex Bertolli, por cuestiones relacionadas con los carteles de drogas. Esto generó mucho temor y tensión en el pueblo y con la radio se empieza una campaña permanente por la paz.</p>
<p align="JUSTIFY"> Una semana después un criminal conocido que venia acompañado de otra persona encapuchada llegaron a extorsionarlos, amenazando que le iba a pasar lo mismo que al italiano. Emiliano, otro compa de la radio, fue listo en el dejar el micrófono abierto, así que las amenazas se escucharon por aire e incluso en streaming. Mucha gente estaba escuchando radio caracol por internet en este momento, para enterarse de lo que estaba pasando en aquellos días en Mazunte.</p>
<p align="JUSTIFY"> “Es muy triste pensar que esto pasa en una comunidad en la cual no solo uno decide vivir sino también decide luchar de una o otra manera para generar una mejor forma de vida y de convivencia”.</p>
<p align="JUSTIFY"> Otro problema se dio el 11 de junio, después de los encarcelamiento en el DF del 10, Zafhada pasó al aire unas entrevistas con Carlos Esteban Himenez y Uriel Sandoval donde hablan de la campaña mediática en su contra y del hecho de ser perseguidos políticos. Autoridades fueron a la radio y las amenazaron de bajarles la antena si no acababan de “meterse en política”.</p>
<p align="JUSTIFY"> Pero lxs compas allí siguen firme con su postura, informando a la comunidad de forma libre, independiente, horizontal y no comercial.</p>
<p align="RIGHT">Pkt, Nomads, LaPirata</p>
<p align="RIGHT">
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		<title>Nuovo Trasferimento per i Presos Loxicha</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 10:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cefereso 13 Mihuatlan]]></category>
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		<category><![CDATA[presos Loxicha]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo di SubVersiones Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/nuovo-trasferimento-per-i-presos-loxicha/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p align="LEFT"><a href="http://subversiones.org/archivos/11630" target="_blank">Traduzione di un articolo di SubVersiones</a></p>
<p align="LEFT"><img class="alignright" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsgE-h7OxN36ATgz7qc2MRKWq5nBmzKemEU38eGBD1cKyUBtAQUA" width="318" height="159" />Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari erano stati trasferiti nuovamente in questo centro di sterminio.</p>
<p>Con questa trasferimento si sommano 90 giorni di isolamento: i parenti affermano che i prigionieri continuano ad essere torturati fisicamente e psicologicamente e ritengono responsabili di questo a tre livelli di cattivo governo.<span id="more-19362"></span></p>
<p>Dopo la conferenza stampa, familiari e amici si dirigono verso il CEFERSO No.13, con un&#8217;altra brigata di supporto con cui esigere la libertà immediata e il trasferimento dei detenuti in una prigione nella città di Oaxaca.</p>
<p>Al momento la quarta brigata di appoggio è in corso e si spera che alcuni dei familiari possano entrare e ottenere informazioni circa le condizioni in cui i prigionieri sono detenuti.</p>
<p>Di seguito la parola di familiari e amici dei prigionieri politici e di coscienza della regione Loxicha che si è diffuso a partire da questa mattina.</p>
<p><b>Per il popolo di Oaxaca, in Messico e nel mondo:</b></p>
<p>Come familiari dei Prigionieri Politici e di Coscienza della regione Loxicha, denunciamo quanto segue:</p>
<p>Il 19 agosto, ancora una volta, abbiamo ricevuto le telefonate provenienti dall&#8217;area di lavoro sociale del Centro Federale di Riadattamento No 13, di Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, per comunicarci che i prigionieri Loxicha sono stati trasferiti nuovamente in questo Centro di Sterminio chiamato CEFERESO No 13.</p>
<p><b>Che cosa vuol dire?</b></p>
<p>Che segue la sistematica violazione dei loro diritti umani per essere stati spostati per la terza volta in un arco di 73 giorni senza preavviso.</p>
<p>Che sono destinati a iniziare altri 30 giorni di isolamento e confinamento, sommati ai 30 iniziali del loro primo soggiorno nel CEFERESO n ° 13, più altri 30 giorni che gli sono toccati nel CEFERESO No. 6 di Huimanguillo, Tabasco.</p>
<p>Che sono trasferiti di nuovo: a pochi giorni da che ci avevano autorizzato la visita ci costringono a riavviare il processo, senza che gli importi quello che abbiamo già fatto.</p>
<p>La visita delle nostre famiglie in questo CEFERESO No. 13, non sono di persona ma attraverso uno schermo e un telefono: la chiamano <i>televisita</i>. Ci impediscono il contatto fisico.</p>
<p>Sottolineiamo che la persona che ci ha chiamato, ci ha detto &#8220;non vogliamo scandali, non portate gli striscioni&#8221;.</p>
<p>Per queste ragioni, oggi abbiamo realizzato <b>la</b><b> 4 ° Brigata di accompagnamento </b><b>ai familiari </b><b>dei </b><b>prigionieri</b><b> Loxicha, </b><b>al </b><b>CEFERESO No. 13 </b><b>di Mengoli de Morelos </b><b>Miahuatlán, Oaxaca.</b></p>
<p>E continuiamo ad esigere::</p>
<p>Basta al maltrattamento fisico e psicologico dei nostri prigionieri Loxicha e rispetto di tutti i loro diritti umani.</p>
<p>L&#8217;immediato trasferimento in una prigione statale che si trova nella città di Oaxaca, perché non sono criminali, né tanto meno terroristi.</p>
<p>Basta con l&#8217;isolamento ai nostri prigionieri Loxicha.</p>
<p>La libertà immediata e senza condizioni! YA</p>
<p>Facciamo responsabili i tre livelli del mal-governo per gli abusi e le torture a cui i detenuti Loxicha continuano ad essere soggetti.</p>
<p align="CENTER"><b><br />
</b><b>Familiari </b><b>dei </b><b>P</b><b>rigionieri </b><b>P</b><b>olitici </b><b>e di Coscienza</b><b> </b><b>d</b><b>e</b><b>lla</b><b> Regione Loxicha.</b></p>
<p align="LEFT">
Mercoledì 21 Agosto 2013, Oaxaca.</p>
<p align="LEFT">
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		<title>Kuy di nuovo in Ospedale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 14:58:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lettera dal blog Va por Kuy! del 20 di agosto Dopo quasi due mesi a casa, il compagno Kuy si trova nuovamente ospedalizzato. Il 10 luglio abbiamo condiviso con amici, amiche e compagnx. la festa per il suo 68° compleanno, mentre dava segni di miglioramento, soprattutto emotivamente per il fatto di poter essere con la &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/26/kuy-di-nuovo-in-ospedale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p><a href="http://vaporkuy.espora.org/?p=234" target="_blank"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/va-kuy-va-vida-semana-solidaridad-francisco-k-L-ee9r1g.jpeg"><img class="alignright  wp-image-19492" alt="va-kuy-va-vida-semana-solidaridad-francisco-k-L-ee9r1g" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/va-kuy-va-vida-semana-solidaridad-francisco-k-L-ee9r1g-249x300.jpeg" width="149" height="180" /></a>Lettera dal blog Va por Kuy! del 20 di agosto</a></p>
<p>Dopo quasi due mesi a casa, il compagno Kuy si trova nuovamente ospedalizzato. Il 10 luglio abbiamo condiviso con amici, amiche e compagnx. la festa per il suo 68° compleanno, mentre dava segni di miglioramento, soprattutto emotivamente per il fatto di poter essere con la famiglia.</p>
<p>Tuttavia, venerdì 9 agosto è entrato nell&#8217;ospedale di zona n° 30 del IMSS per ematuria (sangue nelle urine) e per una gran tosse e gli hanno fatto una radiografia del torace che indicava che aveva solo catarro e che lo avrebbero aspirato. Lunedì 12 è stato rimesso ma ha continuato a tossire sempre più forte, fino a venerdì 16 che lo abbiamo portato al pronto soccorso perché non riusciva a respirare.<span id="more-19482"></span> Il referto dice che ha la polmonite e che gli antibiotici stanno facendo effetto lentamente per il suo stato di malnutrizione, dovuto al fatto di essere costretto a letto. La sua condizione è molto delicata e non sappiamo fino a che punto gli antibiotici possono agire a suo favore. La dottoressa dice che bisogna aspettare la reazione delle medicine.</p>
<p>Sappiamo che la sua condizione è delicata, quindi esigiamo che gli sia data attenzione adeguata e un trattamento dignitoso visto che dopo il 9 agosto il compagno Kuy è tornato a casa con un male tre volte maggiore di quanto non fosse, questo a causa della negligenza dell&#8217;istituzione e per il non mobilizzarlo né dargli le cure che il suo stato richiede.</p>
<p>Chiediamo di stare attenti rispetto qualsiasi cosa possa succedere e di unirvi alle nostre rivendicazioni. Se volete solidarizzare con la raccolta che si sta facendo per le spese mediche, i numeri di conto di Bancomer a nome di Eva Leticia Palma Pastrana: libreton 2950648205 oppure cuenta express 2824024214</p>
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		<title>10°Anniversario Caracol</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Aug 2013 01:41:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I giorni 8-9-10 di agosto aprono le porte dei 5 Caracol ai e alle visitanti di tutto il mondo per la celebrazione dei 10 anni dei Caracol e delle Giunte di Buon Governo Zapatiste. Una grande festa, soprattutto per i compas, che avanzano lentamente ma inarrestabili verso l&#8217;autonomia. Ci rechiamo nel Caracol de la Realidad, &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/14/10anniversario-caracol/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" alt="" src="http://ts3.mm.bing.net/th?id=H.5037370645415274&amp;pid=15.1" width="218" height="223" />I giorni 8-9-10 di agosto aprono le porte dei 5 Caracol ai e alle visitanti di tutto il mondo per la celebrazione dei 10 anni dei Caracol e delle Giunte di Buon Governo Zapatiste. Una grande festa, soprattutto per i compas, che avanzano lentamente ma inarrestabili verso l&#8217;autonomia.</p>
<p>Ci rechiamo nel Caracol de la Realidad, zona fronteriza, il primo a nascere tra i caracol, a poca distanza dal Guatemala.Partecipano almeno un migliaio di persone, provenienti dalle comunità che appartengono a questo municipio.</p>
<p>Si canta, balla, mangia e si condividono chiacchierate e sorrisi sinceri. Tre giorni per vedere i e le zapatiste divertirsi, conoscersi e tirare le somme di questi splendidi 10 anni.</p>
<p><a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby9Bbml2ZXJzYXJpbyBDYXJhY29sIFJlYWxpZGFk/html" target="_blank">Condividiamo alcuni Audio e Canzoni delle giornate</a></p>
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		<title>Denuncia da Bachajón.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Aug 2013 17:02:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fonte: Comitato Chiapas Maribel, Articolo originale de La Jornada – Venerdì 2 agosto 2013 di Hermann Bellinghausen Negato l’appello agli ejidatarios che reclamano le terre di Bachajón Un giudice federale di Tuxtla Gutiérrez, Chiapas, ha negato il ricorso in appello degli ejidatarios tzeltal di San Sebastián Bachajón che reclamano la restituzione delle terre occupate dal &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/03/denuncia-da-bachajon/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Fonte: <a href="http://chiapasbg.wordpress.com/2013/08/02/denuncia-da-bachajon/" target="_blank">Comitato Chiapas Maribel</a>, <a href="http://www.jornada.unam.mx/2013/08/02/politica/016n1pol" target="_blank">Articolo originale </a>de <i>La Jornada – Venerdì 2 agosto 2013 </i><i>di Hermann Bellinghausen</i><i><br />
</i></div>
<p align="center"><b>Negato l’appello agli ejidatarios che reclamano le terre di Bachajón</b></p>
<p align="center">
<p><img class="alignright" alt="" src="http://dorsetchiapassolidarity.files.wordpress.com/2013/05/bachajon-1.jpg" width="234" height="215" />Un giudice federale di Tuxtla Gutiérrez, Chiapas, ha negato il ricorso in appello degli ejidatarios tzeltal di San Sebastián Bachajón che reclamano la restituzione delle terre occupate dal governo due anni fa, contro la volontà dei proprietari e abitanti dell’ejido.</p>
<p>Questo giovedì, Mariano Moreno Guzmán, aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e rappresentante della comunità, aveva presentanto una richiesta di revisione contro la sentenza del 22 luglio, emessa dal giudice José del Carmen Constantino Avendaño, che aveva determinato l’archiviazione dell’appello 274/2011, ritenendo che gli espropri eseguiti dalle diverse autorità statali e federali il 2 febbraio 2011 erano stati autorizzati dall’assemblea generale degli ejidatarios, e pertanto non costituiscono ragione di querela da parte dell’ejido. <span id="more-19192"></span></p>
<p>Secondo l’avvocato degli ejidatarios, Ricardo Lagunes Gasca, la richiesta di revisione dovrà essere inviata nelle prossime settimane al Terzo Tribunale Collegiale di Tuxtla Gutiérrez, per il suo studio e risoluzione.</p>
<p>Si tratta della seconda sentenza emessa da questo giudice a danno del villaggio tzeltal di San Sebastián, dettata praticamente negli stessi termini della precedente, lo scorso 30 gennaio, revocata successivamente dal Terzo Tribunale Collegiale. (….)</p>
<p>Nonostante la notoria mancanza di imparzialità e indipendenza del giudice, gli ejidatarios avvertono che useranno ogni risorsa legale per proteggere il loro territorio.</p>
<p>L’avvocato degli indigeni sottolinea la contraddizione tra quanto espresso dal presidente della Suprema Corte di Giustizia della Nazione, Juan N. Silva Culli, sull’importanza dei diritti umani a partire dalla riforma costituzionale e gli impegni assunti con organismi internazionali, “e la pratica dei giudici federali nei luoghi più lontani e poveri, che si conformano agli interessi dei gruppi di potere politico ed economico, eludendo il diritto dei popoli alla protezione del loro territorio.</p>
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		<title>Panoramica sul Messico [Seconda Parte]</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2013 13:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi, Scarica, Diffondi il PDF  PACTO POR MÉXICO – RIFORME DEL PRI Il giorno successivo ai fatti del 1° dicembre, il “nuovo” governo celebra il Pacto por Mexico: una lunga serie di riforme articolate in 95 “impegni” assunti dal governo per i prossimi anni. Il Pacto viene sottoscritto da Enrique Peña Nieto, Jesús Zambrano Grijalva &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/01/panoramica-sul-messico-seconda-parte/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
P.sdfootnote-western { margin-left: 0.6cm; text-indent: -0.6cm; margin-bottom: 0cm; font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 10pt; }P.sdfootnote-cjk { margin-left: 0.6cm; text-indent: -0.6cm; margin-bottom: 0cm; font-family: "DejaVu Sans"; font-size: 10pt; }P.sdfootnote-ctl { margin-left: 0.6cm; text-indent: -0.6cm; margin-bottom: 0cm; font-family: "Lohit Hindi"; font-size: 10pt; }P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: "DejaVu Sans"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: "Lohit Hindi"; font-size: 12pt; }A:link {  }A.sdfootnoteanc { font-size: 57%; }
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<p><b><a href="http://archive.org/details/ArticoloMessicoSecondaParte" target="_blank">Leggi, Scarica, Diffondi il PDF</a><br />
</b></p>
<p lang="es-ES" align="CENTER"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>PACTO POR MÉXICO – RIFORME DEL PRI</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/th.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-18822" alt="th" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/th.jpeg" width="218" height="246" /></a>Il giorno successivo ai fatti del 1° dicembre, il “nuovo” governo celebra il Pacto por Mexico: una lunga serie di riforme articolate in 95 “impegni” assunti dal governo per i prossimi anni. Il Pacto viene sottoscritto da Enrique Peña Nieto,<b> </b>Jesús Zambrano Grijalva (Presidente Nazionale del PRD),<b> </b>María Cristina Díaz Salazar (Presidentessa del Comitato Esecutivo del PRI),<b> </b>Gustavo Madero Muñoz (Presidente Nazionale del PAN),<b> </b>Miguel Ángel Osorio Chong (Segretario di Governo). </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il Pacto, la cui complessità sarebbe difficile da riassumere, si occupa di questioni che vanno dalle concessioni minerarie ad imprese straniere, alla privatizzazione di Pemex (l&#8217;agenzia petrolifera statale), dalla produzione di energia elettrica (nuove forme di <i>green capitalism) </i>alla riforma del fisco (aumentare l&#8217;IVA su generi alimentari e medicinali dall&#8217; 8% al 20%), dalle crociate contro la fame alla sicurezza sociale (una delle modalità comuni di assistenzialismo alle zone più appartate o a maggioranza indigena), alla riforma nelle telecomunicazioni, dalla riforma del lavoro a quella educativa.<span id="more-18812"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La cosa che fa riflettere è che il Pacto nasce da una serie di incontri segreti tra Jesus Ortega del PRD e il <i>priista </i>Josè Murat (governatore di Oaxaca prima dell&#8217;ascesa di Ulises Ruiz Ortiz, altro criminale famoso per la repressione del movimento di maestri di Oaxaca nel 2006) durante i quali si stabilisce che vista l&#8217;elezione fraudolenta è impensabile che Peña Nieto possa governare da solo e che sarebbe meglio scendere ad accordi tra le parti per lanciare una serie di riforme di largo respiro che modernizzino il paese. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il 2 dicembre 2012 il Pacto è firmato così dai maggiori tre partiti del Messico: PRI, PAN e PRD.</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>RIFORMA EDUCATIVA – CCH </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/REFORMA-EDUCATIVAb.jpg"><img class=" wp-image-18832 alignleft" alt="REFORMA EDUCATIVAb" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/REFORMA-EDUCATIVAb.jpg" width="202" height="221" /></a>Tra le diverse riforme previste dal Pacto por Mexico una di quelle che sta provocando resistenze agguerrite e multiformi è la riforma educativa, che coincide sostanzialmente con la privatizzazione dell’educazione, l’esclusione delle fasce sociali meno abbienti, la precarizzazione estrema dei maestri e delle maestre. Senza chiamare in causa i diretti interessati (maestri, studenti e sindacati) la riforma, tutt’oggi ancora poco chiara, viene sponsorizzata dai mass media come imprescindibile per il futuro del paese. In realtà i cambiamenti previsti dalla riforma, più che essere ancorati alla situazione educativa, dipendono direttamente dai <i>diktat</i> dei grandi organismi economici internazionali come BM e Ocse, totalmente disinteressati alla realtà educativa messicana. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Secondo il corpo docente la riforma impoverisce l’offerta educativa penalizzando le discipline umanistiche, disconosce i diritti lavorativi, prescinde dalla rappresentanza sindacale, annulla la bilateralità dei rapporti lavorativi, cancella le conquiste dei lavoratori. Oltre ad infrangere diversi trattati internazionali firmati dal Messico sul tema del lavoro e dei diritti umani (come la Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale de Lavoro), la riforma viola l’articolo secondo della costituzione, che garantisce i diritti dei popoli indigeni che dovrebbero essere consultati in materia di politiche pubbliche.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Basandosi su parametri decontestualizzati e prevedendo prove di valutazione nazionale da applicare agli alunni senza tener conto delle differenze socio-culturali di questo enorme paese, la riforma emargina senza mezzi termini la componente indigena e contribuisce a dilatare il baratro dell’ineguaglianza sociale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Individualismo e competitività sono spinti all’estremo a discapito della collettività come valore e pratica. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Oltre al movimento di resistenza organizzato dai maestri, che si sta dando in particolare negli stati di Guerrero, Oaxaca, Michoacan, <b>l’esperienza degli studenti e delle studentesse dei CCH</b> (Colegios de Ciencias y Humanidades), ovvero dell’educazione media superiore gestita dalla UNAM (Universidad Autonoma Nacional de Mexico), spiega molto bene quello che sta succedendo nel paese in materia educativa e non solo. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/dalai.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-18842" alt="dalai" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/dalai-300x231.jpg" width="300" height="231" /></a>Fondati nel 1971, i CCH stanno venendo sottoposti a un’attualizzazione del programma di studi che minaccia radicalmente l’essenza del loro progetto originale, elaborato alla fine degli anni ’60 e mirato a sviluppare tra gli alunni e le alunne uno spirito critico e sensibile rispetto alle problematiche sociali. L’attualizzazione, articolata su 12 punti (ridotti a 8 in seguito alle proteste che ha generato), prevede una serie di trasformazioni volte di fatto ad adeguare il percorso formativo alle esigenze del mercato: dunque meno materie umaniste e scientifiche e più insegnamenti (inglese ed educazione fisica ad esempio) che come specchi per le allodole reiterano la retorica sviluppista neoliberista. In sostanza la virata proposta dall’attualizzazione – che rientra nel Piano di Sviluppo Istituzionale 2011-2015 proposto dal rettore dell’UNAM José Narro – agisce in linea con la più ampia riforma educativa e punta a formare le nuove generazioni implementando efficienza tecnica e adattamento a un mondo del lavoro sempre più precario e volatile. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Quando si è sparsa la voce che una riforma stava per abbattersi sul sistema educativo dei CCH, diversi collettivi studenteschi hanno deciso di indagare più a fondo, organizzando incontri e tavole rotonde per informare più gente possibile rispetto ai cambiamenti imminenti, una semplice proposta a detta delle autorità scolastiche, una decisione imposta dall’alto secondo i collettivi. </span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial,sans-serif;">Iniziammo a organizzare conferenze sul contenuto dei 12 punti” racconta Gary, studente del CCH Naucalpan, “e iniziarono anche le rappresaglie; nel CCH Naucalpan c’è un gruppo chiamato Brigada Academica, maestri pagati per vigilare gli studenti che quando c’è un’assemblea fanno di tutto per sabotarla, per cercare di distrarre l’attenzione dall’attività politica che si sta facendo. Quando si preparava un incontro tagliavano la luce e l’acqua, per dire che bisognava sospendere le lezioni e le altre attività…mandavano <i>porros</i> (gruppi organizzati di picchiatori vincolati a partiti politici o autorità accademiche pagati per sabotare le attività del movimento studentesco) e gruppi che arrivavano solamente per insultare”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Davanti alla determinazione delle attività di informazione dal basso e al propagarsi dell’interesse tra la comunità studentesca, la reazione delle autorità accademiche non si è fermata alle minacce e ai sabotaggi delle assemblee. “Tutto è iniziato la sera del 1° febbraio, quando uno degli impiegati del CCH si è messo a insultare e spintonare un mio compagno, non voleva farlo rientrare a scuola, diceva che era ubriaco mentre era solamente uscito per andare a comprare una cosa alla cartoleria”, spiega Jessica, anche lei del CCH Naucalpan, “a fine lezione, mentre stavamo uscendo da scuola con altri compagni, lo stesso impiegato ha ricominciato ad insultarci, a dirci maledette zecche e un’infinità di altre offese, nel frattempo è arrivato un gruppo di impiegati e di maestri della Brigada Academica che pure hanno iniziato ad aggredirci e a picchiarci”. “Ce ne siamo andati a casa tutti malmenati, chi più chi meno”, continua Jessica “e quando qualche giorno dopo torniamo a scuola ci viene impedito di entrare e ci informano che siamo stati espulsi temporaneamente”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Di fronte alla legittima richiesta di spiegazioni da parte degli alunni le autorità accademiche rispondono con rinnovata repressione. Non solo intervengono membri del FEN, il gruppo dei <i>porros</i> del CCH, che lanciano petardi contro gli studenti aggredendoli, ma alla polizia viene permesso di entrare negli edifici scolastici per arrestare diversi attivisti e attiviste dei collettivi, tra cui vari degli espulsi. “Un poliziotto ci ha chiaramente detto che ci tenevano d’occhio e che eravamo già segnalati”, dice Jessica, “io ad un certo punto sono stata additata da un gruppo di professori e impiegati che hanno iniziato a rincorrermi per il CCH, dicendo che tra gli arrestati ne mancava una, fino a che un gruppo di compagni è riuscito a intervenire per non farmi arrestare”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">In reazione alle espulsioni e agli arresti arbitrari, il 6 febbraio scorso viene organizzata una manifestazione che si conclude con l’occupazione della direzione generale del CCH. Grazie alle proteste l’applicazione della riforma è stata posticipata di un paio di mesi e i collettivi studenteschi sono riusciti a portare le iniziative di informazione in più scuole e facoltà. In questo modo i 12 punti previsti sono diventati 8, ma il nucleo dell’attualizzazione del piano di studi non è stato intaccato. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">È una riforma che fa i conti senza l’oste, che ad esempio contempla privilegiare l’educazione fisica, e quindi la cura del corpo, quando mancano le infrastrutture dove praticarla e le uniche cose commestibili a basso prezzo sono patatine e caramelle. <a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/CCH.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-18852" alt="CCH" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/CCH-300x224.jpeg" width="300" height="224" /></a>Eppure nei CCH esistono diversi tipi di problematiche notevolmente più urgenti, dai professori che ti ricattano minacciandoti di abbassarti i voti se non compri il loro libro, a materiali basici, come il badge, che stanno diventando a pagamento e quindi proibitivi per tantissimi alunni. “Come studenti abbiamo diritto a materiale di diverso tipo e a programmi di sostegno economico per cui ora devi pagare!”, spiega Gary, “I soldi che dovrebbero essere spesi per avere più maestri e più programmi gratuiti li stanno sperperando in videocamere, filo spinato e squadre di vigilanza, misure di sicurezza che dovrebbero proteggere le scuole ma che vengono usate per il controllo degli attivisti. Durante l’occupazione della direzione generale abbiamo trovato foto di chi fa parte di collettivi mentre se ne torna a casa, intercettazioni di e-mail… la persecuzione è veramente forte”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nel frattempo il caso delle espulsioni viene portato davanti al tribunale universitario, dove si presentano come testimoni persone non presenti al momento dei fatti e agli accusati viene negata la possibilità di avvalersi di un perito che esamini i video del circuito interno del CCH. Il discutibile processo condotto dal tribunale – dove le autorità universitarie sono al tempo stesso accusatrici e giudici – viene affiancato da una campagna mediatica diffamatoria nei confronti degli studenti. </span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial,sans-serif;">I media, che sono pagati dalle autorità accademiche, hanno iniziato a dire che siamo terroristi e spacciatori” dice Gary, che insieme agli altri fa parte del gruppo degli espulsi, “che non siamo attivisti ma che vendiamo droga nel CCH. Senza avere nessuna prova ci tacciano di terroristi, ci si nega il diritto di replica, i nostri comunicati non vengono presi in considerazione”. </span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>L’OCCUPAZIONE DEL RETTORATO DELL’UNAM </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/tomaRectoria.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18862" alt="tomaRectoria" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/tomaRectoria-300x157.jpg" width="300" height="157" /></a>Stanchi delle misure repressive e delle illusorie promesse di dialogo delle istituzioni accademiche, il 19 aprile scorso un gruppo di studenti medi e di persone solidarie con gli abusi commessi nel CCH Naucalpan, sono confluiti in marcia verso l’UNAM per esigere un momento di confronto con il rettore José Narro, indicato dalla direttrice del CCH come l’unico in grado di intervenire nella questione degli espulsi e della riforma. Data non solo l’assenza di Narro, ma la chiusura quasi ermetica del rettorato, i manifestanti hanno deciso di occupare il primo piano dell’edificio direzionale per aspettare le autorità accademiche nel luogo dove presto o tardi sarebbero dovute apparire. “Arrivati al rettorato abbiamo formato una delegazione di sette persone che sarebbe dovuta andare a negoziare con Narro”, ricorda Gary, “arriviamo e troviamo tutto chiuso con vetri blindati, una recinzione metallica! Che contraddizione, no? Si dicono disponibili al dialogo, ma chiudono il rettorato e non accettano la nostra commissione di negoziazione!”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L’occupazione del rettorato è stata fatta sulla base di rivendicazioni ben precise: il reinserimento degli e delle espulse e l’annullamento di una riforma imposta dall’alto senza considerare minimamente la posizione della comunità studentesca e accademica. Nonostante durante i giorni dell’occupazione orde di giornalisti sciamassero attorno agli edifici del rettorato, i comunicati e i video diffusi dai compagni e dalle compagne occupanti per spiegare la propria azione sono stati sistematicamente ignorati. Ancora una volta i mass media hanno deviato l’attenzione dalla gravità della situazione – minorenni demonizzati e condannati per le proprie posizioni politiche; approvazione silenziosa di una riforma che mira a frantumare il futuro delle nuove generazioni – adattando alla comunità studentesca la vecchia retorica manichea buoni/cattivi. D’altra parte la strategia dei media non sembra dispiacere alle autorità accademiche. “La loro intenzione è di far fuori l’attivismo”, spiega ancora Gary, “hanno un parametro del “buon attivista” e se sei contro di loro non sei un attivista, l’unico che ammettono è l’attivista che se ne sta buono nel suo spazio a non far nulla, quello che vogliono è mettere a tacere le menti coscienti”. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il linciaggio mediatico, condito da toni ora apocalittici ora ridicolizzanti, ha operato da subito per offuscare i reali motivi dell’occupazione e presto gli e le occupanti sono stati dati in pasto all’opinione pubblica come vandali, violenti. Un gruppo di facinorosi – temibili “incappucciati” – intenzionati a distruggere la preziosa massima casa di studi, patrimonio del paese. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/encapuchados.png"><img class="alignright size-medium wp-image-18872" alt="encapuchados" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/encapuchados-300x200.png" width="300" height="200" /></a>Con l’occupazione del rettorato, il collegamento dei media con i fatti accaduti il primo di dicembre è stato istantaneo. </b>Si è così scatenata una sequela di ricostruzioni più o meno grottesche sempre nell’intento di identificare il fantomatico gruppo di “vandalo-attivisti”, capro espiatorio perfetto su cui far ricadere la spada di Damocle della mala-giustizia dello stato. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il giornale reazionario </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><i>La razon</i></span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><i><a href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"><sup>1</sup></a></i></span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;">, ad esempio, ha pubblicato un pezzo in cui una decina di giovani vengono identificati con nome e cognome e definiti “professionisti della protesta che spesso ricorrono alla violenza”. L’articolo, dal taglio nettamente poliziesco, è corredato da una quarantina di foto – selezionate tra agenzie fotografiche e </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><i>social network</i></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> – dei cosiddetti “incappucciati” maldestramente comparate e presentate come prove che ne indicherebbero il coinvolgimento tanto nell’occupazione del rettorato quanto nei disordini del 1° dicembre. Vero e proprio foto-segnalamento sbirresco quello de </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><i>La razon</i></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">.</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Una strategia di bassa lega ma allarmante, usata per dare credibilità a una serietà informativa meschina come i poteri che serve. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Altro esempio di una stampa sempre più venduta e manovrabile che sembra non avere un minimo di dignità, è stato l’infiltramento di un giornalista di Televisa che, durante i giorni dell’occupazione, ha cercato di confondersi tra gli occupanti incappucciandosi e rilasciando dichiarazioni mendaci agli altri media per poi essere scoperto e cacciato da studenti e studentesse giustamente inferocite. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Con l’aria che tira a livello di dis-informazione, non sorprende che l’unica vetrina rotta del rettorato sia immediatamente diventata il vessillo di una criminalizzazione subdola e cinica che ha cavalcato, e fomentato, l’ondata di antipatia generata tra la comunità universitaria subito dopo l’occupazione. Fastidio e rifiuto a cui diversi collettivi hanno risposto organizzando assemblee di facoltà per condividere con le e gli universitari le motivazioni della legittimità del gesto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">In risposta alla mobilitazione studentesca, il rettore José Narro ha sporto denuncia davanti alla Procura della Repubblica, atto che, oltre alle ripercussioni penali nei confronti degli occupanti, ha comportato per vari giorni l’eventualità di uno sgombero ad opera della polizia federale, misura estrema e preoccupante che avrebbe effettivamente leso l’autonomia dell’UNAM come già accaduto in occasione dello storico sciopero generale del 1999-2000, quando furono arrestati 432 studenti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Al rispetto non fa male ricordare che lo sgombero sarebbe stato diretto dall’attuale incaricato nazionale della pubblica sicurezza, Manuel Mondragon y Kalb, soggetto che rientra appieno nel ventaglio dei personaggi nefasti che ad oggi guidano il paese. Mondragon infatti, oltre ad aver curato la gestione delle forze di polizia durante le proteste del primo di dicembre, è stato, guarda caso, tra i pianificatori della carneficina di Atenco nel maggio 2006. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Fortunatamente la minaccia dello sgombero non si è materializzata e il 1°maggio il gruppo di occupanti ha deciso di terminare l’occupazione, senza però smettere di esigere un momento di confronto con Narro per dibattere le proprie richieste. La trattativa con le autorità dell’UNAM è tutt’ora in corso e non sembra arrivare a un comune accordo, dato che l’università intende fissare le date del dialogo durante le vacanze estive, ovvero quando l’università è praticamente deserta e minima sarebbe la partecipazione e il coinvolgimento della comunità studentesca. </span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>LA PROTESTA DEI MAESTRI DI GUERRERO: una miccia pronta ad esplodere</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/libroRevolucion.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-18882" alt="libroRevolucion" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/libroRevolucion.jpeg" width="279" height="181" /></a>La riforma educativa non danneggia soltanto gli studenti ma minaccia anche tutto il corpo docente con la dissoluzione dei sindacati, con la precarizzazione dei maestri, l&#8217;abbassamento dei salari, con l&#8217;introduzione di prove atte a valutare il loro grado di formazione (prove uguali in tutta la Federazione, senza distinzione tra scuole che si trovano nei villaggi o le città), tra le varie cose. Tale riforma affossa i diritti dei lavoratori, diritti raggiunti dopo decine di anni di lotte.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La protesta dei maestri non tarda a farsi sentire e si articola in tutto il Paese, principalmente negli stati di Guerrero, Oaxaca, Chiapas, Michoacan e Distretto Federale, con la mobilitazione di migliaia di persone.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ma è nello stato di Guerrero dove la protesta si accende: ai maestri si aggiungono ben presto la società civile, gli studenti della Scuola Normale Rurale di Ayotzinapa (che esigono giustizia per gli assassinii del 12 dicembre 2011 di Gabriel Echeverría de Jesús e Jorge Alexis Herrera Pino) e la Polizia Comunitaria, gruppo di autodifesa gestito dalle assemblee di decine di comunità rurali.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Maestri e sindacati si mobilitano per diverse settimane e mandano migliaia di petizioni contro la riforma, minacciando uno sciopero nazionale e presentando un piano di riforma alternativo. Il governatore dello stato Ángel Aguirre Rivero (primo governatore del PRD nella storia dello stato, che però viene dalle fila del PRI) si siede ad un tavolo di trattative, promettendo ai delegati di rivedere i termini della riforma educativa, per quanto riguarda questa entità statale. Promesse di accordi che, neanche a dirlo, vengono ignorati.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nonostante si sventoli una postura aperta al dialogo, la vera faccia del potere non tarda a farsi riconoscere, supportata dall&#8217;immancabile appoggio dei mezzi di comunicazione che preparano il terreno alla repressione.</span> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">La situazione diventa particolarmente tesa ad inizio aprile, quando il ministro dell&#8217;educazione Chuayffet minaccia di licenziare tutti quegli insegnanti che decidono di non tornare a lavorare. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il 5 di aprile i maestri, accompagnati da varie organizzazioni, bloccano l&#8217;autostrada del Sol, che collega Città del Messico ad Acapulco, famoso porto turistico della costa pacifica. Bloccare questa autostrada è anche un atto simbolico, in quanto si tratta di un ramo stradale molto caro, che ben pochi possono permettersi. Il blocco si prolunga per diverse ore fino a quando viene mandata la Polizia Federale a sgomberare i manifestanti. Vengono fatti numerosi arresti e tanti sono i feriti, ed il giorno successivo EPN si presenta pubblicamente con dichiarazioni che non lasciano spazio al dialogo: “La legge non si negozia”, “L&#8217;uso della forza pubblica è l&#8217;ultima risorsa attribuita alla stato, un obbligo per far rispettare i diritti di tutta la cittadinanza”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/MPG.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18892" alt="MPG" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/MPG-150x150.jpeg" width="179" height="179" /></a>Il 10 aprile si riversano circa un centinaio di migliaia di persone nelle strade della capitale dello stato, Chilpancingo, così come in altre città. É il giorno in cui si costituisce il <b>Movimento Popolare di Guerrero (MPG)</b> un movimento <i>sui generis</i>, che comprende organizzazioni sociali, indigene e <i>campesinas</i>, sindacati indipendenti, collettivi, singoli cittadini, studenti delle normali rurali, organizzazioni dei diritti umani e per la prima volta poliziotti comunitari. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Va ricordato che Guerrero è uno degli stati più poveri del paese, con una grande percentuale di indigeni che vivono in villaggi appartati, totalmente abbandonati a loro stessi da decenni, salvo quando non ci sono in ballo interessi specifici (privatizzazione dell&#8217;acqua, installazione di una miniera). Uno stato che patisce la povertà, la fame, l&#8217;emarginazione, l&#8217;ingiustizia, la violenza di militari e gruppi del crimine organizzato e che negli ultimi anni ha visto fiorire molti processi di autorganizzazione, soprattutto nella regione Montaña, con progetti di valorizzazione della lingua materna, con la lotta per la difesa del territorio, per i servizi basici, per la sicurezza. Una lunga traiettoria di resistenza e repressione che dura da decenni ed in cui i maestri hanno sempre giocato un ruolo fondamentale (basti pensare a Genaro Vázquez Rojas o a Lucio Cabañas, due maestri diventati guerriglieri, celeberrimi nella regione). </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Solo per citare alcuni momenti di questa lunga storia si pensi alla repressione del movimento dei <i>copreros </i>negli anni &#8217;60<i>, </i>la <i>guerra sucia</i> del decennio 1964/74, la lotta per l&#8217;autonomia universitaria, la resistenza dei maestri che risale dagli anni &#8217;70 fino ad oggi. E poi i massacri, i <i>desaparecidos, </i>gli assassinii di contadini ecologisti, la lotta contro la centrale idroelettrica de La Parota e le imprese minerarie. Una storia di rivolte e sollevamenti di un popolo degno, che resiste da decenni contro la repressione governamentale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>Per concludere</b> prendiamo atto che il presente messicano è costituito da un fermento straordinario di forze che spingono dal basso e si organizzano, esigendo giustizia, uguaglianza di diritti, rispetto per le proprie tradizioni e, in definitiva, libertà ed autonomia. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">I prossimi sei anni saranno sicuramente difficili per i movimenti sociali e il Paese in generale che dovranno continuare a fare i conti con le nuove strategie di occultamento e criminalizzazione mediatiche, la cosiddetta guerra di bassa intensità e militarizzazione del territorio, la retorica dello sviluppo in senso privatistico e capitalista, tutte sfumature dello stesso autoritarismo e della conseguente repressione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ma i e le messicane costituiscono un popolo degno e guerriero, che continua a mantenere la testa alta, nonostante 500 anni di conquista e dominazione spietate, che hanno tentato di assimilare e spesso cancellare la cultura dei nativi; ma questa rimane viva e presente in tutti gli angoli del paese, dalla selva al deserto, dalla costa alla montagna, dal piccolo villaggio alla megalopoli del Distretto Federale, ed alza la voce contro chi è in alto e mal-governa.</span></p>
<p align="CENTER"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>La Lucha Sigue!</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Contatti</b></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">: </span></span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:nomads@indivia.net"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">nomads@indivia.net</span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:lapirata@inventati.org"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">lapirata@inventati.org</span></span></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Siti</b>: <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/">http://mexico.nomads.indivia.net/</a></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.autistici.org/nodosolidale/</span></span></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://czl.noblogs.org/page/2/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://czl.noblogs.org/page/2/</span></span></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lapirata.indivia.net/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://lapirata.indivia.net/</span></span></a></span></span></p>
<p lang="es-ES" align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Info Messico: </b><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://desinformemonos.org/">http://desinformemonos.org/</a></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.proyectoambulante.org/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.proyectoambulante.org/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://atencofpdt.blogspot.mx/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://atencofpdt.blogspot.mx/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://enlacezapatista.ezln.org.mx/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.regeneracionradio.org/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.regeneracionradio.org/</span></span></a></span></span></p>
<p lang="es-ES" align="JUSTIFY"><strong>NoTE</strong></p>
<div id="sdfootnote1">
<p><a href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a> http://www.razon.com.mx/spip.php?article172209</p>
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		<title>(Español) La Pirata celebra la libertad de l@s 9 pres@s en lucha</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 23:48:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[9 de julio de 2013, desde la Otra Europa&#8230; Nos juntamos al grito de alegría y rabia por la liberación de nuestrxs companerxs Rosario, Juan, Rosa, Juan, Alfredo, Pedro, Benjamin, Juan, Enrique, integrantes de La Voz del Amate y Solidari@s de la Voz del Amate. Tenemos bien claro que sólo las luchas y las movilizaciones &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/10/18542/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>9 de julio de 2013, desde la Otra Europa&#8230;</p>
<p><img class="alignright" alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTFt5pp6PIU7iWHoBzIfYolX_rIcKCS2V09UZgD04knywRgT3Il" width="254" height="141" />Nos juntamos al grito de alegría y rabia por la liberación de nuestrxs companerxs Rosario, Juan, Rosa, Juan, Alfredo, Pedro, Benjamin, Juan, Enrique, integrantes de La Voz del Amate y Solidari@s de la Voz del Amate. Tenemos bien claro que sólo las luchas y las movilizaciones de est@s companer@s adentro de la cárcel y el apoyo de much@s companer@s, organizaciones, colectivos solidarios en México y en el mundo hicieron posible este logro aunque los medios oficiales y el mal gobierno lo quieran disfrazar de otra manera, para sus cálculos políticos.<span id="more-18542"></span></p>
<p>El gobernador de Chiapas quiere presumir, con esta liberación, que se hizo justicia. Nos preguntamos: ¿de cuál justicia habla? ¿de los años pasados en una celda sin haber cometido algún delito? ¿de la pobreza que impide a la mayoría de los indígenas detenidos de pagar la mordida a los jueces y policías para salir de prisión? ¿es justicia haber torturado una mujer embarazada? ¿haber dejado morir a su hijo, nacido con paralisis por las torturas? ¿es justicia haber negado por años alimentos sanos y medicamentos a los presos? La justicia verdadera es la que se construyó con la lucha de tod@s y que obligó al gobierno a abrir las puertas del Penal de San Cristóbal.</p>
<p>Entonces, tenemos bien claro también que la lucha sigue y seguirá hasta liberar al Profe Alberto Patishtan, los compañeros Alejandro, Miguel y Antonio que siguen encarcerados en Chiapas; hasta liberar tod@s l@s pres@s politic@s en Mexico, Italia, Suiza, Alemania, Estado Espanol y en todos los rincones del planeta. Hoy somos más fuertes en ver que la lucha da resultados; en ver que nuestr@s companer@s pueden abrazar otra vez a sus familias y regresar a sus comunidades&#8230; como también nos da mucha alegria tenerlos ahorita a lado, como adherentes y herman@s en la lucha, en todas las trincheras que habrá que defender.</p>
<p>¡Sí se pudo! ¡Sí se pudo! ¡Sí se pudo!</p>
<p>La Pirata:</p>
<p>Collettivo Zapatista &#8220;Marisol&#8221; de Lugano (Suiza) &#8211; <a href="http://czl.noblogs.org/">http://czl.noblogs.org/</a><br />
Nodo Solidale (Italia y México) &#8211; <a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/">http://www.autistici.org/nodosolidale/</a><br />
Nomads de XM24 (Italia y Alemania) &#8211; <a href="http://nomads.indivia.net/">http://nomads.indivia.net/</a></p>
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		<title>(Español) [Audio]Entrevista a 3 hijxs de los presos Loxicha</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 23:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[El pasado 1 de julio 2013 entrevistamos Erika, Tony y Ermelo, tres de lxs hijxs de los siete presos de la region Loxicha, recien translados al penal de maxima seguridad, Cefereso 6 de Tabasco. Nos cuentan sobre la Brigada que organizaron el pasado miercoles 26 de junio para ir a visitar sus familiares y sobre &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/06/audio-intervista-a-familiari-dei-prigionieri-loxicha-2/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>El pasado 1 de julio 2013 entrevistamos Erika, Tony y Ermelo, tres de lxs hijxs de los siete presos de la region Loxicha, recien translados al penal de maxima seguridad, Cefereso 6 de Tabasco. Nos cuentan sobre la Brigada que organizaron el pasado miercoles 26 de junio para ir a visitar sus familiares y sobre las condiciones en la que se encuentran los presos.<br />
<audio width="" height="" controls="controls"><source src="http://storage.arkiwi.org/Pirata/Mexico/Oaxaca/Loxicha/EntrevistaHijxsLoxiches.ogg" type="audio/ogg; codecs=" /><source src="http://storage.arav.ventuordici.org/Pirata/Mexico/Oaxaca/Loxicha/EntrevistaHijxsLoxiches.ogg" type="audio/ogg; codecs=" /></audio></p>
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