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	<title>mexico @ nomads network &#187; San Cristobal de las Casas</title>
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		<title>Dopo 13 mesi liberano tzeltal accusato di omicidio per mancanza di prove</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 15:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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<p>FONTE: La Jornada: <a href="http://www.jornada.unam.mx/2013/01/26/politica/019n1pol">http://www.jornada.unam.mx/2013/01/26/politica/019n1pol</a></p>
<p><img class="alignright" alt="" src="http://www.cgt.org.es/sites/default/files/imagecache/panel-200/Motivo%20Alex%20Libertad%20Fco%20Santiz%202012%202.jpg" width="200" height="283" />San Cristóbal de las Casas, Chiapas. 25 gennaio, inviato Hermann Bellinghausen. Francisco Sántiz López, base d&#8217;appoggio dell&#8217;Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), è stato liberato questo pomeriggio dal carcere di San Cristobal, a causa dell&#8217;assenza di prove per le accuse che lo tenevano in prigione da 13 mesi e mezzo.</p>
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<p>Padre di otto e nonno di 12,contadino e commerciante tzeltal militante nelle basi d&#8217;appoggio zapatiste per più di 20 anni, ha dichiarato, appena passato dall&#8217;altro lato delle sbarre: “Continueremo la lotta nell&#8217;EZLN, continueremo su questa strada e vinceremo”.</p>
<p>La volontà di liberarlo aveva generato un movimento di solidarietà internazionale in circa 30 Paesi, che durante il 2012 ha preso forma nelle piazze e presso i consolati ed ambasciate del Messico nei cinque continenti. In queste mobilitazioni si esigeva anche la liberazione di Alberto Patishtán Gómez, aderente alla O<em>tra Campaña</em>, che si trova in prigione dal 2000.<span id="more-16422"></span></p>
<p>“Sanno che sono innocente e che hanno inventato il mio delitto”, ha dichiarato Sántiz López alla stampa che lo aspettava fuori dal Cereco n° 5. “Prima mi accusarono di omicidio e sono uscito dietro cauzione, poi sono restato per l&#8217;accusa di porto d&#8217;armi”.</p>
<p>Bisogna ricordare che il vero motivo del suo arresto era l&#8217;accusa, subito smentita, di aver partecipato in fatti violenti nella comunità di Banavil (Tenejapa), quando un gruppo di priisti aggredì famiglie simpatizzanti dell&#8217;EZLN il 4 dicembre 2011. Durante i fatti persero la vita uno degli aggressori e uno degli aggrediti, i cui resti non sono stati trovati, fatta eccezione per un braccio. Risultato di quegli avvenimenti è che tutt&#8217;oggi restano sei famiglie indigene allontanate a forza dalla loro comunità.</p>
<p>Tre mesi dopo, Sántiz López fu scagionato dal giudice, però una nuova accusa da parte della Procura Generale della Repubblica (PGR), per presunto possesso di arma da fuoco, lo ha obbligato alla prigionia fino ad oggi nel carcere di San Cristóbal. Questo pomeriggio alle 18, circondato da una ventina di simpatizzanti che lo applaudivano e abbracciavano, e portando un mazzo di fiori sotto la pioggerellina e nebbiolina, Sántiz López ha detto: “A Banavil mi accusò il direttore della procura indigena”.</p>
<p>Sin dal principio, nessuna delle accuse contro di lui poté essere provata, mentre esistevano numerose testimonianze del fatto che lui non si trovava nel luogo del delitto e che non portava nessuna arma quando fu arrestato a Tenejapa quel giorno.</p>
<p>Oggi ci dice che il 16 gennaio c&#8217;è stata la fuga di due persone dal carcere e che ci sono state ricerche. Uno dello PGR gli si avvicinò e disse: “Sei qui?” e aggiunse: “Non esiste nessun delitto” e continuò: “Mi hanno obbligato, dobbiamo parlare Francisco, stai calmo che ti spiego bene e ti informo chi ci ha obbligato a muoverti le accuse”. Il funzionario della PGR mi disse chiaramente: “E&#8217; stato il ministero pubblico insieme al giudice di Tenejapa, Alonso Méndez Guzmán”.</p>
<p>La liberazione dello zapatista si era avvicinata ieri, quando il magistrato Leonel Jesús Hidalgo aveva ordinato di risolvere la sua situazione giuridica in 24h, tenendo conto che non erano state tenute i conto le prove esistenti a favore di Sántiz López che indicano chiaramente che non fu partecipe dei fatti di cui è accusato.</p>
<p>Da parte sua, il professore Alberto Patishtán Gómez, a nome dei prigionieri della O<em>tra Campaña</em>, ha annunciato che questa mattina realizzeranno un pellegrinaggio e una cerimonia religiosa per unirsi alla gente credente della città di San Cristóbal, per il secondo anniversario della scomparsa del vescovo Samuel Ruiz García.</p>
<p>Patishtán ha denunciato il nuovo direttore del carcere, Wenceslao Urbina Gutiérrez, e il contabile Flaviano Clemente Avendaño, di negargli i farmaci che deve somministrarsi da quando è stato operato per un tumore al cervello alla fine del 2012. Ha anche denunciato le pressioni ed intimidazioni da parte dei custodi ai familiari dei prigionieri della O<em>tra Campaña</em>, e che li privano degli alimenti che portano all&#8217;interno.</p>
<p>Infine esige la sua libertà e quella degli altri prigionieri della Voz del Amate e dei Solidarios de la Voz del Amate.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Denuncia dal Cereco n°5</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 13:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[alberto patistàn]]></category>
		<category><![CDATA[cereco n°5]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia pucclica]]></category>
		<category><![CDATA[la voz del amate]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla opinione pubblica Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali e internazionali Ai mezzi di comunicazione alternativi Agli aderenti della Otra Campaña dell’EZLN Alla Sesta Internazionale Alle organizzazioni indipendenti Ai difensori dei Diritti Umani e le ONG Prigionieri politici: Base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN, La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate aderenti alla &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/01/24/denuncia-dal-cereco-n5/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>Alla opinione pubblica<img class="alignright" alt="" src="http://www.cgtchiapas.org/sites/default/files/images/raxoles.normal.jpg" width="300" height="200" /><br />
Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali e internazionali<br />
Ai mezzi di comunicazione alternativi<br />
Agli aderenti della Otra Campaña dell’EZLN<br />
Alla Sesta Internazionale<br />
Alle organizzazioni indipendenti<br />
Ai difensori dei Diritti Umani e le ONG</p>
<p>Prigionieri politici: Base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN, La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate aderenti alla Otra Campaña dell&#8217;EZLN.</p>
<p>Reclusi nel carcere nº5 di San Cristóbal de Las Casas.</p>
<p>Nei centri penitenziari del nostro stato del Chiapas, esistono delle operazioni da parte delle autorità, che a loro dire sono per il benessere della popolazione interna. In particolare nel Cereso nº5, il giorno 16 gennaio, verso le 7.40 del mattino, è arrivato un gruppo di poliziotti chiamati “lobos” (lupi) guidati dal comandante Reinol, che prima ci hanno chiusi nel cortile mentre loro andavano nelle nostre celle a perquisire i dormitori dove cercavano cose che danneggiassero il carcere o le persone interne; dicono che è parte del loro lavoro o funzione e noi non siamo sempre contrari, a patto che si rispettino i nostri diritti e garanzie individuali; ma la cosa più triste è che loro vengono solo per rubare oggetti o cose che ci appartengono. <span id="more-16332"></span></p>
<p>In particolare hanno rubato al nostro compagno e prigioniero politico Alberto Patishtán Gómez, due penne di marca, del valore di 250 pesos ciascuna, ed anche al compagno Solidario de la Voz del Amate Juan López González, hanno rubato un orologio, marca Casio, del valore di 120 pesos e ancora tante cose rubate agli altri interni.</p>
<p>Da un lato esigiamo dal governo di Manuel Velasco Coello che prenda immediatamente posizione sulla questione e chiediamo la restituzione immediata da parte di questi ladroni che ci colpiscono senza ritegno e chiediamo che siano pagate le cose rubate dal gruppo “lobo”. Allo stesso modo continuiamo ad esortare il governatore a rispondere alla nostra richiesta di libertà e che ci liberi immediatamente e senza condizioni. Infine invitiamo la società civile, le organizzazioni indipendenti a livello nazionale e internazionale a fermare questi abusi e ad esigere la libertà che ci spetta.</p>
<p>Fraternamente</p>
<p>Prigionieri politici: Base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN. Francisco Sántis López. “La Voz del Amate” Alberto Patishtán Gómez e Rosario Díaz Méndez. Solidarios de la Voz del Amate. Juan Díaz López, Alejandro Díaz Sántis, Juan Collazo Jiménez, Rosa López Díaz, Pedro López Jiménez, Juan López González, y Benjamín López Aguilar.</p>
<p>Penal nº5 San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, 21 gennaio 2013.</p>
<p>&nbsp;</p>
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