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		<title>(Italiano) Alberto Patishstan torna in visita al CERSS n 5</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Dec 2013 16:33:41 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) (Español) Capsula Audio por Patishstan</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 01:09:55 +0000</pubDate>
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		<title>(Italiano) (Español) La Pirata celebra la libertad de l@s 9 pres@s en lucha</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 23:48:37 +0000</pubDate>
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		<title>Rosario Díaz Méndez in carcere da 7 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 15:18:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal sito del Comitato Chiapas Maribel Il tribunale di Simojovel può riparare all’ingiustizia di 7 anni Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 27 gennaio. Cresce la richiesta di assoluzione e liberazione di Rosario Díaz Méndez, aderente della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e membro della Voz del Amate, attualmente detenuto nella prigione &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/28/rosario-diaz-mendez-in-carcere-da-7-anni/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: left;" align="center">Dal sito del <a href="http://chiapasbg.wordpress.com/2013/01/28/rosario-diaz-mendez-in-carcere/" target="_blank">Comitato Chiapas Maribel</a></p>
</div>
<p align="center"><b>Il tribunale di Simojovel può riparare all’ingiustizia di 7 anni</b></p>
<p><i><img class="alignleft" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTaYrR8FdqxRyRS51Vg3m6_IXcD79Cc_BBkNnoW121nStofIlXiuQ" width="199" height="253" />Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 27 gennaio</i>. Cresce la richiesta di assoluzione e liberazione di Rosario Díaz Méndez, aderente della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e membro della Voz del Amate, attualmente detenuto nella prigione statale del municipio di San Cristóbal. La soluzione del suo caso ha avuto molti ritardi. Ora esiste una nuova opportunità di rendergli giustizia dopo quasi otto anni di privazione della libertà.</p>
<p>Per questo, 37 collettivi ed organizzazioni di diversi paesi e vari stati della Repubblica hanno chiesto al tribunale di prima istanza di Simojovel de Allende ed al governo del Chiapas di emettere sentenza di assoluzione per Díaz Méndez riguardo al reato a lui imputato di omicidio.</p>
<p>Dal 10 gennaio, quando si è celebrata l’udienza nel tribunale di Simojovel, decorre un termine di 15 giorni perché venga emessa una nuova sentenza su Díaz Méndez, accusato di un omicidio che non ha mai commesso. Questo, in relazione ai fatti avvenuti il 4 aprile del 2005, quando cinque persone che in auto si dirigevano nel municipio di Huitiupán furono assaltate da quattro individui armati. L’autista morì ed il 23 agosto 2005 Díaz Méndez fu arrestato con l’accusa di aver partecipato all’omicidio. <span id="more-16372"></span></p>
<p>Le organizzazioni sostengono: È imprigionato con un’accusa basata su prove insufficienti o fabbricate dal Pubblico Ministero. Secondo le testimonianze raccolte dalle autorità di giustizia, non esiste alcuna prova che confermi la sua colpevolezza.</p>
<p>Come ha già fatto la difesa del detenuto tzotzil, le organizzazioni solidali citano le prove a carico e discarico. Rosario Díaz Méndez si è sempre dichiarato innocente, perché al momento dei fatti si trovava a Playa del Carmen, in Quintana Roo, a lavorare come muratore insieme a due dei suoi figli che sostengono questa versione. I quattro testimoni oculari, vittime dell’assalto, hanno dichiarato di aver visto quattro uomini armati, descrivendo con dettaglio l’evento. Questi testimoni in nessun momento dicono chi erano quegli assalitori, e nessuno di loro ha mai detto di aver visto Rosario partecipare al delitto. Quando nel 2008 c’è stato un confronto con i testimoni, questi non lo hanno riconosciuto come uno degli aggressori, riferisce l’ingiunzione ai giudici.</p>
<p>L’agente del Pubblico Ministero si è basato sulla testimonianza di una presunta testimone che nel 2005 ha dichiarato di avere visto i fatti e riconosciuto gli aggressori includendo Díaz Méndez. Tuttavia, il confronto avvenuto il 19 gennaio 2011 tra l’imputato e questo testimone a carico ha dimostrato che questa testimonianza era stata montata dalle autorità, perché il testimone non ha confermato la dichiarazione fatta al pubblico ministero, né riconosce la sua firma né le sue impronte sul documento. Quando la polizia lo catturò nel 2005, Díaz Méndez subì la tortura e multiple violazioni dei suoi diritti umani.</p>
<p>I collettivi e le organizzazioni ritengono evidente che non ci sono motivi per dichiararlo colpevole, perché non esistono prove sufficienti alla sua condanna. Dunque, il tribunale di Simojovel ha nelle sue mani la possibilità di mettere fine ad un’ingiustizia che dura da oltre 7 anni.</p>
<p><a href="http://www.jornada.unam.mx/2013/01/28/politica/018n1pol">http://www.jornada.unam.mx/2013/01/28/politica/018n1pol</a></p>
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		<title>Denuncia dal Cereco n°5</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/24/denuncia-dal-cereco-n5/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 13:55:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla opinione pubblica Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali e internazionali Ai mezzi di comunicazione alternativi Agli aderenti della Otra Campaña dell’EZLN Alla Sesta Internazionale Alle organizzazioni indipendenti Ai difensori dei Diritti Umani e le ONG Prigionieri politici: Base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN, La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate aderenti alla &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/24/denuncia-dal-cereco-n5/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>Alla opinione pubblica<img class="alignright" alt="" src="http://www.cgtchiapas.org/sites/default/files/images/raxoles.normal.jpg" width="300" height="200" /><br />
Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali e internazionali<br />
Ai mezzi di comunicazione alternativi<br />
Agli aderenti della Otra Campaña dell’EZLN<br />
Alla Sesta Internazionale<br />
Alle organizzazioni indipendenti<br />
Ai difensori dei Diritti Umani e le ONG</p>
<p>Prigionieri politici: Base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN, La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate aderenti alla Otra Campaña dell&#8217;EZLN.</p>
<p>Reclusi nel carcere nº5 di San Cristóbal de Las Casas.</p>
<p>Nei centri penitenziari del nostro stato del Chiapas, esistono delle operazioni da parte delle autorità, che a loro dire sono per il benessere della popolazione interna. In particolare nel Cereso nº5, il giorno 16 gennaio, verso le 7.40 del mattino, è arrivato un gruppo di poliziotti chiamati “lobos” (lupi) guidati dal comandante Reinol, che prima ci hanno chiusi nel cortile mentre loro andavano nelle nostre celle a perquisire i dormitori dove cercavano cose che danneggiassero il carcere o le persone interne; dicono che è parte del loro lavoro o funzione e noi non siamo sempre contrari, a patto che si rispettino i nostri diritti e garanzie individuali; ma la cosa più triste è che loro vengono solo per rubare oggetti o cose che ci appartengono. <span id="more-16332"></span></p>
<p>In particolare hanno rubato al nostro compagno e prigioniero politico Alberto Patishtán Gómez, due penne di marca, del valore di 250 pesos ciascuna, ed anche al compagno Solidario de la Voz del Amate Juan López González, hanno rubato un orologio, marca Casio, del valore di 120 pesos e ancora tante cose rubate agli altri interni.</p>
<p>Da un lato esigiamo dal governo di Manuel Velasco Coello che prenda immediatamente posizione sulla questione e chiediamo la restituzione immediata da parte di questi ladroni che ci colpiscono senza ritegno e chiediamo che siano pagate le cose rubate dal gruppo “lobo”. Allo stesso modo continuiamo ad esortare il governatore a rispondere alla nostra richiesta di libertà e che ci liberi immediatamente e senza condizioni. Infine invitiamo la società civile, le organizzazioni indipendenti a livello nazionale e internazionale a fermare questi abusi e ad esigere la libertà che ci spetta.</p>
<p>Fraternamente</p>
<p>Prigionieri politici: Base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN. Francisco Sántis López. “La Voz del Amate” Alberto Patishtán Gómez e Rosario Díaz Méndez. Solidarios de la Voz del Amate. Juan Díaz López, Alejandro Díaz Sántis, Juan Collazo Jiménez, Rosa López Díaz, Pedro López Jiménez, Juan López González, y Benjamín López Aguilar.</p>
<p>Penal nº5 San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, 21 gennaio 2013.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Dal penal número 5, Prigionieri politici de La Voz del Amate e  i Solidarios de la Voz del Amate esigono la propria liberazione.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 09:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal sito Enlace Zapatista Alla opinione pubblica Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali e internazionali Ai mezzi di comunicazione alternativi Agli aderenti della Otra Campaña dell&#8217; EZLN Alla Sesta Internazionale Alle organizzazioni indipendenti Ai difensori dei Diritti Umani e le ONG Prigionieri politici de La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/04/dal-penal-numero-5-prigionieri-politici-de-la-voz-del-amate-e-i-solidarios-de-la-voz-del-amate-esigono-la-propria-liberazione/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
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<p>Dal sito <a title="enlace zapatista" href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2013/01/03/desde-el-penal-numero-5-presos-politicos-de-la-voz-del-amate-y-solidarios-de-la-voz-del-amate-exigen-su-liberacion/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+EnlaceZapatista+%28Enlace+Zapatista%29" target="_blank">Enlace Zapatista</a></p>
<p>Alla opinione pubblica<img class="alignright" alt="" src="http://zapateando.files.wordpress.com/2012/01/logo_presos.jpg" width="222" height="168" /><br />
Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali e internazionali<br />
Ai mezzi di comunicazione alternativi<br />
Agli aderenti della Otra Campaña dell&#8217; EZLN<br />
Alla Sesta Internazionale<br />
Alle organizzazioni indipendenti<br />
Ai difensori dei Diritti Umani e le ONG</p>
<p>Prigionieri politici de La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate, aderenti della Otra Campaña dell&#8217;EZLN. Reclusi nel penal número 5, di San Cristóbal de las Casas Chiapas.</p>
<p>Per colpa di alcuni capitalisti neoliberalisti che sfruttano gli operai e i contadini che lavorano quotidianamente, solo per sostenere la propria famiglia.<span id="more-15992"></span></p>
<p>É per questo che nell&#8217;anno 1994 i nostri fratelli e sorelle dell&#8217;Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale sono usciti dalle loro case con machete, mazze, armi senza dar importanza alla propria vita, perchè non sopportavano più lo sfruttamento, la discriminazione, la distruzione della terra, la diseguaglianza, i maltrattamenti, gli arresti e la povertà che lascia solo miseria.</p>
<p>Tutti questi eroi che insegnarono e insegneranno i loro valori e la forza di affrontare il malgoverno, sono un esempio per tutti noi e continueremo a seguire il cammino che ci hanno tracciato; oggi 1 gennaio compiono 19 anni da quando il vero cammino di denuncia e difesa si rese palese e questa chiarezza non si può più nascondere perchè è già nata e nascerà in qualsiasi lato del mondo.</p>
<p>Infine facciamo nuovamente un reclamo al governo statale Manuel Velasco Coello affinchè ci liberi immediatamente e senza condizioni da questi incarceramenti ingiusti.</p>
<p>Vivere o morire per la verità e la giustizia!</p>
<p>Prigionieri politici de La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate, aderenti della Otra Campaña dell&#8217;EZLN.</p>
<p>Alberto Patishtan Gómez<br />
Rosario Díaz Méndez<br />
Pedro López Jiménez<br />
Juan Collazo Jiménez<br />
Juan Díaz López<br />
Rosa López Díaz<br />
Alejandro Díaz Sánchez</p>
<p>Penal No. 5, San Cristóbal de las Casas Chiapas, 1 Gennaio 2013</p>
<p style="text-align: right;">Traduzione NOMADS</p>
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		<title>Il caso del compagno Rosario Diaz Mendez</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 10:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rosario, membro dell’organizzazione “La voz del Amate”, aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, è stato catturato il 23 di Agosto del 2005 dalla polizia nel municipio di Huitiupán, con l&#8217;accusa di secuestro di persona. In stato di dentenzione fu picchiato e torturato, gli fu posta una busta di plastica in testa per asfissiarlo e &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/14/il-caso-del-compagno-rosario-diaz-mendez/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="RosarioDiazMendez" src="http://www.autistici.org/nodosolidale/uploads/news/rosario_1.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>Rosario, membro dell’organizzazione “La voz del Amate”, aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, è stato catturato il 23 di Agosto del 2005 dalla polizia nel municipio di Huitiupán, con l&#8217;accusa di secuestro di persona. In stato di dentenzione fu picchiato e torturato, gli fu posta una busta di plastica in testa per asfissiarlo e obbligarlo a firmare la sua confessione. In quei giorni la famiglia non ebbe sue notizie. Attualmente si trova nel CERSS N°5 di San Cristóbal de las Casas.</p>
<p><strong>DATI PERSONALI:</strong></p>
<p><strong>Nome:</strong> Rosario Díaz Méndez<br />
<strong>Data di nascita:</strong> 15 Maggio 1965<br />
<strong>Luogo di nascita:</strong> Colonia El Azufre, Municipio di Huitiupan<br />
<strong>Stato Civile:</strong> Sposato<br />
<strong>Lingua:</strong> Tzozil<br />
<strong>Dipendenti economici:</strong> sua moglie e cinque figli<br />
<strong>Organizzazione: </strong>Voz del Amate, aderente alla Sesta dichiarazione della Selva Lacandona<br />
<strong>Occupazione:</strong> agricoltore<br />
<strong>N° di pratica:</strong> 323/2005 e 047/2006<span id="more-14932"></span></p>
<p><strong>DETENZIONE</strong>: Quando lo arrestarono la polizia municipale non si identificò e non mostrò nessun ordine di arresto, e nemmeno gli comunicarono il motivo della detenzione, lo portarono all&#8217;Ufficio fiscale di Huitiupán e da lì alla procura di Tuxtla Gutierrez. Durante la sua detenzione fu torturato con tentativi di asfissamento, mettendogli una busta di plastica in testa e versandogli acqua gassata con peperoncino nel viso, nel tentativo di estorcergli una confessione. Dopo tutto questo fu trasportato alla struttura Quinta Pitiquitos di Chapa de Corzo dove lo lasciarono senza contatti fino al giorno 25, nel frattempo la sua famiglia tentava di conoscere il suo destino. Un mese dopo lo mandarono al CERSS N°14 EL Amate, Cintalapa.</p>
<p><strong>CONFESSIONE</strong>: Rosario firmó la sua confessione nella Procura di Tuxtla Gutierrez. Fu la polizia giudiziaria ad occuparsi di tutto. Durante la confessione a Rosario non fu permesso un avvocato difensore ne un traduttore che comprendesse la lingua e le tradizioni tzozil, non gli lessero la sua confessione e fu obbligato a firmarla. Lo accusano di <em>sequestro e omicidio</em>.</p>
<p><strong>PROCESSO</strong>: Rosario fu condannato a <em>45 anni di reclusione</em>, in appello la sentenza è stata confermata.<br />
Dopo lo sciopero della fame dell&#8217;autunno del 2011, il Governo ha accettato riaprire il processo, cui revisione è adesso in corso.</p>
<p><strong>CONDIZIONI DI RECLUSIONE: </strong>Rosario è stato trasferito daal CERSS N° 14 al CERSS N°5 di San Cristobal, soffre di tosse cronica e epilessia, patologie che si manifestarono in seguito alla sua detenzione e per la quale non riceve l&#8217;attenzione medica adeguata; inoltre, i pasti in carcere sono di pessima qualità.</p>
<p>Rosario riceve le visite dei suoi familiari di tanto in tanto a causa delle difficoltà economiche, alla quale riescono a sopperire in parte con gli introiti dell’artigianato alla quale lui stesso di dedica in carcere insieme agli altri compagni, prigionieri politici, della “Voz del Amate” e “Solidarios de la Voz del Amate”.</p>
<p>Da quando è in carcere, Rosario, ha partecipato a diversi scioperi della fame, uno dei quali di ben 39 giorni, come forma di denuncia per le ingiustizie patite da lui stesso e dai suoi compagni.</p>
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