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	<title>mexico @ nomads network &#187; Enrique Pena Nieto</title>
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		<title>(Italiano) Panoramica sul Messico [Prima Parte]</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 23:16:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Disculpa, pero esta entrada está disponible sólo en <a href="http://mexico.nomads.indivia.net/tag/enrique-pena-nieto/feed/">Italiano</a>.</p>
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		<title>La minaccia di un nuovo aeroporto sorvola Atenco</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 17:24:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tratto da un articolo di Desinformemonos San Salvador Atenco, Messico. Lo spettro di un nuovo progetto aeroportuale minaccia Atenco, un progetto ancora più grande di quello che gli abitanti di questa zona riuscirono a respingere nel 2001/02; infatti se il passato piano avrebbe espropriato il 90% del loro territorio, ora si tratterebbe del 95%, un&#8217;area &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/es/2013/05/14/la-minaccia-di-un-nuovo-aeroporto-sorvola-atenco/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p align="JUSTIFY">Tratto da un articolo di <a href="http://desinformemonos.org/2013/04/de-nuevo-atenco/" target="_blank"><strong>Desinformemonos</strong></a></p>
<p align="JUSTIFY"><b><img class="alignleft" alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRGMXc6b2qMEtIzCI0SViDL8HWXZUtGZbcotGwQQhbEKRcV6CsO" width="225" height="225" />San Salvador Atenco, M</b><b>essico</b>. Lo spettro di un nuovo progetto aeroportuale minaccia Atenco, un progetto ancora più grande di quello che gli abitanti di questa zona riuscirono a respingere nel 2001/02; infatti se il passato piano avrebbe espropriato il 90% del loro territorio, ora si tratterebbe del 95%, un&#8217;area di circa 1500 ettari delle terre del municipio di San Salvador Atenco, tra cui terre ejidali (vale a dire terre comunitarie, di proprietà collettiva).</p>
<p align="JUSTIFY">Il nuovo mega-progetto prende il nome di <b>Ciudad Futura</b>, un enorme area (che vorrebbe essere simile all&#8217;esclusivo quartiere Santa Fè nel Distretto Federale) che comprenderà residenze, grandi industrie e un aeroporto, un vero schiaffo alla dignità di un popolo che lotta da tempo per preservare queste terre.</p>
<p align="JUSTIFY">David Pájaro, nativo y ejidatario di Atenco, che è ingegnere e agronomo fa presente che il progetto della Ciudad Futura è già presente in internet e risulta palese che eliminerebbe tutta la superficie del municipio di Atenco, dalle sponde del fiume Chimalhuacán, fino alla montagna di Chiconautla, la cosidetta <i><b>ribera de Texcoco, </b></i>un territorio che comprende 25 comunità.<span id="more-17692"></span></p>
<p align="JUSTIFY">È un modello di sviluppo urbanistico che non tiene conto del territorio, lo trasforma completamente per sostituirlo con complessi abitativi esclusivi, aree industriali per imprese nazionali e straniere e di verde ci sarà una riserva ecologica creata <i>ad hoc</i>.</p>
<p align="JUSTIFY">C&#8217;è da dire che se il progetto dell&#8217;aeroporto venne messo da parte nel 2002, negli anni successivi le opere alterne (contemplate attorno quel progetto) sono andate avanti: vie di comunicazione alternative, intubamento e privatizzazione dell&#8217;acqua delle sorgenti circostanti, la costruzione dell&#8217;Ospedale Regionale&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Strategia della divisione</b></p>
<p align="JUSTIFY">Quello che cambia rispetto i tempi passati è che i governi non si espongono ma creano divisioni fra la gente del posto, offrendo cifre che a un contadino chiaramente fanno gola. Stanno andando porta a porta, offrendo circa <strong>1 milione e 750.000 pesos per ettaro</strong>, raccontando che gran parte de <i>los ejidatarios </i>hanno già venduto e cercando di innescare un meccanismo a catena. In concreto alcuni abitanti compiacenti si presentano casa per casa, con la scusa di star facendo un sondaggio sui potenziali venditori, per poi minacciarli che in ogni caso il progetto si farà e che saranno espropriati delle loro terre e che tanto vale vendere, altrimenti rischiano di subire una repressione come quella del 2006.</p>
<p align="JUSTIFY">La vendita delle terre porta a un beneficio immediato che è il denaro ma chiaramente la spartizione di queste somme provoca tensioni, litigi fino a una vera disintegrazione del tessuto familiare.</p>
<p align="JUSTIFY">Questa dinamica ha appena un anno ma già molte persone ne stanno soffrendo le conseguenze. Il denaro da un benessere momentaneo ma quando finisce la gente si ritrova senza terra, né casa, né nulla da offrire ai ed alle figlie.</p>
<p align="JUSTIFY">La strategia è chiara: creare paura, divisione e confusione.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Lo spettro della repressione</b></p>
<p align="JUSTIFY">Atenco è famosa per la vittoria della sua gente contro il progetto dell&#8217;aeroporto nel 2001. La loro resistenza fece annullare il progetto nel 2002; dopodiché è tristemente famosa per la repressione del 3 e 4 maggio 2006, quando l&#8217;attuale presidente, ed allora governatore dello Stato del Messico, Enrique Peña Nieto ordinò una violenta repressione. La questione nacque da un semplice conflitto tra venditori di fiori ed autorità statali, con cui il Fronte dei Popoli in Difesa della Terra (FPDT) di Atenco aveva solidarizzato. EPN ordinò l&#8217;intervento della Polizia Federale Preventiva (PFP) e della Polizia Statale, che lasciò un triste saldo di due morti, diverse decine di donne stuprate, torture agli ed alle arrestate e una sentenza di oltre 60 anni per tre dei “dirigenti”, poi revocata dalla Suprema Corte di Giustizia, in seguito alle mobilitazioni e la pressione nazionali ed internazionali.</p>
<p align="JUSTIFY">Gli integranti del FPDT immaginano che la strategia sarà diversa da quella violenta messa in campo nel 2006; è probabile che ci sarà innanzitutto un attacco mediatico, in cui gli abitanti saranno trattati come primitivi, rivoltosi che non permettono lo sviluppo.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma gli abitanti del luogo, organizzati nel FPDT, hanno le idee chiare, dovuto anche a una lotta in difesa del territorio che ha più di 12 anni. In questo lasso di tempo hanno imparato che non si tratta solo di difendere il territorio ma che attraverso questa resistenza si stanno difendendo anche le loro radici, i loro luoghi sacri, le tradizioni&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Quello che sembra chiaro è che questo “nuovo” governo del PRI, affina la repressione e molti immaginano che questa volta non sarà massiva, bensì selettiva. Il FPDT non è forte come una decina di anni fa: molti abitanti sono confusi o impauriti, molti si sono ritirati, altri sono rimasti traumatizzati o quantomeno provati dalla violenza del 2006 e dalle tante battaglie.</p>
<p align="JUSTIFY">Agli abitanti di Atenco (e non solo) non resta che ri-organizzarsi dal basso, ri-convocare i tanti solidali, coinvolgere gli abitanti titubanti e ricominciare la battaglia del piccolo Davide, contro il gigante Golia.</p>
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		<title>Una guida rapida per capire la visita di Obama in Messico</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 17:19:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo di desinformemonos L&#8217;ultima volta che Obama aveva visitato il Messico fu durante il G-20 a Los Cabos, nel giugno 2012. Questa volta il presidente USA arriva il 2 maggio, per incontrarsi col nuovo presidente messicano Enrique Peña Nieto. Dalla sua elezione, la squadra di EPN sta lavorando per distogliere l&#8217;attenzione dei &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/es/2013/05/13/17642/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>Traduzione di un articolo di <a href="http://desinformemonos.org/2013/05/una-guia-rapida-para-entender-la-visita-de-obama-a-mexico/" target="_blank"><strong>desinformemonos</strong></a></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" alt="" src="http://cdnmri.mri.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2012/10/Messico-la-via-pi%C3%B9-economica-al-mercato-americano-550x430.png" width="198" height="155" />L&#8217;ultima volta che Obama aveva visitato il Messico fu durante il G-20 a Los Cabos, nel giugno 2012. Questa volta il presidente USA arriva il 2 maggio, per incontrarsi col nuovo presidente messicano Enrique Peña Nieto. Dalla sua elezione, la squadra di EPN sta lavorando per distogliere l&#8217;attenzione dei mezzi di comunicazione: non più la violenza legata ai fatti della guerra contro la droga ma l&#8217; economia, motivo principale di questa visita. Secondo il <i>New York Times</i>, “Obama prevede di riunirsi con il presidente Enrique Peña Nieto per conversare, come segnala il Ministero degli Esteri messicano, di <b>competitività, educazione ed innovazione</b>, oltre che delle <b>infrastrutture </b><b>legate a</b><b>lla frontiera nord, il commercio, l&#8217;immigrazione e la sicurezza</b>&#8230;”<span id="more-17642"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><b>Competitività</b></p>
<p align="JUSTIFY">La competitività è il termine preferito usato dai governi per riferirsi a privatizzazione o riforme che beneficiano i settori imprenditoriali. Prima la competitività era stata chiamata austerità, riforme strutturali o privatizzazione, termini passati di moda viste le dure conseguenze sofferte dalla popolazione in generale. In tal senso, il Messico ha appena cambiato la sua legislazione abbassando il salario minimo a 60 centesimi di dollaro l&#8217;ora e rendendo più difficile l&#8217;accesso dei e delle lavoratrici alla sicurezza sociale così come a un lavoro stabile.</p>
<p align="JUSTIFY">La compagnia petrolifera messicana (PEMEX), sarà sicuramente stato altro motivo di conversazione. Secondo il <i>Financial Times</i>, “una apertura sul settore petrolifero, altamente protetto in Messico e dominato dal gigante statale Pemex, potrebbe offrire incalcolabili opportunità&#8217; alle compagnie petrolifere statunitensi, allo stesso modo che l&#8217;esportazione di quelle tecnologie di cui il Messico ha disperatamente bisogno”. Tutta la discussione sulla privatizzazione del settore petrolifero, avrà&#8217; sicuramente escluso la questione che il 99% degli introiti statali per il petrolio vanno a finanziare la Federazione- parliamo del 40% del totale dei finanziamenti alla nazione. La privatizzazione di Pemex significherebbe una dura austerità&#8217; per tutto il Paese.</p>
<p align="JUSTIFY">Ci sono anche i fondi degli Stati Uniti nell&#8217;ambito del Programma di Competitività del Messico, che arrivano per mezzo dell&#8217;<b>Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale</b><b> (USAID)</b>. Secondo le sue stesse parole, “USAID lavora con soci messicani per migliorare l&#8217;economia ed aumentare la competitività del settore privato, per mezzo del miglioramento dell&#8217;ambiente imprenditoriale e costruendo un appoggio sostenibile per le riforme politiche ed i costanti cambi nel sistema”. Questo si traduce in finanziamenti a centri di studio (<i>think tanks</i>) messicani ed organizzazioni non governative (ONG) che promuovono politiche di appoggio rispetto gli affari, la privatizzazione e le riforme giudiziarie che gli USA appoggiano.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Educazione e innovazione</b></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" alt="" src="http://ts3.mm.bing.net/th?id=H.4972855875012254&#038;pid=15.1" width="289" height="300" />l&#8217;11 dicembre, 10 giorni dopo aver assunto il potere, il governo messicano ha cambiato due articoli della Costituzione per dar luogo alla cosiddetta <b>riforma educativa</b>. La questione delle prove obbligatorie per i professori ha generato una grande controversia infatti, fra le varie cose, trasforma gli insegnanti in lavoratori precari che possono essere esclusi dalla professione per non aver superato un esame. “Quella approvata non è una riforma educativa ma una mascherata riforma lavorativa ed amministrativa”, scrive il giornalista Luis Hernández Navarro ne <i>La Jornada</i>. In un articolo, Navarro sostiene che questa legislazione apre la strada alla privatizzazione del sistema educativo. Organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) fanno pressioni da molto tempo per cambiare il sistema educativo del Messico. In un comunicato stampa del dicembre 2012, si annuncia il rinnovamento dei crediti per 73 milioni di dollari per il Messico; l&#8217;FMI chiede riforme del sistema educativo, fra le varie cose. Peña Nieto si è già guadagnato l&#8217;ammirazione dell&#8217;FMI, i cui leader si dicono molto impressionati per la sua agenda di riforme strutturali. In tutto il paese ci sono preteste di massa contro la riforma educativa. Il 18 aprile circa 250 mila maestri, studenti e gruppi d&#8217;appoggio hanno marciato nello stato di Guerrero contro la riforma ed in favore di un&#8217;educazione pubblica e gratuita.</p>
<p align="JUSTIFY">Il settore imprenditoriale degli Stati Uniti si gioca molte carte nell&#8217;innovazione e l&#8217;educazione in Messico. “Con un Messico capace di offrire alle imprese statunitense mano d&#8217;opera giovane, qualificata e a basso costo, e con la capacità degli USA di giocare un ruolo decisivo nel trasferire tecnologie e conoscenze ai vicini del sud, è evidente che c&#8217;è molto spazio per impulsare una maggiore integrazione economica da parte delle due amministrazioni”, pubblicò il <i>Financial Times</i> in un recente articolo.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;impresa General Electric ha un importante centro di ricerca nello stato di Querétaro, che si sta convertendo nel gruppo aerospaziale più grande del paese. I più ricercati sono gli ingegneri, 115mila dei quali si specializzano in Messico ogni anno, per il fatto che possono essere contrattati per meno di 1000 dollari al mese. Questo è un elemento cruciale in Messico per attrarre gli investimenti stranieri per quanto concerne la manifattura specializzata. D&#8217;accordo con dati pubblicati dal Ministero dell&#8217;Economia messicano il numero di imprese del settore aerospaziale è aumentato da 61 a 249 tra il 2005 e il 2011. L&#8217;85% delle esportazioni aerospaziali è diretto agli Stati Uniti.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Infrastruttura della frontiera, sicurezza e migrazione.</b></p>
<p align="JUSTIFY">Obama promuove la riforma migratoria che si sta dibattendo nel Senato degli Stati Uniti. La proposta, di 800 pagine, include la questione migratoria nel contesto della sicurezza nazionale. Ci sono aspetti positivi e negativi in tale proposta, l&#8217;obbiettivo è garantire una forza lavoro adeguata e flessibile negli Stati Uniti: mentre alcuni lavoratori potranno accedere alla cittadinanza, altri potenziali migranti saranno colpiti da questo cambio di politica, da un muro alla frontiera ampliato e da una maggiore militarizzazione tra la frontiera Messico-USA.</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" alt="" src="http://www.giornalesentire.it/resize/rectangle/?/files/2010/12_Dicembre/muro_messico.jpg" width="335" height="248" />C&#8217;è una richiesta del settore imprenditoriale per creare nuovi snodi alla frontiera e di ampliare quelli esistenti. “L&#8217;investimento economico nei passaggi di frontiera e nelle rispettive infrastrutture non corrisponde con l&#8217;aumento esponenziale del commercio che attraversa la frontiera ogni anno”, dice una nota di dicembre del Consiglio per le Relazioni Estere. L&#8217;infrastruttura di frontiera è necessaria per l&#8217;ampliamento della industria manifatturiera<b> </b>che si trova in Messico, e gli Usa richiedono una cooperazione col Messico su questi punti. La costruzione di questi nuovi snodi significa per le imprese e gli USA enormi sussidi per le operazioni di frontiera.</p>
<p align="JUSTIFY">In termini di “sicurezza cittadina”, risulta chiaro che la violenza in Messico è aumentata parallelamente allo sviluppo della <b>Iniciativa Mérida</b>, una strategia appoggiata daglio stati Uniti per militarizzare il traffico e la produzione di narcotici. Qualcosa come 120mila persone sono state assassinate ed almeno 27mila sono “scomparse” dall&#8217;inizio della “guerra contro la droga”, dal dicembre 2006. Molti di questi morti sono migranti e “non cittadini”; Messico è diventato la grande frontiera per i centro.americani dove le forze dell&#8217;ordine non sono solo la polizia migratoria ma anche l&#8217;esercito ed i gruppi del crimine organizzato.</p>
<p align="JUSTIFY">Come si poteva immaginare, i discorsi presidenziali eludono la violenza in Messico e si concentrano nell&#8217;addestramento della polizia ed in programmi d&#8217;appoggio alle comunità, i cosiddetti aspetti positivi della <i>Iniciativa Mérida</i>.</p>
<p align="JUSTIFY">Parlare della “guerra alla droga” era probabilmente la ultima cosa che Peña Nieto voleva condividere con Obama.</p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Cosa succede dopo il primo dicembre in Messico?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2012 19:40:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tradotto dal sito: <strong><a href="http://desinformemonos.org/2012/12/que-sigue-despues-del-1-de-diciembre-en-mexico/">http://desinformemonos.org/2012/12/que-sigue-despues-del-1-de-diciembre-en-mexico/</a></strong></p>
<p><img class="alignright" title="VS EPN" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT8HaYWD4q5N4XOFl-O-t45vdqJCikUq8OTYeEYN8MA3rW1aObcTQ" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p><strong>Messico.</strong> Il messaggio di Peña Nieto è che “è arrivato la mano dura mascherata da discorso di privilegiare il dialogo e poi di applicare uno Stato di Diritto basato sulla repressione rispetto una domanda legittima” segnala Trinidad Ramírez, del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra di Atenco. Però chiarisce che “non siamo abbattuti per questa imposizione; questo è il momento di fare un appello all&#8217;unità e l&#8217;organizzazione”.</p>
<div id="BlogContent" dir="LTR">
<p align="JUSTIFY">Mentre domenica primo dicembre i mezzi di comunicazione mostravano un Peña Nieto sorridente ed impeccabile nella sua presa di potere come presidente della repubblica messicana, i corpi polizieschi reprimevano le manifestazioni di scontento di migliaia di cittadini.</p>
<p align="JUSTIFY">Della giornata con decine di feriti –alcuni gravi, uno in coma indotto ed un altro che ha perso un occhio-, ore di scontri e più di cento arresti arbitrari a Città del Messico e a Guadalajara (stato di Jalisco), nei mezzi di comunicazione di massa sono solo apparse le immagini di lanci di bombe molotov e dei danni provocati a banche e hotel.<span id="more-15532"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Il messaggio</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Quello che è successo l&#8217;1 dicembre “è stata una lotta e difesa legittima” di un popolo “ che dice di non riconoscere il presidente”, dice Trinidad. “Da una parte stavano quelli con le armi da fuoco e dall&#8217;altra quelli che si difendevano con quello che si trovava”, sostiene la compagna del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra (FPDT) di Atenco, e ricorda che la repressione attuata da Peña Nieto contro Atenco nel 2006 -con un saldo di due ragazzi morti, violenze sessuali alle donne, decine di feriti gravi e arresti- fu un esempio della maniera repressiva con cui intende governare.</p>
<p align="JUSTIFY">Javier Bautista, partecipante del movimento #YoSoy132, ritiene che l&#8217;operato della polizia è una dimostrazione del fatto che il governo di Enrique Peña Nieto andrà a reprimere e criminalizzare i movimenti critici verso la sua presidenza. “L&#8217;operazione orchestrata da Mondragón e Kalb, contava su un gran numero di infiltrati della polizia”, assicurando di averne le prove.</p>
<p align="JUSTIFY">Il ricercatore sottolinea che lo Stato cerca di bollare come violenta la protesta sociale per poterla colpire legalmente. “I nostri compagni sono accusati di rottura della pace pubblica, molto simile all&#8217;accusa di sedizione che usava il governo del PRI per reprimere gli studenti nel 1968” e aggiunge che il movimento non abbandona gli arrestati e che rifiuta la violenza generata dallo Stato in vari modi”. Javier conferma che #YoSoy132 rimane “un movimento pacifico, apartitico e plurale”.</p>
<p align="JUSTIFY">Per Jorge Salinas, del collettivo di Telefonistas Zapatistas, che subì una dura repressione da parte di EPN nel 2006, il 1 dicembre è chiarificatore della nozione di Stato di Diritto che ha Peña Nieto, come aveva dimostrato ad Atenco: “imporsi con la forza”. Testimone dei fatti Jorge dice che Juan Francisco Quinquedal “Kuy”, il ferito più grave della giornata (che è rimasto in coma indotto fino al 2 dicembre) era appena arrivato alla manifestazione quando la polizia caricò tutti.</p>
<p align="JUSTIFY">“Siamo molto preoccupati; quello che abbiamo visto ieri è stato crudele: la repressione alla società”, sottolinea Santos de la Cruz, del popolo wirrárika. Dinanzi la imposizione di EPN “da parte della classe politica e ricca, quello che preoccupa è che non tutti stiamo reagendo a questa situazione che colpisce tutti i messicani”, segnale il difensore della terra sacra Wirikuta.</p>
<p align="JUSTIFY">Per Salvador Campanur, uno dei <em>comuneros</em> di Cherán, i media “non affrontano il tema della violenza che si genera dall&#8217;alto”, dove sono collusi con la criminalità, ma esaltano quello che succede nelle strade quando la gente reclama i suoi diritti perché “questo non gli piace e vogliono mettergli fine”. Aggiunge che “oggi restano dispersi, feriti, arrestati e di tutto questo deve rendere conto questo governo”.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Il sessennio che inizia</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Trinidad Ramírez segnala che il governo peñista rappresenta la continuità della politica repressiva di Calderón, che lascia una scia “di assassinii, repressione, sparizioni, miseria e disoccupazione”. Il Frente de Pueblos continuerà ad organizzarsi perché la sua rivendicazione principale resta la difesa della terra, la storia, le ricchezze naturali e la vera impartizione della giustizia, appunta. “Oggi che fa la sua entrata alla presidenza il repressore del 2006, dobbiamo cercare il modo di organizzarci per difendere i diritti di tutti e di unirci tra compagni, arrivino da dove arrivino, perché è dovere di tutti lottare per la terra, l&#8217;educazione la casa e la salute”.</p>
<p align="JUSTIFY">Per Javier Bautista, le condizioni del paese cambiano radicalmente dal primo dicembre. “Sappiamo che per EPN non solo rappresentiamo l&#8217;opposizione sociale, bensì i suoi nemici”, e per questo il movimento deve riorganizzarsi; innanzitutto per liberare i suoi prigionieri e poi per capire come organizzare la resistenza. I giovani di YoSoy132 cercheranno di aprire canali per cui non solo loro ma tutta la società, possa esprimere la propria rabbia. Come esempio riporta che il 1 dicembre c&#8217;erano molte manifestazioni e “non tutte violente” ma che esprimevano alla stessa maniera il disgusto per il ritorno del PRI”.</p>
<p align="JUSTIFY">#YoSoy132 sa di essere “nel mirino del governo”, dice Javier, e “cercherà canali di interlocuzione con altri attori sociali, come intellettuali e movimenti”, e di riprendere la comunicazione con la società civile.</p>
<p align="JUSTIFY">Jorge Salinas segnale che non bisogna aspettarsi nulla da questo governo, ma generare le condizioni di organizzarsi per autogestirsi e resistere “come i compagni della Polizia Comunitaria, i zapatisti, Cherán, Atenco, i wirrárika, i yaqui; saranno sei anni di resistenza che spero sia pacifica” perché “se a Calderón non importavano le migliaia di morti della sua guerra, tanto meno importa a questi di ammazzare, torturare e reprimere”.</p>
<p align="JUSTIFY">Per Salvador Campanur, <em>comunero</em> di Cherán, non c&#8217;è nulla di nuovo in questo primo dicembre ma una continuità che si trascina dal salinismo. “I progetti capitalisti continuano dal 1992 –quando si riformò l&#8217; articolo 27 costituzionale affinché si firmasse il Trattato di Libero Commercio (NAFTA) e si procedesse alla privatizzazione del territorio messicano-”, segnala, e questo significò per gli indigeni e i contadini la spartizione e privazione della loro terra e territorio. “EPN è una delle 4 ruote del carro capitalista: disprezzo, discriminazione, privazione e distruzione”.</p>
<p align="JUSTIFY">“La prospettiva per i popoli indio è una politica di morte e sterminio; ce lo hanno confermato dall&#8217;applicazione della legge, del modo di lavorare del Congresso e dei partiti e i politici che stanno a Los Pinos, che adesso sono del PRI”, spiega. Per questo “l&#8217;unico cammino che ci resta come indio è difendere i nostri territori, la autonomia e la libera determinazione da quelli in alto, che vogliono privatizzare e rubarci le terre”</p>
<p align="JUSTIFY">La lotta del popolo wirrárika “continua” contro Peña Nieto, segnala De la Cruz. “Dobbiamo essere molto forti perché sarà un sessennio molto duro ma restiamo coscienti di quello che facciamo: rivendicare i nostri diritti e i nostri luoghi sacri”.</p>
<p align="JUSTIFY">“Dobbiamo coscientizzarci e consolidare alleanze fra popoli per non permettere queste situazioni e cercare la strategia per continuare a resistere come popoli del Congresso Nazionale Indigeno”, appunta Santos de la Cruz; “dobbiamo essere molto intelligenti nel porre le nostre questioni sull&#8217;agenda nazionale o semplicemente continuare a camminare come lo abbiamo sempre fatto, attraverso l&#8217;esercizio dell&#8217;autonomia e della libera determinazione”. Il wixárika spera che la società messicana “possa seguire l&#8217;esempio dei popoli nativi, dove si vive una democrazia reale; questo non succede nella Nazione e questo deve preoccupare tutti””.</p>
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<p align="RIGHT"> Traduzione: LaPIRATA</p>
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		<title>Video: La herida se mantiene abierta</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 12:30:52 +0000</pubDate>
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<p>L&#8217;esperienza di San Salvador Atenco, nello Stato del Messico, ha marcato un decennio di resistenza popolare che non si arresta. Dall&#8217;esitosa opposizione alla costruzione di un aereoporto che avrebbe cancellato le fertili terre della Valle di Texcoco, gli abitanti di Atenco passarono alla repressione brutale del maggio 2006, la cui responsabilità è dell&#8217;allora governatore Enrique Peña Nieto. &gt;Dopo ci furono i compagni arrestati con condanne inverosimili e la lotta per la loro liberazione. E poi la difesa dell&#8217;acqua, della terra, della vita di un popolo che Trinidad Ramírez onora con la sua voce, perseveranza e valore. La ferita resta aperta come aperte si mantengono le pagine di Storia di questo popolo esemplare.<br />
In appena 16 minuti, &#8220;La herida se mantiene abierta&#8221; è una sintesi di tutti questi anni di lotta che ha raggiunto risultati importanti: la deroga del decreto espropriatorio per la costruzione di un aereoporto, la liberazione dei prigionieri tramite verdetto della Suprema Corte de Justicia de la Nación, la relazione con altre lotte, senza lasciare da parte la propria protesta e, con Trini alla testa, affrontarono Peña Nieto. Nono è cosa da poco nel Messico attuale:</p>
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