<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mexico @ nomads network &#187; otra Campaña</title>
	<atom:link href="http://mexico.nomads.indivia.net/tag/otra-campana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mexico.nomads.indivia.net</link>
	<description>Just another Nomads Site</description>
	<lastBuildDate>Wed, 26 Feb 2020 12:38:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>de-DE</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Rosario Díaz Méndez in carcere da 7 anni</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/28/rosario-diaz-mendez-in-carcere-da-7-anni/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/28/rosario-diaz-mendez-in-carcere-da-7-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 15:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Diaz Mendez]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarios de la Voz del Amate]]></category>
		<category><![CDATA[Voz del Amate]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=16372</guid>
		<description><![CDATA[Dal sito del Comitato Chiapas Maribel Il tribunale di Simojovel può riparare all’ingiustizia di 7 anni Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 27 gennaio. Cresce la richiesta di assoluzione e liberazione di Rosario Díaz Méndez, aderente della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e membro della Voz del Amate, attualmente detenuto nella prigione &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/28/rosario-diaz-mendez-in-carcere-da-7-anni/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: left;" align="center">Dal sito del <a href="http://chiapasbg.wordpress.com/2013/01/28/rosario-diaz-mendez-in-carcere/" target="_blank">Comitato Chiapas Maribel</a></p>
</div>
<p align="center"><b>Il tribunale di Simojovel può riparare all’ingiustizia di 7 anni</b></p>
<p><i><img class="alignleft" alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTaYrR8FdqxRyRS51Vg3m6_IXcD79Cc_BBkNnoW121nStofIlXiuQ" width="199" height="253" />Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 27 gennaio</i>. Cresce la richiesta di assoluzione e liberazione di Rosario Díaz Méndez, aderente della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e membro della Voz del Amate, attualmente detenuto nella prigione statale del municipio di San Cristóbal. La soluzione del suo caso ha avuto molti ritardi. Ora esiste una nuova opportunità di rendergli giustizia dopo quasi otto anni di privazione della libertà.</p>
<p>Per questo, 37 collettivi ed organizzazioni di diversi paesi e vari stati della Repubblica hanno chiesto al tribunale di prima istanza di Simojovel de Allende ed al governo del Chiapas di emettere sentenza di assoluzione per Díaz Méndez riguardo al reato a lui imputato di omicidio.</p>
<p>Dal 10 gennaio, quando si è celebrata l’udienza nel tribunale di Simojovel, decorre un termine di 15 giorni perché venga emessa una nuova sentenza su Díaz Méndez, accusato di un omicidio che non ha mai commesso. Questo, in relazione ai fatti avvenuti il 4 aprile del 2005, quando cinque persone che in auto si dirigevano nel municipio di Huitiupán furono assaltate da quattro individui armati. L’autista morì ed il 23 agosto 2005 Díaz Méndez fu arrestato con l’accusa di aver partecipato all’omicidio. <span id="more-16372"></span></p>
<p>Le organizzazioni sostengono: È imprigionato con un’accusa basata su prove insufficienti o fabbricate dal Pubblico Ministero. Secondo le testimonianze raccolte dalle autorità di giustizia, non esiste alcuna prova che confermi la sua colpevolezza.</p>
<p>Come ha già fatto la difesa del detenuto tzotzil, le organizzazioni solidali citano le prove a carico e discarico. Rosario Díaz Méndez si è sempre dichiarato innocente, perché al momento dei fatti si trovava a Playa del Carmen, in Quintana Roo, a lavorare come muratore insieme a due dei suoi figli che sostengono questa versione. I quattro testimoni oculari, vittime dell’assalto, hanno dichiarato di aver visto quattro uomini armati, descrivendo con dettaglio l’evento. Questi testimoni in nessun momento dicono chi erano quegli assalitori, e nessuno di loro ha mai detto di aver visto Rosario partecipare al delitto. Quando nel 2008 c’è stato un confronto con i testimoni, questi non lo hanno riconosciuto come uno degli aggressori, riferisce l’ingiunzione ai giudici.</p>
<p>L’agente del Pubblico Ministero si è basato sulla testimonianza di una presunta testimone che nel 2005 ha dichiarato di avere visto i fatti e riconosciuto gli aggressori includendo Díaz Méndez. Tuttavia, il confronto avvenuto il 19 gennaio 2011 tra l’imputato e questo testimone a carico ha dimostrato che questa testimonianza era stata montata dalle autorità, perché il testimone non ha confermato la dichiarazione fatta al pubblico ministero, né riconosce la sua firma né le sue impronte sul documento. Quando la polizia lo catturò nel 2005, Díaz Méndez subì la tortura e multiple violazioni dei suoi diritti umani.</p>
<p>I collettivi e le organizzazioni ritengono evidente che non ci sono motivi per dichiararlo colpevole, perché non esistono prove sufficienti alla sua condanna. Dunque, il tribunale di Simojovel ha nelle sue mani la possibilità di mettere fine ad un’ingiustizia che dura da oltre 7 anni.</p>
<p><a href="http://www.jornada.unam.mx/2013/01/28/politica/018n1pol">http://www.jornada.unam.mx/2013/01/28/politica/018n1pol</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/28/rosario-diaz-mendez-in-carcere-da-7-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guerrero. In Difesa del Rio San Pedro.</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/07/guerrero-comunicato-in-difesa-del-rio-san-pedro/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/07/guerrero-comunicato-in-difesa-del-rio-san-pedro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 12:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anticapitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[fiume San Pedro]]></category>
		<category><![CDATA[guerrero]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[radio nomndaa]]></category>
		<category><![CDATA[red de radios y medios libres de Guerrero]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Xochistlahuaca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=16162</guid>
		<description><![CDATA[Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua. Comunicato in Difesa del Rio San Pedro. Al Popolo messicano Al Congresso Nazionale Indigeno Alle organizzazione sociali dal Basso e a Sinistra Alla Otra Campaña Alle persone oneste che lottano per una vita giusta Ai mezzi di comunicazione comunitari, liberi, alternativi e popolari Ai mezzi di informazione di massa &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/07/guerrero-comunicato-in-difesa-del-rio-san-pedro/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
@page { margin: 2cm }
		P { margin-bottom: 0.21cm }
		H2 { margin-bottom: 0.21cm }
		H2.cjk { font-family: "Droid Sans" }
		H2.ctl { font-family: "Lohit Hindi" }
--></style>
<h2>Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua. Comunicato in Difesa del Rio San Pedro.</h2>
<p>Al Popolo messicano<img class="alignright" alt="" src="http://www.cgtchiapas.org/sites/default/files/images/nodice.jpeg" width="208" height="242" /></p>
<p>Al Congresso Nazionale Indigeno</p>
<p>Alle organizzazione sociali dal Basso e a Sinistra</p>
<p>Alla Otra Campaña</p>
<p>Alle persone oneste che lottano per una vita giusta</p>
<p>Ai mezzi di comunicazione comunitari, liberi, alternativi e popolari</p>
<p>Ai mezzi di informazione di massa onesti</p>
<p>Al malgoverno nei suoi tre livelli</p>
<p>Riuniti sulla sponda di <i>Jndando’ts’om</i> meglio conosciuto come la <i>Poza del Mango</i> del fiume San Pedro, durante l&#8217; VIII anniversario di Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua, abbiamo ascoltato un&#8217;altra storia di privazione subita dalle comunità Na Savi (Mixteche) y Nancue Ñomndaa (Amuzghe) che vivono nei municipi di Tlacoachistlahuaca e Xochistlahuaca, Guerrero, le quali hanno convissuto ancestralmente, rispettando la natura.</p>
<p>Gli abitanti di queste terre ci raccontano che: “tanti anni fa le colline coperte di alberi ci davano animali e piante da mangiare, legna per fare le nostre case, grandi fiumi e ruscelli scorrevano dovunque, c&#8217;era acqua da bere e animali per alimentare le nostre famiglie, nulla aveva un prezzo, ma con lo sviluppo capitalista e la ambizione dei potenti la situazione è cambiata, convertendo tutto ciò che è fonte di vita in mercanzia; così per esempio si è dato un costo elevato alla terra affinché un indigeno bisognoso la venda senza poterla più recuperare; si è dato un prezzo alla legna e all&#8217;acqua affinché si possano vendere e solo chi possiede il potere e i soldi possano comprarle.</p>
<p><span id="more-16162"></span>Negli anni &#8217;70, la forestale Vicente Guerrero, estrasse milioni di metri cubi di legna deforestando in questo modo tutta la regione della Montaña dei municipi di Xochistlahuaca e Tlacoachistlahuaca, negoziando la vendita della legna con i rappresentanti agrari e il commissario di una solo comunità: San Pedro Cuitlapa, e senza mai consultare gli altri popoli che vivevano in queste terre.</p>
<p>Attualmente il governatore dello Stato di Guerrero, Ángel Heladio Aguirre Rivero, come 40 anni fa, ha negoziato l&#8217;acqua del fiume San Pedro per portarla al municipio di Ometepec, senza il consenso delle altre comunità a cui appartengono i beni comunali, né dei differenti <i>ejidos</i> [ND proprietà comunali di uso collettivo, eredità della Rivoluzione Messicana] e comunità agrarie dei municipi di Tlacoachistlahuaca e Xochistlahuaca (dove passa il fiume), che sono comunità che si sono sempre sostentate con le risorse del fiume. Pretendono portarsi via gran quantità di acqua, introducendo tubi di più di 40 cm di diametro. Il tutto negoziato con il precedente Presidente di Tlacoachistlahuaca e con i rappresentanti della comunità San Pedro Cuitlapa in cambio di due furgoni, un ospedale e la promessa di creare un nuovo municipio tenendo San Pedro Cuitlapa come come capoluogo municipale.</p>
<p>Il governatore ha necessità di compiere le sue promesse elettorali ai <a title="cacique" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Cacique" target="_blank"><i><b>caciques</b></i></a> di Ometepec che lo hanno appoggiato e questi, a loro volta, necessitano dell&#8217;acqua per continuare a far affari; gli stessi che stanno vendendo le terre a lotti a Ometepec vogliono aumentare i loro guadagni, hanno reso l&#8217;acqua una mercanzia per accrescere le loro ricchezze, mentre a noi, i popoli originari che abitiamo sulle rive del fiume, pretendono cambiare la nostra forma di vivere.</p>
<p>Ascoltando le parole di denuncia degli abitanti, analizziamo che il sistema capitalista vive e si fortifica a costo di distruggere il territorio, la cultura e la dignità della gente che lavora; per facilitare la privatizzazione hanno inventato “la guerra contro il crimine organizzato”, che in fondo altro non è che un&#8217;altra guerra di sterminio sviluppata dallo stato contro la gente , soprattutto quella gente che si organizza per lottare e difendere i propri diritti, e che sta facendo migliaia di morti, sparizioni e prigionieri politici.</p>
<p>Abbiamo la riprova, una e un&#8217;altra volta, che i cambi di partiti e personaggi al potere non si sono tradotti in nessun miglioramento per il popolo lavoratore, ma sono state strategie per fortificarsi, infatti i governanti di turno (non importa di quale partito) sono solo dei funzionari del potere economico e non rappresentanti del popolo.</p>
<p>Detto questo esigiamo dal malgoverno federale che rispetti il territorio dei popoli originari, contadini e della gente povera che vive dei raccolti.</p>
<p>Dal governo di Ángel Heladio Aguirre Rivero dello stato di Guerrero, esigiamo la cancellazione immediata dei lavori che si stanno facendo per portare il fiume San Pedro a Ometepec, per il fatto di star violando i nostri diritti collettivi stabiliti in differenti convegni internazionali vigenti nel paese, come il <i>Convenio 169 de la Organización Internacional del Trabajo </i>(Convegno 169 dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro), <i>La Declaración de las Naciones Unidas Sobre los Derechos de los Pueblos Indígenas</i> (la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni) e nello specifico per la flagrante violazione degli articoli 68 e 69 della Legge Numero 701 sul Riconoscimento, i Diritti e la Cultura dei Popoli e Comunità Indigene dello Stato di Guerrero.</p>
<p>Alle comunità, organizzazioni, collettivi e persone che lottano per una vita degna per tutti, chiediamo che siano attenti alla nostra lotta in difesa della Terra, dell&#8217;Acqua, dell&#8217;Aria, vale a dire del Territorio, e della vita stessa dei nostri popoli.</p>
<p>Suljaa’, Guerrero, México, Dicembre 2012.</p>
<p align="CENTER"><strong>Attentamente</strong></p>
<p align="CENTER"><strong>Radio Ñomndaa, La Palabra del Agua.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/07/guerrero-comunicato-in-difesa-del-rio-san-pedro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EZLN-Diciembre 2012 ¿Escucharon?</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/05/ezln-diciembre-2012-escucharon/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/05/ezln-diciembre-2012-escucharon/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 08:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[anticapitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=16022</guid>
		<description><![CDATA[Il passato 21 dicembre, il movimento zapatista è riapparso pubblicamente in 5 municipi dllo stato del Chiapas. Senza dubbio questa mobilitazione pacifica è stata la dimostrazione pubblica più impressionante da quando nel 1994 erano entrati in scena. Il messaggio era chiaro e contundente: non sono mai andati via, non solo sono sopravvissuti come movimento, ma &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/05/ezln-diciembre-2012-escucharon/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il passato 21 dicembre, il movimento zapatista è riapparso pubblicamente in 5 municipi dllo stato del Chiapas. Senza dubbio questa mobilitazione pacifica è stata la dimostrazione pubblica più impressionante da quando nel 1994 erano entrati in scena. Il messaggio era chiaro e contundente: non sono mai andati via, non solo sono sopravvissuti come movimento, ma si sono fortificati a tutti i livelli di libera determinazione dei popoli indigeni. Il comunicato reso pubblico il 30 dicembre del 2012 ha illuminato il loro silenzio con una breve frase: &#8220;IL NOSTRO MESSAGGIO È DI LOTTA E RESISTENZA&#8221;.</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CrFVB78SpE0&amp;hl=es_MX&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/CrFVB78SpE0&amp;hl=es_MX&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/05/ezln-diciembre-2012-escucharon/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>30dic. Comunicato dell&#8217;EZLN</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/02/30dic-comunicato-dellezln/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/02/30dic-comunicato-dellezln/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2013 13:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[Sesta Dichiarazione Sela Lacandona]]></category>
		<category><![CDATA[subcomandante marcos]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=15952</guid>
		<description><![CDATA[Dal sito Enlace Zapatista Comunicato del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Messico. 30 dicembre 2012. Al popolo del Messico: Ai Popoli e ai governi del Mondo: Fratelli e Sorelle: Compagni e Compagne: Lo scorso 21 di Dicembre del 2012, alle prime ore del mattino, decine di migliaia di &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/02/30dic-comunicato-dellezln/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"><!--
@page { margin: 2cm }
		P { margin-bottom: 0.21cm }
--></style>
<p align="JUSTIFY">Dal sito <a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/12/30/el-ezln-anuncia-sus-pasos-siguientes-comunicado-del-30-de-diciembre-del-2012/#italiano" target="_blank">Enlace Zapatista</a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Comunicato del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Messico.</strong><img class="alignright" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9a/Flag_of_the_EZLN.svg/200px-Flag_of_the_EZLN.svg.png" width="200" height="133" /></p>
<p>30 dicembre 2012.</p>
<p>Al popolo del Messico:<br />
Ai Popoli e ai governi del Mondo:<br />
Fratelli e Sorelle: Compagni e Compagne:</p>
<p>Lo scorso 21 di Dicembre del 2012, alle prime ore del mattino, decine di migliaia di Indigeni Zapatisti si sono mobilitati e hanno occupato, pacificamente e in silenzio, le sedi di 5 municipi dello Stato Messicano Sudorientale del Chiapas.</p>
<p>Nelle città di Palenque, Altamirano, Las Margaritas, Ocosingo e San Cristòbal de Las Casas, li abbiamo osservati e ci siamo osservati tra di noi in silenzio.</p>
<p>Non è il nostro un messaggio di rassegnazione.<br />
Non è di guerra, né di morte e distruzione.<br />
Il nostro messaggio è di lotta e resistenza.<span id="more-15952"></span></p>
<p>Dopo il colpo di stato mediatico organizzato all’interno e dal potere esecutivo federale che ne ha svelato tutta la mal celata ignoranza e l’ha dissimulata in maniera peggiore, ci siamo presentati per farvi sapere che se loro non se ne sono mai andati, noi tanto meno.Sei anni fa, una parte della classe politica e intellettuale cominciò a cercare un responsabile della sua propria sconfitta. A quel tempo noi stavamo lottando, nelle città e nelle comunità, per chiedere Giustizia rispetto alla strage di Atenco, che non andava molto di moda.</p>
<p>In quei giorni, prima ci calunniarono e poi volevano zittirci.<br />
Così incapaci e disonesti da non vedere che in essi stessi risiedeva e risiede la causa della loro rovina, pretendevano di farci sparire con la menzogna e il silenzio complice.<br />
Sei anni dopo, due cose sono chiare:<br />
Loro non hanno bisogno di noi per fallire.<br />
Noi non abbiamo bisogno di loro per sopravvivere.</p>
<p>Noi non siamo mai morti, anche se loro si sono impegnati a far credere ai media di ogni tipo che lo eravamo, noi siamo risorti come Indigeni Zapatisti che sempre siamo stati e sempre saremo.</p>
<p>In questi anni abbiamo potenziato e migliorato in maniera significativa le nostre condizioni di vita. Il nostro livello di vita è superiore a quello delle comunità indigene affini al governo di turno, le quali ricevono solo l’elemosina e sperperano quei soldi in alcool e articoli inutili .Le nostre abitazioni migliorano senza per questo intaccare la natura ed imponendole, quindi, un percorso che le è sconosciuto.<br />
Nei nostri villaggi, la terra che prima era utile solo a ingrassare il bestiame dei latifondisti e dei proprietari terrieri, ora produce mais, fagioli e verdure che splendono sulle nostre tavole. Il nostro lavoro ci dona la doppia soddisfazione di provvedere al necessario per farci vivere onestamente e di contribuire alla crescita collettiva delle nostre comunità. I nostri figli e le nostre figlie vanno ad una scuola che le insegna la oro propria storia, quella della loro patria e del mondo, come insegna le scienze e le tecniche necessarie per accrescere il proprio sapere senza smettere di essere Indigeni.</p>
<p>Le donne indigene zapatiste non sono vendute come mercanzia. Le Indigene affiliate al PRI vanno nei nostri ospedali, cliniche e laboratori perché quelli del governo non hanno medicine né strumentazioni né dottori né personale qualificato.</p>
<p>La nostra cultura prospera, non per l’isolamento ma per l’arricchimento dovuto al contatto con le culture degli altri popoli del Messico e del Mondo.</p>
<p>Governiamo e ci governiamo autonomamente , cercando sempre il confronto prima dello scontro.<br />
Tutto questo è stato raggiunto non solo senza il Governo, la classe politica e i media che li appoggiavano, ma anche resistendo ai loro attacchi di ogni tipo.</p>
<p>Abbiamo dimostrato ancora una volta che siamo ciò che siamo.<br />
Con il nostro silenzio abbiamo affermato la nostra presenza.<br />
Ora con la nostra parola annunciamo che:</p>
<p>PRIMO: Riaffermeremo e consolideremo la nostra appartenenza al Congresso Nazionale Indigeno, spazio d’incontro con i popoli originari del nostro paese.</p>
<p>SECONDO: Riprenderemo il contatto con i nostri compagni e compagne, nel Messico e nel Mondo, che aderiscono a la “Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona”.</p>
<p>TERZO: Proveremo a stabilire i collegamenti necessari con i movimenti sociali che sono nati e nasceranno , non certo per dirigerli e soppiantarli, ma più che altro per imparare da loro, dalla loro storia, dal loro cammino e dalle loro mete.</p>
<p>Per questo abbiamo raggiunto l’appoggio di individui e gruppi da differenti parti del Messico, che si sono costituiti come squadre di sostegno delle commissioni Sesta e Internazionale del EZLN, in modo che operino come cinghie di trasmissione tra le Basi di Appoggio Zapatiste e gli individui, gruppi e collettivi aderenti alla Sesta Dichiarazione, in Messico e nel Mondo, che ancora conservano viva la loro convinzione e il loro impegno per la costruzione di una alternativa di sinistra non istituzionale.</p>
<p>QUARTO: Continuerà la nostra distanza critica rispetto alla classe politica messicana che, nella sua totalità, che non ha fatto altro che arricchirsi sfruttando le necessità e le speranze della gente umile e povera.</p>
<p>QUINTO: Nei confronti dei Mal Governi federali, statali e municipali, esecutivi e giudiziari, e dei media che li assecondano, affermiamo quanto segue:<br />
I Mal governi di qualsiasi appartenenza politica, senza nessuna eccezione, hanno fatto il possibile per distruggerci, comprarci, farci arrendere. PRI, PAN, PRD, PVEM, PT, CC e il futuro partito del RN, ci hanno attaccato militarmente, politicamente, socialmente e ideologicamente.<br />
I grandi mezzi di comunicazione hanno cercato di farci sparire, prima con la calunnia servile e opportunista, poi con il subdolo e complice silenzio.<br />
Hanno servito e si sono nutriti dei soldi di coloro che ormai non ci sono più. E chi ora li ha sostituiti non durerà più dei sui predecessori.</p>
<p>Come è risultato evidente il 21 di Dicembre del 2012: tutti questi hanno fallito.<br />
Resta quindi al Governo federale, esecutivo, legislativo e giudiziario, il compito di decidere se insistere con la politica contrainsurgente che non ha ottenuto altro che una debole simulazione goffamente supportata dal controllo dei media, oppure potrebbe riconoscere e portare a termine il suo impegno elevando al rango costituzionale i diritti e la cultura degli Indigeni, come stabiliscono gli “Accordi di San Andrés”, firmati dal Governo federale nel 1996, che vedeva a capo lo stesso partito (PRI) ora al governo.</p>
<p>Al governo Statale non resta che decidere se continuare con la disonesta e rovinosa strategia del governo precedente, che oltre ad essere corrotto e menzognero, si appropriò del denaro del popolo del Chiapas per arricchire se stesso e i suoi complici, e si dedicò alla vergognosa “<em>compra</em>” delle voci e delle penne dei mezzi di comunicazione, mentre abbandonava il popolo del Chiapas nella miseria, e al tempo stesso faceva uso della polizia e dei paramilitari per cercare di frenare l’avanzamento organizzativo dei popoli zapatisti; o, invece, con verità e giustizia, accetti e rispetti la nostra esistenza e si convinca dell’idea che sta prosperando una nuova forma di vita sociale nel territorio zapatista, Chiapas, Messico. Successo che attrae l’attenzione di persone oneste in tutto il pianeta.</p>
<p>Ai Governi municipali non spetta che decidere se continuare a credere alle menzogne delle organizzazioni antizapatiste o apparentemente “zapatiste” che in questo modo vi estorcono moneta allo scopo di aggredire le nostre comunità, o invece, usare quei soldi per migliorare le condizioni di vita dei cittadini.<br />
Al popolo del Messico che si organizza in forme di lotta elettorale e resiste, non resta che decidere se continuare a vederci come nemici o rivali sui quali scaricare la sua frustrazione per gli inganni e le aggressioni che, alla fine, tutti soffriamo, e nella sua lotta per il potere continuare ad allearsi con i nostri persecutori, invece, riconoscere finalmente in noi un’altra forma di fare politica.<br />
SESTO: Nei prossimi giorni l’EZLN, attraverso le sue commissioni Sesta e Internazionale, porterà alla conoscenza una serie di iniziative, di carattere civile e pacifico, con lo scopo di continuare a camminare insieme agli altri popoli originari del Messico e di tutto il Continente, e nello stesso tempo, insieme a tutti coloro che, nel Messico e nel mondo intero, resistono e lottano dal basso e a sinistra.<br />
Fratelli e sorelle:</p>
<p>Compagni e Compagne:</p>
<p>In passato abbiamo avuto la fortuna di una attenzione nobile ed onesta di diversi mezzi di comunicazione. Li ringraziamo quindi. Ma tutto questo fu annullato dalla loro attitudine successiva.<br />
Coloro che avevano scommesso sul fatto che noi esistevamo solo mediaticamente e che, circondati dal silenzio e dalle menzogne, saremmo scomparsi, si sbagliavano.<br />
Quando non c’erano videocamere, microfoni, penne, orecchie e sguardi, noi esistevamo.<br />
Quando ci calunniavano, noi esistevamo.<br />
Quando ci zittirono, noi esistevamo.<br />
E qui stiamo, vivendo.<br />
Il nostro cammino, come si può ben vedere, non dipende dall’impatto mediatico, ma piuttosto dalla comprensione del mondo e delle parti che lo compongono, dalla saggezza indigena che guida i nostri passi, dalla incrollabile scelta donataci dalla dignità di stare in basso e a sinistra.<br />
A partire da oggi, la nostra parola sarà selettiva rispetto al destinatario e, salvo rare occasioni, potrà essere compresa solo da chi cammina e ha camminato con noi, senza arrendersi alle mode mediatiche e congiunturali.<br />
Qui, con non pochi errori e molte difficoltà, un altro modo di fare politica è già realtà.<br />
Pochi, molto pochi, avranno il privilegio di conoscerla e di apprendere direttamente da questa realtà.<br />
19 anni fa li sorprendemmo prendendoci con il fuoco e il sangue le loro città. Oggi lo abbiamo fatto di nuovo, ma senza armi, senza morte, senza distruzione..<br />
Ci differenziamo così da coloro i quali, durante i loro governi, hanno distribuito e distribuiscono la morte al loro popolo.<br />
Siamo gli stessi di 500 anni fa, di 44 anni fa, di 30 anni fa, di 20 anni fa, di solo qualche giorno fa.<br />
Siamo i Zapatisti, i più piccoli, quelli che vivono, lottano e muoiono nell’ultimo angolo della Patria, quelli che non esitano, quelli che non si vendono, quelli che non si arrendono.<br />
Fratelli e sorelle:<br />
Compagni e Compagne</p>
<p>Siamo L@S ZAPATISTAS, a voi il nostro abbraccio.</p>
<p>DEMOCRAZIA!<br />
LIBERTÀ !<br />
GIUSTIZIA!</p>
<p>Dalle montagne del Sudest Messicano.<br />
Il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno – Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.</p>
<p>Subcomandante Insurgente Marcos.<br />
Messico. Dicembre 2012 – Gennaio 2013.</p>
<p align="JUSTIFY">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2013/01/02/30dic-comunicato-dellezln/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prigionieri politici esigono libertà immediata</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/11/22/prigionieri-politici-esigono-liberta-immediata/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/11/22/prigionieri-politici-esigono-liberta-immediata/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 15:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=15312</guid>
		<description><![CDATA[San Cristóbal de La Casas, 21 novembre del 2012. La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate diffondono la loro parola per il 102° anniversario della Rivoluzione Messicana. Alla opinione pubblica Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali ed internazionali Ai mezzi di comunicazione alternativi Agli aderenti della otra campaña dell&#8217;EZLN Alla &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/11/22/prigionieri-politici-esigono-liberta-immediata/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;" align="RIGHT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">San Cristóbal de La Casas, 21 novembre del 2012.</span><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="RIGHT"><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">La Voz del Amate e i Solidarios de la Voz del Amate diffondono la loro parola per il 102° anniversario della Rivoluzione Messicana.</span></strong></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><img class="alignright" title="presos politicos" src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_m6n06iexTb1r8blfxo1_500.jpg" alt="" width="338" height="200" />Alla opinione pubblica</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali ed internazionali</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Ai mezzi di comunicazione alternativi</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Agli aderenti della otra campaña dell&#8217;EZLN</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Alla sesta internazionale</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Alle organizzazioni indipendenti</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Ai difensori dei diritti umani e le ong</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Tutti quelli e quelle che si rivoltarono per reclamare e difendere i diritti di tutti i messicani e messicane nell&#8217;anno 1910 in cui ci fu la rivoluzione ci hanno insegnato e continuano ad insegnarci di non lasciare che i governi governino a loro modo.</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">A questo serve la data del 20 novembre, commemorare il 102° anniversario della rivoluzione del nostro Messico</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Da questa incarcerazione ingiusta che viviamo, oggi diciamo pubblicamente Basta di ingiustizie. Seguiremo l&#8217;esempio di tutti i rivoluzionari che ci hanno lasciato un cammino che porta alla giustizia. Viva la rivoluzione messicana.</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Dall&#8217;altro lato continuiamo a reclamare al governo di Juan Sabines Guerrero la nostra libertà incondizionata di cui siamo stati privati.</span></p>
<p><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">Infine invitiamo le organizzazioni indipendenti statali, nazionali ed internazionali a sostenere le nostre richieste.</span></p>
<p align="CENTER"><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><br />
Fraternalmente</span></strong></p>
<p align="CENTER"><strong><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">La Voz del Amate y Solidarios de la Voz del Amate</span></strong></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;"><br />
Prigionieri Politici della Voz del Amate e i Solidarios de la voz del Amate </span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">aderenti alla Otra campaña del EZLN reclusi nel carcere numero 5 </span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: DejaVu Sans Condensed,sans-serif;">di San Cristóbal de Las Casas Chiapas.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/11/22/prigionieri-politici-esigono-liberta-immediata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il caso del compagno Rosario Diaz Mendez</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/14/il-caso-del-compagno-rosario-diaz-mendez/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/14/il-caso-del-compagno-rosario-diaz-mendez/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 10:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Important]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[Plataforma Pirata]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[plataforma pirata]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Diaz Mendez]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarios de la Voz del Amate]]></category>
		<category><![CDATA[Voz del Amate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=14932</guid>
		<description><![CDATA[Rosario, membro dell’organizzazione “La voz del Amate”, aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, è stato catturato il 23 di Agosto del 2005 dalla polizia nel municipio di Huitiupán, con l&#8217;accusa di secuestro di persona. In stato di dentenzione fu picchiato e torturato, gli fu posta una busta di plastica in testa per asfissiarlo e &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/14/il-caso-del-compagno-rosario-diaz-mendez/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="RosarioDiazMendez" src="http://www.autistici.org/nodosolidale/uploads/news/rosario_1.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>Rosario, membro dell’organizzazione “La voz del Amate”, aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, è stato catturato il 23 di Agosto del 2005 dalla polizia nel municipio di Huitiupán, con l&#8217;accusa di secuestro di persona. In stato di dentenzione fu picchiato e torturato, gli fu posta una busta di plastica in testa per asfissiarlo e obbligarlo a firmare la sua confessione. In quei giorni la famiglia non ebbe sue notizie. Attualmente si trova nel CERSS N°5 di San Cristóbal de las Casas.</p>
<p><strong>DATI PERSONALI:</strong></p>
<p><strong>Nome:</strong> Rosario Díaz Méndez<br />
<strong>Data di nascita:</strong> 15 Maggio 1965<br />
<strong>Luogo di nascita:</strong> Colonia El Azufre, Municipio di Huitiupan<br />
<strong>Stato Civile:</strong> Sposato<br />
<strong>Lingua:</strong> Tzozil<br />
<strong>Dipendenti economici:</strong> sua moglie e cinque figli<br />
<strong>Organizzazione: </strong>Voz del Amate, aderente alla Sesta dichiarazione della Selva Lacandona<br />
<strong>Occupazione:</strong> agricoltore<br />
<strong>N° di pratica:</strong> 323/2005 e 047/2006<span id="more-14932"></span></p>
<p><strong>DETENZIONE</strong>: Quando lo arrestarono la polizia municipale non si identificò e non mostrò nessun ordine di arresto, e nemmeno gli comunicarono il motivo della detenzione, lo portarono all&#8217;Ufficio fiscale di Huitiupán e da lì alla procura di Tuxtla Gutierrez. Durante la sua detenzione fu torturato con tentativi di asfissamento, mettendogli una busta di plastica in testa e versandogli acqua gassata con peperoncino nel viso, nel tentativo di estorcergli una confessione. Dopo tutto questo fu trasportato alla struttura Quinta Pitiquitos di Chapa de Corzo dove lo lasciarono senza contatti fino al giorno 25, nel frattempo la sua famiglia tentava di conoscere il suo destino. Un mese dopo lo mandarono al CERSS N°14 EL Amate, Cintalapa.</p>
<p><strong>CONFESSIONE</strong>: Rosario firmó la sua confessione nella Procura di Tuxtla Gutierrez. Fu la polizia giudiziaria ad occuparsi di tutto. Durante la confessione a Rosario non fu permesso un avvocato difensore ne un traduttore che comprendesse la lingua e le tradizioni tzozil, non gli lessero la sua confessione e fu obbligato a firmarla. Lo accusano di <em>sequestro e omicidio</em>.</p>
<p><strong>PROCESSO</strong>: Rosario fu condannato a <em>45 anni di reclusione</em>, in appello la sentenza è stata confermata.<br />
Dopo lo sciopero della fame dell&#8217;autunno del 2011, il Governo ha accettato riaprire il processo, cui revisione è adesso in corso.</p>
<p><strong>CONDIZIONI DI RECLUSIONE: </strong>Rosario è stato trasferito daal CERSS N° 14 al CERSS N°5 di San Cristobal, soffre di tosse cronica e epilessia, patologie che si manifestarono in seguito alla sua detenzione e per la quale non riceve l&#8217;attenzione medica adeguata; inoltre, i pasti in carcere sono di pessima qualità.</p>
<p>Rosario riceve le visite dei suoi familiari di tanto in tanto a causa delle difficoltà economiche, alla quale riescono a sopperire in parte con gli introiti dell’artigianato alla quale lui stesso di dedica in carcere insieme agli altri compagni, prigionieri politici, della “Voz del Amate” e “Solidarios de la Voz del Amate”.</p>
<p>Da quando è in carcere, Rosario, ha partecipato a diversi scioperi della fame, uno dei quali di ben 39 giorni, come forma di denuncia per le ingiustizie patite da lui stesso e dai suoi compagni.</p>
<hr />
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/14/il-caso-del-compagno-rosario-diaz-mendez/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’ignobile situazione dei prigionieri di coscienza come Alberto Patishtan.</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/11/lignobile-situazione-dei-prigionieri-di-coscienza-come-alberto-patishtan/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/11/lignobile-situazione-dei-prigionieri-di-coscienza-come-alberto-patishtan/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 10:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Important]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Plataforma Pirata]]></category>
		<category><![CDATA[alberto patistàn]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[nodo solidale]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[pirata]]></category>
		<category><![CDATA[plataforma pirata]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=14862</guid>
		<description><![CDATA[&#160; FONTE: La Jornada Domenica 7 ottobre 2012-10-09 &#160; Domani sarà operato alla testa per un turmore. Nell’attesa della sua operazione, Alberto Patishtàn rimane ammanettato ad un letto dell’Istituto Nazionale di Neurologia, nella città del Messico. San Cristóbal de las Casas, Chiapas, 6 Ottobre. I prigionieri dell’Altra Campagna nel penale n.5 di questo municipio, denunciarono &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/11/lignobile-situazione-dei-prigionieri-di-coscienza-come-alberto-patishtan/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<header>FONTE: La Jornada Domenica 7 ottobre 2012-10-09</header>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><strong><a href="http://nomads.indivia.net/blog/2012/10/09/lignobile-situazione-dei-prigionieri-di-coscienza-come-alberto-patishtan/patishtanamm/" rel="attachment wp-att-13742"><img title="patishtanamm" src="http://nomads.indivia.net/wp-content/uploads/patishtanamm-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><em></em></p>
<p><em>Domani sarà operato alla testa per un turmore.</em> Nell’attesa della sua operazione, Alberto Patishtàn rimane ammanettato ad un letto dell’Istituto Nazionale di Neurologia, nella città del Messico.</p>
<p><strong>San Cristóbal de las Casas, Chiapas, 6 Ottobre.</strong></p>
<p>I prigionieri dell’Altra Campagna nel penale n.5 di questo municipio, denunciarono telefonicamente  che il loro compagno Alberto Patishtán Gómez si trova ammanettato ad un letto dell’Istituto di Neurologia Manuel Velasco Suárez, a Città del Messico.</p>
<p>“Ha bisogno di riposo, subirà un’operazione alla testa  il lunedì, non possono tenerlo legato di giorno e di notte”, spiegò Pedro López Jiménez, portavoce dei prigionieri <em>Solidarios de la voz del amate</em>. “Ciò che stanno facendo è una tortura psicologica, violando così i suoi diritti”. I reclusi fanno responsabile di ciò il comandante Nefer del Gruppo Lobo (specializzato nel trasferimento dei detenuti), che fu confermata anche dai familiari del professore.<span id="more-14862"></span></p>
<p>Dal Distretto Federale, sua figlia Gabriela Patishtán affermò che il summenzionato Nefer “ ci ha proibito le visite che abbiamo per diritto, in quanto familiari ed amici, e adesso si trova ammanettato per 24 ore al giorno, ciò ci sembra ignobile, in quanto dovrebbe stare in buone condizioni per prepararsi all’operazione di lunedì, però purtroppo con questa mancanza di rispetto fa in modo che non possa godere del riposo che anche i medici gli hanno consigliato.”</p>
<p>Questo lunedì sarà operato chirurgicamente per un tumore ipofisario  che gli ha danneggiato seriamente la vista e si calcola che abbia una lunghezza di 4 cm di diametro. Per molto tempo, includendo un ricovero di sei mesi nell’ ospedale Vida Mejor di Tuxtla Gutiérrez, la sofferenza di questo riconosciuto prigioniero di origine tzotil, è stata malintesa o inascoltata dalle autorità carcerarie e dal personale medico.</p>
<p>La richiesta della sua liberazione si è estesa, e adesso la corte suprema di giustizia della nazione si accinge a rivedere la sentenza che condanna il professore a 60 anni per crimini che non ha commesso.</p>
<p>Dal penale di San Cristóbal, López Jiménez sostiene che “la negligenza dei medici è abituale, ritardano tutti le analisi, ma sappiamo che hanno la responsabilità di darci un’attenzione adeguata” (le autorità penitenziarie). Egli stesso soffre di fortissimi dolori alla testa da più di un anno, gli somministrano solo analgesici senza nessun procedimento diagnostico. “ Sto sollecitando una visita adeguata”, afferma.</p>
<p>I detenuti dell’ Altra Campagna si proclamano incarcerati ingiustamente, ugualmente  Patishtán, e sono in presidio permanente all’interno del carcere.</p>
<p>Tra di loro c’è Francisco Santiz López, base d’appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Rimane in carcere a San Cristóbal per motivi politici, in quanto tutti i capi di accusa per cui è stato condannato si sono rivelati falsi. Tzeltal de Tenejapa, Santiz López insieme a Patishtán, è il prigioniero politico più emblematico dello stato del Chiapas. La richiesta della sua liberazione a livello internazionale dura da mesi e va crescendo.</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/10/11/lignobile-situazione-dei-prigionieri-di-coscienza-come-alberto-patishtan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Mex.] Diagnosticato un tumore cerebrale al prigioniero politico Alberto Patishtán</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/09/29/mex-diagnosticato-un-tumore-cerebrale-al-prigioniero-politico-alberto-patishtan/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/09/29/mex-diagnosticato-un-tumore-cerebrale-al-prigioniero-politico-alberto-patishtan/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 08:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[Important]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alberto patistàn]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieri politici]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=14802</guid>
		<description><![CDATA[LETTERA DI ALBERTO CHE ANNUNCIA CHE GLI HANNO DIAGNOSTICATO UN TUMORE Alla opinione pubblica Ai mezzi di comunicazione nazionali e internazionali Ai mezzi d&#8217;informazione alternativi Alla Sesta Internazionale Alle organizzazioni indipendenti Ai difensori dei diritti umani Alberto Patishtan Gómez prigioniero politico de La Voz del Amate, aderente alla Otra Campaña dell&#8217;EZLN, recluso nel carcere n°5 &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/09/29/mex-diagnosticato-un-tumore-cerebrale-al-prigioniero-politico-alberto-patishtan/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>LETTERA DI ALBERTO CHE ANNUNCIA CHE GLI HANNO DIAGNOSTICATO UN TUMORE</h3>
<p>Alla opinione pubblica<img class="alignright" title="alberto patishstan" src="http://www.pozol.org/wp-content/uploads/2012/09/prof-patisht%C3%A1n.jpg" alt="" width="148" height="223" /><br />
Ai mezzi di comunicazione nazionali e internazionali<br />
Ai mezzi d&#8217;informazione alternativi<br />
Alla Sesta Internazionale<br />
Alle organizzazioni indipendenti<br />
Ai difensori dei diritti umani</p>
<p>Alberto Patishtan Gómez prigioniero politico de La Voz del Amate, aderente alla Otra Campaña dell&#8217;EZLN, recluso nel carcere n°5 di San Cristobal de las Casas, Chiapas.</p>
<p>Dopo dodici anni di ingiusta incarcerazione da parte del malsistema di giustizia,<br />
che solo mi ha portato disgrazie nella vita mia e di quella dei miei compagni, come la perdita dei vincoli familiari, delle nostre case e il sorgimento di malattie croniche prese in carcere.<br />
Così come nel mio caso: fui ricoverato nella città di Tuxtla Gutierrez il mese di marzo del 2010 e i dottori mi diagnosticarono un glaucoma, per cui mi dettero sei mesi di ricovero e delle medicine da prendere per tutta la vita.<span id="more-14802"></span></p>
<p>Poi l&#8217;11 di maggio del 2011 mi fecero una TAC ma l&#8217;assistente sociale non mi consegnò mai i risultati; posteriormente fui trasferito al carcere di Guasave, Sinaloa, dove gli specialisti mi dissero che non si trattava di un glaucoma e mi diedero da fare un trattamento per un&#8217;altra malattia di tipo carnosa. Da lì mi trasferirono di nuovo in Chiapas, al Carcere n°5 di San Cristobal, ed oggi mi han fatto altri controlli approfonditi e gli specialisti mi hanno diagnosticato un tumore al cervello, già molto avanzato. È per questo che oggi denuncio pubblicamente gli abusi e le violazioni dei diritti umani, attuati dai dottori che hanno giocato con la mia vita, che mi hanno visitato non rispettando l&#8217;etica professionale tanto da subire da loro mancanza d&#8217;attenzione, negligenza e ritardi.</p>
<p>Per questo invito tutto il popolo chiapaneco a denunciare qualsiasi abuso legato alla situazione della propria salute o il fatto che sono ignorati da parte dei medici, affinchè questi pessimi servitori pubblici siano sanzionati conformemente alla legge. Inoltre faccio una chiamata al governo allo scopo di trovarmi specialisti per il mio caso e che mi diano un trattamento adeguato ed urgente.</p>
<p>D&#8217;altra parte continuo a esigere la nostra libertà immediata ed incondizionata per questi ingiuste incarcerazioni.</p>
<p>Infine invito tutta la società ed il mondo a essere vigile per questa situazione.</p>
<p>CORDIALMENTE<br />
&#8220;La Voz del Amate&#8221;<br />
<em>Alberto Pathistan Gómez</em></p>
<p>Carcere n°5 de San Cristobal de las casas Chiapas,<br />
25 settembre del 2012.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/09/29/mex-diagnosticato-un-tumore-cerebrale-al-prigioniero-politico-alberto-patishtan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Denuncie dai Caracol di Morelia e La Realidad</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/08/17/denuncie-dai-caracol-di-morelia-e-la-realidad/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/08/17/denuncie-dai-caracol-di-morelia-e-la-realidad/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Aug 2012 16:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Important]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Plataforma Pirata]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[chiapas]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[san cristobal]]></category>
		<category><![CDATA[zapatismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=14102</guid>
		<description><![CDATA[Dal sito di  Enlace Zapatista La JBG de la Realidad denuncia despojo, ataques y provocaciones del mal gobierno junto con los partidos PVEM y PRD. http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-la-realidad-denuncia-despojo-ataques-y-provocaciones-del-mal-gobierno-junto-con-los-partidos-pvem-y-prd/ &#160; La JBG de Morelia denuncia ataque de la ORCAO con arma de fuego a bases de apoyo zapatista http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-morelia-denuncia-ataque-de-la-orcao-con-arma-de-fuego-a-bases-de-apoyo-zapatista/]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito di  <a title="EnlaceZapatista" href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/" target="_blank">Enlace Zapatista</a><img class="alignright" title="caracoles" src="http://3.bp.blogspot.com/-Tc4y0iakIk8/T4S2dl9aiPI/AAAAAAAAFCY/MNBchvmTULc/s1600/IMG_0341.JPG" alt="" width="229" height="307" /></p>
<p>La JBG de la Realidad denuncia despojo, ataques y provocaciones del mal gobierno junto con los partidos PVEM y PRD. <a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-la-realidad-denuncia-despojo-ataques-y-provocaciones-del-mal-gobierno-junto-con-los-partidos-pvem-y-prd/" target="_blank">http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-la-realidad-denuncia-despojo-ataques-y-provocaciones-del-mal-gobierno-junto-con-los-partidos-pvem-y-prd/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La JBG de Morelia denuncia ataque de la ORCAO con arma de fuego a bases de apoyo zapatista <a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-morelia-denuncia-ataque-de-la-orcao-con-arma-de-fuego-a-bases-de-apoyo-zapatista/" target="_blank">http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/08/15/la-jbg-de-morelia-denuncia-ataque-de-la-orcao-con-arma-de-fuego-a-bases-de-apoyo-zapatista/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/08/17/denuncie-dai-caracol-di-morelia-e-la-realidad/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[Mex] Resoconto del XV Incontro Nazionale della Rete Messicana del Lavoro Sessuale</title>
		<link>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/08/06/mex-resoconto-del-xv-incontro-nazionale-della-rete-messicana-del-lavoro-sessuale/</link>
		<comments>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/08/06/mex-resoconto-del-xv-incontro-nazionale-della-rete-messicana-del-lavoro-sessuale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Aug 2012 22:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pkt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Plataforma Pirata]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[brigada callejera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratrici sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[otra Campaña]]></category>
		<category><![CDATA[sex workers]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mexico.nomads.indivia.net/?p=13602</guid>
		<description><![CDATA[XV Incontro Nazionale della Rete Messicana del Lavoro Sessuale Legge sulla tratta di persone criminalizza il lavoro sessuale e incita al femminicidio. Come si possono ottenere i diritti per le lavoratrici sessuali nel momento in cui la nuova legislazione contro la tratta di persona incita all’odio di genere fino al femminicidio contro le presunte beneficiarie &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/08/06/mex-resoconto-del-xv-incontro-nazionale-della-rete-messicana-del-lavoro-sessuale/">Weiterlesen <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><span>XV <span>Incontro</span> <span>Nazionale</span> <span>della</span> <span>Rete</span> <span>Messicana</span> <span>del</span> <span>Lavoro</span> <span>Sessuale</span></span></strong></h3>
<p><strong><span><span>Legge</span> <span>sulla</span> <span>tratta</span> <span>di</span> <span>persone</span> <span>criminalizza</span> <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> e <span>incita</span> <span>al</span> <span>femminicidio</span>.</span></strong></p>
<h1><img class="alignleft" title="Encuentro Red Mexicana Trabajador@s Sexuales" src="http://publimetro.e3.pe/ima/0/0/0/0/7/7863.jpg" alt="" width="375" height="266" /></h1>
<p><span>Come <span>si</span> <span>possono</span> <span>ottenere</span> i <span>diritti</span> per <span>le</span> <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> <span>nel</span> <span>momento</span> in <span>cui</span> la <span>nuova</span> <span>legislazione</span> <span>contro</span> la <span>tratta</span> <span>di</span> persona <span>incita</span> all’odio <span>di</span> <span>genere</span> <span>fino</span> <span>al</span> <span>femminicidio</span> <span>contro</span> <span>le</span> <span>presunte</span> <span>beneficiarie</span> <span>della</span> <span>legge</span>? <span>Quando</span> <span>questa</span> <span>legge</span>, <span>approvata</span> <span>tanto</span> <span>dalla</span> <span>deputata</span> Rosy <span>Orozco</span> come dall’ambasciatore <span>degli</span> <span>Stati</span> <span>Uniti</span> Earl Anthony Wayne, <span>criminalizza</span> <span>le</span> <span>stesse</span> <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> <span>che</span> <span>hanno</span> <span>lottato</span> <span>contro</span> la <span>tratta</span> per <span>anni</span>? <span>Quando</span> <span>il</span> <span>loro</span> <span>lavoro</span> ed i <span>loro</span> <span>diritti</span> <span>di</span> <span>lavoro</span> non <span>sono</span> <span>ancora</span> <span>riconosciuti</span> e <span>sono</span> considerate <span>semplicemente</span> o <span>vittime</span> o <span>colpevoli</span>? <span>Quando</span> <span>gli</span> <span>assassinii</span> e <span>le</span> <span>razzie</span> <span>aumentano</span> <span>mentre</span> i <span>veri</span> <span>sfruttatori</span> <span>rimangono</span> <span>impuni</span>? <span>Quando</span> <span>il</span> <span>crimine</span> <span>organizzato</span> ed i <span>governi</span> <span>di</span> tutti i <span>livelli</span> <span>si</span> <span>scontrano</span> per <span>guadagnare</span> <span>il</span> <span>controllo</span> <span>del</span> business e <span>togliere</span> <span>loro</span> <span>gli</span> <span>spazi</span> <span>di</span> <span>lavoro</span>? <span>Quando</span> la <span>lotta</span> <span>lunga</span> 25 <span>anni</span> <span>contro</span> l’AIDS <span>viene</span> <span>sminuita</span> a <span>livello</span> <span>che</span> i <span>preservativi</span> <span>vengono</span> <span>utilizzati</span> <span>sempre</span> <span>più</span> come <span>prova</span> <span>attribuibile</span> <span>ai</span> <span>delitti</span> <span>relazionati</span> con <span>l’esercizio</span> <span>del</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span>?</span></p>
<p><span><span>Questi</span> <span>erano</span> <span>alcuni</span> dei temi trattati <span>nel</span> </span><strong><span>XV <span>Incontro</span> <span>Nazionale</span> <span>della</span> <span>Rete</span> <span>Messicana</span> <span>del</span> <span>Lavoro</span> <span>Sessuale</span></span></strong><span>, avvenuto <span>il</span> 26 e 27 giugno <span>del</span> 2012 <span>nel</span> hotel Faja de Oro <span>nel</span> Distretto Federale Messico. Il primo giorno decine <span>di</span> <span>persone</span> <span>hanno</span> partecipato a una seria <span>di</span> tavoli <span>di</span> discussione e assemblee, condividendo <span>le</span> proprie esperienze, <span>gli</span> obiettivi raggiunti e <span>le</span> sfide all’interno <span>di</span> questo difficile contesto, e <span>il</span> secondo giorno, con l’arrivo <span>del</span> contingente de quartiere la Merced, centinaia <span>di</span> <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> <span>hanno</span> riempito la sala.</span></p>
<p><span>C&#8217;è stata la presentazione <span>di</span> quattro nuovi lavori creativi, i racconti brevi e a fumetti <span>di</span>: </span><em>El labirinto de Soledad, Flores de la Montaña, Incitación al odio y Violencia hacia las Trabajadoras Sexuales y Niñ@s.</em><span> Alcuni <span>di</span> questi racconti <span>si</span> <span>possono</span> leggere sul sito: </span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://es.calameo.com/read/000137394c1c106139c8c" target="_blank">http://es.calameo.com/read/000137394c1c106139c8c<span id="more-13602"></span></a></span></p>
<p><span>e <span>si</span> <span>possono</span> anche reperire, richiendendoli a questo indirizzo Calle Corregidora 115, Apt. 204, Col. Centro, Del. Venustiano Carranza, C.P. 15100, D. F., México. Tel-fax: 5542-7835.</span></p>
<p><span>Durante i tavoli e <span>le</span> assemblee, <span>le</span> e <span>gli</span> assistenti <span>hanno</span> denunciato <span>che</span> tra i beneficiari <span>della</span> <span>tratta</span> e dello sfruttamento <span>della</span> prostituzione troviamo impresari, proprietari <span>di</span> hotel, funzionari pubblici, papponi, matrone, poliziotti, <span>il</span> <span>crimine</span> <span>organizzato</span> e la classe politica. E chi ne paga i costi? Da una parte <span>le</span> <span>persone</span> <span>che</span> <span>si</span> trovano a lavorare <span>contro</span> la propria volontà, <span>che</span> realmente <span>sono</span> oggetto <span>di</span> <span>tratta</span>, e dall’altro lato <span>le</span> <span>lavoratrici</span> <span>che</span> offrono i propri servizi in maniera indipendente.</span></p>
<p><span>Una compagna ci ha detto: “Ci obbligano a pagare una quota e se non la paghiamo, i poliziotti ci violentano”. Un’altra compagna racconta i pericoli relativi <span>al</span> <span>lavoro</span> indipendente, senza matrone né papponi, senza pagare la polizia, <span>le</span> autorità municipali o <span>il</span> <span>crimine</span> <span>organizzato</span>. “Se non paghi, ti <span>possono</span> picchiare, violentare, uccidere o farti sparire. Alcune ex-compagne non <span>hanno</span> sopportato la dura pressione e adesso lavorano per <span>il</span> <span>crimine</span> <span>organizzato</span> o accettano i soldi dal governo. Altre <span>sono</span> cadute nella trappola <span>della</span> droga, per la pressione”.</span></p>
<p><span>Ciò nonostante <span>di</span> fronte a <span>questa</span> situazione <span>di</span> vita o <span>di</span> morte, <span>le</span> assistenti all’incontro <span>hanno</span> parlato dei vari obiettivi, veramente impressionanti, <span>che</span> sarebbero stati impossibili raggiungere senza l’organizzazione, la convinzione <span>di</span> continuare a resistere e molto coraggio.</span></p>
<p><span>Nel D.F., Guadalajara e Orizaba molte <span>lavoratrici</span> <span>hanno</span> rifiutato <span>di</span> pagare la propria quota malgrado <span>gli</span> <span>assassinii</span> e <span>le</span> sparizioni <span>di</span> alcune compagne. A Orizaba, quando l’Esercito sequestrò alcune compagne, <span>le</span> altre <span>si</span> recarono alla caserma e protestarono <span>fino</span> a quando non <span>le</span> rilasciarono. </span><br />
<span>Hanno detto: &#8220;Non permettiamo altri assalti. La polizia municipale ha smesso <span>di</span> perseguitarci. Le matrone già non ci estorsionan, e nemmeno <span>il</span> <span>crimine</span> <span>organizzato</span>. Siamo poche però siamo molto unite. Si immagini ciò <span>che</span> potremmo raggiungere se fossimo <span>di</span> un numero dieci volte maggiore <span>di</span> quello <span>che</span> siamo attualmente.&#8221;</span></p>
<p><span>Nel D.F., precisamente nell’area <span>della</span> Merced, la <span>Rete</span> partecipa con la Brigada Callejera <span>che</span> offre consulte ginecologiche, odontoiatriche, <span>di</span> medicina generale, agopuntura, e anche lezioni d’istruzione primaria e secondaria e corsi sui <span>diritti</span> umani e <span>di</span> educazione <span>sessuale</span>. Promuovono l’uso <span>del</span> preservativo e producono materiali didattici. Le sfide principali includono la difesa dello spazio <span>di</span> <span>lavoro</span>, la difesa <span>contro</span> la <span>nuova</span> <span>legge</span> <span>sulla</span> <span>tratta</span> e l’organizzazione dei servizi <span>di</span> salute e d’educazione in <span>più</span> posti.</span></p>
<p><span>Una compagna <span>del</span> D.F. ha detto: “Noi come <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> vogliamo <span>che</span> <span>il</span> nostro <span>lavoro</span> sia riconosciuto come qualsiasi altro <span>lavoro</span>. Vogliamo essere libere. Che ci rispettino in quanto <span>persone</span>. Che cessino <span>le</span> retate. Non siamo criminali. Lavoriamo per i nostri figli. Che la criminalizzazione aperta smetta <span>di</span> esistere. Che ci rispettino come esseri umani. Che la finiscano <span>di</span> pregiudicare i nostri clienti e <span>che</span> la doppia moralità prenda coscienza <span>che</span> non siamo noi <span>il</span> problema, ma coloro <span>che</span> fanno parte <span>del</span> governo <span>che</span> <span>si</span> arricchiscono con <span>il</span> nostro <span>lavoro</span>. Sappiamo <span>che</span> fanno i vaghi perché realmente vogliono dominare <span>il</span> <span>lavoro</span> sociale.&#8221;</span></p>
<p><span>Da Guadalajara, una compagna ha affermato <span>che</span> “è fondamentale sottolineare una profonda separazione tra <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> e la <span>tratta</span> <span>di</span> bianche. Il <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> è una fonte d’ ingresso economico per mantenere e mandare avanti la nostra famiglia… E <span>che</span> bene <span>che</span> siamo unite per difendere i nostri posti <span>di</span> <span>lavoro</span> e non siamo disposte a lasciarci intimidire da coloro <span>che</span> continuano ad attaccarci e <span>che</span> <span>si</span> appropriano dei nostri <span>spazi</span> <span>di</span> <span>lavoro</span>”.</span></p>
<p><span>Una compagna <span>del</span> collettivo <span>di</span> Tlàlpan, <span>nel</span> D.F., ha detto: “Si deve riconoscere <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> come un <span>lavoro</span> come <span>gli</span> altri. Per molte <span>di</span> noi è l’unica opzione <span>che</span> rimane. Abbiamo chiesto un tavolo <span>di</span> <span>lavoro</span> con la Commissione <span>Nazionale</span> dei Diritti Umani <span>dalla</span> quale non abbiamo ottenuto nessuna risposta soddisfacente. Alle <span>persone</span> <span>della</span> Segreteria <span>di</span> Sicurezza Pubblica disposte ad organizzare tavoli <span>di</span> <span>lavoro</span>, i propri superiori <span>gli</span> <span>hanno</span> detto <span>che</span> se continuavano con <span>gli</span> incontri, <span>gli</span> sarebbe successo qualcosa, e per questo motivo i tavoli furono sospesi. Che sia chiaro la polizia e <span>il</span> <span>crimine</span> <span>sono</span> la stessa cosa. Questa non è una cosa <span>nuova</span>. È una situazione vecchia <span>di</span> <span>anni</span>, dove <span>sono</span> implicati lenoni, matrone, poliziotti, senatori, deputati, delegati <span>del</span> ministero pubblico, e tutto ciò <span>che</span> ha a <span>che</span> veder con <span>il</span> governo.”</span></p>
<p><span>Da San Martín Texmelucan, Puebla, un compagno afferma <span>che</span> “<span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> non è un delitto. Siamo contrari alla criminalizzazione <span>del</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span>. Che <span>si</span> rispettino i <span>diritti</span> dei lavoratori <span>sessuali</span>, e anche i <span>diritti</span> civili, i <span>diritti</span> riproduttivi e <span>sessuali</span>, i <span>diritti</span> <span>di</span> libero transito, e i <span>diritti</span> d’espressione. Bisogna fare una distinzione tra <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> e la <span>tratta</span>. Se un poliziotto apprende <span>che</span> una persona è sfruttata da un’altra, questo non è motivo in sé per indagare, perseguitare o castigare <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> in generale.&#8221;</span></p>
<p><span>Una compagna <span>di</span> Orizaba, Veracruz, dice: &#8220;<span>il</span> nostro <span>lavoro</span> è <span>il</span> nostro riscatto familiare. Nella maggioranza dei casi, <span>le</span> <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> mantengono la famiglia. A Orizaba, vogliamo <span>che</span> sia chiaro <span>che</span> nonostante i problemi <span>che</span> abbiamo affrontato con <span>le</span> autorità, con la polizia, con <span>gli</span> intenti dei gruppi <span>del</span> <span>crimine</span> <span>organizzato</span> <span>di</span> estorcerci, abbiamo resistito e continueremo a resistere. Grazie alle organizzazioni, abbiamo potuto bloccare molte cose e seguiremo nella strada, ricordandogli <span>che</span> in ogni angolo <span>si</span> <span>lotta</span> e ci <span>si</span> difende. Non ne possiamo <span>più</span> dei femminicidi delle <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> ed esigiamo giustizia. Non vogliamo <span>che</span> esista la <span>tratta</span> <span>di</span> persona, bensì <span>che</span> detengano ed arrestino <span>le</span> <span>persone</span> responsabili e non <span>le</span> <span>persone</span> <span>che</span> <span>si</span> dedicano a questo <span>lavoro</span> perché è l’unica opzione <span>che</span> ci lasciano”.</span></p>
<p><span>La compagna Krisna sottolinea <span>che</span> questo movimento è apartitico. Afferma <span>che</span> la <span>Rete</span> <span>Messicana</span> <span>del</span> <span>Lavoro</span> <span>Sessuale</span> sa, attraverso la sua esperienza e la sua vivenza, come maneggia <span>il</span> governo e come operano i candidati. “Usano <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> come trampolino e arrivando <span>al</span> potere l’unica cosa <span>che</span> fanno è tradire, perseguire e criminalizzare <span>il</span> <span>lavoro</span> sessuale… Come <span>Rete</span> non partecipiamo a nessuna votazione, né appoggiamo a nessun candidato perché siamo convinti <span>che</span> la <span>lotta</span> <span>contro</span> l’AIDS, per la difesa dei <span>diritti</span> umani, dei <span>diritti</span> <span>del</span> <span>lavoro</span> non <span>si</span> danno attraverso <span>il</span> governo, ma tutto ciò <span>che</span> abbiamo raggiunto è stato solo attraverso l’organizzazione, senza dipendere dal governo… Ci <span>sono</span> state <span>persone</span> <span>che</span> <span>hanno</span> promosso un candidato, aspettando così un cambiamento, però quando ebbero <span>questa</span> opportunità <span>di</span> aiutare, <span>di</span> appoggiare, <span>di</span> attuare <span>il</span> cambiamento, questi candidati, questi partiti, questi <span>governi</span> la unica cosa <span>che</span> <span>hanno</span> fatto è stato colpirci <span>più</span> duramente <span>fino</span> ad adesso… La <span>Rete</span> non cammina con <span>il</span> governo”</span></p>
<p><span>In un workshop, <span>il</span> primo giorno dell’incontro, Ricardo Hernàndez Forcata <span>della</span> Commissione <span>Nazionale</span> dei Diritti Umani (CNDH), l’unica persona <span>di</span> <span>questa</span> commissione <span>che</span> ha mostrato un interesse <span>nel</span> difendere i <span>diritti</span> <span>del</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span>, ha dato informazioni sopra i modi <span>di</span> fare denuncie e fare ricorso <span>contro</span> la <span>legislazione</span> <span>che</span> viola i <span>diritti</span> umani. Il giorno dopo, è ritornato con un collega <span>della</span> Commissione <span>che</span> ha risposto a dubbi espressi dalle <span>lavoratrici</span> francamente scettiche sopra <span>le</span> possibilità menzionate, però non disposte a negare l’importanza <span>di</span> conoscere i propri <span>diritti</span>.</span></p>
<p>Jaime Montero della Brigada Callejera spiega che ci sono tre articoli specialmente dannosi nella nuova legge sulla tratta, che è entrata in vigore con la sua pubblicazione nella Gazzetta il 14 giugno 2012, gli articoli 19, 40 e 106.</p>
<p><span>“L’inciso 19 è <span>il</span> <span>più</span> nocivo. Proibisce <span>che</span> <span>si</span> stabiliscano contratti <span>di</span> servizio <span>sessuale</span>. Questo significa <span>che</span> eleva a delitto <span>gli</span> obblighi padronali e i <span>diritti</span> <span>del</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span>. Questo è gravissimo in quanto anticipa una <span>lotta</span> <span>che</span> tuttavia non abbiamo vinto e così la cancella. L’articolo 40 nega <span>il</span> diritto <span>di</span> decisione delle <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> perché abolisce <span>il</span> consenso informato. Quindi tutte <span>hanno</span> la connotazione <span>di</span> vittima. Che significa? Che non riconoscono chi lavora per conto suo. Che tutte <span>sono</span> <span>vittime</span> o <span>colpevoli</span>. L’articolo 106 proibisce tutta la pubblicità <span>di</span> contatti <span>sessuali</span> e questo significa <span>che</span> non solo <span>sono</span> proibiti <span>gli</span> annunci <span>sessuali</span>, ma la libertà <span>di</span> stampa e <span>di</span> pubblicare <span>le</span> necessità <span>di</span> contatto <span>sessuale</span>. È una violazione <span>del</span> diritto alla libertà <span>sessuale</span> e alla libertà d’ espressione e d’informazione.&#8221;</span></p>
<p><span>Nella conferenza stampa <span>che</span> ha chiuso l&#8217;incontro, la <span>legge</span> <span>che</span> castiga <span>fino</span> a 40 <span>anni</span> la <span>tratta</span> <span>di</span> persona fu <span>il</span> tema <span>di</span> vari commenti:</span></p>
<ul>
<li><span>Questa <span>nuova</span> <span>legge</span> sta pregiudicando a molte <span>persone</span> perché sta chiudendo <span>le</span> sue fonti <span>di</span> <span>lavoro</span> come <span>gli</span> hotels. Così stanno incarcerando <span>persone</span> <span>che</span> con la <span>tratta</span> non <span>hanno</span> niente a <span>che</span> vedere. Ci proteggeremo <span>di</span> fronte a <span>questa</span> <span>legge</span>. Siamo organizzate e arriveremo <span>fino</span> a dove è necessario.</span></li>
<li><span>L’unica cosa <span>che</span> vengo a dire è <span>di</span> non credere a ciò <span>che</span> dicono i notiziari e <span>le</span> televisioni perché io ero uno <span>di</span> quellidetenuti in una retata. Sono maggiore d’età, ho figli da mantenere. Ci fecero firmare molti documenti senza <span>il</span> nostro consenso e successivamente dissero <span>che</span> avevano riscattato delle <span>vittime</span> <span>della</span> <span>tratta</span>. Non <span>hanno</span> riscattato a nessuno.</span></li>
<li>Esigiamo rispetto. Siamo parte di questa società.</li>
<li><span>Questa <span>legge</span> <span>sulla</span> <span>tratta</span> <span>di</span> <span>persone</span> fu voluta <span>dalla</span> <span>deputata</span> Rosy <span>Orozco</span>, la quale è molto orgogliosa <span>di</span> una <span>legge</span> <span>che</span> viola <span>di</span> <span>diritti</span> delle <span>persone</span>, mostrando <span>le</span> <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> come <span>vittime</span> o sfruttatrici, inoltre rendendoci invisibili, noi <span>che</span> siamo in qualsiasi strada, in qualsiasi angolo, in qualsiasi hotel per decisione propria. Se dobbiamo essere considerate comunque <span>vittime</span>, siamo <span>vittime</span> <span>del</span> sistema economico. Siamo <span>vittime</span> <span>di</span> <span>questa</span> <span>legge</span>, <span>della</span> persecuzione e <span>della</span> criminalizzazione nei confronti <span>di</span> <span>persone</span> come noi, <span>che</span> abbiamo deciso in <span>che</span> lavorare, dove lavorare e <span>di</span> <span>che</span> fare <span>del</span> nostro corpo. Queste <span>persone</span> dicono <span>che</span> stanno salvando <span>le</span> <span>vittime</span> <span>della</span> <span>tratta</span> <span>di</span> persona, ma devono perseguire i <span>veri</span> <span>sfruttatori</span>. È molto facile dire <span>che</span> un lavoratore <span>che</span> fa un servizio o un lavoratore <span>di</span> hotel <span>che</span> lava <span>gli</span> asciugamani, o una donna <span>che</span> sistema i cuscini, <span>sono</span> i <span>colpevoli</span>, i trattanti. Invece la signora Rosy <span>Orozco</span> deve sapere <span>che</span> è lo stesso governo, attraverso la Segreteria <span>di</span> Sicurezza Pubblica, <span>che</span> sfrutta <span>sempre</span> <span>le</span> <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span>. Loro <span>sono</span> i <span>veri</span> lenoni, i <span>veri</span> papponi. Qui ci <span>sono</span> <span>le</span> <span>persone</span> con la dignità, con coscienza politica e memoria storica.</span></li>
<li>Che ci lascino in pace.</li>
<li><span>Che ci rispettino. In Guadalajara <span>si</span> reprime <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span>. E per questo stiamo qui, per far valere i nostri <span>diritti</span>.</span></li>
<li><span>Io l’unica cosa <span>che</span> posso dire è <span>che</span> considero <span>che</span> <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> non è un problema politico e solamente lo pongono come un “parapetto” .Il problema è <span>il</span> traffico <span>di</span> droga operato da Los Zetas, la <span>tratta</span> <span>di</span> <span>persone</span>, i sequestri e <span>gli</span> assalti. <span>Questi</span> <span>sono</span> i <span>veri</span> problemi. Il <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> non danneggia a nessuno. Ciò nonostante, la discriminazione e la non considerazione aleggiano <span>sempre</span> sopra <span>di</span> noi… Siamo <span>lavoratrici</span> forti, <span>che</span> <span>sempre</span> impugnano <span>le</span> armi per difendersi, con la dignità <span>sempre</span> alta. La nostra arma <span>più</span> forte è l’organizzazione. Sempre disposte a scontrarci con <span>il</span> nostro nemico, <span>che</span> è <span>il</span> governo. è <span>il</span> nemico <span>più</span> forte <span>che</span> abbiamo, <span>il</span> governo, è <span>sempre</span> lui <span>che</span> ci danneggia, <span>che</span> ci flagella, è lui <span>che</span> <span>si</span> vuole arricchire <span>sempre</span> con <span>il</span> nostro <span>lavoro</span>. Saremo <span>sempre</span> in guerra perché non sappiamo lasciare. Abbiamo compreso <span>che</span> dobbiamo difendere la nostra professione… ci vogliono tenere in una zona “<span>di</span> tolleranza” per tenerci sotto <span>il</span> <span>loro</span> <span>controllo</span> per favorire i <span>loro</span> guadagni e i <span>loro</span> interessi. Sappiamo <span>che</span> <span>il</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> non è piacevole. È una forte necessità perché abbiamo figli da mantenere e coloro <span>che</span> amiamo da aiutare.</span></li>
<li>Noi siamo contrarie che violano i nostri diritti personali e la nostra sicurezza.</li>
<li><span>Ciò <span>che</span> avviene è <span>che</span> ci obbligano a pagare una quota e se non lo facciamo, <span>gli</span> stessi poliziotti ci violentano.</span></li>
<li><span>Parliamo <span>di</span> casi gravi. Nel 2011- 2012 secondo l’Informe Speciale dell’Osservatorio Professionale <span>del</span> <span>Lavoro</span> <span>Sessuale</span> in Messico, “…Ciudad Victoria, Nuevo Laredo, Tampico, Matamoros e Reynosa, Tamaulipas, <span>sono</span> <span>le</span> città segnalate dalle <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span>, come dei “paradisi” dove <span>si</span> prostituiscono <span>le</span> immigrate dal Centro America <span>che</span> <span>sono</span> marcate dai <span>loro</span> padroni e dove <span>il</span> <span>crimine</span> <span>organizzato</span> <span>si</span> allena assassinando a <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> in luoghi isolati, lo stesso succede in alcune città dello Stato <span>del</span> Messico”. Termino leggendo la seguente lista <span>di</span> femminicidi e scomparse <span>di</span> <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span> registrati lo scorso anno:</span></li>
</ul>
<p><em>2011: </em></p>
<ul>
<ul>
<li><em><span>in luglio fu assassinata <span>nel</span> Mexicali, </span></em><em>Sofía Alemán Sánchez di 25 anni;</em><em><span> <span>nel</span> mese <span>di</span> luglio fu assassinata da cinque pugnalate nella schiena nella </span></em><em><span>Salvatierra, Gunajuato, Esmeralda Concepción Reinalde <span>di</span> 35 <span>anni</span>.</span></em></li>
</ul>
</ul>
<ul>
<ul>
<li><em><span><span>il</span> 12 agosto fu assassinata un’altra lavoratrice <span>sessuale</span> <span>nel</span> Mexicali, una situazione <span>che</span> genera una protesta da parte <span>della</span> sue compagne <span>di</span> fronte alla Procuratorato Generale <span>di</span> Giustizia dello Stato (PGJE).</span></em></li>
<li><em><span>Il 29 agosto María <span>del</span> Carmen Alijarrarás Mendoza, <span>di</span> 48 <span>anni</span> <span>di</span> età, fu assassinata <span>nel</span> hotel Señorial <span>di</span> Morelia, Michoàcan, per strangolamento. Faceva parte dell’associazione civile “Monarcas Libertad”.</span></em></li>
<li><em><span>Il 25 settembre Iván Rivera Cuesta, conosciuta nell’ambiente <span>del</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span> come “Brighet”, fu assassinata brutalmente <span>nel</span> massacro <span>di</span> Boca <span>del</span> Rìo, accusata <span>di</span> essere collaboratrice <span>di</span> un gruppo appartenente alla criminalità organizzata.</span></em></li>
<li><em><span>Il 29 settembre Adolfo Rivera Hurtado, conosciuto come la “Denisse”, <span>di</span> <span>anni</span> 40, fu assassinata in un bar <span>di</span> Galeana, un piccolo paese <span>nel</span> municipio <span>di</span> Zacatepec nello stato <span>di</span> Morelos.</span></em></li>
<li><em><span>Il 2 ottobre fu “portata via” la lavoratrice <span>sessuale</span> Ericka López Robledo <span>di</span> 23 <span>anni</span> dal Reyna Bar nella zona <span>di</span> tolleranza Plaza 21 Cancún, Quintana Roo e successivamente fu lanciata in un terreno incolto priva <span>di</span> sensi.</span></em></li>
<li><em><span>Il 10 ottobre nella località <span>di</span> Amozoc, Puebla fu violentata e pugnalata una lavoratrice <span>sessuale</span> <span>di</span> 30 o 35 <span>anni</span> d’età, non <span>si</span> conosce <span>ancora</span> <span>il</span> nome.</span></em></li>
<li><em><span>Il 4 novembre furono rapiti in Chihuahua, nello stato <span>di</span> Chihuahua, due transgender e una lavoratrice <span>sessuale</span> da Calle 12 e Avenida Juàrez, i quali furono privati delle <span>loro</span> vite, decapitato, tagliato a pezzi e uccisa con colpi d’arma da fuoco rispettivamente.</span></em></li>
<li><em>Il 20 novembre a Lazaro,</em><em> </em><em><span>Cárdenas, Michoacán fu uccisa a pietrate una lavoratrice <span>sessuale</span> <span>di</span> 30 <span>anni</span> approssimativamente in Calle Francisco I.Madero y Emiliano Zapata.</span></em></li>
<li><em><span>Il 22 novembre in Sahuayo, Michoacán, fu rapita in un bar ubicato <span>sulla</span> superstrada federale Azuayo- Cojumatlán, Karina Isabel Ávalos Espinoza <span>di</span> 20 <span>anni</span>, la quale risulta <span>ancora</span> scomparsa.</span></em></li>
<li><em><span>Il 27 novembre nelle strade 12 e Libertad, fu assassinata una lavoratrice transgender <span>di</span> 27 <span>anni</span> in Chihuahua, Chihuahua, <span>il</span> suo nome è <span>ancora</span> sconosciuto. </span></em></li>
<li><em>Il 30 dicembre in Cintalapa, Chiapas,</em><em> </em><em><span>Yerlin Nervid Zúñiga <span>di</span> 34 <span>anni</span>, originaria <span>di</span> Chimaltenango, Guatemala, fu assassinata con un’arma da taglio.</span></em></li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>2012</em></strong></p>
<ul>
<ul>
<li><em><span>Il 26 febbraio fu assassinata “Sylvia” <span>nel</span> Mexicali.</span></em></li>
<li><em><span>Il 4 marzo, fu rapita dall’hotel Posada, “Rocío”, <span>il</span> <span>cui</span> corpo fu ritrovato successivamente nudo, massacrato e con segni <span>di</span> tortura lungo la strada San Felipe de Tijuana, Baja California. Lavorava <span>nel</span> centro <span>di</span> Mexicali.</span></em></li>
<li><em><span>Il 17 aprile a Yurécuaro, Michoacán, Laura Ponce Esquivel <span>di</span> 30 <span>anni</span>, fu massacrata da colpi d’arma da fuoco.</span></em></li>
</ul>
</ul>
<p><em>A maggio, assassinarono la compagna “Fernanda” di Guadalajara, Jalisco. Un presunto cliente se la portò fuori dall’hotel dove lavorava per un servizio e fu trovata sgozzata.</em></p>
<ul>
<ul>
<li><em><span>Negli ultimi tre <span>anni</span>, <span>sono</span> state assassinate <span>nel</span> Mexicali, <span>più</span> <span>di</span> undici <span>lavoratrici</span> <span>sessuali</span>, tra <span>loro</span> 4 squartate e 16 <span>sono</span> scomparse. Altre <span>vittime</span> <span>nel</span> Mexicali <span>sono</span> Vilma Arellano Díaz, assassinata <span>nel</span> 2008. María de los Ángeles Salazar Castro <span>di</span> 38 <span>anni</span>, Blanca Elizabeth Hernández Ramírez, <span>di</span> 35 <span>anni</span>. Sono scomparse nella stessa città Claudia, Martha, Montse, Alma, Magui, Sandra, Lourdes e altre 4 donne, tra <span>loro</span> “Wendy”, <span>che</span> poneva annunci sui giornali.</span></em></li>
<li><em><span>Il 19 giugno fu assassinata Chetumal, Quintana Roo, Liliana Estrella e successivamente scaraventata in un contenitore <span>della</span> spazzatura.</span></em></li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>A conclusione dell’incontro, per animare tutte e tutti e risaltare l’aspetto ludico <span>del</span> <span>lavoro</span> <span>sessuale</span>, due compagne offrirono uno spettacolo <span>di</span> ballo degno <span>di</span> essere ricordato.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mexico.nomads.indivia.net/de/2012/08/06/mex-resoconto-del-xv-incontro-nazionale-della-rete-messicana-del-lavoro-sessuale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
