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	<title>mexico @ nomads network &#187; 2006/2012</title>
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		<title>Frayba: rapporto sulla situazione dei diritti umani in Chiapas durante i governi federali e statali 2006-2012.</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 21:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, México &#160; 19 marzo 2013 &#160; Boletín de prensa No. 07 &#160; Tra la politica sistemica e le alternative di vita &#160; Il Centro di Diritti Umani Frayba di San Cristóbal de Las Casas presenta “Entre la política sistémica y las alternativas de vida, rapporto sulla situazione dei &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/es/2013/03/27/frayba-rapporto-sulla-situazione-dei-diritti-umani-in-chiapas-durante-i-governi-federali-e-statali-2006-2012/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p lang="es-MX" align="RIGHT"><img class="alignleft" alt="" src="http://sanmarcosaviles.files.wordpress.com/2012/09/final-052.png" width="191" height="191" />San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, México</p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="es-MX" align="RIGHT">19 marzo 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="es-MX" align="RIGHT">Boletín de prensa No. 07</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Tra la politica sistemica e le alternative di vita</b></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il Centro di Diritti Umani Frayba di <span lang="es-MX">San Cristóbal de Las Casas presenta </span>“<i>Entre la política sistémica y las alternativas de vida</i>, rapporto sulla situazione dei diritti umani in Chiapas durante i governo federali e statali 2006-2012 ”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Dai lavori di documentazione quotidiana, si evince che il sessennio da poco trascorso si è caratterizzato per la continuità e l&#8217;aumento sistematico delle violazioni dei diritti umani contro le popolazioni nel territorio nazionale.</span></p>
<p style="font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Si sottolineano:</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>In primo luogo</b>: le violazioni ai diritti umani della popolazione civile in generale, con l&#8217;argomento e in nome della sicurezza, utilizzando meccanismi di controllo territoriale attraverso la militarizzazione del paese; la tortura come metodo di investigazione e distruzione della persona; l&#8217;aumento spropositato delle persone fatte sparire con la forza; l&#8217;aumento di femminicidi e assassinii che si aggiungono alla lunga lista di casi di impunità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>In secondo luogo: </b><span style="font-weight: normal;">le azioni repressive contro le comunità e i villaggi che resistono e rivendicano specifici diritti, in particolare le aggressioni al territorio della Basi d&#8217;Appoggio dell&#8217;Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (BAEZLN), come continuità della strategia contro-insurrezionale impulsata dal governo messicano.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Detto questo, possiamo anche sostenere che nel sessennio che si è concluso, la distanza fra i diritti riconosciuti ai popoli indigeni e l&#8217;esercizio e la pratica degli stessi, si è fatta sempre più ampia.<span id="more-16732"></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Inoltre nel rapporto facciamo presente che nella disputa per il territorio, <b>la legalizzazione dello sfruttamento territoriale</b> dei popoli nativi ha continuato, per mezzo di progetti neoliberali che contemplano elementi di sicurezza nazionale e protezione degli investimenti di imprese legate al governo, che hanno interessi in questi territori di grande ricchezza naturale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>La libertà di espressione e della difesa dei diritti umani</b> continuano a darsi un un contesto di guerra: La criminalizzazione della protesta sociale e la persecuzione dei <i>leaders</i> sociali da una parte; la pressione e persecuzione delle e dei difensori dei diritti umani, dall&#8217;altro. Questo ci parla di una Stato repressore con metodi di controllo sociale per la gente organizzata.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><b>Il conflitto armato interno al Chiapas</b> si è caratterizzato in questo sessennio per la continua e ampia presenza militare, soprattutto nelle comunità indigene della zona di influenza dell&#8217;EZLN. La strategia contro-insurrezionale messa in campo va dal confronto diretto, all&#8217;aumento di progetti sociali in congiunto con alcune agenzie delle Nazioni Unite nell&#8217;ambito degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La strategia si è affinata, si è adeguata alle nuove situazioni, si è spostata verso nuove tattiche di guerra integrale di logoramento; ha utilizzato argomenti e un linguaggio in favore dei diritti umani, con enfasi sui diritti collettivi dei popoli indigeni e un discorso rispettoso delle comunità autonome e delle Giunte di Buon Governo; discorsi falsi e vuoti di contenuto, giacché nel fondo l&#8217;intenzione è zittire e controllare, appropriandosi dei loro argomenti e risorse, dividendo e provocando scontri comunitari.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Sottolineiamo che le violazioni ai diritti umani di cui stiamo parlando continuano con l&#8217;attuale governo al potere, il PRI (Partito Rivoluzionario Istituzionale), che per antonomasia è repressivo, demagogico e controllore della vita dei cittadini e copta mezzi di informazione e qualsiasi altro gruppo che vuole adombrare il sistema di governo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Di fronte questi tempi avversi le comunità, i villaggi, i e le sopravvissute alle violazioni dei diritti umani, trovano nuova forza, nuove energie nella speranza per continuare con la loro esigenza di giustizia.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Come risposta a questo contesto di impunità le persone si organizzano partendo dalla <b>memoria</b> <b>e nella costruzione di alternative</b><b> </b> che reinventano nuove e buone forme di vita nella difesa ed esercizio effettivo dei propri diritti come popolo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Le comunità e i villaggi in resistenza, continuano nella difesa dei propri territori, rifacendosi, sul piano del diritto, agli Accordi di San Andrés e alle altre leggi e costumi emanate dalla nascita dell&#8217;autonomia, che si sono sviluppati nella costruzione del suo Governo alternativo ed esemplare. Un buon governo: giustizia, salute ed educazione in accordo alle loro necessità, una produzione rispettosa della vita e della natura ed una democrazia diretta e radicale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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