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	<title>mexico @ nomads network &#187; News</title>
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		<title>Donna incarcerata per aver tentato di difendersi da uno stupro: YAKIRI LIBRE!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 12:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>K</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Yakiri Rubí Rubio Aupart]]></category>

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		<description><![CDATA[Al grido di ” la stessa giustizia che ci opprime nelle lotte, condanna Yakiri perché non ha accettato di farsi ammazzare” il 29 Dicembre una manifestazione ha colorato di viola e bianco le strade del centro di Città del Messico. Centinaia di persone di ogni età con striscioni e fiori in mano hanno chiesto la &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2014/01/02/donna-in-carcere-per-difendersi-di-violazione-yakiri-libre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p><img class="alignleft" alt="" src="http://www.lajornadadeoriente.com.mx/wp-content/uploads/2013/12/Yakiri-Rub%C3%AD-Rubio-Aupart-620x400-copy.jpg" width="307" height="212" />Al grido di ” la stessa giustizia che ci opprime nelle lotte, condanna Yakiri perché non ha accettato di farsi ammazzare” il 29 Dicembre una manifestazione ha colorato di viola e bianco le strade del centro di Città del Messico. Centinaia di persone di ogni età con striscioni e fiori in mano hanno chiesto la liberazione immediata di Yakiri Rubí Rubio Aupart.</p>
<p>Il caso giudiziario di Yaki è pieno di irregolarità, come racconta suo padre, José Luis Rubio .</p>
<p>Tutto è iniziato il 9 dicembre 2013. Yaki fu rapita, portata in un albergo, picchiata e violentata. Dopo quell&#8217;orrore il suo aguzzino tentò di ucciderla con un coltello, ma la giovane ventenne combatté con tutte le sue forze per difendersi perché, come dice nella lettera che ha scritto in occasione della manifestazione , “io amo la vita! E così come ho lottato per rimanere in vita ora voglio lottare per la mia libertà . ”<span id="more-19842"></span></p>
<p>Yaki si è difesa, ha lottato per sfuggire alla morte, e nella colluttazione il coltello si è conficcato nel collo del suo aguzzino, che è poi fuggito lasciandola libera. Libera, fino a quando Yaki ha incontrato scappando dall&#8217;albergo agenti della polizia che, anziché soccorrerla in quanto vittima di una violenza, non hanno affatto seguito la normale procedura di una denuncia per stupro. Anzi paradossalmente la hanno arrestata, senza farla visitare da un medico, senza curarsi delle ferite riportate , senza permetterle di chiamare la sua famiglia o un avvocato/ essa. Yaki è stata fortunata a sopravvivere, ma uno Stato femminicida non la perdona; lo stesso giudice incaricato dal suo caso è stato segnalato nel 2011 per molestie sessuali alla sua segretaria.</p>
<p>José Luis Rubio racconta che, da quando ha iniziato a difendere i diritti della figlia, sta ricevendo tanti messaggi da altre donne che hanno vissuto la stessa orribile sorte di Yaki, e che sono state messe a tacere spesso dalle loro stesse famiglie, per paura, senso di colpa, per il “che dirà la gente” . La testimonianza di una giovane durante la manifestazione lo conferma, cosi&#8217; come le cifre delle ultime statistiche rilasciate da <i>Inmujeres</i>: nello Stato del Messico, 7 donne su 10 subiscono una qualche forma di violenza sessuale o sessista, ma solo il 9,2 % denuncia il suo aggressore.</p>
<p>Quello di Yakiri Rubino è un caso unico che mette bene in evidenza la corruzione del potere e il diverso trattamento riservato dalla giustizia al genere femminile.<br />
Al momento sono attive diverse campagne di solidarietà con Yakiri .</p>
<p>Alla pagina web <a href="http://www.change.org/petitions/liberen-a-mujer-que-defendi%C3%B3-su-vida-durante-una-violaci%C3%B3n-justiciaparayaki" target="_blank">Change.org</a> è possibile firmare una petizione per chiedere l&#8217;immediata liberazione di Yaki.</p>
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		<title>Alberto Patishstan torna in visita al CERSS n 5</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 16:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripreso e tradotto dal blog di Alberto Patishstan Alejandro è un indigeno Tsotsil originario di Mitontic, l&#8217;ultimo rimasto in carcere dell&#8217;organizzazione “Solidarios de La Voz del Amate”. Secondo Patishtan: “Alejandro è accusato di un delitto che non ha mai commesso, per questo lo sto appoggiando e continuerò reclamando la sua libertà”. Alberto Patishtan Gomez, ex &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/12/22/alberto-patishstan-torna-in-visita-al-cerss-n-5/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ripreso e tradotto dal <a href="http://albertopatishtan.blogspot.mx/2013/12/alberto-patishtan-regresa-al-cerss-no-5.html" target="_blank">blog di Alberto Patishstan</a></p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/h0TQ7p0cZow" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Alejandro è un indigeno Tsotsil originario di Mitontic, l&#8217;ultimo rimasto in carcere dell&#8217;organizzazione “<i>Solidarios de La Voz del Amate</i>”. Secondo Patishtan: “Alejandro è accusato di un delitto che non ha mai commesso, per questo lo sto appoggiando e continuerò reclamando la sua libertà”. Alberto Patishtan Gomez, ex prigioniero politico del El Bosques, Chiapas, ha visitato il suo compagno Alejandro Diaz Santis nel carcere CERSS número 5 (<i>Centro de Reinserción Social para Sentenciados</i>) di San Cristobal de Las Casas, Chiapas.</span></p>
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<p align="JUSTIFY">ll professor Patishtan, che di recente ha visitato il Presidente della Repubblica, racconta che “una delle rivendicazioni che ho sottoposto a Pena Nieto riguarda la libertà delle persone ingiustamente incarcerate; indigeni e non indigeni”</p>
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<p align="JUSTIFY">“Siamo vicino ai nostri, a quelli che soffrono, a quelli che realmente hanno bisogno di noi. Alejandro non è solo” dice Patishtan.</p>
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<p align="JUSTIFY">Fronte alle molte critiche del movimento per avere incontrato Peña Nieto, Alberto ricorda: “Sono lo stesso di prima, sola che ora ho una maggiore libertà di spostamento, pero&#8217; sono sempre io” e inoltre “tutto quelllo che ho vissuto non si potrà mai dimenticare”</p>
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		<title>(Español) OtraEuropaInfo 12</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 22:38:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Otra Europa Info es un palabra que viene volando desde Europa, la de abajo, la que lucha contra el poder. Es una transmisión radio creada colectivamente por los compañeros y las compañeras de los colectivos libertarios de la Plataforma Internacionalista por la Resistencia y la Autogestión Tejiendo Autonomías &#8211; PIRATA, que viven y se &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/09/28/espanol-otraeuropainfo-12/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://archive.org/embed/OtraEuropaInfo12" height="30" width="500" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p><img class="alignright" alt="" 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AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA//2Q==" width="174" height="289" />La Otra Europa Info es un palabra que viene volando desde Europa, la de abajo, la que lucha contra el poder. Es una transmisión radio creada colectivamente por los compañeros y las compañeras de los colectivos libertarios de la Plataforma Internacionalista por la Resistencia y la Autogestión Tejiendo Autonomías &#8211; PIRATA, que viven y se organizan en diferentes lugares de Europa.</p>
<p>En la Otra Europa Info tomamos algunas de las noticias de los movimientos más relevante del los últimos meses para contar nuestras luchas y tratar de construir este puente entre México y Europa que llamamos REBELDIA&#8221;.</p>
<p>En esta edición de La Otra Europa Info escucharemos:</p>
<p><b>España- Pais Basco</b>- Libertad para el preso politico Lander Fernandez Arrinda</p>
<p><b>Italia- Sicilia</b>- Las antenas del MUOS, otro proyecto de muerte</p>
<p><b>España- Catalunya</b>- Motin en el penal de Cuatro Camins</p>
<p>Desde <b>Rusia</b>- El caso de las Pussy Riot</p>
<p><b>Italia</b>- Visita de Ignacio Del Valle en el <b>Valle de Susa</b></p>
<p><b>Alemania</b>- Centro de refugiados y la extrema derecha en <b>Berlin</b></p>
<p>y la profundicacion sobre la situacion en <b>Grecia</b> con un compañero anarquista</p>
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		<title>Liberati gli ultimi arrestati del #1SMX</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2013 23:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Messico]]></category>
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		<category><![CDATA[città del messico]]></category>
		<category><![CDATA[pres@s politic@s]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolo di Regenaracion Radio Nella mattinata del 6 settembre sono stati liberati sotto cauzione, sei degli ultimi 7 arrestati del #1SMX. Si tratta di Gustavo Ruiz Lizárraga, Julián Humberto Luna Guzmán, Gonzalo Amozorrutia Nava, Pavel Alejandro Primo Noriega, Omar Beristaín Montiel e Gabriel Carrión Soto, che hanno dovuto pagare una cauzione compresa tra &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/09/07/liberati-gli-ultimi-arrestati-del-1smx/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="" src="https://sphotos-a-mia.xx.fbcdn.net/hphotos-frc3/p480x480/1170701_428505313937471_974247722_n.jpg" width="250" height="150" /></p>
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<p>Da un articolo di <a href=" http://www.regeneracionradio.org/index.php/represion/presos-politicos/item/4028-seis-de-los-siete-detenidos-el-1smx-obtendran-su-libertad" target="_blank">Regenaracion Radio</a></p>
<p>Nella mattinata del 6 settembre sono stati liberati sotto cauzione, sei degli ultimi 7 arrestati del #1SMX.</p>
<p>Si tratta di Gustavo Ruiz Lizárraga, Julián Humberto Luna Guzmán, Gonzalo Amozorrutia Nava, Pavel Alejandro Primo Noriega, Omar Beristaín Montiel e Gabriel Carrión Soto, che hanno dovuto pagare una cauzione compresa tra i 126,000 e i 135,000 pesos messicani (tra i 7200 e i 7800 euro circa).</p>
<p>Jesse Alejandro Montaño ha dovuto invece aspettare la notte del 6 per essere liberato, anche lui sotto cauzione.</p>
<p>Si è raccolta questa grossa cifra grazie alla grande solidarietà che c&#8217;è stata attorno questo nuovo episodio di repressione perpetuato dalla Polizia del Governo del Distretto Federale (Città del Messico).</p>
<p>Circa un centinaio di persone hanno aspettato la loro uscita in un ambiente festivo, gridando slogan per la loro libertà. Accolti fra baci e abbracci, ai compagni si leggeva la felicità in volto per potere essere nuovamente per strada.<br />
La liberazione di tuttx (ricordiamo che gli arresti del primo settembre sono stati 16) è stata possibile grazie alla pressione politica, le mobilitazioni e l&#8217;attività incredibile di raccolta di fondi di tuttx quellx che sono statx solidalx per la libertà di tuttx i/le detenutx del #1SMX.</p>
<p>Ricordate che adesso abbiamo molti debiti da ripagare e vi invitiamo a continuare ad appoggiare economicamente al seguente conto:</p>
<p><b>Banamex, n</b><b>u</b><b>mero: 2877071. C</b><b>hiave</b><b>: 002180700628770710, a </b><b>nome di</b><b> José de Jesús Maldonado</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MESSICO: sugli arresti del primo settembre e su come supportare gli arrestati.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 18:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa. Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/09/05/messico-sugli-arresti-del-primo-settembre-e-su-come-supportare-gli-arrestati/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
H2 { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }H2.western {  }H2.cjk { font-family: "DejaVu Sans","MS Mincho"; }H2.ctl { font-family: "Lohit Hindi","MS Mincho"; }P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: "DejaVu Sans","MS Mincho"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: "Lohit Hindi","MS Mincho"; font-size: 12pt; }A.western:link {  }A.ctl:link {  }
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<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pajaritos.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-19602" alt="pajaritos" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/pajaritos-181x300.jpg" width="181" height="300" /></a>Domenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la strategia del Governo del DF (Distretto Federale) ha sparpagliato questi ultimi in quattro diversi ministeri pubblici, situati lontano dal centro della città’, dove hanno avuto luogo gli arresti. Rendendo cosi’ più’ complicato per i compagni ricevere consulenza legale. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I reati di cui sono accusati sono diversi: attacchi contro la pace pubblica (utilizzo di sostanze tossiche, incendio, inondazione o violenza estrema), resistenza all’arresto, possesso di oggetti atti ad attaccare, impedimento del legittimo esercizio dell’autorità e oltraggio all’autorità. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Esistono video e foto che dimostrano che gli arresti sono avvenuti senza che ci fosse flagranza di delitto e che tutte le accuse che vengono mosse sono chiaramente false.</span></p>
<style type="text/css"><!--
PRE { direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }PRE.western {  }PRE.cjk {  }PRE.ctl {  }P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: "DejaVu Sans","MS Mincho"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: "Lohit Hindi","MS Mincho"; font-size: 12pt; }A.western:link {  }A.ctl:link {  }
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<pre><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://subversiones.org/archivos/12189">http://subversiones.org/archivos/12189</a></span>
<span style="font-family: Arial,sans-serif;"><a href="https://vimeo.com/73590423">https://vimeo.com/73590423</a></span>
<a href="https://vimeo.com/73681563">https://vimeo.com/73681563</a>
<a href="https://vimeo.com/73877015">https://vimeo.com/73877015</a></pre>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I delitti per cui sono stati accusati non sono considerati gravi, così che nella giornata di martedì 3 settembre nove dei e delle detenute sono stati liberati in seguito al pagamento di una cauzione. Tuttavia il processo nei loro confronti resta aperto.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I nove sono:<br />
1.- <b>Ana Berenice de la Cruz Cortés</b> – Studente di Comunicazione<br />
2.- <b>Estela Morales</b> – Locutrice di Regeneracion Radio<br />
3.- <b>Alejandro Amado Frausto</b> &#8211; Giornalista indipendente<br />
4.- <b>Silvia Colmenaro</b> &#8211; Poeta e studente di Filosofia e Lettere<br />
5.- <b>Ángel Francisco Hernández Lezama</b> &#8211; Minorenne<br />
6.- <b>Jesús Uriel López Ramírez</b> &#8211; Minorenne<br />
7.- <b>José Eduardo Alonso Vigueras</b>- di 21 anni<br />
8.- <b>Marco García Alatorre</b> – Studente di 22 anni<br />
9.- <b>José Luis García Arce </b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per i restanti sette le cose vanno diversamente: il pomeriggio del 3 settembre amici e familiari riescono a raccogliere il denaro necessario e viene pagata una cauzione di 23,500 pesos messicani (oltre 1300 euro) per 4 degli arrestati: Julián Humberto Luna Guzmán, Gustavo Ruiz Lizarraga, Pavel Alejandro Primo Noriega, Juan Daniel Velázquez. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nonostante l’effettuato pagamento della cauzione, l’incompetenza e la mancata volontà’ delle autorità’ giudiziarie di liberare i detenuti provoca il trasferimento di quest’ultimi dal Ministero Pubblico di Milpa Alta al Reclusorio Sur.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Mercoledì 4 settembre la cauzione per <b>Gustavo Ruiz Lizárraga (Flux)</b> e <b>Juan Daniel Velazquez Peguero </b>viene aumentata da 23,500 a 126,476 pesos messicani (oltre 7000 euro) e probabilmente la stessa sorte toccherà a tutti quelli che sono stati arrestati.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I sette che sono stati trasferiti al Reclusorio Sur sono:<br />
1.- <b>Jesse Alejandro Montaña Sánchez &#8220;Jamspa&#8221;</b><br />
2.- <b>Omar Berinstain Montiel</b>, 19 anni<br />
3.- <b>Gabriel Carrión Soto</b>, 19 anni<br />
4.- <b>Gonzalo Amozurrutia Nava</b><br />
5.- <b>Gustavo Ruiz Lizárraga</b>, dell&#8217;Agenzia Indipendente SubVersiones<br />
6.- <b>Pavel Alejandro Primo Noriega</b>, di Multimedios Cronopios<br />
7.-<b> Juan Daniel Velazquez Peguero</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Dopo le giornate del 1 dicembre 2012 e del 10 giugno 2013, caratterizzate da un gran numero di arresti arbitrari, gli avvenimenti del<b> </b>primo di settembre<b> </b>confermano<b> </b>che è iniziata una nuova battaglia da parte di Enrique Peña Nieto e del governo di Città del Messico per eliminare il diritto all&#8217;informazione e alla libertà di espressione, in cui media liberi e giornalisti indipendenti vengono presi di mira come fossero criminali.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<style type="text/css"><!--
P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: "Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: "DejaVu Sans","MS Mincho"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: "Lohit Hindi","MS Mincho"; font-size: 12pt; }A.western:link {  }A.ctl:link {  }
--></style>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">VI CHIEDIAMO DI DIFFONDERE IL PIÙ’ POSSIBILE LA NOTIZIA SULLA SITUAZIONE E CHIEDIAMO LA VOSTRA SOLIDARIETÀ’, IN QUALSIASI MODO VI E’ POSSIBILE.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per i compagni dei mezzi di comunicazione indipendenti <b>Gustavo Ruiz Lizarraga e Pavel Alejandro Primo Noriega</b>, il numero di conto è: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Banco Santander Serfín</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Brenda Anaid Piña Burgoa </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">CONTO 56591607217 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">CHIAVE 014180565916072175 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">SWIFT 021000021 </span></p>
<p><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Per gli altri detenuti:</span></strong></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Banamex sucursal </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Jose de Jesús Maldonado Alva </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Numero di conto 28770771 </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Chiave 002180700628770710</span></p>
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		<title>(Español) Entrevista con Zafhada de Radio Caracol de Mazunte</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2013 19:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Messico]]></category>
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		<category><![CDATA[La Voz de Mazunte]]></category>
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		<category><![CDATA[Radio libres]]></category>

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		<description><![CDATA[Escuchas el AUDIO de la entrevista En la Convergencia de Medios Libres de San Cristóbal de las Casas entrevistamos la Zaphada, compañera periodista del DF que vive en Mazunte hace unos años y que, juntxs con otrxs compas y personas del pueblo, está participando en el proyecto de Radio Caracol la Voz de Mazunte. “Radio &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/30/english-entrevista-con-zafhada-de-radio-caracol-de-mazunte/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
P { margin-bottom: 0.21cm; }
--></style>
<p><a href="http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL01leGljby9SYWRpb0xpYnJlcw/html" target="_blank">Escuchas el AUDIO de la entrevista</a></p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" alt="" src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxQTEhUUEhQWFRUWGBoaGBcYGCEeHhoiIB8dHR4gHyMhHSggHCMlHx4hIjEhJSwrMC8uGyI2ODMtOCgtMC8BCgoKDg0OGxAQGywlICQtLCwsMTc1LCwwNDAsLDQrLCw0LDQsLiw0LCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCw0LCwsLP/AABEIAIAAgAMBIgACEQEDEQH/xAAcAAACAwEBAQEAAAAAAAAAAAAFBgMEBwIAAQj/xABEEAACAQIFAQcBBQQHBQkAAAABAgMEEQAFEiExQQYTIjJRYXGBByNCkaEUcpKxFjNSU2LB4TRjg7LxF0NzgoSTo8LS/8QAGQEAAwEBAQAAAAAAAAAAAAAAAgMEAQUA/8QAKxEAAgIBAwMCBQUBAAAAAAAAAQIAEQMSITEEQVETIiMyYZGxBVJxgaEU/9oADAMBAAIRAxEAPwDccex7Ec86opZyFUblmNgPknYY9PSS+IamoSNS7sqqu5ZjYD64UK/7SaXUY6VZa2QbaYFuo+XNkA+uFTNTmdU3e1LU1HGniUOTJ3Y6m2ylh/aPF9rXwLNQ2hBSY1Z725WMeDTGp4klvdv/AA4x4n+Tb64zzN+17zMVs0u2/wC0PZf/AGV8P8ZBx7L+zVBJ31TLmE9VoA72RAUUk8KukEsfRFPUbbjBHLezmXLOkLUfdyFWZRMAxkAtexDlSRfcc8YmYE/MY9Ao7RPrc5kUWkq0jA/AjKtvhYwxH8WBzZ5T28VVUN+6JG/55l/ljSayejVXSlipJJkcII/CtmJt4mt8/l82Mx5jTJTtMe5KRpqfRpbTYbjb32B64wKtcGGWPapjiZ9Btpqp4/lX/wDpUH+WC9L2hcj7utjfbyu25+kiAn41YbHzGdqY1RpKV9UesQAHUqng6tJDm25AUfOJ+0dRQ00sEE1LCzVEmk+AeBb2D7DjUQvT8XpjxRSaqZrbvUX8n7YPC2kgKTvemcJf/hEmNvob40Ts/wBuxILNaYL5mjBEi/vxHcfKk/GFPtRkOXU4j10AfvZBEO6YKwc8CxYC23N9sUR2LojUBIZaqkqEXWqMwJ0+q3uHF+QG+caBQtTAajtU2zL6+OZBJE4dCSLg9RyD6EehxaxjceWZpTt3tNVQTMbX1oYzIB0axKvt15F+mGik+0hY7LmNNNRnjWRrhJ9nXj4IGKEaxEspEfMexWoMwinQSQyLIh4ZGBH5jFi+DgxEq+3UlQSmWQiQbg1U11hHTwDzS/Sw98LGf00MXdzZtPJVapAg1i0MZIJuIxsBsRc3P64o5z2hdqajq46xEDyIGpwo7tUvZwdtf3e122HoBti79olUnc0xLx6GnBDSDVHYo4uQPMAGva/phDMxI8RyqoH1lnt1DKtG0lJL3Xcpr0xBQrpcHkC4sL2Kkc4q9pJ2pIqavpGbu2aPvoy7MssclrXDE2ccXHr9McdmcnrKfvKRdNVR93ZZZbx6dSm4W2osm9/a+xxXppqWliipams/bO4IKwU8d91N11kE6gp4uVHFwcZVQtyYOeidHzKkhF3hqYayGO9i4Bu6qPoth7YY80ro6qeiamkEhjn71io/q00sGDj8JJsuk73HG2AE3aL71pYKCGORiT3076pN+tlHh+NRxTqM/rXNnqtJP4YY1UnoLltX5m2AZ1J5jl6fJV1t9o39oOzCsiKiSvEZCzxpY6HY6lksWGpVOq63JOrYgXxN/QVGUmTWryUzQsAF0qX8TN4VUt4vX0xnLVUjm8tVUcr5pXLWN7HShVRvtzyR9aDU0IuXMz25sBck32uXbg6R189+m+6jxcWVA8TV8iaqhp0hencywoFuttDheGBuDuPwkXv+eFTtBkVVVQ1s0qVUMrsgSnCK4KpvELrdtiTcgjc9cKiw0ZewkmSxAuyA2sPESFa5swtYYI0VOwRWiqWA28tRJGRfa1mJVgByQdI4vjwbSZ7SG7xqziu/ap8qEiy051s8pZGUrIFAUXZbbtqtze+JMlrIVrK6ermDPTHukkcgER6bsoQWBN+o5wBhzutXYVku63CTKG2PpsCR73OO5s8Mo01VFS1PF3XwP+oN/wAxjPUXiNPS5aur/wBlzLMwlkzameRZYzLHKiwOhVY12KgE7OSLM1uDYdMHcuzqorZZxTGKKnhk7rW8Zk75/wAQtrUIo2338w5wJGY0U81LI1TNSyUxHdxzABOgYXNwbgBSQ3vg9kdE1IJY0iMkckryxOrKAA9jpcnix6rq2wRIraJ0kGjAyilF5o3bLKou8f3LD7xo7hj3Y2lTVexIHB4w0UPbaopwpr40mgYAispvEoHrInKj/ECRgX2XURvX1czBHMzrI17d3HH5AN9rqdfS9xgPQ5zUCCnjgGmpq6iWdEbyxws5YmTa4Ug7AW9uNzDGAVBl+HLGpqyp7qNDSVCB6gyeBY23vY28YYEkrwL8jbC/HndJShY6CA1TayqzTOTHGbXIQkEkAW2Ww3G++FDtt2rlqnKSG6rcCND4E+f7xv8AEdh0GCmTTLKEdeETTxbxtvJt6WCqPYYDJaLqMdgT1MgQQhmE00/+0zNIP7tfDH/CD4v/ADE44hFhpRQq+gFsTMuKGZ1XdpYGzNcA+gHLfT+ZGIAWyGp3dGPApauJWzCtO6xkArfUx4BtfT7m3XgY7go5WXYNGoBYMy3ZrDvFPToBueNY9cd9ncuWdg77RL6b3CkXJ9wHufzOH9coWOMDVsu7G+x8AVvexUfS+HPkXF7RzOM+Rs7am4izl2SRK6q6BrNd73Oq4a436Huz/EcE6alTSmoXYi7HYX9f+Ui3+P8AIfmWbxQkhpFJTyuDuSCNiB16/PsxAGy9sohpKj8Q2A4HVb334HPp7nAacjbwPaDD8tNEQDZSxAubAKL/ABwL367LHYWuTgTP2diY3RQlxsbdL2BNuCTsFAPHG2/yDPIpbKpBAAG1wb2YHcj1Ppg1RbtGB1UEm/qqgG9vQvb6nGW6TwCmKs+uBO6kAZC1zuL3/Dvu6n8uuOKWe9gxDcAN6/Pox5GHSrUbqfLxp4FjxcA3Zn53Nrfqm5tQhBYDVGfKfX35sCD1+MEjjIKMZiyNhNrxLJ3uDuOo5H5cY4onkpyWppGhvuU80Z+UO31FjiDLpSw0t5152tqB4YfPXFnT1GAtkNTraceZbqGKftXTytbMKWNJI9I/aAutBquFvcXTg2vcXHTFylhqKRpZ40bMXqWjWOpRwNKjYK4AIVQdyy89QtsK/wCz3dRe3eXiv6Ft0PvaQL/EcLuVZ3LST97AXiiZrHwkoTyQw4Okkjbe3GLcZ1icbqcXpPUf6ujy2nuJFWeQ+WIuZHc9Ba9gTxc2wu9n0tAGA0h2Z9I4W52A9rfywVr6eOKeFYkWMKj+UW/G5Fz9AMAJ64wUkZCE/dqAwIspI2uOThLkuukeZR0lIxduwhsG/rhTz2cSS6Ta19C+nhO9/S7foOuGHKq7vYw5QqLc3G9ubem+BnY+HvcwhGnfSxfT6G97g723sR74zCugsT2jf1DKGRQODHzKoQgWOMlSCNiPEptY3G+9tmRrA2up3wD7V9rWjUwxgDSVAkBtYgG9hvp/y43vhuqsvjjRmuwCAldzsPQHUDYegOMwoaNJqiZ5d4IFMjqTa9r6RwbamuSPp0uV4NOQlz2kDkgaRKOXdnZplEjFUitfvJNlA6WBNz13B6HbF6j7GxyWEddAzHYAKfjbxf5dcdVNGalY6mskP3t1ggiW7MBubLeyjjf4vbFp8gpXABWekmYgRPIbqzb7XBNjtYXI2G2Ky7ea/qJAHiAs97MVFCVMourcOtyu1jv6fBwQ7N9pCh0SElTte+9txYHpseelz64O9na1w7UdWAxUeEnqo24PQ7bkjYceql2kyxKebTHupUEethsSR01WuMYG1+x+ZtafcJoUjamuSLb+w4G+4IReAebCw3tvNMgdCvibWBZtK8/2l1nXb0sRhe7NVZeMajcBtxc9ODtc2HItx6rzhkRTbaPVydXDP+SsB9Sfk4jcaDKF3ETJG7onVZSrdF5tyD139DghrG9vnHs2pxrBUFeQb3Fr2FtuALje1txsOTSgq+7hD6S4A3AsDYdcMcagCJX0WTTqU8czqvj1RSC/4SQfQjcfrhh7MZbSTwqoi7qZVXvVRmVuNmNvMG5323wp5LmRnXxKRa6s1xY/54M5NQpJLFqBBNPe4JVhZI+CpuP9cEhOMEHtB6orkKuvgy9nOTTRMkzSd9FGLP4AHRLklttn5NyAvxgRl0IkghLAGyqRfcXAt9cRf04niJQ+KQbBJEDa77XDJpuCPVd784myiEpEIyblLC44IIDC30a30OCzqVW5nQMpyFe1SzT04XwrsN9hwL+mF7svPpq49WndSt2JWxG3K7qbi2rpthlFxhQr9UFR3kdwVbUGG1tXH636HAdOdWoeY39RSlVhwJqUJZw2gg9GYP3gG+wLyWQfugHCJFTq0eZohUtpjdLWsVXVfTpuCbni/XDzl9WKlBIuogctKVe37iL4QSfxED4OF7N6OWOZK6AqzBiCrNbvQPhVFh7X5wGFtJKnac9gSLnGa0y99TMQBC1PGodD6ENIFIF9RXcbX5tgfaMNIthBHaUOoZnUgC6SWbcMGst7C5PtbF+jrqRkdYJ0gRmu9NUxhkU8sVsQVNztY9LYgNXRxgh5Vl3uIqeILG5F7ar6mc39TYXG3XFANbbxdSbtFIxqKJ5FKyhGEgHKm256b3+L35wN7elC8Vt7hrtweBcWttc77knboBhp7NQtNK89SLk2EaNyg5Yg/wBo2ANugAwq9s5tdX3f9hG/eud7X9QAOpHOAxn4gHgQ2FLfmd9kU8JuLrZCbsoQ26kkm3HpfDo1IpJ1anHIYRlgNul73+RgB2YohGpYlFO25ZEb380erk9PTB17FtQlQnoGMign0EhawPwv54TmNvcNKqB8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width="128" height="128" />En la Convergencia de Medios Libres de San Cristóbal de las Casas entrevistamos la Zaphada, compañera periodista del DF que vive en Mazunte hace unos años y que, juntxs con otrxs compas y personas del pueblo, está participando en el proyecto de <i>R</i><i>adio </i><i>Caracol la</i><i> Voz de Mazunte.</i></p>
<p align="JUSTIFY">“Radio Caracol empieza hace un poco mas de un año y medio, básicamente por la necesitad de un pueblo de organizarse ante la violencia y la indiferencia” que se estaba dando en Mazunte.</p>
<p align="JUSTIFY"> El ciclo de violencia comenzó hace tres años con el asesinato de una mujer de la comunidad. Un año después otra mujer fue violada y casi la matan.<span id="more-19532"></span></p>
<p align="JUSTIFY"> Dada esta situación, ante el miedo en el pueblo, se organizaron unas asambleas y una de la propuesta que salió fue la de poner una radio comunitaria. Desde pronto se inicio con un noticiero y poco a poco se fueron sumando otros programas: de música, entrevistas en el pueblo, cuentos para niñxs, sobre derechos de la mujer, ecología, migración y cultura zapoteca.</p>
<p align="JUSTIFY"> “Aprendemos todos juntos y compartiendo con el pueblo que es lo mas bonito de todo”. La radio como medio independiente esta jugando un papel importante en la comunidad: hay que decir que en esta parte de la costa oaxaqueña no hay radios comunitarias sino solo el monopolio de algunas radios comerciales, como las de Puerto Angel y Huatulco.</p>
<p align="JUSTIFY"> Al principio de las trasmisiones, recibieron la visita de la Agencia Estatal de Información acompañados por agentes de Policía, probablemente mandados por parte de alguna radio comercial, sin llegar a tener problemas.</p>
<p align="JUSTIFY"> Además el pasado Mayo matan un italiano que estaba viviendo en Mazunte, Alex Bertolli, por cuestiones relacionadas con los carteles de drogas. Esto generó mucho temor y tensión en el pueblo y con la radio se empieza una campaña permanente por la paz.</p>
<p align="JUSTIFY"> Una semana después un criminal conocido que venia acompañado de otra persona encapuchada llegaron a extorsionarlos, amenazando que le iba a pasar lo mismo que al italiano. Emiliano, otro compa de la radio, fue listo en el dejar el micrófono abierto, así que las amenazas se escucharon por aire e incluso en streaming. Mucha gente estaba escuchando radio caracol por internet en este momento, para enterarse de lo que estaba pasando en aquellos días en Mazunte.</p>
<p align="JUSTIFY"> “Es muy triste pensar que esto pasa en una comunidad en la cual no solo uno decide vivir sino también decide luchar de una o otra manera para generar una mejor forma de vida y de convivencia”.</p>
<p align="JUSTIFY"> Otro problema se dio el 11 de junio, después de los encarcelamiento en el DF del 10, Zafhada pasó al aire unas entrevistas con Carlos Esteban Himenez y Uriel Sandoval donde hablan de la campaña mediática en su contra y del hecho de ser perseguidos políticos. Autoridades fueron a la radio y las amenazaron de bajarles la antena si no acababan de “meterse en política”.</p>
<p align="JUSTIFY"> Pero lxs compas allí siguen firme con su postura, informando a la comunidad de forma libre, independiente, horizontal y no comercial.</p>
<p align="RIGHT">Pkt, Nomads, LaPirata</p>
<p align="RIGHT">
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		<title>L&#8217;arresto della comandante Nestora Salgado mostra l&#8217;attacco alle polizie comunitarie di Guerrero</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 12:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista Traduzione di un articolo de SubVersiones Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà ovviamente il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/larresto-della-comandante-nestora-salgado-mostra-lattacco-alle-polizie-comunitarie-di-guerrero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AZhRiyFa9XE&amp;feature=youtu.be" target="_blank">Guarda il video di Nestora durante un discorso ai cittadini di Buenavista</a></p>
<p>Traduzione di <a href="http://subversiones.org/archivos/11910?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+SubVersionesAAC+%28SubVersiones+AAC%29" target="_blank">un articolo de SubVersiones</a></p>
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<p align="RIGHT"><em><img class="alignleft" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTrY5EwfxDjk4oDalW1qE6hFlKgliBMujA-qsb2NN1M_9Kn6n0PyA" width="274" height="183" />Non ho paura dei sicari o della delinquenza organizzata, io ho paura del governo, che il governo mi faccia sparire e se questo dovesse succedere, sarà </em><em>ovviamente</em><em> il governo quello che mi farà uccidere&#8230;sono loro che ci stanno attaccando</em><em>… </em><em>le autorità, l&#8217;esercito, la marina.</em></p>
<p align="RIGHT"><em>Mi sento perseguitata da parte loro e anche la nostra polizia</em><em>.</em></p>
<p align="RIGHT">Nestora Salgado</p>
<p align="JUSTIFY">26 agosto. Recentemente, in una intervista video realizzata con<a href="http://www.youtube.com/watch?v=j5HSP6ILglY&amp;feature=player_embedded#t=1" target="_blank"> Caminante TV</a>, Nestora Salgado García, coordinatrice regionale delle autorità comunitarie e comandante regionale della polizia comunitaria di Olinalá, denunciò la pressione, la persecuzione costante e le minacce di morte che hanno subito da parte delle autorità.</p>
<p align="JUSTIFY">La polizia comunitaria di Olinalá si formò all&#8217;inizio di quest&#8217;anno con l&#8217;intenzione di difendere la gente dal crimine organizzato, vista la inefficacia e disinteresse delle autorità governative ufficiali. Di seguito le parole di Nestora:<span id="more-19392"></span></p>
<blockquote><p>“Loro non avevano occhi né orecchie perché per loro non stava succedendo nulla. In quanto stanche che le autorità non intervenissero, abbiamo dovuto farlo per bisogno, paura, per la necessità di difendere la nostra gente e noi stessi. Altrimenti chi altro l&#8217;avrebbe fatto al nostro posto? Che dovevamo aspettare? Che ci uccidessero? Certo che no. Fu così che il popolo si sollevò in armi, come fu diffuso in quel momento”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Ogni quartiere propose i suoi poliziotti, non abbiamo imposto nessuno, tutti sono di Olinalá, […] abbiamo un gruppo operativo, uno investigativo e la gente che sta dalla nostra parte: così si è formata la Polizia Comunitaria”.</p></blockquote>
<blockquote><p>“Conformammo la Polizia Comunitaria per paura e per necessità di proteggerci”.</p></blockquote>
<p align="JUSTIFY">Olinalá si sollevò in armi il 27 ottobre 2012 per difendere la sua popolazione dai gruppi del crimine organizzato e fu solo più avanti che cominciarono ad avere la consulta e si integrarono alla <i>Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias</i> (CRAC): “Senza sapere che esistesse una polizia comunitaria, noi ci organizzammo come compagni e come amici”</p>
<p align="JUSTIFY">Però il lavoro della polizia comunitaria ha dato fastidio alle autorità, per il fatto di denunciare costantemente le distinte maniere con cui si favoriscono i grandi commercianti, affinché possano controllare la vendita di determinati prodotti, allo stesso modo delle alte tariffe elettriche della CFE (Commisione Federale Elettricità). Inoltre prima della nascita della polizia comunitaria, la popolazione stava denunciando inutilmente: l&#8217;impunità, la mancanza di indagini delle polizie municipali e del personale del comune, prove di estorsioni&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Appena qualche giorno prima dell&#8217;arresto di Nestora Salgado da parte di elementi della marina, il 21 agosto lei denunciò che un gruppo di militari era salito sul tetto di casa sua, mirando alla gente, a modo di intimidazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante il governatore Ángel Aguirre ha dichiarato in diversi spazi il rispetto al ruolo delle polizie comunitarie e soprattutto della validità della legge 701 che legittima il loro lavoro da mercoledì sono state arrestate 29 persone fra: coordinatori, autorità comunitarie e poliziotti comunitari di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo stesso Aguirre, lo scorso 14 novembre, nella città di Olinalá, assicurò che avrebbe appoggiato la formazione della Polizia Comunitaria, consegnando dopo qualche mese un mezzo, anche se dopo dimenticò gli altri appoggi che aveva promesso.</p>
<p align="JUSTIFY">Il governatore aveva insistito in diverse occasioni a riguardo: “quelli che escono dalla giurisdizione e quelli che portano armi che non possono essere utilizzate dai gruppi di polizia comunitaria, dovranno essere sanzionati”.</p>
<p align="JUSTIFY">Sta di fatto che gli arresti sono avvenuti nel territorio comunitario da parte dell&#8217;esercito e della marina, come una minaccia alla libera determinazione dei popoli della Montaña di Guerrero.</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo giorni senza aver ricevuto notizie, si è saputo che Nestora Salgado era detenuta nel carcere di massima sicurezza el Rincón, di Tepic, nello stato di Nayarit; questo solo perché suo marito, che vive a Seattle, si è meso in contatto con l&#8217;ambasciata nordamericana in Messico, per informare che Nestora ha la cittadinanza statunitense.</p>
<p align="JUSTIFY">In questo modo si è saputo dove si trovava e il motivo della detenzione: l&#8217;accusa è di aver sequestrato e torturato il <i>síndico </i>Armando Patrón. La polizia comunitaria di Olinalá lo aveva arrestato un paio di settimane prima, avendolo sorpreso a portarsi via una vacca che non gli apparteneva, con il lasciapassare del ministero pubblico di Huamuxtitlán.</p>
<p align="JUSTIFY">La gente di Olinalá lo ha segnalato in più di un&#8217;occasione come la persona che copre i criminali che lavorano per il priísta Eusebio González Rodríguez, presentando varie prove al Comune senza che fossero prese in considerazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ieri c&#8217;è stata una marcia a Olinalá, dove in centinaia reclamarono la libertà di Nestora Salgado, come anche dei poliziotti comunitari detenuti ad Ayutla e Tlatlauquitepec.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel comunicato della Polizia Comunitaria si enfatizza:</p>
<p align="JUSTIFY">“Sr. Governatore le ricordiamo che non siamo delinquenti, siamo cittadini comuni, persone che solo stanno cercando la tranquillità per la propria gente. La invitiamo ad investigare sulla modalità del corrotto e insaziabile Presidente Municipale Eusebio González Rodríguez e della sua famiglia, lì incontrerà i delinquenti e ben organizzati”.</p>
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		<title>Nuovo Trasferimento per i Presos Loxicha</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 10:42:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo di SubVersiones Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/27/nuovo-trasferimento-per-i-presos-loxicha/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="LEFT"><a href="http://subversiones.org/archivos/11630" target="_blank">Traduzione di un articolo di SubVersiones</a></p>
<p align="LEFT"><img class="alignright" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTsgE-h7OxN36ATgz7qc2MRKWq5nBmzKemEU38eGBD1cKyUBtAQUA" width="318" height="159" />Oaxaca, 21 Agosto 2013. In una conferenza stampa nella città di Oaxaca, i familiari dei prigionieri Loxicha informano che il 19 agosto hanno ricevute delle chiamate del Centro Federale di Riadattamento Sociale (CEFERESO) No.13, situato a Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, e gli hanno riferito che i loro familiari erano stati trasferiti nuovamente in questo centro di sterminio.</p>
<p>Con questa trasferimento si sommano 90 giorni di isolamento: i parenti affermano che i prigionieri continuano ad essere torturati fisicamente e psicologicamente e ritengono responsabili di questo a tre livelli di cattivo governo.<span id="more-19362"></span></p>
<p>Dopo la conferenza stampa, familiari e amici si dirigono verso il CEFERSO No.13, con un&#8217;altra brigata di supporto con cui esigere la libertà immediata e il trasferimento dei detenuti in una prigione nella città di Oaxaca.</p>
<p>Al momento la quarta brigata di appoggio è in corso e si spera che alcuni dei familiari possano entrare e ottenere informazioni circa le condizioni in cui i prigionieri sono detenuti.</p>
<p>Di seguito la parola di familiari e amici dei prigionieri politici e di coscienza della regione Loxicha che si è diffuso a partire da questa mattina.</p>
<p><b>Per il popolo di Oaxaca, in Messico e nel mondo:</b></p>
<p>Come familiari dei Prigionieri Politici e di Coscienza della regione Loxicha, denunciamo quanto segue:</p>
<p>Il 19 agosto, ancora una volta, abbiamo ricevuto le telefonate provenienti dall&#8217;area di lavoro sociale del Centro Federale di Riadattamento No 13, di Mengoli di Morelos, Miahuatlán, Oaxaca, per comunicarci che i prigionieri Loxicha sono stati trasferiti nuovamente in questo Centro di Sterminio chiamato CEFERESO No 13.</p>
<p><b>Che cosa vuol dire?</b></p>
<p>Che segue la sistematica violazione dei loro diritti umani per essere stati spostati per la terza volta in un arco di 73 giorni senza preavviso.</p>
<p>Che sono destinati a iniziare altri 30 giorni di isolamento e confinamento, sommati ai 30 iniziali del loro primo soggiorno nel CEFERESO n ° 13, più altri 30 giorni che gli sono toccati nel CEFERESO No. 6 di Huimanguillo, Tabasco.</p>
<p>Che sono trasferiti di nuovo: a pochi giorni da che ci avevano autorizzato la visita ci costringono a riavviare il processo, senza che gli importi quello che abbiamo già fatto.</p>
<p>La visita delle nostre famiglie in questo CEFERESO No. 13, non sono di persona ma attraverso uno schermo e un telefono: la chiamano <i>televisita</i>. Ci impediscono il contatto fisico.</p>
<p>Sottolineiamo che la persona che ci ha chiamato, ci ha detto &#8220;non vogliamo scandali, non portate gli striscioni&#8221;.</p>
<p>Per queste ragioni, oggi abbiamo realizzato <b>la</b><b> 4 ° Brigata di accompagnamento </b><b>ai familiari </b><b>dei </b><b>prigionieri</b><b> Loxicha, </b><b>al </b><b>CEFERESO No. 13 </b><b>di Mengoli de Morelos </b><b>Miahuatlán, Oaxaca.</b></p>
<p>E continuiamo ad esigere::</p>
<p>Basta al maltrattamento fisico e psicologico dei nostri prigionieri Loxicha e rispetto di tutti i loro diritti umani.</p>
<p>L&#8217;immediato trasferimento in una prigione statale che si trova nella città di Oaxaca, perché non sono criminali, né tanto meno terroristi.</p>
<p>Basta con l&#8217;isolamento ai nostri prigionieri Loxicha.</p>
<p>La libertà immediata e senza condizioni! YA</p>
<p>Facciamo responsabili i tre livelli del mal-governo per gli abusi e le torture a cui i detenuti Loxicha continuano ad essere soggetti.</p>
<p align="CENTER"><b><br />
</b><b>Familiari </b><b>dei </b><b>P</b><b>rigionieri </b><b>P</b><b>olitici </b><b>e di Coscienza</b><b> </b><b>d</b><b>e</b><b>lla</b><b> Regione Loxicha.</b></p>
<p align="LEFT">
Mercoledì 21 Agosto 2013, Oaxaca.</p>
<p align="LEFT">
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		<title>Kuy di nuovo in Ospedale</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/26/kuy-di-nuovo-in-ospedale/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 14:58:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lettera dal blog Va por Kuy! del 20 di agosto Dopo quasi due mesi a casa, il compagno Kuy si trova nuovamente ospedalizzato. Il 10 luglio abbiamo condiviso con amici, amiche e compagnx. la festa per il suo 68° compleanno, mentre dava segni di miglioramento, soprattutto emotivamente per il fatto di poter essere con la &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/08/26/kuy-di-nuovo-in-ospedale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p><a href="http://vaporkuy.espora.org/?p=234" target="_blank"><a href="http://mexico.nomads.indivia.net/files/va-kuy-va-vida-semana-solidaridad-francisco-k-L-ee9r1g.jpeg"><img class="alignright  wp-image-19492" alt="va-kuy-va-vida-semana-solidaridad-francisco-k-L-ee9r1g" src="http://mexico.nomads.indivia.net/files/va-kuy-va-vida-semana-solidaridad-francisco-k-L-ee9r1g-249x300.jpeg" width="149" height="180" /></a>Lettera dal blog Va por Kuy! del 20 di agosto</a></p>
<p>Dopo quasi due mesi a casa, il compagno Kuy si trova nuovamente ospedalizzato. Il 10 luglio abbiamo condiviso con amici, amiche e compagnx. la festa per il suo 68° compleanno, mentre dava segni di miglioramento, soprattutto emotivamente per il fatto di poter essere con la famiglia.</p>
<p>Tuttavia, venerdì 9 agosto è entrato nell&#8217;ospedale di zona n° 30 del IMSS per ematuria (sangue nelle urine) e per una gran tosse e gli hanno fatto una radiografia del torace che indicava che aveva solo catarro e che lo avrebbero aspirato. Lunedì 12 è stato rimesso ma ha continuato a tossire sempre più forte, fino a venerdì 16 che lo abbiamo portato al pronto soccorso perché non riusciva a respirare.<span id="more-19482"></span> Il referto dice che ha la polmonite e che gli antibiotici stanno facendo effetto lentamente per il suo stato di malnutrizione, dovuto al fatto di essere costretto a letto. La sua condizione è molto delicata e non sappiamo fino a che punto gli antibiotici possono agire a suo favore. La dottoressa dice che bisogna aspettare la reazione delle medicine.</p>
<p>Sappiamo che la sua condizione è delicata, quindi esigiamo che gli sia data attenzione adeguata e un trattamento dignitoso visto che dopo il 9 agosto il compagno Kuy è tornato a casa con un male tre volte maggiore di quanto non fosse, questo a causa della negligenza dell&#8217;istituzione e per il non mobilizzarlo né dargli le cure che il suo stato richiede.</p>
<p>Chiediamo di stare attenti rispetto qualsiasi cosa possa succedere e di unirvi alle nostre rivendicazioni. Se volete solidarizzare con la raccolta che si sta facendo per le spese mediche, i numeri di conto di Bancomer a nome di Eva Leticia Palma Pastrana: libreton 2950648205 oppure cuenta express 2824024214</p>
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		<title>I leader paramilitari del massacro di Acteal, tornati liberi, seminano il terrore ne Los Altos del Chiapas</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 12:53:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTCp-iq2Uq0gymSCxGcUo5tG1JdOntOUIfZaqmOimsIB363ToD3" width="259" height="194" />23 agosto 2013. Questa notte, nell’Ejido Puebla del Municipio di Chenalho nella zone de Los Altos del Chiapas e vicino alla comunitá di Acteal, ci sono state nuove manifestazione di violenza da parte di evangelici contro i cattolici tra cui si trovano basi di appoggio dell’EZLN, aderenti alla Società Civile Las Abejas e semplici simpatizzanti dell’EZLN.</p>
<p>Come già noto <a href="http://chiapasbg.wordpress.com/?s=Chenalh%C3%B3" target="_blank">grazie alle tempestive traduzioni di Annamaria di Maribel</a>, mercoledì di questa settimana, il parroco di Chenalho era stato sequestrato e, per tutta la giornata, sottoposto a torture. Gli ultimi avvenimenti, nella notte tra giovedi e venerdì.</p>
<p>Una ventina di famiglie cattoliche sono state fatte oggetto di sassate contro le loro case, urla, insulti e minacce di morte se insistevano a rimanere nell’ejido. Alcune famiglie terrorizzate sono uscite di casa precipitosamente, durante la notte, in cerca di un rifugio fuori dall’ejido.<span id="more-19422"></span> Due giovani si sono perduti nell’oscurità. Per tutta la giornata di venerdì erano dati per dispersi ma poi, in serata, sono stati ritrovati salvi a San Cristobal. Altre famiglie fuggite hanno trovato un rifugio di fortuna in attesa dell’arrivo di soccorsi. Una dozzina di famiglie sono rimaste nelle loro case ma in mattinata hanno lanciato un appello per essere aiutate a lasciare l’ejido. Alcuni di loro sono riusciti a raggiungere il Frayba a San Cristobal e dal Frayba, in tutta fretta, è stata organizzata una carovana di auto, furgoni, camionette per portar fuori dall’ejido le famiglie rimaste sotto la minaccia degli evangelici. Dieci mezzi, completamente vuoti e con a bordo il solo guidatore in modo che si potesse soccorrere il maggior numero di sfollati, sono partiti da San Cristobal verso le 13. Il viaggio verso l’Ejido Puebla è stato molto lungo passando per Tenejapa per aggirare il blocco stradale organizzato dai paramilitari. Una volta che la caravana è arrivata nei pressi dell’Ejido, alcuni carovanieri hanno preso contatto con alcune delle famiglie minacciate. Queste si sono immediatamente riunite per decidere se sfollare o rimanere nelle proprie case. Alla fine hanno deciso di resistere, costi quello che costi, nelle loro case, sfidando le minacce e le violenze continue per tentare di impedire che i paramilitari rubino tutte le loro povere cose e brucino le loro case.</p>
<p>La situazione nell’ejido Puebla Municipio di Chenalho è la diretta conseguenza della liberazione dei paramilitari responsabili del massacro di Acteal.</p>
<p><img class="alignright" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-eEOPMIm8zug/UgmDCN9-hWI/AAAAAAAAJy4/3k5thuoj_4U/s1600/acteal_ni+perdon+ni+olvido.jpg" width="191" height="316" />Nella notte del 22 dicembre del 1997, un gruppo di paramilitari armati e addestrati dall’esercito messicano che occupava il territorio chiapaneco per distruggere i municipi autonomi zapatisti, massacrarono 45 tra uomini, donne e bambini. Gli uccisi erano tutti aderenti alla Società Civile Las Abejas e si erano riuniti a pregare nella loro piccola hermita (chiesetta) per invocare la pace. I paramilitari li massacrarono per vendicarsi che la comunità di Acteal aveva ospitato e aiutato centinaia di sfollati zapatisti in fuga dalle violenze dell’esercito e degli stessi paramilitari. Dopo il massacro la reazione della società civile messicana e mondiale costrinse le autorità messicane ad arrestare i responsabili materiali. Molti confessarono e più di cento furono condannati e incarcerati; in realtà un numero di molto inferiore a quello che avevano partecipato veramente al massacro. Poco dopo la società civile ha cominciato a chiedere il castigo anche dei responsabili intellettuali: il governo federale, le alte cariche dell’esercito che armava, addestrava e coordinava i paramilitari, il governo locale. La risposta del governo è stata immediata: una campagna per la liberazione e “l’indennizzo” dei paramilitari massacratori. Poco a poco vennero liberati quasi tutti e il governo ha pure regalato loro terre e case. Insomma un premio per aver fatto il lavoro sporco che l’esercito non voleva fare. Due leader del gruppo paramilitare responsabile del massacro di Acteal erano proprio originari dell’Ejido Puebla. La loro liberazione e il loro ritorno all’Ejido ha coinciso con la ripresa delle violenze contro gli zapatisti e i filozapatisti.</p>
<p>Più di un mese fa gli evangelici paramilitari avevano accusato due famiglie zapatiste di aver avvelenato l’acqua. Li hanno picchiati, torturati e incarcerati. Oltre a loro hanno torturato e incarcerato un evangelico che si era permesso di difenderli visto che le accuse di avvelenamento erano palesemente false. Quando il personale del Centro dei Diritti Umani Fra Bartolomé de Las Casas (Frayba) ha chiesto di far analizzare l’acqua per accertarsi della fondatezza dell’avvelenamento, le autorità evengeliche si sono rifiutate e anzi li hanno malamente cacciati. Dopo alcuni giorni, durante i quali il governo locale ha mostrato simpatia e particolari riguardi verso gli evangelici, i tre sono stati liberati ma le violenze sono subito riprese.</p>
<p><img class="alignleft" alt="" src="http://chiapasbg.files.wordpress.com/2013/08/858dd-img_8253.jpg?w=320&amp;h=240" width="320" height="240" />Alcune famiglie, sotto violenza, sono state cacciate dalle loro case. Una casa vicino alla chiesetta cattolica è stata bruciata. Quando il Frayba ha organizzato una carovana per riportare gli sfollati alle loro case nell’Ejido, un folto gruppo di evangelici, diretti dai paramilitari, hanno respinto la carovana a sassate. La carovana era accompagnata, a distanza, dalla polizia ma questi hanno fatto finta di niente. Il giorno dopo altri poliziotti hanno fatto finta di tentare di “ristabilire l’ordine” avvicinandosi all’ejido per poi subito ritirarsi.</p>
<p>L’altro ieri il parroco di Chenalho, accompagnato da 3 funzionari del governo locale, si sono presentati alle autorità evangeliche dell’ejido per tentare di stabilire un accordo ma sono stati subito aggrediti e sequestrati. Il parroco è stato picchiato, rinchiuso per ore nella latrina. Poi è stato portato davanti alla folla legato e fatto oggetto di insulti, volgarità e minacce di essere denudato, cosparso di benzina e poi bruciato. Alla fine spaventato, umiliato e spossato per le torture è stato costretto a firmare un documento dove rinunciava alla ricostruzione di una chiesetta dentro l’ejido.</p>
<p>Ieri sera altre violenze dove, questa volta, le vittime erano abitanti di una comunità vicina, neppure appartenenti all’ejido.</p>
<p>E si arriva a quest’ultima notte di incubo vissuta dagli zapatisti e filozapatisti dell’Ejido Puebla e che ha fatto partire la richiesta di essere aiutati a sfollare. Richiesta che questa sera veniva ritirata da parte delle stesse vittime decise a resistere contro le prepotenze e le violenze dei filogovernativi.</p>
<p>Ma chi sono gli evangelici? Perché questo livello di violenza contro i cattolici? E’ davvero un conflitto a carattere religioso? Perché i paramilitari nella zona de Los Altos del Chiapas sono tutti evangelici?</p>
<p>Sulla diffusione degli evangelici nello stato del Chiapas e il loro conflitto contro i cattolici ci sono molte spiegazioni, quasi tutte abbastanza fondate. Una di queste è che la diffusione delle chiese evangeliche è stata particolarmente favorita, negli anni 70 e 80, dalle chiese evangeliche statunitensi nel quadro di una chiara politica di colonizzazione culturale del territorio. Dopo l’insurrezione zapatista del 1994, tonnellate di dollari sono arrivati in Chiapas, dagli Stati Uniti, destinati alle chiese evangeliche locali che predicano l’obbedienza alle autorità e considerano una bestemmia la ribellione alle autorità statali che sono considerate come un progetto divino. Un aspetto della loro teologia è quella che, in ultima istanza, è Dio che sceglie il politico che arriva a conquistare la poltrona del governo; ciò sia a livello federale, statale e locale. Nei suoi volantini, il gruppo evangelico paramilitare Ejercito de Dio &#8211; Alas de Aguila, oltre a insultare regolarmente il subcomandante insurgente Marcos, la figura del vescovo Samuel Ruiz e tutti gli zapatisti, giurano fedeltà cieca e riconoscienza al presidente della repubblica e al governatore del Chiapas di turno con un linguaggio che ricorda quello dei nostri squadristi in camicia nera nei riguardi del loro duce. Tra i cattolici invece è molto diffusa la teologia della liberazione. La propria fede viene vissuta come un impegno a organizzarsi e realizzare il “regno” della giustizia e del riscatto su questa terra, in questa vita, senza aspettare il giudizio universale.</p>
<p>Un altro aspetto interessante è quello che molti paramilitari non hanno terre: le hanno vendute quando, prima del 1994, la riforma della Costituzione Messicana consentiva di vendere le terre degli ejidos, permettendo di rompere il regime di proprietà collettiva istituita dalla rivoluzione messicana di Emiliano Zapata e Francisco Villa. Le violenze e le espulsioni dalle terre degli ejidos rimasti sono quindi anche un sistema per riappropriarsi della terra di chi la lavora per poi metterla ancora sul mercato del privato e delle multinazionali. Inoltre essere leader o pastore evangelico nel Los Altos del Chiapas corrisponde spesso ad esercitare un vero e proprio potere locale che si sostituisce anche a quello ufficiale che naturalmente risponde compiacente. Si danno concessioni a esercitare il commercio, si organizzano le feste locali, si controlla il trasporto pubblico. Una vera miniera d’oro per i leader evangelici e in perfetta sintonia con il sistema di sfruttamento capitalista.</p>
<p><img class="alignleft" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-v0x0vcdPuMI/UgxfB-EiZyI/AAAAAAAAkc0/CD_3794isNg/s1600/fuera+paramalitares+chiapas+02.jpg" width="270" height="170" />Tra gli zapatisti ci sono cattolici, evangelici e non credenti. Nessun conflitto religioso ha ragione di nascere tra i base di appoggio dell’EZLN dove proprietà e lavoro sono gestiti in modo collettivo e dove il popolo comanda e il governo obbedisce.</p>
<p>Il conflitto religioso è una delle strategie del governo per alimentare il razzismo nei confronti delle popolazioni indigene del Chiapas. Gli zapatisti ripetono spesso che i conflitti religiosi sono una invenzione del malgoverno per mettere poveri contro poveri, per manipolare poveri poco coscienti contro chi si ribella e soprattutto contro gli zapatisti che con dignità resistono al neoliberalismo, che con la loro autonomia stanno dimostrando che una alternativa al capitalismo è possibile.</p>
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