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	<title>mexico @ nomads network &#187; repressione</title>
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		<title>Alberto Patishstan torna in visita al CERSS n 5</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 16:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripreso e tradotto dal blog di Alberto Patishstan Alejandro è un indigeno Tsotsil originario di Mitontic, l&#8217;ultimo rimasto in carcere dell&#8217;organizzazione “Solidarios de La Voz del Amate”. Secondo Patishtan: “Alejandro è accusato di un delitto che non ha mai commesso, per questo lo sto appoggiando e continuerò reclamando la sua libertà”. Alberto Patishtan Gomez, ex &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/12/22/alberto-patishstan-torna-in-visita-al-cerss-n-5/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ripreso e tradotto dal <a href="http://albertopatishtan.blogspot.mx/2013/12/alberto-patishtan-regresa-al-cerss-no-5.html" target="_blank">blog di Alberto Patishstan</a></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/h0TQ7p0cZow" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Alejandro è un indigeno Tsotsil originario di Mitontic, l&#8217;ultimo rimasto in carcere dell&#8217;organizzazione “<i>Solidarios de La Voz del Amate</i>”. Secondo Patishtan: “Alejandro è accusato di un delitto che non ha mai commesso, per questo lo sto appoggiando e continuerò reclamando la sua libertà”. Alberto Patishtan Gomez, ex prigioniero politico del El Bosques, Chiapas, ha visitato il suo compagno Alejandro Diaz Santis nel carcere CERSS número 5 (<i>Centro de Reinserción Social para Sentenciados</i>) di San Cristobal de Las Casas, Chiapas.</span></p>
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<p align="JUSTIFY">ll professor Patishtan, che di recente ha visitato il Presidente della Repubblica, racconta che “una delle rivendicazioni che ho sottoposto a Pena Nieto riguarda la libertà delle persone ingiustamente incarcerate; indigeni e non indigeni”</p>
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<p align="JUSTIFY">“Siamo vicino ai nostri, a quelli che soffrono, a quelli che realmente hanno bisogno di noi. Alejandro non è solo” dice Patishtan.</p>
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<p align="JUSTIFY">Fronte alle molte critiche del movimento per avere incontrato Peña Nieto, Alberto ricorda: “Sono lo stesso di prima, sola che ora ho una maggiore libertà di spostamento, pero&#8217; sono sempre io” e inoltre “tutto quelllo che ho vissuto non si potrà mai dimenticare”</p>
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		<title>MESSICO: sugli arresti del primo settembre e su come supportare gli arrestati.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 18:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa. Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/09/05/messico-sugli-arresti-del-primo-settembre-e-su-come-supportare-gli-arrestati/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pajaritos.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-19602" alt="pajaritos" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pajaritos-181x300.jpg" width="181" height="300" /></a>Domenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la strategia del Governo del DF (Distretto Federale) ha sparpagliato questi ultimi in quattro diversi ministeri pubblici, situati lontano dal centro della città’, dove hanno avuto luogo gli arresti. Rendendo cosi’ più’ complicato per i compagni ricevere consulenza legale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I reati di cui sono accusati sono diversi: attacchi contro la pace pubblica (utilizzo di sostanze tossiche, incendio, inondazione o violenza estrema), resistenza all’arresto, possesso di oggetti atti ad attaccare, impedimento del legittimo esercizio dell’autorità e oltraggio all’autorità. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Esistono video e foto che dimostrano che gli arresti sono avvenuti senza che ci fosse flagranza di delitto e che tutte le accuse che vengono mosse sono chiaramente false.</span></p>
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<pre><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://subversiones.org/archivos/12189">http://subversiones.org/archivos/12189</a></span>
<span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="https://vimeo.com/73590423">https://vimeo.com/73590423</a></span>
<a href="https://vimeo.com/73681563">https://vimeo.com/73681563</a>
<a href="https://vimeo.com/73877015">https://vimeo.com/73877015</a></pre>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I delitti per cui sono stati accusati non sono considerati gravi, così che nella giornata di martedì 3 settembre nove dei e delle detenute sono stati liberati in seguito al pagamento di una cauzione. Tuttavia il processo nei loro confronti resta aperto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I nove sono:<br />
1.- <b>Ana Berenice de la Cruz Cortés</b> – Studente di Comunicazione<br />
2.- <b>Estela Morales</b> – Locutrice di Regeneracion Radio<br />
3.- <b>Alejandro Amado Frausto</b> &#8211; Giornalista indipendente<br />
4.- <b>Silvia Colmenaro</b> &#8211; Poeta e studente di Filosofia e Lettere<br />
5.- <b>Ángel Francisco Hernández Lezama</b> &#8211; Minorenne<br />
6.- <b>Jesús Uriel López Ramírez</b> &#8211; Minorenne<br />
7.- <b>José Eduardo Alonso Vigueras</b>- di 21 anni<br />
8.- <b>Marco García Alatorre</b> – Studente di 22 anni<br />
9.- <b>José Luis García Arce </b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per i restanti sette le cose vanno diversamente: il pomeriggio del 3 settembre amici e familiari riescono a raccogliere il denaro necessario e viene pagata una cauzione di 23,500 pesos messicani (oltre 1300 euro) per 4 degli arrestati: Julián Humberto Luna Guzmán, Gustavo Ruiz Lizarraga, Pavel Alejandro Primo Noriega, Juan Daniel Velázquez. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nonostante l’effettuato pagamento della cauzione, l’incompetenza e la mancata volontà’ delle autorità’ giudiziarie di liberare i detenuti provoca il trasferimento di quest’ultimi dal Ministero Pubblico di Milpa Alta al Reclusorio Sur.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Mercoledì 4 settembre la cauzione per <b>Gustavo Ruiz Lizárraga (Flux)</b> e <b>Juan Daniel Velazquez Peguero </b>viene aumentata da 23,500 a 126,476 pesos messicani (oltre 7000 euro) e probabilmente la stessa sorte toccherà a tutti quelli che sono stati arrestati.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I sette che sono stati trasferiti al Reclusorio Sur sono:<br />
1.- <b>Jesse Alejandro Montaña Sánchez &#8220;Jamspa&#8221;</b><br />
2.- <b>Omar Berinstain Montiel</b>, 19 anni<br />
3.- <b>Gabriel Carrión Soto</b>, 19 anni<br />
4.- <b>Gonzalo Amozurrutia Nava</b><br />
5.- <b>Gustavo Ruiz Lizárraga</b>, dell&#8217;Agenzia Indipendente SubVersiones<br />
6.- <b>Pavel Alejandro Primo Noriega</b>, di Multimedios Cronopios<br />
7.-<b> Juan Daniel Velazquez Peguero</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Dopo le giornate del 1 dicembre 2012 e del 10 giugno 2013, caratterizzate da un gran numero di arresti arbitrari, gli avvenimenti del<b> </b>primo di settembre<b> </b>confermano<b> </b>che è iniziata una nuova battaglia da parte di Enrique Peña Nieto e del governo di Città del Messico per eliminare il diritto all&#8217;informazione e alla libertà di espressione, in cui media liberi e giornalisti indipendenti vengono presi di mira come fossero criminali.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">VI CHIEDIAMO DI DIFFONDERE IL PIÙ’ POSSIBILE LA NOTIZIA SULLA SITUAZIONE E CHIEDIAMO LA VOSTRA SOLIDARIETÀ’, IN QUALSIASI MODO VI E’ POSSIBILE.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per i compagni dei mezzi di comunicazione indipendenti <b>Gustavo Ruiz Lizarraga e Pavel Alejandro Primo Noriega</b>, il numero di conto è: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Banco Santander Serfín</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Brenda Anaid Piña Burgoa </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">CONTO 56591607217 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">CHIAVE 014180565916072175 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">SWIFT 021000021 </span></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per gli altri detenuti:</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Banamex sucursal </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Jose de Jesús Maldonado Alva </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Numero di conto 28770771 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Chiave 002180700628770710</span></p>
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		<title>L&#8217;arresto della comandante Nestora Salgado mostra l&#8217;attacco alle polizie comunitarie di Guerrero</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 12:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista Traduzione di un articolo de SubVersiones Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà ovviamente il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/larresto-della-comandante-nestora-salgado-mostra-lattacco-alle-polizie-comunitarie-di-guerrero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AZhRiyFa9XE&amp;feature=youtu.be" target="_blank">Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista</a></p>
<p>Traduzione di <a href="http://subversiones.org/archivos/11910?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+SubVersionesAAC+%28SubVersiones+AAC%29" target="_blank">un articolo de SubVersiones</a></p>
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<p align="RIGHT"><em><img class="alignleft" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTrY5EwfxDjk4oDalW1qE6hFlKgliBMujA-qsb2NN1M_9Kn6n0PyA" width="274" height="183" />Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà </em><em>ovviamente</em><em> il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci stanno attaccando</em><em>… </em><em>le autorità, l&#8217;esercito, la marina.</em></p>
<p align="RIGHT"><em>Mi sento perseguitata da parte loro e anche la nostra polizia</em><em>.</em></p>
<p align="RIGHT">Nestora Salgado</p>
<p align="JUSTIFY">26 agosto. Recentemente, in una intervista video realizzata con<a href="http://www.youtube.com/watch?v=j5HSP6ILglY&amp;feature=player_embedded#t=1" target="_blank"> Caminante TV</a>, Nestora Salgado García, coordinatrice regionale delle autorità comunitarie e comandante regionale della polizia comunitaria di Olinalá, denunciò la pressione, la persecuzione costante e le minacce di morte che hanno subito da parte delle autorità.</p>
<p align="JUSTIFY">La polizia comunitaria di Olinalá si formò all&#8217;inizio di quest&#8217;anno con l&#8217;intenzione di difendere la gente dal crimine organizzato, vista la inefficacia e disinteresse delle autorità governative ufficiali. Di seguito le parole di Nestora:<span id="more-19392"></span></p>
<blockquote><p>“Loro non avevano occhi né orecchie perché per loro non stava succedendo nulla. In quanto stanche che le autorità non intervenissero, abbiamo dovuto farlo per bisogno, paura, per la necessità di difendere la nostra gente e noi stessi. Altrimenti chi altro l&#8217;avrebbe fatto al nostro posto? Che dovevamo aspettare? Che ci uccidessero? Certo che no. Fu così che il popolo si sollevò in armi, come fu diffuso in quel momento”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Ogni quartiere propose i suoi poliziotti, non abbiamo imposto nessuno, tutti sono di Olinalá, […] abbiamo un gruppo operativo, uno investigativo e la gente che sta dalla nostra parte: così si è formata la Polizia Comunitaria”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Conformammo la Polizia Comunitaria per paura e per necessità di proteggerci”.</p></blockquote>
<p align="JUSTIFY">Olinalá si sollevò in armi il 27 ottobre 2012 per difendere la sua popolazione dai gruppi del crimine organizzato e fu solo più avanti che cominciarono ad avere la consulta e si integrarono alla <i>Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias</i> (CRAC): “Senza sapere che esistesse una polizia comunitaria, noi ci organizzammo come compagni e come amici”</p>
<p align="JUSTIFY">Però il lavoro della polizia comunitaria ha dato fastidio alle autorità, per il fatto di denunciare costantemente le distinte maniere con cui si favoriscono i grandi commercianti, affinché possano controllare la vendita di determinati prodotti, allo stesso modo delle alte tariffe elettriche della CFE (Commisione Federale Elettricità). Inoltre prima della nascita della polizia comunitaria, la popolazione stava denunciando inutilmente: l&#8217;impunità, la mancanza di indagini delle polizie municipali e del personale del comune, prove di estorsioni&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Appena qualche giorno prima dell&#8217;arresto di Nestora Salgado da parte di elementi della marina, il 21 agosto lei denunciò che un gruppo di militari era salito sul tetto di casa sua, mirando alla gente, a modo di intimidazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante il governatore Ángel Aguirre ha dichiarato in diversi spazi il rispetto al ruolo delle polizie comunitarie e soprattutto della validità della legge 701 che legittima il loro lavoro da mercoledì sono state arrestate 29 persone fra: coordinatori, autorità comunitarie e poliziotti comunitari di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo stesso Aguirre, lo scorso 14 novembre, nella città di Olinalá, assicurò che avrebbe appoggiato la formazione della Polizia Comunitaria, consegnando dopo qualche mese un mezzo, anche se dopo dimenticò gli altri appoggi che aveva promesso.</p>
<p align="JUSTIFY">Il governatore aveva insistito in diverse occasioni a riguardo: “quelli che escono dalla giurisdizione e quelli che portano armi che non possono essere utilizzate dai gruppi di polizia comunitaria, dovranno essere sanzionati”.</p>
<p align="JUSTIFY">Sta di fatto che gli arresti sono avvenuti nel territorio comunitario da parte dell&#8217;esercito e della marina, come una minaccia alla libera determinazione dei popoli della Montaña di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo giorni senza aver ricevuto notizie, si è saputo che Nestora Salgado era detenuta nel carcere di massima sicurezza el Rincón, di Tepic, nello stato di Nayarit; questo solo perché suo marito, che vive a Seattle, si è meso in contatto con l&#8217;ambasciata nordamericana in Messico, per informare che Nestora ha la cittadinanza statunitense.</p>
<p align="JUSTIFY">In questo modo si è saputo dove si trovava e il motivo della detenzione: l&#8217;accusa è di aver sequestrato e torturato il <i>síndico </i>Armando Patrón. La polizia comunitaria di Olinalá lo aveva arrestato un paio di settimane prima, avendolo sorpreso a portarsi via una vacca che non gli apparteneva, con il lasciapassare del ministero pubblico di Huamuxtitlán.</p>
<p align="JUSTIFY">La gente di Olinalá lo ha segnalato in più di un&#8217;occasione come la persona che copre i criminali che lavorano per il priísta Eusebio González Rodríguez, presentando varie prove al Comune senza che fossero prese in considerazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ieri c&#8217;è stata una marcia a Olinalá, dove in centinaia reclamarono la libertà di Nestora Salgado, come anche dei poliziotti comunitari detenuti ad Ayutla e Tlatlauquitepec.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel comunicato della Polizia Comunitaria si enfatizza:</p>
<p align="JUSTIFY">“Sr. Governatore le ricordiamo che non siamo delinquenti, siamo cittadini comuni, persone che solo stanno cercando la tranquillità per la propria gente. La invitiamo ad investigare sulla modalità del corrotto e insaziabile Presidente Municipale Eusebio González Rodríguez e della sua famiglia, lì incontrerà i delinquenti e ben organizzati”.</p>
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		<title>Nuovo Trasferimento per i Presos Loxicha</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 10:42:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo di SubVersiones Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/nuovo-trasferimento-per-i-presos-loxicha/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p align="LEFT"><a href="http://subversiones.org/archivos/11630" target="_blank">Traduzione di un articolo di SubVersiones</a></p>
<p align="LEFT"><img class="alignright" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsgE-h7OxN36ATgz7qc2MRKWq5nBmzKemEU38eGBD1cKyUBtAQUA" width="318" height="159" />Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari erano stati trasferiti nuovamente in questo centro di sterminio.</p>
<p>Con questa trasferimento si sommano 90 giorni di isolamento: i parenti affermano che i prigionieri continuano ad essere torturati fisicamente e psicologicamente e ritengono responsabili di questo a tre livelli di cattivo governo.<span id="more-19362"></span></p>
<p>Dopo la conferenza stampa, familiari e amici si dirigono verso il CEFERSO No.13, con un&#8217;altra brigata di supporto con cui esigere la libertà immediata e il trasferimento dei detenuti in una prigione nella città di Oaxaca.</p>
<p>Al momento la quarta brigata di appoggio è in corso e si spera che alcuni dei familiari possano entrare e ottenere informazioni circa le condizioni in cui i prigionieri sono detenuti.</p>
<p>Di seguito la parola di familiari e amici dei prigionieri politici e di coscienza della regione Loxicha che si è diffuso a partire da questa mattina.</p>
<p><b>Per il popolo di Oaxaca, in Messico e nel mondo:</b></p>
<p>Come familiari dei Prigionieri Politici e di Coscienza della regione Loxicha, denunciamo quanto segue:</p>
<p>Il 19 agosto, ancora una volta, abbiamo ricevuto le telefonate provenienti dall&#8217;area di lavoro sociale del Centro Federale di Riadattamento No 13, di Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, per comunicarci che i prigionieri Loxicha sono stati trasferiti nuovamente in questo Centro di Sterminio chiamato CEFERESO No 13.</p>
<p><b>Che cosa vuol dire?</b></p>
<p>Che segue la sistematica violazione dei loro diritti umani per essere stati spostati per la terza volta in un arco di 73 giorni senza preavviso.</p>
<p>Che sono destinati a iniziare altri 30 giorni di isolamento e confinamento, sommati ai 30 iniziali del loro primo soggiorno nel CEFERESO n ° 13, più altri 30 giorni che gli sono toccati nel CEFERESO No. 6 di Huimanguillo, Tabasco.</p>
<p>Che sono trasferiti di nuovo: a pochi giorni da che ci avevano autorizzato la visita ci costringono a riavviare il processo, senza che gli importi quello che abbiamo già fatto.</p>
<p>La visita delle nostre famiglie in questo CEFERESO No. 13, non sono di persona ma attraverso uno schermo e un telefono: la chiamano <i>televisita</i>. Ci impediscono il contatto fisico.</p>
<p>Sottolineiamo che la persona che ci ha chiamato, ci ha detto &#8220;non vogliamo scandali, non portate gli striscioni&#8221;.</p>
<p>Per queste ragioni, oggi abbiamo realizzato <b>la</b><b> 4 ° Brigata di accompagnamento </b><b>ai familiari </b><b>dei </b><b>prigionieri</b><b> Loxicha, </b><b>al </b><b>CEFERESO No. 13 </b><b>di Mengoli de Morelos </b><b>Miahuatlán, Oaxaca.</b></p>
<p>E continuiamo ad esigere::</p>
<p>Basta al maltrattamento fisico e psicologico dei nostri prigionieri Loxicha e rispetto di tutti i loro diritti umani.</p>
<p>L&#8217;immediato trasferimento in una prigione statale che si trova nella città di Oaxaca, perché non sono criminali, né tanto meno terroristi.</p>
<p>Basta con l&#8217;isolamento ai nostri prigionieri Loxicha.</p>
<p>La libertà immediata e senza condizioni! YA</p>
<p>Facciamo responsabili i tre livelli del mal-governo per gli abusi e le torture a cui i detenuti Loxicha continuano ad essere soggetti.</p>
<p align="CENTER"><b><br />
</b><b>Familiari </b><b>dei </b><b>P</b><b>rigionieri </b><b>P</b><b>olitici </b><b>e di Coscienza</b><b> </b><b>d</b><b>e</b><b>lla</b><b> Regione Loxicha.</b></p>
<p align="LEFT">
Mercoledì 21 Agosto 2013, Oaxaca.</p>
<p align="LEFT">
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		<title>(Español) [Audio] Entrevista Abel Barrera, Tlachinollan</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2013 22:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Escucha, Descarga, Difunde este AUDIO Entrevista a Abel Barrera, director del Centro de Derechos Humanos Tlachinollan, de la región Montaña del estado de Guerrero. Nos platica sobre el trabajo de estos 19 años en una de las zonas mas pobres, abandonadas y violentadas del país, por parte del estado. Los movimientos sociales siguen siendo criminalizados &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/01/espanol-audio-entrevista-abel-barrera-tlachinollan/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby9FbnRyZXZpc3Rhcy9BYmVsIEJhcnJlcmEsIFRsYWNoaW5vbGxhbi5vZ2c/html" target="_blank">Escucha, Descarga, Difunde este AUDIO</a></p>
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<p align="JUSTIFY">Entrevista a Abel Barrera, director del Centro de Derechos Humanos Tlachinollan, de la región Montaña del estado de Guerrero. Nos platica sobre el trabajo de estos 19 años en una de las zonas mas pobres, abandonadas y violentadas del país, por parte del estado.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><img class="alignnone" alt="" src="http://oxfammexico.org/crece/wp-content/uploads/2013/03/Tlachinollan.jpg" width="658" height="100" /><span id="more-18942"></span>Los movimientos sociales siguen siendo criminalizados y hostigados con la misma dinámica contra-insurgente que caracterizo la guerra sucia de los &#8217;70. Tortura, militarización, detenciones ilegales, desapariciones forzadas, violaciones, impunidad, injusticia, amenazas al territorio, criminalización de los movimientos sociales y de los sistemas de justicia comunitaria son algunos de los aspectos que perduran hasta hoy.</p>
<p align="JUSTIFY">De otro lado las luchas han tomado fuerza desde abajo, donde los pueblos desarrollan nuevas experiencias de organización reivindicando justicia, paz y autodefensa para sus comunidades y respecto de su territorio contra la deforestación, el despojo del agua y las minerías.</p>
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		<title>(Español) [Audio]Entrevista a 3 hijxs de los presos Loxicha</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/06/audio-intervista-a-familiari-dei-prigionieri-loxicha-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 23:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cefereso 6 Tabasco]]></category>
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		<description><![CDATA[El pasado 1 de julio 2013 entrevistamos Erika, Tony y Ermelo, tres de lxs hijxs de los siete presos de la region Loxicha, recien translados al penal de maxima seguridad, Cefereso 6 de Tabasco. Nos cuentan sobre la Brigada que organizaron el pasado miercoles 26 de junio para ir a visitar sus familiares y sobre &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/07/06/audio-intervista-a-familiari-dei-prigionieri-loxicha-2/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>El pasado 1 de julio 2013 entrevistamos Erika, Tony y Ermelo, tres de lxs hijxs de los siete presos de la region Loxicha, recien translados al penal de maxima seguridad, Cefereso 6 de Tabasco. Nos cuentan sobre la Brigada que organizaron el pasado miercoles 26 de junio para ir a visitar sus familiares y sobre las condiciones en la que se encuentran los presos.<br />
<audio width="" height="" controls="controls"><source src="http://storage.arkiwi.org/Pirata/Mexico/Oaxaca/Loxicha/EntrevistaHijxsLoxiches.ogg" type="audio/ogg; codecs=" /><source src="http://storage.arav.ventuordici.org/Pirata/Mexico/Oaxaca/Loxicha/EntrevistaHijxsLoxiches.ogg" type="audio/ogg; codecs=" /></audio></p>
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		<title>Dove sono i 7 prigionieri Loxicha?</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/21/dove-sono-i-7-prigionieri-loxicha/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 19:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Messico]]></category>
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		<category><![CDATA[Alvaro Sebastian Ramirez]]></category>
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		<category><![CDATA[giugno 2013]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: Centro de Medios Libres Oaxaca de Juarez, 10 Giugno 2013. Nelle prime ore di venerdì 7 giugno, alle 02:40 del mattino, Alvaro Sebastian Ramirez, un membro de La Voz de los Xichés en Prisión e aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, insieme ad Abraham García Ramírez, Agustín Luna Valencia, Eleuterio Hernández García, Fortino &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/21/dove-sono-i-7-prigionieri-loxicha/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="http://www.megafono.lunasexta.org/node/1878" target="_blank">Centro de Medios Libres</a></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><img class="alignright" alt="" src="http://radiozapatista.org/wp-content/uploads/2013/06/presos-loxichas.jpg" width="253" height="350" />Oaxaca </span><span lang="it-IT">de Juarez,</span><span lang="it-IT"> 10 G</span><span lang="it-IT">iugno</span><span lang="it-IT"> 2013. Nelle prime ore di </span><span lang="it-IT">v</span><span lang="it-IT">enerdì 7 giugno, alle 02:40 </span><span lang="it-IT">del mattino</span><span lang="it-IT">, </span><span lang="it-IT"><b>Alvaro Sebastian Ramirez</b></span><span lang="it-IT">, un membro </span><span lang="it-IT">de </span><b>La Voz de los Xichés en Prisión</b><span lang="it-IT"> e aderent</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT"> alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, </span><span lang="it-IT">insieme ad</span><span lang="it-IT"> Abraham García Ramírez, Agustín Luna Valencia, Eleuterio Hernández García, Fortino Enríquez Hernández, Justino Hernández José, not</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> come “</span><span lang="it-IT">I prigionieri </span><span lang="it-IT">Loxicha” stati violentemente </span><span lang="it-IT">spostati</span><span lang="it-IT"> dal carcere </span><span lang="it-IT">di </span><span lang="it-IT">Ixcotel </span><span lang="it-IT">di </span><span lang="it-IT">Oaxaca su due autobus turistici e </span><span lang="it-IT">trasferiti</span><span lang="it-IT">, </span><span lang="it-IT">negando</span><span lang="it-IT"> alle famiglie </span><span lang="it-IT">qualsi</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT">si</span><span lang="it-IT"> informazioni sulla </span><span lang="it-IT">loro destinazione</span><span lang="it-IT">.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Nelle ore successive l</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT"> e </span><span lang="it-IT">i </span><span lang="it-IT">figli dei detenuti Loxicha </span><span lang="it-IT">hanno preteso </span><span lang="it-IT">informazioni sul luogo in cui i </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> genitori </span><span lang="it-IT">si trovavano e</span><span lang="it-IT">d</span><span lang="it-IT"> è stato</span><span lang="it-IT"> detto loro che s</span><span lang="it-IT">i trovano</span><span lang="it-IT">nella</span><span lang="it-IT"> prigione di media sicurezza (CEFERESO 13) che si trova in Mengoli di Morelos, Miahuatlán di Porfirio Diaz. </span><span lang="it-IT">Questo carcere</span><span lang="it-IT">, recentemente inaugurato lo scorso 14 maggio, è stato </span><span lang="it-IT">dato </span><span lang="it-IT">in concessione a</span><span lang="it-IT">ll&#8217;iniziativa privata</span><span lang="it-IT">, vale a dire coloro che traggono profitto attraverso l&#8217;abuso dei diritti umani fondamentali dei detenuti e delle loro famiglie.<span id="more-18422"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">In effetti, </span><span lang="it-IT">giovedì 6 giugno</span><span lang="it-IT">, nei mezzi di comunicazione sono </span><span lang="it-IT">circolate</span><span lang="it-IT"> denunce di altr</span><span lang="it-IT">e famiglie di </span><span lang="it-IT">prigionieri recentemente trasferiti </span><span lang="it-IT">in</span><span lang="it-IT"> questa prigione, che descrivono una situazione di terrorismo di stato. Quest</span><span lang="it-IT">e denunce</span><span lang="it-IT"> indicano che &#8220;tutti i prigionieri </span><span lang="it-IT">che sono</span><span lang="it-IT"> trasferiti da altri penitenziari sono maltrattati, preso a calci nello stomaco e </span><span lang="it-IT">nei </span><span lang="it-IT">testicol</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT">, indipendentemente da</span><span lang="it-IT">gli</span><span lang="it-IT"> schiaff</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> così fort</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> che li costringono a gridare gli slogan che </span><span lang="it-IT">gli comandano</span><span lang="it-IT">&#8221; (sic). Tutte le </span><span lang="it-IT">denunce</span><span lang="it-IT"> concordano nell&#8217;indicare </span><span lang="it-IT">come </span><span lang="it-IT">responsabile </span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT">l</span><span lang="it-IT"> direttore </span><span lang="it-IT">del </span><span lang="it-IT">Cefereso, Ramiro Delgado, che è stato chiamato &#8220;il </span><span lang="it-IT">colpitore</span><span lang="it-IT"> principale&#8221; e che è </span><span lang="it-IT">sempre </span><span lang="it-IT">accompagnato da un cane &#8220;per spaventare di più a chi ha avuto la sfortuna di arrivare </span><span lang="it-IT">in questo</span><span lang="it-IT"> posto e cadere </span><span lang="it-IT">nelle</span><span lang="it-IT"> loro mani&#8221;.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">I parenti d</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT">i prigionieri Loxichas, </span><span lang="it-IT">dopo aver dovuto</span><span lang="it-IT">portare via dal carcere di</span><span lang="it-IT"> Ixcotel tutti i beni e </span><span lang="it-IT">le cose</span><span lang="it-IT"> dei propri cari </span><span lang="it-IT">accumulati</span><span lang="it-IT"> negli ultimi 16 anni, ha</span><span lang="it-IT">nno chiesto</span><span lang="it-IT"> di </span><span lang="it-IT">poter </span><span lang="it-IT">visitare i loro prigionieri per vedere se </span><span lang="it-IT">si trovano</span><span lang="it-IT">veramente nel</span><span lang="it-IT">la prigione </span><span lang="it-IT">di </span><span lang="it-IT">Miahuatlán e per verificare </span><span lang="it-IT">la loro condizione </span><span lang="it-IT">fisic</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT"> e psicologic</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT">. Sistematicamente </span><span lang="it-IT">gli si è </span><span lang="it-IT">negata la possibilità di entrare, anche dopo aver </span><span lang="it-IT">adempito</span><span lang="it-IT">al</span><span lang="it-IT">la lunga lista di nuovi requisiti per </span><span lang="it-IT">le </span><span lang="it-IT">visite carcerarie. Per questo motivo le famiglie dei detenuti e coloro che simpatizzano con la </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> situazione, </span><span lang="it-IT">hanno </span><span lang="it-IT">dichiara</span><span lang="it-IT">to</span><span lang="it-IT"> che i sette prigionieri sono </span><span lang="it-IT">stati fatti sparire dallo stato</span><span lang="it-IT">m</span><span lang="it-IT">essic</span><span lang="it-IT">ano.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">I sette indigeni zapotechi</span><span lang="it-IT"> sono </span><span lang="it-IT">stati </span><span lang="it-IT">illegalmente imprigionati per 16 anni, accusat</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> di crimini che non </span><span lang="it-IT">hanno commesso</span><span lang="it-IT">. Sono stati condannati tra i 23 e i 31 </span><span lang="it-IT">anni di</span><span lang="it-IT"> carcere con l&#8217;accusa di omicidio, tentato omicidio, terrorismo e cospirazione, privazione illegale della libertà, rapina e aggressione aggravata, </span><span lang="it-IT">dopo essere</span><span lang="it-IT"> stat</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> costrett</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT"> sotto tortura a firmare e mettere impronte digital</span><span lang="it-IT">i</span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT"> più di un centinaio di pagine vuote, con l&#8217;obiettivo di </span><span lang="it-IT">farli </span><span lang="it-IT">auto-dichiarar</span><span lang="it-IT">e come</span><span lang="it-IT"> membri dell&#8217;</span><span lang="it-IT">Esercito Popolare Rivoluzionario (EPR) e di aver partecipato agli attacchi contro caserme militari e di polizia a Santa Cruz Huatulco, nel 1996. Durante il lungo processo legale è stato dimostrato con prove inconfutabili che questi crimini non sono stati commessi e si ritirarono tutte le </span><span lang="it-IT">accuse</span><span lang="it-IT"> tranne </span><span lang="it-IT">quella di </span><span lang="it-IT">omicidio.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Il governo messicano nel corso degli anni ha creato una forte stigmatizzazione nei confronti d</span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT">i prigionieri Loxicha, creando intenzionalmente uno stato di confusione difficile da districare.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Da un lato, sia l&#8217;apparato </span><span lang="it-IT">di</span><span lang="it-IT"> (in)giustizia dello Stato come il suo apparato mediatico, hanno </span><span lang="it-IT">trattato i </span><span lang="it-IT"> prigionieri Loxicha come &#8220;terroristi&#8221;, membri di una organizzazione rivoluzionaria armata, </span><span lang="it-IT">aspetto che</span><span lang="it-IT"> è riconosciut</span><span lang="it-IT">o</span><span lang="it-IT">ne</span><span lang="it-IT">lla Costituzione come &#8220;il reato di ribellione.&#8221; Anche se non sono mai stati accusati del reato di &#8220;ribellione&#8221; sono stati sempre trattati in tribunale e </span><span lang="it-IT">da</span><span lang="it-IT">i media come &#8220;ribelli&#8221;. È interessante notare che i prigionieri, sempre, dopo la tortura, hanno negato di essere </span><span lang="it-IT">stati </span><span lang="it-IT">parte di qualsiasi organizzazione armata.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">D</span><span lang="it-IT">all</span><span lang="it-IT">&#8216;altra parte, anche se </span><span lang="it-IT">il Ministero Pubblico</span><span lang="it-IT"> dice nell&#8217;ultima </span><span lang="it-IT">sentenza definitiva</span><span lang="it-IT">, che &#8220;</span><span lang="it-IT">la</span><span lang="it-IT"> loro co</span><span lang="it-IT">ndotta costituisce</span><span lang="it-IT"> crimini di ribellione&#8221;, non </span><span lang="it-IT">gli </span><span lang="it-IT">si </span><span lang="it-IT">è </span><span lang="it-IT">applica</span><span lang="it-IT">t</span><span lang="it-IT">o l&#8217;articolo 137 del </span><span lang="it-IT">C</span><span lang="it-IT">odice </span><span lang="it-IT">P</span><span lang="it-IT">enale </span><span lang="it-IT">F</span><span lang="it-IT">ederale, secondo cui &#8220;i ribelli non saranno responsabili di omicidi o lesioni inflitte </span><span lang="it-IT">durante un </span><span lang="it-IT"> combattimento &#8230; &#8220;. Se il </span><span lang="it-IT">P</span><span lang="it-IT">ubblico </span><span lang="it-IT">M</span><span lang="it-IT">inistero </span><span lang="it-IT">li </span><span lang="it-IT">ritiene ribelli non </span><span lang="it-IT">può</span><span lang="it-IT"> afferma</span><span lang="it-IT">re</span><span lang="it-IT"> contemporaneamente che sono assassini per le morti che hanno provocato </span><span lang="it-IT">in un combattimento.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">A causa di questa mancanza di applicazione </span><span lang="it-IT">della legge, gli indigeni di </span><span lang="it-IT">Loxicha sono illegalmente imprigionati </span><span lang="it-IT">da</span><span lang="it-IT"> 16 anni e ora sono </span><span lang="it-IT">stati trasferiti in un carcere di </span><span lang="it-IT">media sicurezza, ancora una volta trattati come &#8220;terroristi&#8221; da parte del terrorismo di stato. La </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> famiglia e i </span><span lang="it-IT">loro</span><span lang="it-IT"> compagni </span><span lang="it-IT">esigono</span><span lang="it-IT"> vedere i prigionieri, che i diritti umani siano garantiti e che vengono rilasciati immediatamente.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"><span lang="it-IT">TESTO: Veredas Autonomas.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="RIGHT"><span lang="it-IT">TRADUZIONE: Nomads</span></p>
<p>http://www.megafono.lunasexta.org/node/1878</p>
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		<title>Panoramica sul Messico [Prima Parte]</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 23:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi, scarica, diffondi il PDF IL RITORNO DEL PRI ED ENRIQUE PEÑA NIETO Dopo le elezioni del luglio 2012, il 1° dicembre scorso ha preso ufficialmente il potere Enrique Peña Nieto (EPN), candidato presidenziale del PRI, partito il cui stesso nome rappresenta un ossimoro (Partito Rivoluzionario Istituzionale) e che ha monopolizzato la vita messicana per &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/20/panoramica-sul-messico-prima-parte/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">Leggi, scarica, diffondi il <a class="tgwf_grey" href="http://archive.org/details/ArticoloMessicoPrimaParte" target="_blank">PDF</a></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>IL RITORNO DEL PRI ED ENRIQUE PEÑA NIETO</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Dopo le elezioni del luglio 2012, il 1° dicembre scorso ha preso ufficialmente il potere Enrique Peña Nieto (EPN), candidato presidenziale del PRI, partito il cui stesso nome rappresenta un ossimoro (Partito Rivoluzionario Istituzionale) e che ha monopolizzato la vita messicana per ben 70 anni, dal 1929 al 2000, essendo di fatto il partito politico più longevo della storia fino ad oggi, senza essere mai stato propriamente una dittatura.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym"></a><a class="tgwf_grey" href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/Regreso-del-pri.jpg"><img class="alignleft" alt="Regreso-del-pri" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/Regreso-del-pri.jpg" width="275" height="171" /></a> <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>Il dinosauro PRI </b></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">torna al potere dopo appena 12 anni, forte dei disastrosi mandati di Fox e Calderón, entrambi del PAN (Partito di Azione Nazionale); due legislature nefaste segnate, tra l’altro, dalle </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">migliaia di morti e </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><i>desaparecidos</i></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> della cosiddetta guerra al narco</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"><sup>1</sup></a></span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;">.</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Con il ritorno del PRI riemergono retoriche e pratiche – in ogni caso mai scomparse durante i governi panisti – proprie del </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><i>modus operandi</i></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> del partito, legato da sempre agli interessi dei grandi proprietari terrieri, degli investimenti stranieri, e artefice di un clientelismo in grado di arrivare fin negli angoli più remoti del paese, nonché di un fascismo latente che disprezza i nativi in nome di un Messico bianco e moderno.<span id="more-18232"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Un partito avido di potere che in nome della sua rivoluzione ha compiuto ripetute stragi verso i dissidenti che fossero </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><i>indios</i></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> (massacro di Acteal in Chiapas, di El Charco e di Aguas Blancas nello stato di Guerrero, per nominarne alcuni) o movimenti sociali (una su tutte il massacro di Tlatelolco di Città del Messico, quando centinaia di giovani studenti vennero ammazzati il 2 ottobre 1968) e che ha messo all’asta le risorse del paese aderendo al Trattato di Libero Commercio (TLC)</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">con USA e Canada e forzando all’emigrazione </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">milioni</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc"><sup>2</sup></a></span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> di persone espropriate delle proprie terre e trovatesi inserite di colpo in un&#8217;economia globale sfiancante. </span></p>
<p align="JUSTIFY"> <a class="tgwf_grey" href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pri.jpg"><img class="alignright  wp-image-18262" alt="pri" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pri.jpg" width="180" height="206" /></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>La candidatura di Peña Nieto</b> è stata accompagnata da una propaganda mediatica incredibile, da una spesa elettorale spropositata e da un appoggio incondizionato dei grandi mezzi di comunicazione, televisioni in particolare. Lo scandalo della frode è stato palese: le elezioni sono state caratterizzate da corruzione (con la compravendita di voti tramite “pacchetti spesa prepagati” nella catena di supermercati Soriana), intimidazioni (soprattutto nelle zone rurali molti seggi erano presidiati da gruppi armati) e una manipolazione dei sondaggi pre-elettorali che lo davano come vincitore accertato molto prima delle elezioni. Lo stesso Obama si congratulava con lui già qualche ora prima della fine dello spoglio dei voti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L’attuale presidente occupa il suo posto per motivi che vanno chiaramente ben oltre la sua effettiva capacità o carisma politici. Risulta essere il burattino della vecchia classe politica che governava il paese al soldo di poteri forti che vanno dalle imprese minerarie, alle grandi multinazionali, senza dimenticare l’onnipresenza dei vicini nordamericani che tanto hanno da guadagnare sulla pelle del Messico (armamenti, narcotraffico, tratta di persone, manodopera a basso costo).</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;">Un burattino sadico e sanguinario, Peña Nieto. Basti ricordare che nel maggio 2006, come governatore dello Stato del Messico, diede via libera all’operazione omicida di San Salvador Atenco nella quale, oltre ai pestaggi feroci e gli arresti massivi, vennero assassinati Alexis Benhumea e Javier Cortés (20 e 14 anni) e 27 donne</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="#sdfootnote3sym" name="sdfootnote3anc"><sup>3</sup></a></span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> subirono torture sessuali da parte dei poliziotti che le avevano arbitrariamente arrestate.</span> <a class="tgwf_grey" href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/atenco.jpg"><img class="wp-image-18272 aligncenter" alt="atenco" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/atenco.jpg" width="470" height="260" /></a><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Giusto per non dimenticare, <b>la resistenza di Atenco</b> è iniziata nel 2001 quando, riunita nel <i>Frente del los Pueblos en Defensa de la Tierra</i>, buona parte della popolazione si oppose alla costruzione di un mega aeroporto che prevedeva l’esproprio e la svendita delle terre comunali. Le lotte per la protezione della terra dal saccheggio macchinato dal governo, ottennero l’annullamento del progetto nel 2002 e la conseguente vendetta delle istituzioni 4 anni dopo. Ora, con il PRI nuovamente al potere, il mega-progetto è tornato a farsi vivo ed è ancora più minaccioso del precedente. Ai 1100 ettari che prevedeva espropriare nel 2001, se ne aggiungono altri 400 e gli intermediari del governo sono persone dello stesso municipio che vanno di casa in casa cercando di convincere i propri compaesani a vendere, con promesse ingannevoli e minacce che si fan forti della lunga ombra di paura lasciata dalla repressione del 2006. </span></p>
<p align="CENTER"> <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>1 DICEMBRE: La presa di potere e la rabbia della gente</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il primo dicembre è stata una giornata come non se ne vedevano da tempo a Città del Messico. Nonostante le manifestazioni che avevano anticipato questa giornata fossero state massive -nei mesi anteriori il movimento studentesco #YoSoy132</span><sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="#sdfootnote4sym" name="sdfootnote4anc"><sup>4</sup></a></span></sup><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> aveva convocato tre mega-marce da decine di migliaia di persone- quella del primo dicembre ha visto una partecipazione senza precedenti. Sin dalle prima ore del mattino, </span><span style="font-family: Arial,sans-serif;">migliaia di persone</span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"> arrivate da tutta la Federazione invadevano le strade della città in vari punti: i sindacati dei lavoratori e della scuola, associazioni e organizzazioni civili, movimenti studenteschi, lavoratrici sessuali, comunisti, anarchici, collettivi, gente comune&#8230;tutt@ in strade a far sentire la propria voce e presenza contro l&#8217;insediamento al potere di un presidente che nessuno sembra apprezzare o appoggiare. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a class="tgwf_grey" href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/1dic.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-18282" alt="1dic" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/1dic.jpeg" width="197" height="255" /></a>Solitamente, nel momento della presa del potere, ogni presidente viene accompagnato da simpatizzanti o militanti del partito. Non è il caso di EPN che, nella sua unica e fugace apparizione pubblica, era circondato solo da militari e guardie del corpo. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Non una persona, né bandiere, né slogan. Non c&#8217;è stato un solo momento in cui la società civile abbia appoggiato il neo eletto <i>priista</i>, nonostante i mass media, Televisa <i>in primis</i>, l’abbiano dipinto fino alla nausea come benvoluto dalla gente. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">È la prima volta che tanti cittadini si muovono contro un candidato alla presidenza: EPN è conosciuto da tutti per i fatti di Atenco e questo suo passato, i e le messicane, soprattutto quell@ appartenenti ai movimenti sociali, non lo dimenticheranno mai.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Verso le 4 del mattino del primo dicembre un nutrito contingente di manifestanti parte verso il Palazzo Legislativo di San Lazaro, sede della Camera dei Deputati dove avrebbe preso ufficialmente il potere EPN. Zona blindatissima già da diversi giorni grazie a un protocollo di sicurezza ordinato da Calderon e accettato senza remore dal sindaco del Città del Messico Marcelo Ebrard del PRD (Partito della Rivoluzione Democratica), entrambi in carica prima del passaggio di poteri rispettivamente a EPN e Miguel Ángel Mancera. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nonostante le reti metalliche e lo schieramento impressionante di polizia e blindati, la volontà generale è quella di esserci e di far sentire il malcontento in maniera forte e contundente. Di far pressione attorno “la zona rossa”, abbattere il muro di silenzio mediatico, dire forte e chiaro al futuro governo che non è assolutamente il benvenuto e che i prossimi 6 anni saranno di lotta e resistenza. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>È intorno San Lazaro che iniziano i primi scontri</b>. Quando la pressione della gente attorno alle reti si fa più forte, i poliziotti danno il via a un massiccio lancio di lacrimogeni e proiettili di gomma che crea panico e rabbia fa i presenti. Ora, i gas lacrimogeni li conosciamo bene, altro discorso meritano i proiettili di gomma che sono stati vietati in gran parte del mondo per la pericolosità che hanno, dato che se sparati ad altezza uomo provocano ferite gravi e in alcuni casi mortali. Non a caso saranno proprio tali proiettili a mietere le vittime più gravi della giornata: <b>Uriel Sandoval</b>, studente e attivista e <b>Francisco Kuykendall</b>, maestro di teatro e aderente alla Otra Campaña dell&#8217;EZLN. Il primo perde un occhio mentre il secondo viene colpito al cranio e solo da poche settimane si sta riprendendo dal coma farmaceutico a cui è stato sottomesso. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gli scontri attorno San Lazaro durano diverse ore. Per cercare di abbattere la recinzione qualsiasi oggetto diventa un arma: pavimentazione, segnali stradali, sassi, molotov. Ad un certo punto alcuni manifestanti si impadroniscono di un grosso mezzo e lo lanciano contro le protezioni metalliche, aprendo una breccia. I minuti successivi sono accesi, fino a quando un gruppo di poliziotti federali esce e comincia l&#8217;ennesimo lancio massiccio di lacrimogeni, che rende irrespirabile l&#8217;aria e fa disperdere i manifestanti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il contingente si sposta verso il centro, il livello dello scontro si alza e vari gruppi cominciano a scatenare la loro rabbia contro simboli del capitale, che è, in fondo, il nemico comune senza nome né volto. Locali commerciali, banche, alberghi di lusso, ristoranti della classe alta cominciano ad essere presi di mira. Sono minuti lunghissimi che diventano ore e quando si arriva nella piazza antistante al Palazzo di Bellas Artes c&#8217;è un vero e proprio confronto faccia a faccia tra manifestanti e poliziotti che fanno molta fatica a contenere la pressione dei e delle manifestanti. </span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>REPRESSIONE E CRIMINALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Va detto che questa giornata non è stata solo di battaglia ma che la maggior parte dei manifestanti erano scesi in piazza di forma pacifica, come il caso di #YoSoy132. É proprio la gente pacifica che viene fatta oggetto della maggior violenza: passanti, adulti, persone anziane, studenti, venditori ambulanti&#8230;sono picchiati indiscriminatamente e vengono fatti, proprio tra questi, <b>oltre un</b> <b>centinaio di arresti arbitrari</b>. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Subito dopo la manifestazione, date le decine di arresti, comincia il lavoro di pressione e denuncia del movimento e della Lega di avvocati primo dicembre (1Dmx). </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Attraverso la formazione di una rete solidaria che scambia immagini e video che dimostrano l&#8217;innocenza delle e degli arrestati e grazie all’assistenza gratuita del coordinamento della Lega di Avvocati, le scarcerazioni sono abbastanza rapide. Nelle ore immediatamente successive si ottengono le prime liberazioni, per altri arrestati si tratterà di giorni, alcuni dovranno attendere un mese per riavere la libertà. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Tempo poche ore e il movimento, nel suo insieme, viene fatto oggetto di una <b>criminalizzazione spietata. </b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a class="tgwf_grey" href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/criminalicacion.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-18292" alt="criminalicacion" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/criminalicacion.jpeg" width="275" height="183" /></a>Mai viene messo in questione il perché di tanta rabbia, di tanto scontento di fronte ai brogli elettorali e all&#8217;illegittimità di un presidente che occupa il suo posto perché appoggiato dalla cupola del potere finanziario, imprenditoriale e, in ultima istanza, politico. L&#8217;ennesimo fantoccio del neoliberalismo, l&#8217;ennesimo <i>vende-patria</i> e, importantissimo non dimenticarlo, il mandante delle violenze e assassinii di San Salvador Atenco. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La retorica dei mezzi di comunicazione si scaglia in particolare contro gli anarchici, considerati i diretti responsabili dei disordini e gli organizzatori della rabbia generale, come se il movimento acrata in Messico fosse tanto ampio e articolato da coordinare migliaia di persone (dinamica organizzativa che in ogni caso non gli appartiene). Tanti invece sono i video che dimostrano che molti dei provocatori venivano dalle fila dei repressori, in una dinamica ormai risaputa di infiltrazioni e delazioni tra le fila dei e delle compagne, tanto cara e comoda al potere, specie nei momenti di maggior debolezza e illegittimità. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Con la questione degli arresti massivi si solleva un acceso dibattito attorno a una legge avanzata dal partito di “sinistra” PRD, in particolare da parte di Manuel Lopez Obrador, il candidato uscito sconfitto dalle ultime due elezioni presidenziali, che teoricamente incarnerebbe il cambiamento della politica messicana. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La legge in questione – per la cui violazione sono stati imputati i e le detenute del primo di dicembre – è l&#8217;<b>art. 362 del Codice Penale vigente nel Distretto Federale</b> che sanziona con pene “da 5 a 30 anni di prigione e sospensione dei diritti politici fino a 10 anni, coloro che mediante l&#8217;uso di sostanze tossiche, incendio, inondazione o violenza estrema, realizzino attacchi contro le persone, le cose o i servizi pubblici, che perturbino la pace pubblica o disprezzino la autorità del Governo del Distretto Federale o facciano pressione all&#8217;autorità affinché prenda una decisione”. Questo articolo è accompagnato dell&#8217;<b>art. 254</b> che impone pene aggiuntive dai 4 ai 10 anni di carcere e dai 200 a 1000 giorni di multa a chi fa parte di un&#8217;organizzazione, formata da tre o più persone, che commetta in forma permanente e continuata attacchi alla pace pubblica.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Delitti ambigui ed indefiniti che permettono alla legge totale discrezionalità, dato che sembrano poter comprendere un’infinità di casi disparati, da una semplice rissa di strada fino all&#8217;attentato terrorista. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a class="tgwf_grey" href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/terrorista2.png"><img class="alignright  wp-image-18302" alt="terrorista2" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/terrorista2.png" width="330" height="175" /></a>Si tratta di una categoria penale pericolosamente elastica e astratta che minaccia tanto i diritti umani che quelli sociali e grazie alla quale, secondo gli interessi dell’autorità di turno, è possibile perseguitare, reprimere, condannare e arrestare tutt@ i e le dissidenti politic@. Una metodologia repressiva che non può che rimandare al tristemente noto delitto di “<b>dissoluzione sociale</b>” creato negli anni &#8217;40 col proposito di arrestare attivisti sociali e leader politici e reprimere ogni forma di critica al regime e la cui abrogazione appariva tra le principali richieste del movimento studentesco del &#8217;68, soffocato nel sangue dal governo Diaz Ordaz. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Grazie alle forti mobilitazioni per l&#8217;abrogazione dell&#8217;art. 362, il 27 dicembre scorso il Congresso dell’Unione ha approvato la riduzione della pena da 2 a 7 anni riscattabili con il pagamento di una cauzione. Modifica che ha fatto sì che si ottenesse la scarcerazione degli ultimi 14 arrestati del primo dicembre. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Attualmente uno degli arrestati ha già subito un processo ed è stato sentenziato a due anni e 6 mesi di prigione -per cui è stata pagata una cauzione. I restanti 13, una donna e 12 uomini, sono tuttora sotto processo ed in attesa della sentenza.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Contatti</b></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">: </span></span><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:nomads@indivia.net"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">nomads@indivia.net</span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="mailto:lapirata@inventati.org"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">lapirata@inventati.org</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Siti</b>: <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://mexico.nomads.indivia.net/">http://mexico.nomads.indivia.net/</a></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://www.autistici.org/nodosolidale/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.autistici.org/nodosolidale/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://czl.noblogs.org/page/2/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://czl.noblogs.org/page/2/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://lapirata.indivia.net/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://lapirata.indivia.net/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Info Messico: </b><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://desinformemonos.org/">http://desinformemonos.org/</a></span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_green" href="http://www.proyectoambulante.org/" data-hasqtip="true"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.proyectoambulante.org/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://atencofpdt.blogspot.mx/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://atencofpdt.blogspot.mx/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://enlacezapatista.ezln.org.mx/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="tgwf_grey" href="http://www.regeneracionradio.org/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://www.regeneracionradio.org/</span></span></a></span></span></p>
<p align="LEFT"><strong>NOTE</strong></p>
<div id="sdfootnote1">
<p><a href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a>A seconda delle fonti si parla di una cifra che va dai 60.000 ai 100.000 morti e quasi 30.000 <i>desaparecidos, </i>parliamo di numeri che superano abbondantemente quelli della guerra in Iraq dello stesso periodo.</p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a href="#sdfootnote2anc" name="sdfootnote2sym">2</a>Attualmente il flusso annuale di migranti messicani verso gli Stati Uniti è di 390.000 persone, per un totale di 12 milioni di messicani residenti nel vicino Paese del nord.</p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><a href="#sdfootnote3anc" name="sdfootnote3sym">3</a>A sette anni dai fatti di Atenco, 12 delle 27 donne mantengono una denuncia a livello internazionale contro lo stato messicano. Vedi: http://miradasostenida.net/</p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p><a href="#sdfootnote4anc" name="sdfootnote4sym">4</a>Nato spontaneamente con la contestazione massiccia all&#8217;università iberoamericana di Città del Messico, all&#8217;allora candidato alla presidenza EPN &#8211; costretto da centinaia di studenti che recalamavano giustizia e verità per i fatti di Atenco, a uscire, impaurito e circondato da varie guardie del corpo, dall&#8217;uscita di sicurezza dell&#8217;università &#8211; il movimento #YoSoy132 è andato sempre più prendendo forma (grazie soprattutto alla diffusione di un video via internet di 131 studenti che, credenziale studentesca alla mano, rivendicavano la propria appartenenza alla contestazione a EPN), diventando una realtà fastidiosa e concreta in parecchi stati del Messico. Sarà anche grazie alla varietà e all&#8217;ampiezza di questo movimento che si giunge alla partecipata manifestazione del primo di dicembre. Il movimento, che tra le altre cose si definisce apartitico, laico, pacifico, plurale, autonomo, a carattere sociale/politico e antiliberista, ha saputo diffondere una critica strutturata al monopolio dell&#8217;informazione nel paese. Seppur&#8217;ora in fase di forte ripiego, ha comunque avuto il pregio di riaprire una certa discussione e mobilitazione politica, soprattutto all&#8217;interno di una certa parte di popolazione non troppo propensa a scendere in piazza.</p>
</div>
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		<title>Collaborazione militare fra Messico e Israele</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 05:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Jimmy Johnson e Linda Quiquivix, FONTE: http://www.libre-opinion.org/?p=27219    All&#8217;inizio del mese di maggio 2013, Jorge Luis Llaven Abarca, il nuovo ministro della sicurezza pubblica dello stato messicano del Chiapas, ha annunciato che esiste un&#8217;avvicinamento tra il suo ministero e quello della difesa israelita. Entrambi i paesi hanno fatto dichiarazioni su un coordinamento di sicurezza &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/06/03/collaborazione-militare-fra-messico-e-israele/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p>Articolo di Jimmy Johnson e Linda Quiquivix, FONTE: <a href="http://www.libre-opinion.org/?p=27219    " target="_blank">http://www.libre-opinion.org/?p=27219    </a><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/060727.Bota_.militar-israeli.jpg"><img class="size-full wp-image-17992 alignright" style="border: 2px solid black;" alt="060727.Bota.militar-israeli" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/060727.Bota_.militar-israeli.jpg" width="280" height="313" /></a></p>
<p>All&#8217;inizio del mese di maggio 2013, Jorge Luis Llaven Abarca, il nuovo ministro della sicurezza pubblica dello stato messicano del Chiapas, ha annunciato che esiste un&#8217;avvicinamento tra il suo ministero e quello della difesa israelita. Entrambi i paesi hanno fatto dichiarazioni su un coordinamento di sicurezza in ambito poliziesco, rispetto le carceri e l&#8217;uso della tecnologia (<a href="http://www.excelsior.com.mx/nacional/2013/05/08/898070" target="_blank">“Militares de Israel entrenarán policía chiapaneca”,&#8221; Excelsior, 8 maggio 2013</a>).</p>
<p>Il Chiapas è la terra dei e delle zapatiste (EZLN), un movimento di liberazione nazionale a maggioranza indigena maya, che ha ricevuto un appoggio globale da quando si rivoltò contro il Governo messicano nel 1994. Gli zapatisti hanno recuperato terre dove hanno potuto costruire cooperative, scuole autonome, cliniche collettive e altri tipi di strutture comunitarie e democratiche.</p>
<p>Nei 20 anni successivi alla rivolta, il governo messicano non ha mai messo fine ai programmi contro-insorgenti in Chiapas. Quando Llaven Abarca è stato scelto come ministro della sicurezza in dicembre, diverse organizzazioni di diritti umani hanno espresso la loro preoccupazione sulla possibile <i>escalation</i> di violenza, tenendo conto del suo passato di arresti arbitrari, uso della forza pubblica, arresti preventivi e criminali, minacce di morte e tortura. <span id="more-17982"></span><br />
(<a href="http://www.frayba.org.mx/archivo/noticias/121214_pronun_conjunto_llaven.pdf" target="_blank">&#8220;Concern about the appointment of Jorge Luis Llaven Abarca as Secretary of Public Security in Chiapas,&#8221; </a>Fray Bartolomé de Las Casas (Frayba).</p>
<p>Di fatto, i suoi recenti contatti col personale israelita sono stati “concentrati sul condividere esperienze”, ha dichiarato Abarca. Questa potrebbe essere la prima volta che il governo messicano fa pubblico la sua coordinazione militare con Israele in Chiapas. Va detto che questo accordo è solo l&#8217;ultimo passo di una lunga storia di esportazioni militari israeliane verso questa regione, una industria che è andata crescendo dall&#8217;esperienza della conquista e “pacificazione” della Palestina.</p>
<p><b>Aumento d</b><b>ella</b><b> vendita di armi</b></p>
<p>Le prime milizie sioniste (Bar Giora e HaShomer) furono formate per avanzare negli insediamenti palestinesi. Un altro corpo armato sionista, l&#8217;Haganah – precursore dell&#8217;esercito israeliano e successore del HaShomer- cominciò ad importare e produrre armi nel 1920.</p>
<p>Imprese israeliane iniziarono ad esportare armi in America Latina a partire del 1950, incluso in Nicaragua e Repubblica Domenicana durante le dittature di Somoza e Trujillo. Enormi investimenti del governo nell&#8217;industria bellica sono continuati nella guerra del <a href="http://electronicintifada.net/tags/1967-war" target="_blank">1967</a> e durante l&#8217;embargo di armamenti successivo, da parte dei francesi. Armi israeliane, poliziotti, addestramento militare e equipaggiamenti sono stati inviati in almeno 140 paesi, come in Guatemala nel 1980, durante la dittatura di Efraín Ríos Mont,<a href="http://www.nytimes.com/2013/05/11/world/americas/gen-efrain-rios-montt-of-guatemala-guilty-of-genocide.html?_r=3&amp;" target="_blank"> recentemente sentenziato per genocidio del popolo maya</a>.</p>
<p>Il Messico ha cominciato a ricevere armamenti israeliani nel 1972, con la vendita di 5 aerei Arava da parte di<a href="http://electronicintifada.net/tags/israel-aerospace-industries" target="_blank"> Israel Aerospace Industries</a>. Le esportazioni di armi e apparati di sicurezza elettronici sono continuate durante gli anni &#8217;70 e &#8217;80. Secondo le ricerche che abbiamo fatto, le vendite sono aumentate dall&#8217;inizio dell&#8217;anno 2000.</p>
<p>Nel 2003, il Messico ha comprato elicotteri che appartenevano all&#8217;esercito israeliano ed alla Industria Aeroespacial Israel Gabriel Misiles. Nello stesso anno un&#8217; altra impresa di sicurezza israeliana, Magal Security Systems, ha ricevuto diversi contratti per sistemi di vigilanza “per proteggere le istallazioni delicate in Messico”, come ha riportato The Jerusalem Post.</p>
<p>Nel 2004, Israel Shipyards ha venduto lanciamissili, e successivamente Aeronautics Defense Systemas e <a href="http://electronicintifada.net/tags/elbit" target="_blank">Elbit Sytstemas</a> hanno vinto appalti con la polizia federale e le forze armate per utilizzare droni allo scopo di vigilare la frontiera (<a href="http://www.globes.co.il/serveen/globes/docview.asp?did=1000425962%29" target="_blank">&#8220;UAV maker Aeronautics to supply Mexican police</a>,&#8221; Globes, 15 febbraio 2009). Verint Systems, una casa tecnologica fondata da personale dell&#8217;esercito israeliano ha vinto diversi appalti patrocinati dagli Stati Uniti a partire dal 2006, per interferire massivamente nelle telecomunicazioni messicane, secondo Jane&#8217;s Defence Weekly.</p>
<p><b>Addestrati da Israele</b></p>
<p>Secondo documenti riservati della <a href="http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB109/940511.pdf" target="_blank">Defense Intelligence Agency</a> ottenuti con una richiesta di libertà di informazione, personale israeliano fu inviato discretamente in Chiapas in risposta alla rivolta zapatista del 1994, con il proposito di “provvedere all&#8217;addestramento dell&#8217;esercito e le forze di polizia messicane”&#8221;.</p>
<p>Il governo messicano ha anche fatto uso dell&#8217;aeronave Arava per dispiegare il suo Grupo Aeromóvil de Fuerzas Especiales (GAFE). I commandi GAFE <a href="http://www.sdpnoticias.com/nacional/2012/10/14/el-lazca-recibio-entrenamiento-militar-en-israel-y-eu" target="_blank">furono addestrati da Israele e Stati Uniti</a>. Vari elementi successivamente disertarono il GAFE e crearono &#8220;Los Zetas&#8221;, attualmente il cartello del narco più violento e potente in Messico (&#8220;<a href="http://www.worldpoliticsreview.com/articles/4866/los-zetas-and-mexicos-transnational-drug-war" target="_blank">Los Zetas and Mexico&#8217;s Transnational Drug War</a>,&#8221; World Politics Review, 25 dicembre 2009).</p>
<p>Il Messico fu preso di sorpresa dagli zapatisti, quando si ribellarono lo stesso giorno in cui entrava in vigore il Trattato di Libero Commercio con il Nord-America. Il governo messicano si vide costretto a rispondere ai <i>dictamen </i>degli investitori stranieri, come il famoso caso del memorandum filtrato del caso <a href="http://govt.eserver.org/chiapas-and-chase-report.txt" target="_blank">Manhattan Bank</a>: &#8220;Mentre il Chiapas, per quanto ci riguarda, non rappresenta una vera minaccia alla stabilità politica messicana, contraria è la percezione di molti degli investitori. Il governo dovrà eliminare gli zapatisti per dimostrare il suo controllo effettivo del territorio nazionale e della sua politica di sicurezza&#8221;.</p>
<p><b>Marketing della “stabilità”</b></p>
<p>Oggi, davanti un popolo in aperta ribellione contro il proprio annientamento, dare la percezione di stabilità continua ad essere un importante <i>modus operandi</i> del governo messicano. Per Israele il <a href="http://electronicintifada.net/tags/oslo-accords" target="_blank">“processo di pace” di Oslo </a>e il cambiamento in senso neoliberista della<a href="http://electronicintifada.net/tags/palestinian-authority" target="_blank"> autorità palestinese</a>, hanno aiutato a fomentare una percezione illusoria di pace e stabilità mentre la colonizzazione della Palestina continua.</p>
<p>Di fatto “creare un&#8217;atmosfera di stabilità” è stato l&#8217;obbiettivo dichiarato dei recenti contatti Messico-Israele; in questo modo si intende perché la presenza israeliana in Chiapas venga ora non solo resa pubblica quanto piuttosto, <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2007/jun/16/israel.comment1" target="_blank">come sostiene la giornalista Naomi Klein, </a>“sponsorizzata”.</p>
<p>Manipolare le percezione della gente è il primo obbiettivo da raggiungere per quei governi la cui ambizione comune è annichilire. Così, come Israele condivide col Messico la propria esperienza militare contro i palestinesi, è altrettanto probabile che Israele possa applicare le tattiche di contro-insorgenza messicane per opprimere il popolo palestinese.</p>
<p>La relazione militare fra Israele e Messico equivale come gli stessi zapatisti hanno riconosciuto da tempo alla loro affinità con la lotta palestinese. Questo messaggio è stato sottolineato dal portavoce zapatista Subcomandante Insurgente Marcos, quando Israele stava bombardando Gaza all&#8217;inizio del 2009 (<a href="http://mywordismyweapon.blogspot.be/2009/01/of-sowing-and-harvests-subcomandante.html" target="_blank">&#8220;Of sowing and harvests</a>&#8220;,  My word is my weapon, 4 gennaio 2009). Nonostante la distanza che divide Chiapas e Gaza, Marcos ha evidenziato che le loro esperienze han fatto in modo che la gente dei due territori si senta vicina.</p>
<p>Vale la pena ricordare le parole di Marcos: “Non molto lontano da qui, in un posto chiamato Gaza, in Palestina, in Medio Oriente, qui vicino, un esercito fortemente armato e ben addestrato, quello del governo di Israele, continua la sua avanzata di morte e distruzione”.</p>
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		<title>Intervista Audio a Hector Patishstan</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 18:42:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aquí viene una entrevista a Hector Patishstan Ruiz hijo del profe, preso político de Chiapas detenido desde el 19 de Junio 2000.Por esta fecha se están organizando actividades de distintos tipos. Hector nos informa brevemente sobre el caso de su papa y sobre la campana para su liberación que se está llevando a cabo en &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/05/26/intervista-audio-a-hector-patishstan/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>Aquí viene una entrevista a Hector Patishstan Ruiz hijo del profe, preso político de Chiapas detenido desde el 19 de Junio 2000.Por esta fecha se están organizando actividades de distintos tipos. Hector nos informa brevemente sobre el caso de su papa y sobre la campana para su liberación que se está llevando a cabo en los últimos meses.</p>
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