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	<title>mexico @ nomads network &#187; marcia zapatista</title>
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		<title>&#8220;Lo avete sentito? E&#8217; il suono del vostro mondo che crolla&#8221;: EZLN</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2012 13:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qH8nxafgKdM&amp;rel=0&amp;hl=es_MX&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/qH8nxafgKdM&amp;rel=0&amp;hl=es_MX&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
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<p align="JUSTIFY">Dal sito <a title="desinformenos" href=" http://desinformemonos.org/2012/12/escucharon-es-el-sonido-de-su-mundo-derrumbandose-ezln/" target="_blank">Desinformemonos</a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>21 dicembre 2012. Chiapas, Messico</strong>. Decina di migliaia di basi d&#8217;appoggio dell&#8217;Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) hanno occupato in un emblematico silenzio le strade dei cinque municipi chipanechi, nella prima manifestazione pubblica che gli zapatisti fanno dopo il 7 maggio 2011 (quando si unirono alla chiamata del <i>Movimiento por la Paz con Justicia y Dignidad</i>). Questa azione, simultanea e massiva, la più grande di tutta la sua storia, è stata preceduta dalla notizia che l&#8217;organizzazione indigena avrebbe dato la sua parola, qualche ora dopo la manifestazione.</p>
<p>“<b>A chi di dovere: Lo avete sentito? E&#8217; il suono del vostro mondo che crolla, e del nostro che risorge. Il giorno in cui fece giorno, fu notte; e sarà  notte il giorno in cui farà  giorno” </b>è stato il messaggio lasciato dal subcomandante Marcos e diffuso qualche ora dopo sulla pagina di Enlace Zapatista.<span id="more-15722"></span></p>
<p align="JUSTIFY">In tutte le città occupate (Ocosingo, Las Margaritas, Palenque, Altamirano y San Cristóbal), gli tzeltales, tzotziles, ch’oles, tojolabales, zoques, mames e meticci hanno marciato con i tradizionali fazzoletti e passamontagna, in file ordinate e rispettando un gran silenzio. Donne e uomini, in maggioranza giovani, sono passati su un palco in ogni città alzando il pugno. Questa è stata l&#8217;espressione più simbolica di tutta la mobilitazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Forza, disciplina, un ordine straordinario, dignità, coesione. Non è poco. Sono 19 anni in cui per infinite volte sono stati dati per morti, per divisi o isolati. Ma questa come altre volte escono dicendo: “Siamo qui”. Oggi con 40000 zapatisti nelle strade hanno messo a tacere ancora una volta tali dicerie infondate.</p>
<p align="JUSTIFY">A San Cristóbal de las Casas, città che ospita tradizionalmente le manifestazione dell&#8217;EZLN fuori dai suoi territori, più di 20mila uomini e donne zapatiste provenienti dal caracol di Oventik, dove si erano concentrati dal giorno precedente, hanno sfilato sotto una pioggia cominciata all&#8217;alba. La marcia delle 28 zone (secondo la numerazione che portavano i gruppi sui passamontagna) è cominciata nella periferia della città, verso le 8.30 della mattina, ed alle 12 la coda del corteo era ancora molto lontana dal centro della città. La piazza è risultata troppo piccola per riceverli.</p>
<p align="JUSTIFY">Abitanti e turisti hanno gridato consegne e cantato l&#8217;inno zapatista in diversi punti. I negozi, come d&#8217;abitudine, hanno abbassato le serrande ma ancora una volta gli indio li hanno sorpresi. Il palco si è collocato di fronte la cattedrale e nel frattempo ordinati blocchi si concentravano nel primo isolato della piazza.</p>
<p align="JUSTIFY">A Palenque, antica città ch’ol e uno dei centri turistici più importanti dello stato, gli indigeni zapatisti sono entrati dalla strada principale e hanno fatto il gesto del pugno alzato passando sul palco che si trovava nel centro della città, di fronte la chiesa. Successivamente hanno lasciato la città dalla <i>calle Chiapas</i> per tornare alle proprie comunità.</p>
<p align="JUSTIFY">A Las Margaritas, gli zapatisti ripetono l&#8217;azione con 7000 basi d&#8217;appoggio e nel frattempo ad Ocosingo -città che fu presa dagli insorgenti nel gennaio del 1994 e dove ebbe luogo il massacro di civili da parte dell&#8217;esercito federale nei primi giorni di guerra- si ritrovavano più di 6000 basi d&#8217;appoggio dalle sei del mattino; si è saputo che più di 8000 zapatisti sono rimasti nel caracol de La Garrucha non essendo sufficienti i mezzi di trasporto per la città. Non si concentravano cosi tanti zapatisti nella città dai cruenti combattimenti della rivolta indigena nel &#8217;94.</p>
<p align="JUSTIFY">I simbolismi sono molti: hanno scelto l&#8217;ultimo giorno del ciclo maya, quello che per molti corrispondeva alla “fine del mondo”, mentre per altri l&#8217;inizio di una nuova era, la mutazione della pelle, il rinnovamento. Durante questi 19 anni il cammino della lotta zapatista è stato pieno di simbolismi e profezie e questa volta non fa eccezione.</p>
<p align="JUSTIFY">Sin dall&#8217;annuncio che presto la comandancia generale dell&#8217; EZLN avrebbe pronunciato la sua parola, l&#8217;aspettativa per il contenuto del messaggio è cresciuto. Ma venerdì quelli che si son sentiti sono stati i passi, un andare silenzioso, degno e ribelle con un pugno chiuso alzato verso l&#8217;alto.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;ultima volta che il subcomandante Marcos, capo militare e portavoce zapatista, aveva parlato fu nello scambio epistolare con il filosofo Luis Villoro, il 7 dicembre del 2011. Mentre l&#8217;iniziativa più recente fu il festival della Digna Rabia, nel quale si convocarono le lotte e i movimenti in Messico e nel mondo, nel dicembre 2008.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo venerdì mancavano anche i membri del Comité Clandestino Revolucionario Indígena, come invece era stato nel maggio 2011. Fu la ultima volta che si sono visti Tacho, Zebedeo, Esther, Hortencia, David e il resto della comandancia general, con l&#8217; eccezione del subcomandante Marcos, che si è tenuto lontano dalla scena pubblica.</p>
<p align="RIGHT">Traduzione: Nomads, LaPIRATA</p>
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