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	<title>mexico @ nomads network &#187; Sesta Dichiarazione Sela Lacandona</title>
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		<title>30dic. Comunicato dell&#8217;EZLN</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2013 13:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal sito Enlace Zapatista Comunicato del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Messico. 30 dicembre 2012. Al popolo del Messico: Ai Popoli e ai governi del Mondo: Fratelli e Sorelle: Compagni e Compagne: Lo scorso 21 di Dicembre del 2012, alle prime ore del mattino, decine di migliaia di &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/en/2013/01/02/30dic-comunicato-dellezln/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
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<p align="JUSTIFY">Dal sito <a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/12/30/el-ezln-anuncia-sus-pasos-siguientes-comunicado-del-30-de-diciembre-del-2012/#italiano" target="_blank">Enlace Zapatista</a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Comunicato del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Messico.</strong><img class="alignright" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9a/Flag_of_the_EZLN.svg/200px-Flag_of_the_EZLN.svg.png" width="200" height="133" /></p>
<p>30 dicembre 2012.</p>
<p>Al popolo del Messico:<br />
Ai Popoli e ai governi del Mondo:<br />
Fratelli e Sorelle: Compagni e Compagne:</p>
<p>Lo scorso 21 di Dicembre del 2012, alle prime ore del mattino, decine di migliaia di Indigeni Zapatisti si sono mobilitati e hanno occupato, pacificamente e in silenzio, le sedi di 5 municipi dello Stato Messicano Sudorientale del Chiapas.</p>
<p>Nelle città di Palenque, Altamirano, Las Margaritas, Ocosingo e San Cristòbal de Las Casas, li abbiamo osservati e ci siamo osservati tra di noi in silenzio.</p>
<p>Non è il nostro un messaggio di rassegnazione.<br />
Non è di guerra, né di morte e distruzione.<br />
Il nostro messaggio è di lotta e resistenza.<span id="more-15952"></span></p>
<p>Dopo il colpo di stato mediatico organizzato all’interno e dal potere esecutivo federale che ne ha svelato tutta la mal celata ignoranza e l’ha dissimulata in maniera peggiore, ci siamo presentati per farvi sapere che se loro non se ne sono mai andati, noi tanto meno.Sei anni fa, una parte della classe politica e intellettuale cominciò a cercare un responsabile della sua propria sconfitta. A quel tempo noi stavamo lottando, nelle città e nelle comunità, per chiedere Giustizia rispetto alla strage di Atenco, che non andava molto di moda.</p>
<p>In quei giorni, prima ci calunniarono e poi volevano zittirci.<br />
Così incapaci e disonesti da non vedere che in essi stessi risiedeva e risiede la causa della loro rovina, pretendevano di farci sparire con la menzogna e il silenzio complice.<br />
Sei anni dopo, due cose sono chiare:<br />
Loro non hanno bisogno di noi per fallire.<br />
Noi non abbiamo bisogno di loro per sopravvivere.</p>
<p>Noi non siamo mai morti, anche se loro si sono impegnati a far credere ai media di ogni tipo che lo eravamo, noi siamo risorti come Indigeni Zapatisti che sempre siamo stati e sempre saremo.</p>
<p>In questi anni abbiamo potenziato e migliorato in maniera significativa le nostre condizioni di vita. Il nostro livello di vita è superiore a quello delle comunità indigene affini al governo di turno, le quali ricevono solo l’elemosina e sperperano quei soldi in alcool e articoli inutili .Le nostre abitazioni migliorano senza per questo intaccare la natura ed imponendole, quindi, un percorso che le è sconosciuto.<br />
Nei nostri villaggi, la terra che prima era utile solo a ingrassare il bestiame dei latifondisti e dei proprietari terrieri, ora produce mais, fagioli e verdure che splendono sulle nostre tavole. Il nostro lavoro ci dona la doppia soddisfazione di provvedere al necessario per farci vivere onestamente e di contribuire alla crescita collettiva delle nostre comunità. I nostri figli e le nostre figlie vanno ad una scuola che le insegna la oro propria storia, quella della loro patria e del mondo, come insegna le scienze e le tecniche necessarie per accrescere il proprio sapere senza smettere di essere Indigeni.</p>
<p>Le donne indigene zapatiste non sono vendute come mercanzia. Le Indigene affiliate al PRI vanno nei nostri ospedali, cliniche e laboratori perché quelli del governo non hanno medicine né strumentazioni né dottori né personale qualificato.</p>
<p>La nostra cultura prospera, non per l’isolamento ma per l’arricchimento dovuto al contatto con le culture degli altri popoli del Messico e del Mondo.</p>
<p>Governiamo e ci governiamo autonomamente , cercando sempre il confronto prima dello scontro.<br />
Tutto questo è stato raggiunto non solo senza il Governo, la classe politica e i media che li appoggiavano, ma anche resistendo ai loro attacchi di ogni tipo.</p>
<p>Abbiamo dimostrato ancora una volta che siamo ciò che siamo.<br />
Con il nostro silenzio abbiamo affermato la nostra presenza.<br />
Ora con la nostra parola annunciamo che:</p>
<p>PRIMO: Riaffermeremo e consolideremo la nostra appartenenza al Congresso Nazionale Indigeno, spazio d’incontro con i popoli originari del nostro paese.</p>
<p>SECONDO: Riprenderemo il contatto con i nostri compagni e compagne, nel Messico e nel Mondo, che aderiscono a la “Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona”.</p>
<p>TERZO: Proveremo a stabilire i collegamenti necessari con i movimenti sociali che sono nati e nasceranno , non certo per dirigerli e soppiantarli, ma più che altro per imparare da loro, dalla loro storia, dal loro cammino e dalle loro mete.</p>
<p>Per questo abbiamo raggiunto l’appoggio di individui e gruppi da differenti parti del Messico, che si sono costituiti come squadre di sostegno delle commissioni Sesta e Internazionale del EZLN, in modo che operino come cinghie di trasmissione tra le Basi di Appoggio Zapatiste e gli individui, gruppi e collettivi aderenti alla Sesta Dichiarazione, in Messico e nel Mondo, che ancora conservano viva la loro convinzione e il loro impegno per la costruzione di una alternativa di sinistra non istituzionale.</p>
<p>QUARTO: Continuerà la nostra distanza critica rispetto alla classe politica messicana che, nella sua totalità, che non ha fatto altro che arricchirsi sfruttando le necessità e le speranze della gente umile e povera.</p>
<p>QUINTO: Nei confronti dei Mal Governi federali, statali e municipali, esecutivi e giudiziari, e dei media che li assecondano, affermiamo quanto segue:<br />
I Mal governi di qualsiasi appartenenza politica, senza nessuna eccezione, hanno fatto il possibile per distruggerci, comprarci, farci arrendere. PRI, PAN, PRD, PVEM, PT, CC e il futuro partito del RN, ci hanno attaccato militarmente, politicamente, socialmente e ideologicamente.<br />
I grandi mezzi di comunicazione hanno cercato di farci sparire, prima con la calunnia servile e opportunista, poi con il subdolo e complice silenzio.<br />
Hanno servito e si sono nutriti dei soldi di coloro che ormai non ci sono più. E chi ora li ha sostituiti non durerà più dei sui predecessori.</p>
<p>Come è risultato evidente il 21 di Dicembre del 2012: tutti questi hanno fallito.<br />
Resta quindi al Governo federale, esecutivo, legislativo e giudiziario, il compito di decidere se insistere con la politica contrainsurgente che non ha ottenuto altro che una debole simulazione goffamente supportata dal controllo dei media, oppure potrebbe riconoscere e portare a termine il suo impegno elevando al rango costituzionale i diritti e la cultura degli Indigeni, come stabiliscono gli “Accordi di San Andrés”, firmati dal Governo federale nel 1996, che vedeva a capo lo stesso partito (PRI) ora al governo.</p>
<p>Al governo Statale non resta che decidere se continuare con la disonesta e rovinosa strategia del governo precedente, che oltre ad essere corrotto e menzognero, si appropriò del denaro del popolo del Chiapas per arricchire se stesso e i suoi complici, e si dedicò alla vergognosa “<em>compra</em>” delle voci e delle penne dei mezzi di comunicazione, mentre abbandonava il popolo del Chiapas nella miseria, e al tempo stesso faceva uso della polizia e dei paramilitari per cercare di frenare l’avanzamento organizzativo dei popoli zapatisti; o, invece, con verità e giustizia, accetti e rispetti la nostra esistenza e si convinca dell’idea che sta prosperando una nuova forma di vita sociale nel territorio zapatista, Chiapas, Messico. Successo che attrae l’attenzione di persone oneste in tutto il pianeta.</p>
<p>Ai Governi municipali non spetta che decidere se continuare a credere alle menzogne delle organizzazioni antizapatiste o apparentemente “zapatiste” che in questo modo vi estorcono moneta allo scopo di aggredire le nostre comunità, o invece, usare quei soldi per migliorare le condizioni di vita dei cittadini.<br />
Al popolo del Messico che si organizza in forme di lotta elettorale e resiste, non resta che decidere se continuare a vederci come nemici o rivali sui quali scaricare la sua frustrazione per gli inganni e le aggressioni che, alla fine, tutti soffriamo, e nella sua lotta per il potere continuare ad allearsi con i nostri persecutori, invece, riconoscere finalmente in noi un’altra forma di fare politica.<br />
SESTO: Nei prossimi giorni l’EZLN, attraverso le sue commissioni Sesta e Internazionale, porterà alla conoscenza una serie di iniziative, di carattere civile e pacifico, con lo scopo di continuare a camminare insieme agli altri popoli originari del Messico e di tutto il Continente, e nello stesso tempo, insieme a tutti coloro che, nel Messico e nel mondo intero, resistono e lottano dal basso e a sinistra.<br />
Fratelli e sorelle:</p>
<p>Compagni e Compagne:</p>
<p>In passato abbiamo avuto la fortuna di una attenzione nobile ed onesta di diversi mezzi di comunicazione. Li ringraziamo quindi. Ma tutto questo fu annullato dalla loro attitudine successiva.<br />
Coloro che avevano scommesso sul fatto che noi esistevamo solo mediaticamente e che, circondati dal silenzio e dalle menzogne, saremmo scomparsi, si sbagliavano.<br />
Quando non c’erano videocamere, microfoni, penne, orecchie e sguardi, noi esistevamo.<br />
Quando ci calunniavano, noi esistevamo.<br />
Quando ci zittirono, noi esistevamo.<br />
E qui stiamo, vivendo.<br />
Il nostro cammino, come si può ben vedere, non dipende dall’impatto mediatico, ma piuttosto dalla comprensione del mondo e delle parti che lo compongono, dalla saggezza indigena che guida i nostri passi, dalla incrollabile scelta donataci dalla dignità di stare in basso e a sinistra.<br />
A partire da oggi, la nostra parola sarà selettiva rispetto al destinatario e, salvo rare occasioni, potrà essere compresa solo da chi cammina e ha camminato con noi, senza arrendersi alle mode mediatiche e congiunturali.<br />
Qui, con non pochi errori e molte difficoltà, un altro modo di fare politica è già realtà.<br />
Pochi, molto pochi, avranno il privilegio di conoscerla e di apprendere direttamente da questa realtà.<br />
19 anni fa li sorprendemmo prendendoci con il fuoco e il sangue le loro città. Oggi lo abbiamo fatto di nuovo, ma senza armi, senza morte, senza distruzione..<br />
Ci differenziamo così da coloro i quali, durante i loro governi, hanno distribuito e distribuiscono la morte al loro popolo.<br />
Siamo gli stessi di 500 anni fa, di 44 anni fa, di 30 anni fa, di 20 anni fa, di solo qualche giorno fa.<br />
Siamo i Zapatisti, i più piccoli, quelli che vivono, lottano e muoiono nell’ultimo angolo della Patria, quelli che non esitano, quelli che non si vendono, quelli che non si arrendono.<br />
Fratelli e sorelle:<br />
Compagni e Compagne</p>
<p>Siamo L@S ZAPATISTAS, a voi il nostro abbraccio.</p>
<p>DEMOCRAZIA!<br />
LIBERTÀ !<br />
GIUSTIZIA!</p>
<p>Dalle montagne del Sudest Messicano.<br />
Il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.</p>
<p>Subcomandante Insurgente Marcos.<br />
Messico. Dicembre 2012 – Gennaio 2013.</p>
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