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	<title>mexico @ nomads network &#187; La Sexta</title>
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		<title>Chiapas, assassinato un compagno a San Sebastian Bachajón</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 17:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[24 aprile 2013]]></category>
		<category><![CDATA[bachajon]]></category>
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		<category><![CDATA[Juan Vázquez Guzmán]]></category>
		<category><![CDATA[La Sexta]]></category>
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		<category><![CDATA[repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Infoaut San Sebastian Bachajón. La notte del 24 aprile è stato ucciso Juan Vázquez Guzmán, 32 anni spesi nella difesa del suo territorio, nella selva centrale del Chiapas, e della sua popolazione. Cinque colpi di pistola a freddo, dopo che il suo omicida l&#8217;ha chiamato fuori mentre era in casa con la moglie e &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/2013/04/26/chiapas-assassinato-un-compagno-a-san-sebastian-bachajon/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/7636-chiapas-assassinato-un-compagno-a-san-sebastian-bachaj%C3%B3n" target="_blank">Infoaut</a></p>
<p><img class="alignleft" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-HoAUcalA28M/UXms82kzI_I/AAAAAAAAjMY/b9nOJkN7dlg/s1600/san+sebastian+bachajon.jpg" width="350" height="150" /><strong>San Sebastian Bachajón.</strong> La notte del 24 aprile è stato ucciso <em>Juan Vázquez</em> Guzmán, 32 anni spesi nella difesa del suo territorio, nella selva centrale del Chiapas, e della sua popolazione. Cinque colpi di pistola a freddo, dopo che il suo omicida l&#8217;ha chiamato fuori mentre era in casa con la moglie e i due bambini. Juan è morto sul colpo sulla porta, mentre l&#8217;omicida é scappato a bordo di un furgone che lo aspettava poco lontano. Eliminando uno dei portavoce di questa comunitá resistente si è voluto mandare un messaggio chiaro a chi insieme a lui sta portando avanti una battaglia contro la privatizzazione del territorio, in solidarietà con le altre lotte antisistemiche in tutto il paese.</p>
<p>San Sebastian Bachajón é una comunitá accanto alla conosciuta riserva della biosfera delle cascate di Agua Azul. In questo meraviglioso contesto naturale, da sempre territorio di indigeni tzeltal e ch&#8217;ol, si vive da anni una storia di resistenza e lotta contro i progetti di un governo che vorrebbe – ancora una volta – espropriare il territorio ai suoi abitanti per implementare un progetto di sfruttamento “eco-turistico” su larga scala. Dal 1980 é cominciata la costruzione di negozi e strutture balneari, da quando il luogo fu dichiarato “Zona di protezione forestale e rifugio di fauna silvestre”. Con questo meccanismo l&#8217;amministrazione federale dello stato esercita il controllo diretto sul territor io e sulle sue risorse strategiche (terra, acqua, risorse minerarie, biodiversitá etc), inserendo la zona in un“area protetta” di fatto strappando la gestione della zona all&#8217;assemblea dei contadini locali.<span id="more-17482"></span></p>
<p>Il terreno delle cascate é oggi circondato da un lato da territori recuperati con l&#8217;insurrezione zapatista del 1994, dall&#8217;altro dall&#8217;<em>ejido </em>(terreno gestito collettivamente) di San Sebastian Bachajón. Questo rappresenta un ostacolo agli interessi di governo e privati, che vorrebbero implementare lo sfruttamento di quella zona con l&#8217;allargamento del Centro ecoturistico costruendo hotel, parchi acquatici, parcheggi e negozi. Si tratta di un punto di interesse geo-politico ed economico fondamentale, poiché le mire del governo vorrebbero trasformarlo in un importante punto turistico chiapaneco battezzato “la Cancún verde”. Un mega-progetto che dietro l&#8217;ipoc rita definizione di “<em>eco-turistico”</em> cela in realtá l&#8217;esproprio di terre a chi da secoli le abita e se ne prende cura, nonché la distruzione irreversibile dell&#8217;ecosisitema locale, finalizzate alla speculazione e all&#8217;accumulazione di capitale ad ogni costo.</p>
<p>Contro tutto questo si oppongono dal 2007 gli abitanti di Bachajón. Aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona dell&#8217;EZLN, i membri di questa comunitá sono stati piú volte oggetto di brutali episodi di repressione da parte dei tre livelli di governo (municipale, statale e federale) e delle forze paramilitari, mirati a sfiancarne la resistenza. Dal 2008 gli abitanti hanno riconquistato il punto di accesso alla zona turistica delle cascate, da cui il governo riscuoteva un ticket d&#8217;ingresso dai visitanti, con la volontà di riappropriarsi delle risorse anche economiche che gli spettano per finanziare i progetti autonomi della comunità. Nel 2011 va in porto uno dei tanti tentativi di sgombero con una violentissima repressione che porta all&#8217;arresto di 117 persone, 107 delle quali vengono rilasciate dopo pochi giorni, ma gli ultimi 5 prigionieri rimangono in carcere per 4 mesi. Fra ripetute detenzioni arbitrarie, sequestri, minaccie, uso della tortura, attacchi di organizzazioni paramilitari e affiliati al sistema di partiti la zona era già stata segnalata come zona “di allerta” rispetto all&#8217;intensità della repressione nello stato del Chiapas<a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/7636-chiapas-assassinato-un-compagno-a-san-sebastian-bachaj%C3%B3n#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"></a>.</p>
<p>Repressione brutale e militarizzazione del terriorio rappresentano la quotidianeità del contesto chiapaneco e piú in gene rale di quello messicano, in quella che viene da tempo definita come “<strong>guerra integrale di sfiancamento</strong>”. La strategia controinsurrezionale di questa guerra é quella di operare su vari livelli – politico, economico, militare – per stroncare ogni resistenza territoriale, ogni esperienza di autonomia, con l&#8217;obiettivo di salvaguardare gli interessi dei capitali (trans)nazionali e mantenere al potere il modello neoliberista. Una guerra disegnata direttamente dal Pentagono contro l&#8217;EZLN e i suoi alleati<a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/7636-chiapas-assassinato-un-compagno-a-san-sebastian-bachaj%C3%B3n#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc"></a>. Sul <strong>piano</strong> <strong>economico</strong> si ricorre all&#8217;utilizzo di finanziamenti o “piani sociali” assistenzialisti<a href="http://ww%0A%20w.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/7636-chiapas-assassinato-un-compagno-a-san-sebastian-bachaj%C3%B3n#sdfootnote3sym" name="sdfootnote3anc"></a>che<em> </em><em>mirano</em> alla disgregazione del tessuto sociale all&#8217;interno delle comunitá, favorendo l&#8217;assimilazione alla logica del mercato delle componenti sociali che lo rifiutano, facilitandone la governabilitá. Sul <strong>piano politico</strong> attraverso le argomentazioni demagogiche di <strong>guerra al narcotraffico</strong>, <strong>contrasto della povertá, sviluppo economico sostenibile </strong>o <strong>pace e sicurezza sociale</strong> si giustificano la criminalizzazione della resistenza, il controllo e la repressione. In Chiapas il governo afferma pubblicamente di valorizzare le istanze dell&#8217;EZLN, mentre nella pratica agisce inasprendo il conflitto specialmente contro le comunitá zapatiste o aderenti alla Sesta. Sul <strong>piano militare</strong>, come giá sottolineato, l&#8217;intento delle azioni praticate con forze regolari e irregolari é quello di creare nella popolazione il forte impatto psicologico del terrore.</p>
<p>Oggi l&#8217;omicidio del compagno Juan Vázquez di Bachajón ci ricorda brutalmente che questa guerra é ancora in corso. Messaggi di solidarietá e forza per la sua comunitá sono arrivati da tutto il Messico e non solo, per ribadire che non é con il sangue che si arresterá la resistenza. Oggi piú che mai, a Bachajón come nelle altre comunitá in lotta, <em>la lucha sigue</em>.</p>
<p><em>Nel <a href="http://archive.org/details/InformeBachajon" target="_blank">video</a>: Juan racconta della </em><em>resistenza</em><em> di Bachaj</em><em>ón e dell&#8217;arresto di massa del febbraio 2011.</em></p>
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